Bookmark(0)

CAPITOLO 10

ESAME INTERMEDIO

ERA GIOVEDÌ. Domani avremo affrontato l’esame. Le lezioni erano terminate. Dopo che la professoressa Chabashira finì la lezione e lasciò la classe, Kushida entrò immediatamente in azione. Tirò fuori le fotocopie del vecchio test e le portò con sé alla cattedra. 

“Ragazzi potreste ascoltarmi per un momento, prima che torniate ai dormitorio?” 

Tutti, compreso Sudou, si fermarono e ascoltarono Kushida. Questo era un ruolo che né Horikita né io potevamo interpretare. Solo Kushida poteva farlo. 

“Sono consapevole che avete studiato duramente per l’esame di domani. Ho qui qualcosa che vi sarà sicuramente d’aiuto. Vi distribuirò alcuni fogli.” 

Kushida distribuì i fogli con le domande e le risposte del test agli studenti in prima fila.

“Domande… del test? Le hai preparate tu, Kushida-san?” 

Horikita fu visibilmente sorpresa da questa improvvisa svolta degli eventi.

“A dire il vero sono le domande del test di due anni fa. Me le sono fatte dare da uno studente del terzo anno ieri sera.”

“Domande del test di due anni fa? Eh? Aspetta, troveremo queste domande anche domani?”

“Sì. A dire il vero, ho sentito che il test dell’anno scorso aveva quasi le stesse di quello dell’anno precedente. Quindi, memorizzare queste domande ci sarà sicuramente d’aiuto per domani.”

“Whoa! Sul serio? Grazie, Kushida-chan!” Felicissimo, Ike abbracciò il foglio del test. Nemmeno gli altri studenti riuscirono a reprimere la loro euforia. 

“Sul serio? Proprio ora che abbiamo studiato così tanto?” Si lamentò Yamauchi, anche se rideva. 

Sembrava che avessi ragione. 

“Sudou-kun, cerca di memorizzarne più che puoi!” 

“Sì. Grazie, mi sei di grande aiuto.” Anche Sudou accettò con felicità i fogli del test. 

“Fate in modo di non spargere la voce! Non vorrete mica che le altre classi ne vengano a conoscenza? Fate del vostro meglio e cercate di prendere il più alto possibile dei voti!” Gridò Ike con gioia e determinazione. Non potevo che essere d’accordo con lui. Non c’era alcun bisogno di aiutare i nostri avversari. Uscirono tutti dalla classe di buon umore. 

“Kushida-san. Ottimo lavoro.” Horikita elogiò Kushida, il che era molto insolito. 

“Eh, dici sul serio?” Chiese Kushida.

“Non mi era nemmeno passata per la mente l’idea di utilizzare i test precedenti. Ti sono grata per averne verificato persino l’utilità.” 

Proprio così. La sempre solitaria Horikita non ci aveva nemmeno pensato. 

“L’ho fatto per i miei amici. Non è stato niente di speciale.” Disse Kushida.

“Inoltre, penso che tu abbia fatto bene a dirlo oggi. Se avessi parlato di questo test in precedenza, è possibile che tutti avrebbero perso la motivazione per studiare.” 

“È stata la semplice conseguenza di averlo ricevuto poco tempo fa. Se molte domande del test di domani saranno le stesse, allora, riusciranno tutti a ottenere dei punteggi piuttosto alti.”

“Sì. E almeno in quel caso non avremo studiato per niente.” 

Le ultime due settimane dovevano essere state tremendamente lunghe per Sudou e gli altri studenti in difficoltà. Si spera che abbiano preso l’abitudine di studiare ora. 

“È stato difficile, ma anche divertente.” 

“Dubito che il Trio di Idioti l’abbia trovato minimamente divertente.” 

Beh, abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Dipendeva tutto da quanto sforzo avessero impiegato nello studio. 

“Prego solo che non mi venga un vuoto di memoria durante il test.”

Beh, non c’era molto che si potesse fare al riguardo. Non importa quanto bene si studi, tutta ciò che importa è quanto bene si riesca a svolgere il test. Almeno le domande dei test precedenti potevano essere certamente d’aiuto. 

“Allora, dovremmo andare?” 

Horikita guardò silenziosamente Kushida mentre riponeva il libro nella borsa. 

“Kushida-san.”

“Hmm?”

“Grazie per tutto quello che hai fatto, dico sul serio. Se non fosse stato per te, il gruppo di studio non avrebbe neanche avuto successo.” 

“Non ti preoccupare. Voglio raggiungere le altre classi insieme a tutti quanti. Ecco perché l’ho fatto e perché ho accettato di aiutare con il gruppo di studio. Ti aiuterò di nuovo, in qualsiasi momento.” Sorridendo, Kushida prese la sua borsa e si alzò. 

“Un momento. Vorrei prima confermare una cosa.” Disse Horikita. 

“Confermare?” 

“Se dici che continuerai ad aiutarmi per il bene della nostra classe, allora devo essere sicura di una cosa.” 

Horikita guardò dritto verso Kushida che continuava a mantenere un sorriso smagliante.

“Mi odi, non è vero?”

“Ehi, ehi…” Mi chiedevo cosa volesse chiedere, ma era ridicolmente inaspettato.

“Perché lo pensi?” chiese Kushida.

“Non stai rispondendo alla mia domanda perché è vero. Giusto?”

“Ah ah, mi hai beccata.” Si mise in spalla la borsa e abbassò le mani. Kushida affrontò Horikita senza perdere il sorriso. “Esatto. Ti odio davvero molto.” 

Rispose chiaramente, senza nemmeno tentare di nasconderlo. 

Fu diretta. 

“Vuoi che ti dica la ragione?”

“No. Non è necessario. Mi basta saperlo. Almeno, adesso posso continuare a lavorare con te senza più dubbi.” Nonostante quello che le era stato appena detto, Horikita parlò con calma.

10.1

—————————————————————————————————————————————————–

“OGGI NON CI SONO ASSENZE. Sembra che ci siate tutti.”

La professoressa Chabashira attraversò l’aula a grandi passi con aria soddisfatta.

“A breve, affronterete il vostro primo ostacolo. Ci sono domande?”

“In queste ultime settimane abbiamo studiato diligentemente. Non credo che avremo problemi.”

“Accidenti. Ne sembri proprio convinto, Hirata.” 

A giudicare dallo sguardo, erano tutti piuttosto fiduciosi di passare l’esame. Con prontezza, la professoressa prese i fogli e li distribuì. Il test della prima ora riguardava scienze sociali. Di tutto ciò che avevamo studiato, era probabilmente la materia più semplice.

“Se troverete difficoltà in questo primo test, non oso immaginare come affronterete gli altri. Oltre questo dovrete sostenere anche l’esame finale a luglio. Se riuscirete a passare tutti i test, verrete ricompensati con un viaggio durante le vacanze estive.”

“Un viaggio?” 

“Esatto. Un viaggio da sogno su un’isola circondata da un mare blu cristallino.” 

Ovviamente, passare l’estate su una spiaggia avrebbe significato vedere le ragazze in costume da bagno…

“Ora sì che sono motivato…” mormorò uno dei ragazzi. A causa della strana atmosfera che si percepiva dagli studenti, soprattutto dai ragazzi… la professoressa Chabashira fece un passo indietro.

“Ragazzi. Facciamo tutti del nostro meglio!” 

“Si!” Gridò Ike insieme ad alcuni compagni di classe. Gridai anch’io. La mia voce si perse tra le altre. 

“Pervertito.” Horikita mi lanciò un’occhiataccia. Tacqui immediatamente. In poco tempo, la professoressa terminò di distribuire il test. Dopo il suo segnale, si misero tutti a svolgerlo. Prima di iniziare diedi uno sguardo agli altri. Il Trio di Idioti aveva studiato abbastanza? Quante di queste domande erano uguali al test di qualche anno fa? Dovevo prima verificarlo.

Perfetto. 

Discretamente, strinsi il pugno in trionfo. Nonostante le mie paure, le domande erano le stesse. Non avevo controllato molto attentamente, ma non notai grandi differenze. Se avessi memorizzato il vecchio test, era chiaro che avrei potuto ottenere un punteggio quasi perfetto. 

Mi guardai attorno in cerca di conferme, non c’era nessuno che sembrava frustrato o confuso. Probabilmente si erano impegnati a studiare all’ultimo minuto. Lentamente, lessi e risposi a tutte le domande. I test della seconda e terza ora riguardavano rispettivamente giapponese e chimica. Continuando a lavorare, notai un’altra cosa che mi incuriosì. Riesaminando i quesiti, mi resi conto che gli argomenti con cui Horikita aveva insistito nel gruppo di studio, erano presenti nel test. Era stata in grado di prevederlo? La ragazza silenziosa accanto a me era ancora più impressionante di quanto avessi immaginato. 

Poi arrivo la quarta ora. Matematica. Tutte le domande anormalmente difficili che erano state presenti nella simulazione del test erano apparse anche qui, ma il contenuto era rimasto invariato dai vecchi test. Anche se Sudou e gli altri ragazzi non riuscivano a capire i problemi, potevano comunque risolverli se avessero memorizzato le risposte.

Poi ci fu la pausa. 

Io ed alcuni membri del nostro gruppo di studio ci riunimmo. 

“È stato facile! L’abbiamo svolto quasi alla perfezione!”

“Potrei benissimo riuscire ad ottenere 120 punti.” Ike sembrava abbastanza sicuro di sé. Yamauchi doveva aver provato lo stesso, a giudicare dal sorriso sul suo volto. Fiduciosi, controllarono per un’ultima volta il vecchio test.

“Sudou-kun, e tu?” Kushida parlò a Sudou, che sedeva da solo alla sua scrivania e con lo sguardo fisso sul vecchio test. Sembrava accigliato.

“Sudou-kun?”

“Eh? Oh, scusa. Sono un po’ occupato.”

Continuò a parlare senza distogliere lo sguardo dal foglio. Stava esaminando il test di inglese. La sua fronte coperta da un sottile strato di sudore. 

“Sudou… non è che per caso non hai studiato il materiale del vecchio esame?” 

“Sì, tutto tranne l’inglese. Ad un certo punto mi sono addormentato.” Sudou sembrava irritato. In altre parole, questa era la prima volta che lo esaminava. 

“Eh?!”

Significava anche che aveva solo dieci minuti per controllare le risposte. 

“Dannazione, non mi entrano in testa.” mormorò. 

A differenza degli altri test, inglese non era facile da memorizzare e riuscirci in soli dieci minuti sarebbe stato impossibile. 

“Sudou-kun, memorizza le risposte più brevi e quelle che valgono più punti.” Horikita balzò in piedi e si spostò accanto a Sudou.

“O-okay.” Cercò di concentrarsi su ciò che gli avrebbe fruttato il maggior numero di punti. 

“C-ci riuscirai?” Chiese Kushida. Sembrava ansiosa. 

“A differenza del giapponese, non conosco le basi dell’inglese. Queste lettere sembrano una sorta di incantesimo o qualcosa del genere. Per riuscire a memorizzare ci vorrà del tempo.” 

“G-già, anch’io lo trovo difficile…” 

La pausa passò in un batter d’occhio e, senza alcuna pietà, la campanella suonò. 

“Ho fatto tutto quello che potevo. Per prima cosa cercherò di rispondere alle domande di cui ricordo le risposte, altrimenti finirò per dimenticarle.” 

“Bene…” 

E così iniziò il nostro test di inglese. Mentre gli altri studenti lo affrontavano con calma, Sudou sembrava chiaramente in difficoltà. Di tanto in tanto, smetteva di scrivere e sbatteva la penna contro la testa. Tuttavia, nessuno poteva aiutarlo. Andare a picco o rimanere a galla, dipendeva tutto da lui.

10.2

—————————————————————————————————————————————————–

DOPO L’ULTIMO TEST, ci riunimmo attorno al banco di Sudou. 

“Ehi, Come sei andato?” Chiese Ike, ansioso di saperlo.

Sudou era sul punto di perdere la calma.

“Non ne ho idea… so solo di aver fatto tutto il possibile.” 

“Non preoccuparti. Ti sei impegnato molto. Ce l’avrai fatta sicuramente.” 

“Dannazione, perché mi sono addormentato?” Sudou si agitò, chiaramente arrabbiato con se stesso. Horikita allora si mise di fronte a lui. 

“Sudou-kun.” 

“Cosa c’è? Vuoi farmi la predica?” Borbottò. 

“Il non avere studiato inglese è solo colpa tua, questo è sicuro. Tuttavia, proprio come hai detto, hai fatto tutto il possibile con il tempo che avevi a disposizione. Non hai cercato scorciatoie e nemmeno ti sei arreso. Considerando tutto l’impegno che ci hai messo, dovresti tenere la testa alta e sentirti orgoglioso.”

“Cos’è? Per caso stai cercando di confortarmi?” 

“Confortarti? Sto solo dicendo la verità. Nonostante per te sia molto difficile studiare, guarda fin dove sei arrivato.” 

Horikita lo stava lodando ed era sincera. Nessuno di noi poteva credere a quello che stava vedendo. 

“Non ci resta che aspettare i risultati.”

“Sì…” 

“Ci sarebbe… un’altra cosa. Qualcosa su cui devo correggermi.” 

“Correggerti?” 

“Tempo fa, avevo detto che il tuo sogno di diventare un giocatore professionista di basket era sciocco.”

“Perché me lo ricordi?”

“Ho fatto qualche ricerca, e ho scoperto che la strada per il successo è incredibilmente difficile.” 

“Quindi, visto che è un sogno arduo da realizzare, dovrei arrendermi?” 

“No, affatto. So che il basket è la tua passione. So che sei consapevole di quanto sia difficile giocare come professionista.” Anche se a modo suo e per quanto potesse essere imbarazzante, Horikita si stava scusando. “In Giappone ci sono molte persone che hanno il tuo stesso sogno e che desiderano diventare famosi a livello internazionale. Tu sei una di quelle persone, giusto?” 

“Sì. Sono incredibilmente stupido, ma voglio giocare a basket. Anche a costo di vivere una vita patetica e miserabile come lavoratore part-time o peggio, realizzerò il mio sogno.” 

“Non mi sono mai sforzata di capire gli altri, ho sempre pensato a me stessa. Perciò, quando per la prima volta mi avevi detto che volevi giocare a basket, ti ho insultato. Tuttavia, ora me ne pento. Qualcuno che non capisce quanto sia difficile, quanto sia arduo il basket, non ha il diritto di liquidare quel sogno come sciocco. Sudou-kun, non dimenticare il duro lavoro e lo sforzo che hai dedicato allo studio. Applica quella diligenza al basket. Se lo farai, potresti essere in grado di diventare un professionista. Almeno, io la vedo così.”

Nonostante avesse la sua solita espressione, Horikita chinò la testa verso Sudou. 

“Ti chiedo scusa per quello che ho detto allora. Beh, questo è ciò che avevo da dirti, adesso vado.” 

Con quelle ultime parole, Horikita lasciò la stanza. 

“Ehi, non posso credere ai miei occhi! Horikita si è appena scusata! E in modo così gentile!” 

“Incredibile!” 

Ike e Yamauchi erano entrambi completamente sbalorditi. Anch’io e Kushida eravamo piuttosto sorpresi. Horikita aveva ammesso che Sudou aveva fatto del suo meglio. Sudou, anche lui sbalordito, era rimasto con lo sguardo fisso sulla porta da cui Horikita era uscita. Subito dopo, Sudou, si portò la mano destra al petto e ci guardò. 

“O-oh, no… io… penso che potrei essermi innamorato di Horikita…” Disse.