Giorno 0, mezzanotte 

Da qualche parte

“Oh, eccoti qui. Tra tutti I posti dovevi presentarti proprio lì, mia piccolo pedina sacrificale.”

Nelle tenebre, Francesca crollò sulle spalle con aria annoiata, e guardò la scena riflessa nella sua sfera di cristallo. Era un’immagine del vecchio teatro di Snowfield.

“Dico seriamente, lo Spirito Eroico evocato lì deve essere Art.”

Nell’immagine, poteva vedere la figura di una ragazza sola che strisciava furtivamente nel teatro.

“Mi piacerebbe fossi andata da Sigma. Hanno un forte fattore di incertezza, e la sinergia avrebbe reso la cosa molto più interessante,” la ragazza con vestiti gotici brontolò tra se e se, poi riottenne il sorriso e continuò: “Beh, forse è meglio così. Mi è appena venuta un’idea per un gioco divertente.”

Contattò qualcuno via magia, poi riportò la sua attenzione sul cristallo. Lo osservava svogliatamente al buio da dieci minuti, quando–

Una potente luce brillò dal cristallo. In quel momento, notò un particolare nell’immagine che le fece brillare gli occhi.

“Oh? Cos’è questo? Chi potrebbe essere adesso? Forse Assassin?”

Appena quelle parole uscirono dalla sua bocca l’immagine cambiò ancora. Francesca fissava il “cadavere” nella sfera e fece una risata: “Ah ah ah! Fantastico! Stupendo! Un incidente improvviso! Chissà cosa accadrà adesso!”

Francesca mostrò un sorriso deliziato, le sue guance si arrossavano mentre i suoi occhi brillavano come quelli di un bambino.

“Oh! Oh, Art, cosa farai adesso? Il tuo Master è morto nel momento in cui sei stato evocato! Non è drammatico?”

Gridò selvaggiamente, e nel frattempo lei rise, rise, rise–

Scorgendo la prossima immagine riflessa nella sfera di cristallo, piegò la testa da una parte, ancora sorridente.

“… cos’è questo?”

Poi, con la testa piena di punti interrogativi, mormorò: “Chi è… quel Saber?” 

×   ×

America, Snowfield

All’interno del teatro parzialmente distrutto, Ayaka Sajou malediceva il suo destino.

Non poteva farne a meno, neanche se lo fosse portato su di sé.

Perché date le circostanze in cui si trovava sembrava come lo scherzo di qualche dio o 

demone.

Accanto a lei giaceva un cadavere umano.

Non c’erano ferite esterne, ma il corpo dell’uomo era rigido, con uno sguardo di dolore come se il suo cuore fosse stato schiacciato. Lei non sentiva nemmeno un minimo segno vitale.

Agli occhi di Ayaka, sembrava davvero che una mano avesse schiacciato il suo cuore. Ma… quel cuore non c’era più, e non c’era nessuno strappo nella camicia, figuriamoci una ferita nel petto.

E il “qualcuno” che aveva schiacciato il cuore era sparito.

Era stata costretta a ritirarsi a causa dell’uomo misterioso che era apparso davanti agli occhi di Ayaka.

La storia torna un po’ indietro.

Qualche minuto prima, Ayaka era prigioniera.

Era stata legata dalla testa ai piedi da una corda magica da colui che poco dopo diventerà un cadavere, un mago.

“Devi avermi preso alla leggera per pensare di poterti nascondere da me in quel modo.” Il mago sembrava stravolto. Scrutò il corpo di Ayaka dappertutto, e inclinò la testa.

“Questi segni sembrano Incantesimi di Comando… quindi tu sei quella di cui parlava Faldeus. Cosa stai cercando?”

“Non ne ho idea. Una strana donna bianca mi ha detto di venire, così l’ho fatto.” Il suo tono era brusco. I suoi occhi erano colmi di rassegnazione per il mondo e di rabbia per la sua situazione.

Il mago lo notò, ma continuò apparentemente senza interesse.

“Capisco. Immagino che questo ti renda un povero mago randagio usato come pedina sacrificale per il ‘pupazzo di carne’ degli Einzbern… beh, non posso permetterti di intralciare il rituale. Mi spiace, ma prima me la vedrò con te.”

Il mago inviò mana nei circuiti magici che attraversavano il suo corpo, pronto a far terminare la vita di Ayaka senza remore, come fosse solo un lavoro, quando… “Humph.”

Si fermò improvvisamente, e toccò un orecchino che sembrava essere un strumento magico di qualche tipo.

“Si… questa donna? Perché?”

Sembrava stesse parlando con qualcuno tramite l’orecchino, ma Ayaka ovviamente non poteva sentire l’altra parte della conversazione.

“Mmmh… capisco. Farò il tuo gioco.”

Dopo aver finito la chiamata, il mago fece un grande sospiro, e si girò verso Ayaka ancora legata.

“Sarà anche un capriccio, ma non posso dire di non essere interessato”

“…?”

“Oh, sto solo per testare quanta lealtà mi dimostrerà lo Spirito Eroico che sto per evocare.” Il mago si contorse leggermente, e soffocò una risatina mentre continuava, “Voglio vedere se il nobile eroe venerato come Re dei Cavalieri della Tavola Rotonda obbedirà all’ordine di uccidere una donna indifesa.”

L’unica cosa che Ayaka aveva capito è che probabilmente stava per essere uccisa dal “nobile eroe” che stava per essere evocato.

“E se questo tipo della Tavola Rotonda si rifiutasse di uccidermi, io… non sarò comunque risparmiata, giusto?” Disse Ayaka cinicamente e senza entusiasmo.

“Potrei comunque usare un Incantesimo di Comando, ma sfortunatamente non sono abbastanza idiota da sprecarne uno per un gioco. Semplicemente ti spezzerò il collo con quella corda.”

“Sicuro sia una cosa saggia? Se non mi uccidi subito, potrei rovinare il tuo rituale.”

“Ti trema la voce. Non bluffare.”

Il mago mantenne la sua aria di indifferenza di fronte al sarcasmo mezzo disperato di Ayaka.

“Sai perché ti ho detto l’identità dello Spirito Eroico che sto per evocare?”

“…?”

“L’ho fatto perché questa vocazione è un’altra ‘dichiarazione di guerra’. Non importa se si scopre; al contrario, ho sentito che ci sarà una grande ironia quando verrà restituito agli Einzbern e all’Associazione dal tuo datore di lavoro. Inutile chiederlo, ma verrò pagato allo stesso modo.”

Tra i maghi, era normale cercare di ottenere informazioni, ma questo mago ha solo alzato le spalle mentre continuava a compiere il suo incarico per diffonderle.

“In breve, abbiamo già tenuto conto dell’infiltrazione su cui hai scommesso la tua vita.”

“…”

“A tal proposito, mi sarei voluto assicurare che quei finti comandi potessero davvero ostruire la mia evocazione, ma… in realtà, sono sicuro che Francesca ci vede solo come dei suoi giocattoli. Beh, anche se combatti e rovini il rituale, verrò pagato comunque. Accetterò solo di aver preso la pagliuzza più corta e rinuncerò alla guerra.”

Ayaka abbassò silenziosamente lo sguardo, sentendo la porzione di corda magica che stava stringendo il suo collo.

Il mago, disinteressato delle sue condizioni, iniziò a recitare un incantesimo vicino all’altare sul palco.

“Per gli elementi, argento e ferro. Per le fondamenta, pietra e i Contratti dell’Arciduca.”

Le parole non significavano nulla per Ayaka. Allo stesso tempo, però, era il conto alla rovescia verso la sua morte.

“Per il mio antenato, il mio grande maestro _____.”

‘Oh, è troppo presto.’

Ayaka gemette dolcemente, ascoltando la formula che il mago pronunciava. ‘Quindi, la mia fuga drammatica finisce in un luogo come questo.’

“Per il vento in discesa, un muro. I cancelli delle quattro direzioni si chiudono.”

Questo è un semplice scherzo del destino, o è la “sua” maledizione?

Sperava fosse quest’ultimo, se possibile.

Beh, se così fosse, mi chiedo se basti per soddisfare “lei”.

Pensava ci fosse un motivo per questo che avrebbe reso tutto un po’ più sopportabile. Come se stesse fuggendo dalla realtà che stava per morire.

“…?”

Improvvisamente, se ne accorse. Notò le correnti di uno strano potere che fluiva nel suo corpo mentre il mago riempiva la stanza col suo incantesimo. Era come se tutto il sangue nel suo corpo fosse diventato ferro, e sentiva l’attrazione di una calamita esterna.

Presto, Ayaka capì che le pulsazioni non erano nelle sue vene, ma venivano dai cinque tatuaggi inscritti in varie parti del suo corpo.

Profondo risentimento, o grande gioia.

Le sembrò che tutto il suo corpo, coi tatuaggi come punti focali, emettesse un grido. Pian piano, l’urlo diventava sempre più forte, soffocando l’incantesimo del mago.

Il mago, comunque, non sembrava essersi accorto del cambiamento. Era vigile, continuando a fornire mana alla corda magica con cui lei era legata, ma sembrava non avesse intenzione di fermare il rituale d’evocazione.

Ma poi, anche se qualche grande mago era stato invocato, Ayaka non pensava avrebbe portato a sviluppi ottimistici, come immobilizzare il mago o teletrasportarla direttamente al sicuro.

Non potrebbe essere un’autodistruzione, vero?

In ogni caso, la sua morte era quasi certa. Questo fatto mandò un’ondata di paura attraverso Ayaka, e per questo il desiderio: “Non voglio morire.”

Ma anche quei sentimenti sembravano in qualche modo come se stessero accadendo a qualcun altro.

‘Non voglio morire? Perché? Che ragione ho di vivere?’

Ayaka non sapeva dire se era il suo cervello a sollevare questi dubbi, o se erano i tatuaggi iscritti nelle sue braccia e la maledizione della “donna bianca” che li hanno formati dentro di lei. Il rumore dei tatuaggi era aumentato, tanto da paralizzare le sue capacità di giudizio. Sembravano applaudire, o urlare, come per accogliere qualcosa che stava per apparire.

Poi, l’istante seguente ⎯

La “morte” corporale spazzò via il teatro.

Ma non Ayaka; dietro il mago che doveva essere il suo esecutore.

“Emergi dall’anello di contenimento, o Guardiano delle… scale…?

Per quanto tempo “esso” è stato lì? Agli occhi di Ayaka, almeno, era sembrato fosse apparso dal nulla.

Un piccolo umano avvolto da vestiti neri come le ombre. Ayaka vedeva l’intero corpo coperto da vesti nere, ma non riusciva a distinguere il volto. Ciò che ricordava bene era il momento in cui uno strano braccio lungo si allungò attraverso i vestiti, e si infilò nel petto della vittima.

Appena lo vide, Ayaka capì. Capì che la situazione in cui si trovava attualmente non apparteneva al mondo che conosceva – era dall’altra parte delle tenebre del mondo, invisibile agli occhi che appartengono a semplici vite umane. Nel momento in cui realizzò questo, una minuscola figura umana apparve nel suo campo visivo.

Una giovane ragazza con indosso un cappuccio rosso.

Se fosse un fantasma o un’immagine reale, Ayaka nella sua confusione non sapeva dirlo.

‘Perché qui? Questo edificio non ha un… ascensore.’

La “cosa” che era apparsa sul palco del teatro dell’opera sembrava come fosse in piedi sul cadavere. “Esso” guardò Ayaka con un sorriso innocente.

Anche prima di capire cosa significasse quel sorriso, il terrore attraversò Ayaka dalla testa ai piedi.

Era difficile dire cosa veniva prima, il brivido quasi udibile che correva lungo la spina dorsale di Ayaka, o l’intruso in nero che schiacciava una cosa simile ad un cuore nella sua lunga mano, “Gah… bah…?”

Il mago vomitò sangue, ancora senza capire cosa stesse succedendo al suo corpo. Era insicuro su chi l’avesse ucciso.

Ayaka era terrorizzata sia dalla figura vestita in nero sia dalla ragazzina in rosso, ma allo stesso tempo pensava in modo distaccato, pensieri in qualche modo impersonali, come: “Oh, odierei se si facessero un’idea sbagliata e pensassero che l’ho ucciso io.” Probabilmente sapeva istintivamente che sarebbe stata schiacciata dalla paura se non lo avesse fatto.

Nel momento in cui il mago smise di muoversi, la corda magica che legava Ayaka si sbriciolò. La consapevolezza di essere libera la distrasse per un attimo, e in quel momento–

La ragazza in rosso scomparve dalla sua visuale, e la figura in nero stava al suo posto.

“…!”

Il suo respiro si fermò.

“Tu sei un mago che cerca il Santo Graal?” Un’indagine meccanica.

Quando sentì la voce della figura, un brivido, così intenso da non poter essere comparato al precedente, attraversò Ayaka come fosse stata punta da innumerevoli aghi.

Dalla voce, poteva dire che era una giovane donna. Forse anche più giovane di lei. Ma l’aura che il corpo della donna sprigionava era incomparabilmente più fredda, affilata e oppressiva del mago che aveva minacciato di ucciderla. Anche se non aveva mai incontrato questo essere prima, c’erano cose di cui era sicura.

Se avesse risposto male, sarebbe stata uccisa.

Se avesse mentito, probabilmente sarebbe stata uccisa comunque.

Per il momento la donna non aveva intenzione di ucciderla. Ma se Ayaka avesse fatto una scelta sbagliata, non avrebbe avuto il tempo di accorgersi di essere morta proprio come il mago diventato un cadavere davanti a lei. Arrivata a questa conclusione, decise di dare alla donna una risposta onesta.

“Io⎯”

Subito dopo⎯

Un’ondata di luce avvolse il palco.

“!”

“!?”

La donna in nero era in guardia e saltò all’indietro fuori dalla luce, ma Ayaka, che era stata appena liberata dalla corda, non riusciva nemmeno a stare in piedi. Il meglio che poteva fare era 

strizzare gli occhi nella direzione da cui sembrava provenire la luce.

C’era una figura nella luce.

Varie figure umane.

Ayaka non credeva ai suoi occhi.

La scena durò solo pochi secondi, ma il tempo in quello spazio sembrava si fosse fermato. Molte delle figure si inginocchiarono sul posto… e accolsero l’ultima, più scura, figura.

Quando la luce scomparve, le figure scomparirono davanti a lei senza farle capire dove, e rimase solo l’ultima e più vivida: un uomo biondo, ancora giovane e vestito magnificamente. Qua e là nei sui capelli dorati c’erano strisce rosse, e un paio di ardenti occhi bestiali sul suo viso.

Proprio come Ayaka era stata in grado di percepire un senso di “morte” quasi palpabile dalla donna vestita di nero, che ora guardava l’uomo da breve distanza, poteva sentire “calore” dall’uomo appena apparso dalla luce.

L’uomo esaminò l’ambiente con gli occhi spalancati, e disse:

“Beh, questo sembra un po’ fuori dal comune.”

Dopo aver dato un’occhiata al cadavere del mago che giaceva ai suoi piedi e alla donna vestita in nero… l’uomo continuò con un ampio sorriso:

“Il modo in cui sei vestita, e il flusso di potere che ho appena percepito… tu devi essere un seguace del ‘Vecchio Uomo della Montagna’, giusto?”

“…!?”

L’atmosfera cambiò improvvisamente. Le parole dell’uomo suonarono insensate per Ayaka, ma sembravano aver colto di sorpresa la donna.

“In ogni caso, da quando noi cerchiamo il Santo Graal, siamo nemici. Cosa vogliamo fare?”

Poco dopo che le parole lasciarono la sua bocca, la donna in nero entrò in azione con un’ondata di intento omicida. Era come che un’ombra dal terreno fosse saltata nell’aria. Circondò le ali del palco in un respiro, e lasciò le immagini residue nella sua scia mentre si scagliava fra le colonne che circondavano il palco. Arrivata dietro le tende, aveva lasciato l’illusione di essersi divisa in decine di persone.

“Ha ha! Magnifico! Non avevo mai visto nessuno più leggiadro di Loxley!”

Gli occhi dell’uomo brillavano come quelli di un bambino, urlò un nome che Ayaka non riconobbe e faceva i complimenti alla donna in nero per come svolazzava su di lui.

“…”

Come se lei avesse preso il complimento come una sfida, la donna salto ancora più velocemente, e poi… scomparve improvvisamente nell’aria.

“È… scomparsa…?” Mormorò Ayaka, sbalordita, e guardò in alto. Poco dopo, la donna apparve nel punto cieco di tutti. Saltò dietro l’uomo, non dall’alto del palco, ma dall’ombra che proiettava sul pavimento.

Uno strano e lungo braccio spuntò dalla sua schiena, e puntò al centro della schiena dell’uomo giusto sopra il suo cuore. Un braccio di pura morte, identico a quello che aveva ucciso il mago qualche minuto prima.

Ma quel braccio non aveva mai raggiunto il corpo dell’uomo. Una freccia scoccata dal nulla 

lo mandò fuori rotta.

“…!?”

Gli occhi della donna si spalancarono sorpresi. Per quanto la riguardava, il colpo era arrivato da un punto cieco. Vedete, quella freccia era apparsa dai piedi dell’uomo – o meglio, dalla sua ombra proiettata sul pavimento.

“Ha ha, essere confrontata non ti piace? Ottimo lavoro, come sempre.” Il giovane aristocratico mormorò a nessuno in particolare, poi estrasse la sua spada con un sorriso.

Era squisitamente lavorata. Anche Ayaka poteva dire che quello era il tipo di spada usata da qualcuno di sangue reale. Poi, sempre sorridente, urlò qualcosa… e la brandì.

“_____calibur.”

Ancora una volta, della luce riempì l’interno del teatro. Proveniva dalla spada infusa di mana dell’uomo come fosse un fulmine, e fece una linea retta verso la donna vestita in nero, che si stava ritirando. Poi–

Un colpo violento, seguito dal suono di qualcosa che collassava raggiunsero le orecchie di Ayaka. Quando aprì i suoi occhi accecati, vide… i cielo stellato attraverso il soffitto collassato del teatro parzialmente distrutto.

“…”

L’uomo si rivolse alla ragazza attonita:

“Io ti chiedo, sei tu il mio Master?”

Quando sentì queste parole, il suo cervello, che non era riuscito a tenere il passo con la situazione mutevole, finalmente riottenne il suo equilibrio.

Lei riconsiderò la sua situazione. Sembrava che il rituale del mago si fosse compiuto senza problemi, ma il risultato non era ciò che le era stato annunciato. Secondo la “donna bianca” che l’aveva portata qui contro la sua volontà, il rituale avrebbe dovuto evocare il fantasma di un eroe antico. O qualcosa di simile, in ogni caso. La donna l’ha chiamato “Spirito Eroico”, ma aveva anche detto che ci sarebbe stato solo uno di loro. Allora perché era stata in grado di vedere varie figure nella luce poco prima? Era stato l’uomo stesso a scoccare la freccia quando era in pericolo?

I dubbi di Ayaka arrivarono in rapida successione, ma presto smise di preoccuparsi. Quando si calmò, capì la posizione in cui l’avevano trascinata, e si sentì nauseata.

Il cadavere del mago era steso davanti a lei. Era morto. Giusto davanti a lei. Così.

Anche l’uomo guardò il corpo, ma inclinò solo la testa un po’ da un lato, e si diresse di nuovo verso di lei. Non c’era alcun segno che fosse uno shock particolare.

“Tranquilla, sembra che nessuna persona normale sia coinvolta. D’altro canto sembra che la ribelle sia fuggita… humph, ha fatto bene ad allontanarsi da me. Ma ormai non si torna indietro.”

La morte di una persona era normale per lui? Ayaka lo trovava difficile da accettare.

‘Oh, ora capisco. È questo che la “donna bianca” voleva che facessi.’

‘“Partecipa alla Guerra del Santo Graal”, aveva detto. E ovviamente è normale per delle persone morire in guerra.’

Pensava a come fosse arrivata a questo. Come hanno fatto le cose ad andare così. Com’è finita a seguire questo tipo di vita.

“Stando così le cose, te lo chiedo ancora.”

L’uomo pose una domanda ad Ayaka mentre si lamentava del passato. Sembrava quasi che non volesse farla riflettere seriamente su come fosse arrivata a questo punto.

“…”

In questa situazione caotica… prese una decisione su una sola cosa.

‘Non posso accettare altre morti. Non se il “destino” cerca di forzarle a me. Anche se resistere significasse morire io stessa. Almeno morirò combattendo. La mia vita non vale niente in ogni caso.’

“Posso supporre che tu sia il mio Master? Io sono, come puoi vedere, di classe Saber. Se hai capito, allora possiamo concludere il nostro contratto adess–”

“Ti sbagli.”

Più vicina alla disperazione che alla risolutezza, Ayaka fece uscire un grido dal profondo della sua gola.

“Ti sbagli completamente.”

“Come?”

I tatuaggi sul suo corpo brillarono leggermente in risposta alla voce dell’uomo, e lei si accorse che erano in risonanza con lui. Se avesse accettato di essere il suo Master ora, sarebbe probabilmente in grado di usurpare il controllo dello Spirito Eroico, proprio come le aveva detto la “donna bianca”. Ma ignorò le parole della donna, e si mise a fissare l’uomo.

“Io non… farò più ciò che volete voi.” Dichiarò, cercando di non tremare per la paura, e decise di sacrificare la sua vita se avesse dovuto, “Solo… lasciami da sola.”

Ayaka era sicura che sarebbe stata uccisa dalla spada dell’uomo nel momento in cui aveva parlato. Lui era diverso dalla donna in nero, ma lei poteva ancora sentire il potere di una straordinaria presenza, completamente diversa da un normale umano, dall’uomo davanti a lei. Le persone normali erano al pari dei vermi per lui, probabilmente. O almeno così pensava Ayaka.

Ma, al contrario delle sue aspettative, lui scosse la testa, e rimise la spada nel fodero per poi parlare.

“Capisco, quindi non sei il mio Master. In questo caso, credo non ci sia nulla da fare.” Poi guardò sopra di se il soffitto mezzo collassato e fece un sospiro.

“Siamo in un teatro? Oh cielo…”

Socchiuse gli occhi come se avesse ricevuto uno shock di qualche tipo, e incrociò le braccia come perso nei suoi pensieri.

“Quindi i teatri moderni sono così fragili… credo che la sapienza che ho ricevuto dal Trono non sia abbastanza per farmi capire.”

Borbottando tra sé e sé, l’uomo scomparve sulle ali del palco.

Ayaka, che era stata lasciata indietro, rimase a bocca aperta per qualche secondo finché un’improvvisa realizzazione non la colpì.

“Sono… salva?”

Ma il pensiero durò solo un breve periodi.

“Tutti fermi!”

L’urlo furioso di un uomo arrivò da una delle entrate.

Era diverso da quello di prima, ma Ayaka era stata in grado di identificarlo a prima vista.

Gli uomini appena apparsi indossavano degli abiti ben riconoscibili – uniformi da poliziotti – e puntavano un taser verso Ayaka. Non avevano tirato fuori le pistole dato che la zona era deserta, o forse perché a prima vista avevano notato che la ragazza era disarmata, “Metti le mani dietro la testa e sdraiati a terra! Lentamente!”

“… sissignore.” Ayaka fece ciò che le era stato ordinato, poco entusiasta.

‘Sono ovviamente la vittima qui’, pensò. Ma quando considerò che si trovava in una scena di un possibile attacco terroristico, beh, capì che la reazione dei poliziotti era naturale. E in più il cadavere del mago era ancora accanto a lei, e l’altare sospetto che aveva usato era ancora sul palco.

Ayaka pensò che questo sarebbe risultato un bel casino, quando pensò che sarebbe stato difficile per chiunque capire appena vista la scena.

‘Le stazioni della polizia… hanno gli ascensori, non è così? Oh, che cosa deprimente.’

‘A dire il vero, potrei morire per la maledizione della “donna bianca” prima di arrivarci,’

Mentre Ayaka era persa nei suoi pensieri, i poliziotti la circondarono confermando che il mago vicino a lei era morto.

“Ehi! Sei stata tu?”

“No, no. Sono io la vittima qui.” Rispose Ayaka con un inglese fluido. 

L’agente che le afferrava le mani le rispose: “Se è la verità, allora cos’è successo qui? Perché sei dentro al teatro se è chiuso per ristrutturazione?”

“Uhmm… beh, sa…”

Ayaka pensava di mentire dicendo che era stata rapita dal mago, ma sarebbe stata scoperta se loro avessero controllato le telecamere di sorveglianza, e questo renderebbe le cose solo più confuse. Ma lei non poteva dire la verità, in ogni caso.

I poliziotti conclusero che il silenzio della ragazza era sospetto, e uno di loro prese un paio di manette.

“Sei sotto arresto per violazione di domicilio, per sospetto di atto di terrorismo e danneggiamento di proprietà. Hai il diritto di rimanere…” 

‘Wow, l’hanno detto.’ 

Ayaka si ritrovò a pensare mentre ascoltava l’avvertimento di Miranda che aveva spesso visto in serie tv americane. Lei non sapeva cosa sarebbe successo dopo. Era pronta a morire, ma non accettava di morire mentre veniva accusata di aver ucciso il mago e di aver distrutto il teatro. Stava ancora sdraiata faccia a terra riflettendo, e quando aprì gli occhi… eccola di nuovo.

Una giovane ragazza con indosso un cappuccio rosso.

Gli agenti non sembravano in grado di vederla. Passarono avanti e indietro nella zona in cui si trovava senza fare commenti.

Il cappuccio rosso era tirato in giù, e Ayaka non poteva vedere niente dal naso in su. Ma la ragazza guardava verso di lei, e sorrideva leggermente. Aprì la bocca e disse qualcosa.

Lei non voleva ascoltare. Non voleva vedere altro. Ma non poteva guardare altrove.

Ayaka sapeva il perché. Questa era una maledizione auto-inferta, e l’ha perseguitata per anni.

La ragazzina cercava di dirle qualcosa, quando…

“Aspettate.”

Una voce autorevole risuonò nel teatro. Nello stesso momento la ragazza col cappuccino rosso scomparve. 

Quando Ayaka e i poliziotti si girarono in direzione della voce, videro un uomo risplendente con abiti da nobile che stava in piedi tra le postazioni per i VIP in una parte del terzo piano che era scampata al collasso.

‘Huh? È…’

‘Perché è ancora qui?’

Pensò Ayaka, ma l’uomo guardò lei e gli agenti, e dichiarò: 

“Darò la mia testimonianza. Non è stata la ragazza occhialuta a uccidere l’uomo.”

“Chi è là? Non muoverti!”

Forse era per la distanza. Non erano taser quelli che i poliziotti estrassero e puntarono verso l’uomo, ma pistole. L’uomo, in ogni caso, non sembrava fosse interessato ad esse, e continuò maestosamente a dare la sua testimonianza.

“Accidentalmente, non è stata lei nemmeno a distruggere il teatro.”

“Come?”

“Sono stato io, con questa spada.”

L’uomo colpì il fodero dell’arma mentre parlava. I poliziotti lo fissarono. Si segnalavano entrambi con gli occhi, e andarono verso i posti per VIP dove si trovava l’uomo. Sembrava non credessero alla storia che avesse fatto tutto con la spada, ma sembrava gli avessero creduto quando ha detto di essere il colpevole.

“Fai attenzione, potrebbe aver piazzato altre bombe.”

L’uomo sembrava averli sentiti, e iniziò a sembrare annoiato.

“Preferirei non vi fissiate con le bombe e… hm?”

Si bloccò a metà frase. Una parte del soffitto mezzo distrutto iniziò a collassare di nuovo.

“Attento…” mormorò Ayaka istintivamente.

Anche gli agenti se ne accorsero e cercarono di spostarsi, ma sembrava che alcuni di loro non ci sarebbero riusciti.

Poi l’uomo nei posti per VIP pose una mano sulla spada al suo fianco, e la estrasse con un movimento che ricordava lo Iai giapponese.

Questo potere non poteva essere comparato col suo precedente attacco, ma un colpo di luce si estese dalla lama e ridusse i pezzi di soffitto in atomi. Tutti gli agenti vennero salvati per un soffio senza che capissero cos’era appena successo, e coloro che erano riusciti a fuggire in salvo, incapaci da fare qualsiasi cosa, rimasero stupiti.

L’uomo che fece questo si rivolse ai poliziotti storditi con un portamento regale.

Mentre parlava, voltò il suo sguardò verso Ayaka per un attimo, e le fece un piccolo sorriso, “Basterà questo per dimostrarmi colpevole?” 

×   ×

Nello stesso momento – Snowfield ovest, nella foresta

“Sento una strana presenza…”

Enkidu, lo Spirito Eroico Lancer, che aveva passato il giorno ad esplorare la foresta col suo Master all’interno di uno Spazio Separato, sentì un disturbo nel mana che fluiva dalla città, e mormorò meravigliato: “Sette anime al servizio di un’unica potente. E un’altra strana anima dentro di loro. Mi chiedo cosa potrebbero essere.”

Il lupo d’argento sembrò percepire la tensione di Enkidu, e fece uscire un lamento.

Il Servant rispose con voce rassicurante mentre accarezzava la schiena del suo Master: “È tutto apposto, non andrò da nessuna parte stanotte.”

“Ho dei preparativi da fare per poter affrontare Gil al massimo della mia potenza.” 

×   ×

Di fronte al teatro

“Siamo in diretta dal centro città, dove una parte del teatro è appena collassata. Cosa potrebbe essere successo a questo edificio storico, che vanta più di cinquant’anni di storia?”

Un giornalista della TV via cavo locale di Snowfield stava tenendo un servizio davanti al teatro parzialmente distrutto. Il reporter, che aveva già intervistato qualche persona, chiamò un giovane uomo che stava lì vicino.

“Mi scusi, ha un momento? Sa cos’è successo qui?”

“Huh? Sono in TV? Oh wow, spero che il professore o Reines stiano guardando!” Il giovane uomo in questione indossava un orologio in stile steampunk.

“È di queste parti?”

“Oh, no! Mi è capitato di essere qui a visitare la città, e… uhmmm, in ogni caso non so cosa sia capitato qui, ma quando stavo per andare a letto il mio cuore è improvvisamente impazzito, e quando ho guardato verso il teatro, c’è stato un grande boom, ed ha iniziato a crollare tutto!”

“Il suo cuore è impazzito…?”

“Già, proprio così, uhmmm… come un presentimento! Ecco cos’è!”

Il giornalista mandò una strana occhiata al giovane uomo, che sembrava nascondesse qualcosa, ma proprio in quel momento… sentirono dei movimenti in direzione del teatro, ringraziò gentilmente l’uomo, e corse senza chiedergli altro.

“Gli agenti entrati nell’edificio sono appena usciti! Hanno qualcuno in custodia! Potrebbe darsi che l’esplosione nel teatro non fosse un incidente, ma un fatto doloso?”

La telecamera stava filmando il gruppo che entrò nella scena, e trasmetteva l’immagine in diretta in tutte le TV di Snowfield. L’immagine di un giovane in uno strano costume che uscì dall’edificio scortato in manette dai poliziotti. 

×   ×

Nello stesso momento – Nord-ovest Snowfield – Centro di Correzione Speciale Coalsman

“Santo cielo, questa è una vera seccatura. Voglio dire, i problemi con la convocazione del importantissimo Saber… dovrebbero ricadere nella giurisdizione di Ms. Francesca; forse la sua cattiva abitudine ha riaffiorato.”

Faldeus sospirò, ma poi cominciò a contattare vari luoghi, come dire che questo grado di difficoltà era all’interno delle aspettative.

“Sono io. L’accaduto al teatro deve essere segnalato come un incidente. Qualche vernice usata per la restaurazione ha preso fuoco, e…”

Era andato così avanti quando esaurì le parole.

“Mi scusi. Chiamerò più tardi.”

Terminò la chiamata e guardò verso uno degli innumerevoli gruppi di monitor, su uno schermo appariva la trasmissione locale via cavo.

Quando vide ciò che veniva mostrato, pensò inizialmente che qualche mago ostile gli stesse mostrando un qualche tipo di illusione. Ogni mago coinvolto nella Guerra del Santo Graal avrebbe probabilmente avuto lo stesso dubbio. Dopotutto, sulla TV locale via cavo potrebbe succedere, ma… veniva mostrato uno Spirito Eroico reale in diretta TV. 

×   ×

Di fronte al teatro

La folla mormorante di curiosi si voltò a guardarsi l’un l’altro dopo aver visto lo strano aspetto del giovane. A tutti gli effetti, quello era un costume di un attore che si stava preparando per uno spettacolo. Forse del gas o qualcosa di simile era esploso durante una prova? Quando confrontarono l’incidente attuale con quello di quella mattina dell’oleodotto, alcune persone pensarono anche a questo come un fatto accidentale. Anche il giornalista iniziò a pensare che non fosse un crimine, ma qualche errore durante la restaurazione.

Comunque…

L’uomo scortato dai poliziotti saltò improvvisamente in avanti – ancora ammanettato – e raggiunse il tettuccio del veicolo più alto, un’autopompa, nelle vicinanze.

La folla venne colpita dal fatto che l’uomo schiacciò il motore senza l’uso delle mani, ma solo con la forza delle gambe. Gli agenti, sconvolti, puntarono i taser verso di lui. E tra il rumore e il tumulto…

“Ascoltatemi, abitanti di Snowfield!”

La voce dell’uomo arrivò stranamente lontano.

“Distruggendo il vostro teatro, un luogo sacro dove vengono recitate poesie e raccontate storie, Noi siamo sopraffatti dalla vergogna. Tutto è dovuto alla Nostra negligenza. Non abbiamo nessuna scusante.”

Come un colpo diretto al cervello, il significato delle parole penetrava facilmente nelle menti

di tutti coloro che ascoltavano. Come se fossero magiche.

“Ma al posto della spiegazione, Noi vi facciamo una promessa! Giuriamo per il grande antenato della Nostra cavalleria, Artù Pendragon, e per grandi cavalieri per cui risuonano i canti delle vittorie nella Nostra terra nativa, Noi vi ripagheremo per la distruzione di questo teatro!”

I cittadini ascoltarono intimoriti e in silenzio.

Difficilmente si potrebbe chiamare discorso, non durò nemmeno trenta secondi. Quando pensarono al significato delle parole, gli veniva da ridere per la loro insensatezza. Ma dalla bocca dell’uomo, quelle parole erano accompagnate da un misterioso anello di verità che scosse le orecchie e il cuore della folla.

Potrebbe davvero ripagarli per il teatro?

Ma chi era quest’uomo?

“Grazie per la vostra cortese attenzione! Speriamo che le vostre vite siano colme di felicità!”

Regnò un silenzio dubbioso. Detto questo, l’uomo scese dall’auto pompa contento. Poi, così, venne caricato su un’auto di pattuglia e portato via. Non una parola. Tutti erano sopraffatti dall’atmosfera che l’uomo aveva proiettato.

Eccetto una persona, il giovane uomo che era stato intervistato poco prima. Voltò lo sguardo verso l’orologio nel suo braccio, con gli occhi brillanti, e applaudì mentre sussurrava: “Fantastico! Figo! Scommetto che è il re di qualche luogo! Che carisma! Oh, Jack, ho capito! Facciamo in modo che anche tu sia il re di qualche posto!”

“Beh, ci sono sicuramente numerose teorie che dicono che io facessi parte della famiglia reale, ma… è davvero ciò che dobbiamo pensare dopo il nostro primo incontro con uno Spirito Eroico, uno dei nostri nemici, in carne ed ossa? Ho la sensazione che abbia lasciato diversi indizi al suo vero nome proprio mentre parlava di Re Artù e così via.”

“Oh no, sarà molto più divertente ed eccitante scoprire di chi si tratta dopo! Non combattiamolo e diventiamoci amici. Dai, è così figo!”

“Sono davvero preoccupato sul fatto che tu capisca lo scopo della Guerra del Santo Graal o meno.”

Mentre la coppia di Spirito Eroico e Master parlavano, una donna impercettibile emerse in modo poco appariscente, ancora senza manette, e venne portata a bordo di un’auto della polizia. Le menti dei presenti erano ancora piene dal discorso dell’uomo apparso prima, e la maggior parte non la notò. Solo il giovane Master, Flat Escardos, mostrò una reazione insolita.

“Huh?”

“C’è qualche problema?”

“No, quella persona… magari era solo la mia immaginazione.”

Flat guardò di fianco all’auto di pattuglia, la sua testa si inclinò da una parte, e tenendo questa posizione continuò la sua conversazione telepatica con lo Spirito Eroico.

Beh, ho detto telepatica, ma in realtà Flat stava urlando, e venne visto dagli altri spettatori come “un tizio pericoloso che si agita e parla da solo”.

Così, anche se era una questione di pochi minuti, per i cittadini di Snowfield, il “discorso dell’uomo misterioso” diventò un evento indimenticabile, non solo per i curiosi sulla scena, ma anche per coloro che l’avevano sentito dalla TV via cavo.

E ai maghi che stavano spiando attraverso i famigli e le telecamere di sorveglianza. 

×   ×

Allo stesso tempo – Nord-ovest Snowfield – Centro di Correzione Speciale Coalsman

“Santo cielo. Questo è più che inaspettato.”

Di fronte a questa situazione preoccupante, Fladeus – una delle forze motrici della “Falsa Guerra del Santo Graal” – scosse la testa e sospirò.

“Alla faccia dell’aiuto. Teoricamente doveva essere informato dal Graal sulla segretezza della magia appena evocato.”

Guardando la tv via cavo e le immagini trasmesse dai famigli allo stesso tempo, Faldeus aveva finito le idee.

“Eravamo pronti ad avere come nemici l’Associazione e la Chiesa, e abbiamo diffuso le voci tra i maghi, ma… chi poteva aspettarsi uno Spirito Eroico che prometteva riparazione ai cittadini in diretta televisiva?” Faldeus mormorò, apparentemente al suo subordinato Aludra, che era al suo fianco, e gli scosse la testa.

Poteva sentire la presenza dell’uomo solo tramite i famigli, ma quello era sicuramente uno Spirito Eroico.

“Se avesse assunto la forma spiritica i poliziotti non sarebbero riusciti a vederlo, figuriamoci ammanettarlo. A che cazzo sta pensando…?”

Faldeus allora portò la sua attenzione sulla ragazza occhialuta apparsa dopo l’uomo.

“La donna tatuata…”

Era la donna arrivata in città mezza giornata prima. Quella tatuata con disegni simili a degli Incantesimi di Comando.

“Eppure, sono sicuro di aver riferito al Ms. Francesca che stava andando al teatro.”

Un certo numero di dubbi si presentò a Faldeus mentre sospirava e si chiese per cosa si fosse preoccupato di far aumentare il livello di sorveglianza.

‘E se farsi arrestare dalla polizia fosse un piano della donna?’

‘Che è successo a Cashura, il mago che doveva evocare Saber? Eliminato? Da quella donna?’

‘È possibile che sospetti che la polizia sia nostra alleata, e che voglia far entrare così il suo Spirito Eroico?’

‘No, anche se lo fosse, ci deve essere un altro modo.’

C’erano infinite domande, ma Faldeus giudicò che rifletterci non avrebbe prodotto risposte.

“Questo è ancora nei tuoi calcoli, Ms. Francesca?” 

×   ×

Da qualche parte

“Oh, in tutta onestà! È inconcepibile! Inaspettato! Del tutto imprevedibile! Ma sono queste cose che rendono la vita degna d’essere vissuta! Che divertimento! Ah ah ah ah ah!” Francesca era sola nella stanza oscura, rotolando dalle risate.

“Hee hee, ah ah ah! Hyah ah ah! Oh oh, basta! È troppo bello! La mia milza si attorciglierà!”

Si sdraiò a faccia in su, agitando i piedi con un sorriso sincero. Per tutto il tempo in cui Francesca gridava, le sue guance erano rosse dall’eccitazione.

“Ah! Ah! Ho visto tante Guerre del Graal, ma non avevo mai visto un Servant venire arrestato dalla polizia prima! Non so perché Art non si è fatto vedere anche se abbiamo usato quel mezzo, ma non mi interessa più!”

Continuò a ridere per almeno altri tre minuti. Dopodiché barcollò in piedi, asciugandosi le lacrime dagli occhi, e si voltò verso la sfera di cristallo. Veniva mostrata una scena in cui quel Saber veniva fatto scendere dall’auto di pattuglia e portato all’interno della stazione della polizia.

“Oh, capisco. Allora è così…” Francesca continuò a parlare felicemente con se stessa, annuendo in apparente accordo con qualcosa, “L’altro Master dovrebbe almeno sapere che adesso c’è uno Spirito Eroico nella stazione, quindi daranno tutti la caccia alla polizia! Oh, che cosa orribile! Starò qui a fare il tifo per te, quindi fa del tuo meglio, Mr. capo della polizia.” 

×   ×

Nello stesso momento – stazione della polizia

“È… Re Artù?”

Il capo della polizia, Orlando Reeve, allargò le tende con le dita e sbirciò nel parcheggio. Vide lo Spirito Eroico – apparentemente Saber – che camminava troppo maestosamente per qualcuno che veniva arrestato, e sospirò col suo solito sguardo acido: “Capisco, non abbiamo inviato la squadra Calatin in tempo.”

“È accaduto in centro città. A quanto pare alcuni agenti di pattuglia sono entrati prima che loro se ne potessero occupare.” Gli disse la sua segretaria. Finito di parlare, chiese al capo le azioni future: “Come procederemo? Trattiamo con loro all’interno della stazione?”

“Riunisci qui i membri della squadra Calatin… ma, prima, investiga sulla donna che è stata portata qui. Scopri se è un Master o no. A seconda delle circostanze, potremmo creare un’alleanza.”

“Un’alleanza, signore?”

“Se ciò che ci ha detto Francesca è vero, quello dovrebbe essere Re Artù, ma… in TV, ha giurato ‘su Artù Pendragon’, o sbaglio?”

“Si, signore. Abbiamo ricevuto anche un rapporto su questo dagli agenti sulla scena.”

“In questo caso, non ti sembra strano giurare su se stesso? Potrebbe anche essere un eroe collegato ad Artù in qualche modo – un cavaliere della Tavola Rotonda – ma da ovunque provenga, non possiamo pensare di affrontare Saber e uscirne illesi. Se riesce ad usare il suo Fantasma Nobile anche una sola volta mentre noi ci occupiamo del suo Master, sarebbe un bel problema.”

Il capo strinse le mani sulla sua scrivania, nascondendo la bocca mentre continuò: “Tanto 

per iniziare, se quella donna è un mago abbastanza esperto da rubare il diritto di essere Master di 

Saber, sarebbe naturale per lei avere qualche tipo di piano.”

“Non so nulla su questo, signore. È anche possibile che sia una principiante e che conosca solo le basi della magia.”

“Un burattino degli Einzbern?”

La sera prima avevano ricevuto una segnalazione su un omuncolo degli Einzbern che entrava in città. Probabilmente Faldeus e Francesca ne erano già a conoscenza, ma il capo non aveva ancora scambiato informazioni a proposito con loro.

Ma anche se gli Einzbern non stanno facendo mosse dirette, è possibile che stiano assumendo dei maghi esterni. Se temevano il tradimento, potrebbero sempre trovare qualche mezzo per manipolare un dilettante che possedeva circuiti magici a mala pena adatti per compiere i loro ordini.

“C’è da considerare la possibilità che ci sia Francesca, non gli Einzbern, dietro di lei. Quella donna potrebbe tradirci in un attimo se solo lo trovasse divertente. Faldeus è nostro alleato, ma anche lui potrebbe voltarci le spalle a seconda dell’inclinazione dei suoi superiori.”

Il capo continuò con gli occhi leggermente abbattuti, riferendosi allo scontro degli Spiriti Eroici nel deserto, e dell’enorme cratere che è nato come risultato.

“In ogni caso, finché non abbiamo solo Gilgamesh, ma un altro Servant in grado di affrontarlo ad armi pari, non possiamo avere molta sicurezza.”

Poi, guardando al futuro dal duplice punto di vista di capo della polizia e di Master, Orlando impartì istruzioni spassionate alla sua segretaria: “Tieni d’occhio sia la donna che lo Spirito Eroico. Per il momento, scegli agenti che non conoscono le circostanze, e trattarli come persone vestite in modo strano sospettate di terrorismo.”

Infine, aggiunse l’istruzione più importante: “Non trascurare la sorveglianza di Caster. Sai com’è fatto; se sente qualcosa, è capace di provare a investigare lui stesso.”

“Attualmente, c’è una richiesta da Mr. Caster di poco fa. ‘Lasciami giocare al casinò’, ancora.”

“Permesso negato. Fate in modo che i suoi pasti soddisfino le sue richieste, e nient’altro.”

Il capo rispose immediatamente al rapporto della sua segretaria, col viso sempre inespressivo. Mentre lei se ne andava, lui mormorò esasperato, con le dita sulle tempie: “Buon Dio… che tipo di Spirito Eroico va al casinò con una guerra in corso?” 

×   ×

Snowfield – hotel casinò Crystal Hill

Crystal Hill era l’edificio più alto di Snowfield. Era sia un hotel di prima classe, sia il casinò più grande della città. Si diceva che la grandezza e la lussuria delle aree dava filo da torcere anche ai casinò più eleganti di Las Vegas.

Ovviamente, i veri appassionati continuavano a dirigersi a Las Vegas attraverso il deserto a sud di Snowfield, quindi attira difficilmente visitatori dall’estero. Ma comunque, i milionari che si riunivano nella giovane città lo amavano, e la più grande struttura di intrattenimento di Snowfield, 

Crystal Hill, era posizionata nel centro città.

In un angolo di quel casinò, una grande scommessa stava per svolgersi. Sebbene, per quanto riguarda le scommesse, erano solo un diversivo.

“Tutto sul rosso.”

Pronunciate quelle parole sconsiderate, una montagna di chips venne mossa sul tavolo della roulette. Un tranquillo trambusto provenne dalle persone ben vestite attorno ad esso, e si girarono per vedere chi avesse fatto una scommessa così stravagante.

L’uomo al centro dei loro sguardi – Gilgamesh, lo Spirito Eroico Archer – sedeva nella sua sedia al tavolo della roulette, evidente agli occhi di tutti. Non sembrava si stesse davvero divertendo. Anche se sedeva con grazia, il suo sguardo perforante sembrava valutare l’abilità del banco. Più che un giocatore d’azzardo di prima classe sembrava il proprietario del casinò. I suoi capelli erano insolitamente in ordine, e non indossava la sua armatura dorata, ma un abito vistoso.

Gilgamesh, che arrivato da poco al casinò aveva già collezionato una grande serie di vittorie, attirò naturalmente degli sguardi. Adesso stava trattando somme che avrebbe dato anche una piccola pausa milionaria. 

In poco tempo, scoppiò un applauso quando la palla della roulette si fermò su un numero rosso. Gli angoli della bocca di Gilgamesh si alzarono lentamente, ma il suo buon umore sembrò venire in risposta all’ammirazione, più che alla grande vincita. Afferrò casualmente una manciata delle chips di maggior valore che aveva ottenuto e salì sulla sua sedia, lasciando una somma quasi cinquanta volte le vincite del giocatore medio dietro di lui. Accettò un bicchiere di cocktail da una cameriera che passava, e buttò giù la bevanda mentre si spostava in un’area più scarsamente occupata.

“Poco adatto come drink.” Mormorò tra sé e sé.

“Mi dispiace.” La voce di una ragazzina risuonò nella sua mente.

“Non hai alcun motivo di scusarti.” Gilgamesh, tenendo ancora il cocktail in bocca, rispose telepaticamente.

In piedi inespressiva dietro di lui c’era Tiné Chelc, il suo Master. Alle persone con meno di 21 anni era proibito entrare nei casinò in questo stato, e le violazioni portavano severe penalità per il locale. Ancora nessuno aveva chiesto della presenza di Tiné. Nessuno guardava nella sua direzione.

“Beh? Nessuno sembra in grado di vederti.”

Forse perché non c’era nessuno nelle vicinanze, o forse perché la telepatia non era di suo gradimento, Gilgamesh parlava a voce alta tranne quando sorseggiava il suo drink.

“Si, Sua Maestà. La benedizione di questo anello è davvero magnifica.”

Nel suo dito, Tiné indossava un anello con iscritte parole degli antichi sumeri.

“Non è niente di tanto grande da poter essere chiamata benedizione. Solo un gingillo che allontana gli occhi indiscreti. I mezzosangue sono una cosa, ma questo oggetto non è abbastanza potente da ingannare gli occhi di un mago o di un Servant.”

Per circa mezza giornata dopo aver realizzato il gigantesco cratere nel deserto, Gilgamesh era andato da qualche parte con un varco, “Almeno difenditi da solo.”

Tiné poteva sentire il mana che li collegava, quindi sapeva che non aveva eliminato o fatto dissolvere il loro contratto, ma lei non aveva la minima idea di cosa stesse facendo. Quando scese la notte, la ragazza e gli altri che erano assieme a lei nella parte nord della città ritornarono al quartier generale dei Protettori della Landa, e lì era stato, dopo aver prodotto degli abiti da civile da qualche parte e averli indossati un’espressione di apparente malumore si vide sotto la sua frangetta.

“Mostrami il luogo in questa città dove la maggior parte delle persone e delle ricchezze si riuniscono.”

Come risultato, Tiné finì per parlare a Gilgamesh del Crystal Hill, il casinò numero uno della città, e del distretto di intrattenimento che lo circondava. Non riusciva a capire le sue intenzioni, ma non aveva nessuna ragione per disobbedire. Il centro città poteva essere considerato come la base dei loro nemici, e se lei fosse stata un normale mago, avrebbe esitato di andarci. Ma quando lei capì la situazione, si sentì un po’ a disagio. Aveva piena fiducia nel potere di Gilgamesh, che aveva mostrato nel deserto la notte prima. Tanto che si preoccupava di poter diventare un ostacolo per lui.

Poi, quando Tiné era stata bloccata dall’impiegato all’entrata del casinò, Gilgamesh le diede quell’anello.

“Se qualcuno può vederti, significa che possiede considerevoli poteri di osservazione. Ti lascio il trattamento di tutti, tranne dei ladri con gli occhi sul Graal, mio Master, per decidere. Non sono affari miei.”

“… capito.”

Tiné dondolò la testa rispettosamente, poi si rivolse a Gilgamesh riguardo alle sue recenti imprese: “Le abilità che ha mostrato nelle scorse ore sono state a dir poco incredibili.”

“Le abilità non hanno niente a che fare con quello. Tutte le ricchezze del mio giardino tornano a me alla fine. Per me, il gioco d’azzardo è come spostare i soldi dalla mia cassaforte al mio portafogli. L’atto può essere significativo, ma non è un gioco in cui ottenere piacere.” Gilgamesh rispose con uno sguardo annoiato, lanciando le sue chips in aria mentre parlava. Lo Spirito Eroico col vestito moderno controllò di nuovo l’ambiente mentre continuava: “Ma… questo è il luogo col maggior flusso di ricchezza in città?”

“Ho pensato che banche e borse non facessero parte degli interessi di Sua Maestà, perciò li ho esclusi.”

“Capisco. Comunque, andrà bene. Questo centro di divertimento scambia una valuta per un’altra, costruendo un suo mondo.”

“Un mondo?”

“Si. I soldi sono l’invenzione finale, che ha portato maturazione e decadenza tra i mezzosangue allo stesso tempo. Io stesso non lo disprezzo. È un ottimo oggetto, eppure il suo uso più grande è lo ‘spreco’ – comico.”

Gilgamesh alzò le spalle e rise mentre parlava. Sembrava che questo Spirito Eroico avesse un debole per la lussuria. Anche se il suo attuale abbigliamento diffondeva un’aurea sintetizzata con la frase: ‘un giovane che ha ottenuto una fortuna nelle sue mani e non poteva usarla a Las Vegas quindi si è lasciato trasportare.’

In contrasto a lui, che sembrava come a casa, Tiné, naturalmente, non aveva mai messo piede in un casinò. Stava controllando attentamente i dintorni quando la voce del suo Servant le 

risuonò nell’orecchio.

“Nessuna donna che vuole usare il mio potere può essere spaventata da niente oltre che da me.”

“Mi dispiace.”

“Sono certo di avertelo già detto – i bambini devono comportarsi come tali, con occhi brillanti verso qualsiasi cosa il loro sguardo incontri. Ovviamente, tutto il mondo può sembrare offuscato in mia presenza.”

“Come dice lei, Sua Maestà.” Incapace di dire se Gilgamesh stesse scherzando o fosse onesto, lei semplicemente chinò la testa.

Lo Spirito Eroico, vedendola, socchiuse gli occhi con apparente dispiacere.

“Non mi importa che mi mostri rispetto. È una cosa naturale. Ma non ripormi fiducia alla cieca. Se i tuoi occhi possono brillare, usali per vedere la tua via.”

“?”

“No, non solo me. Che sia ‘Dio’, o questa ‘benedizione della Natura’ di cui parli, o il desiderio di generazioni di antenati, non fa differenza. Abbandonare le emozioni e venerare o dipendere su qualcosa significa far decadere la tua anima. Un insolente che cerca senza mezzi termini di fare di me un trampolino di lancio, anche se sgradevole, sarebbe un compagno più utile.”

Quando disse “… il desiderio di generazioni di antenati…”, Tiné capì di essere stata indicata, e si irrigidì. Gilgamesh svuotò il bicchiere mentre le chiedeva: “Quale sei tu, ragazzina mezzosangue? È recuperare questa terra dai maghi il tuo volere? O parli come un altro burattino, abbandonando la scelta e facendo del destino la tua scusa?”

“…!”

“Finché il mio amico è qui, ho intenzione di divertirmi, in questa ‘Guerra del Santo Graal’. Se metterai da parte il tuo essere infantile e cercherai di usarmi, dovrai essere pronta a mettere a nudo il tuo vero carattere.”

“Io… io…”

Questo è quanto Tiné è riuscita a ottenere nella sua risposta telepatica. Lei non aveva una risposta alla domanda di Gilgamesh, o almeno non adesso.

Era pronta a rischiare la sua vita.

Era anche pronta ad uccidere. Aveva già le mani sporche di sangue.

Ma se questa fosse la sua volontà, o se fosse stata trascinata dal fiume fangoso del destino, ancora lei non lo sapeva. Non aveva mai considerato davvero quella domanda finché non glielo chiese lo Spirito Eroico.

“Beh, non importa. Alcuni degli abitanti di Uruk erano già maturi alla tua età, ma non posso aspettarmi tanto dai mezzosangue di quest’era.”

Sembrava come se lui non volesse davvero una risposta, e non forzò il Master a continuare la conversazione. Dopo un’ultima osservazione, si diresse verso un altro tavolo da gioco: “Coloro che offrono le loro anime per qualcosa della loro ferma volontà, comunque, li elogio.”

Forse pensava a qualcuno in particolare. Un sorriso in qualche modo nostalgico attraversò le sue labbra.

“Anche se questi sono il tipo di mezzosangue che definisco pazzi.” 

×   ×

Da qualche parte in città – in un edificio in costruzione

L’edificio parzialmente costruito si trovava in una zona parzialmente rimossa dal centro di Snowfield. Normalmente sarebbe deserto di notte, dopo le costruzioni le persone se ne andavano. Adesso, in ogni caso, una donna vestita in nero – il Servant Assassin – ha eretto la sua barriera qui, e i normali umani non potevano più percepirne l’entrata.

Mentre riposava il suo corpo, l’Assassin donna chiuse silenziosamente gli occhi e strinse i denti.

Anche se era stata coinvolta nel potente attacco di Saber, non c’era una singola ferita su di lei. Forse perché ha usato qualche tipo di tecnica segreta.

Tuttavia, non conosceva la forza del suo avversario, né il suo Fantasma Nobile, e nemmeno il suo vero nome. La sua ritirata temporanea era stata probabilmente la scelta strategica più corretta. Però, il fatto di essersi ritirata di fronte a un nemico aveva fatto sprofondare il suo cuore in un abisso profondo.

‘Quell’uomo ha conosciuto il “Vecchio Uomo della Montagna”.’

‘Chi è? Quanto conosce delle tecniche dei grandi capi?’

‘È tra i corrotti dal Santo Graal. Questo è certo.’

‘Devo pensare a un piano per occuparmi di lui.’

Se quel Saber fosse un uomo la cui unica abilità è rilasciare quegli squarci di luce, lei avrebbe potuto affrontarlo semplicemente facendo libero uso del suo Fantasma Nobile. Le possibilità di usare troppo mana e svanire erano alte, ma non avrà rimpianti se accadrà. Lei non aveva ancora notato il flusso di mana che ancora la collegava al suo Master.

La donna Assassin cementò la sua determinazione mentre escogitava contromisure per l’uomo. Percepì un’aria di agitazione da quando Saber era stato convocato. Poco prima che apparve, c’erano di sicuro più presenze nella luce. Alcune erano sicuramente inumane. Infine tutte le figure si fusero in una… ma c’era la freccia che aveva deviato il braccio del suo “Delusional Heartbeat1”: “Zabaniya”. Non sembrò fosse stato quel Saber a scoccarla. Inoltre, la freccia era stata imbevuta in un potentissimo veleno. Visto che nel suo addestramento aveva ricevuto resistenza da esso, non aveva effetto su di lei, ma avrebbe intorpidito i nervi di una persona comune, facendola immobilizzare. L’uomo non sembrava il tipo da usare il veleno, e c’era ancora il mistero per cui la freccia era spuntata dalla sua ombra. Ciò significava che non poteva combatterlo avventatamente.

La sua immaturità le aveva impedito di chiamare la morte inevitabile sul suo avversario. Se uno dei grandi capi fosse stato al suo posto, sarebbe stato sicuramente in grado di strappare la vita del misterioso Spirito Eroico senza ripensamenti. La sua incapacità di farlo era la prova della sua immaturità.

‘Come dovrei affrontare quell’uomo?’

C’era un Fantasma Nobile collegato alla sua resistenza al veleno – una tecnica di spargimento del veleno che un capo chiamato “Il Tranquillo” aveva utilizzato una volta – ma questo avrebbe effetto anche su persone diverse dal suo bersaglio. Nella vita si era continuamente allenata per essere un’assassina. Ma tutto questo era per portare alla rovina i nemici della fede, non per 

massacrare persone innocenti. Ci potrebbero essere credenti come lei che camminano per la città.

E, anche se non ce ne fossero, ci potrebbe essere qualcuno che magari un giorno subirà un cambiamento nel suo cuore e si convertirà.

Aveva trascorso la giornata cercando e sfidando i vari maghi che si erano infiltrati a Snowfield. Dato che erano tutti chiaramente degli infedeli, lei aveva rubato le vite a coloro che l’avevano attaccata con intento omicida. Dato che non erano coinvolti con la Guerra del Santo Graal, non erano segnati con la morte, ma non aveva motivo di risparmiare quelli che attentavano alla sua vita. Coloro che non furono ostili capirono presto che si trattava di un Servant e iniziarono a farle proposte come: “Otterrò gli Incantesimi di Comando in qualche modo, quindi stringi un contratto con me.” “Puntiamo al Santo Graal insieme.” “Quando avremo il Graal potrai chiedere qualsiasi cosa.” Lei accoltellò le loro lingue così che non fossero più in grado di dire certe depravazioni per un po’. Quando incontrò i maghi che erano lì solo per godersi lo spettacolo, gli lasciò un semplice avviso: “Il rituale in questa città è un’eresia verso la natura; non avere niente a che fare con esso.” Se avesse avuto più tempo, avrebbe colto l’occasione per raccomandare la conversione, ma non aveva tale lusso.

‘Eliminare coloro coinvolti nella Guerra del Santo Graal. Questo è il mio dovere.’

Spostò i suoi pensieri verso un’altra traccia, stando in piedi sul bordo dell’edificio, e gettò il suo corpo in alto nella notte della città. Poteva ancora percepire alcuni maghi, e non mostrarono nessun segno di fuga. Il suo obiettivo era trovare le menti della Guerra tra di essi, e dare loro la giusta punizione per le loro offese ai capi. 

×   ×

Nello stesso momento – su un tetto

Il Master della donna Assassin, Jester Karture, guardava verso di lei dalla distanza, con un sorriso estasiato. Si scosse da solo, battendo lentamente le mani.

“Ah… magnifica! Eri completamente giustificata per la tua fuga, eppure ti vergogni per la tua immaturità. Ma un tale orgoglio appartiene a re e cavalieri, non a te! E poi, i segni della tua vergogna sono fantastici!”

Jester era tra coloro che avevano osservato gli eventi del teatro delle ombre. Aveva completamente nascosto la sua presenza e assistito alla vicenda dall’inizio alla fine. Potrebbe dire che c’era sicuramente qualcosa di strano nello Spirito Eroico che sei è rivelato essere Saber. Secondo il Master, Assassin aveva avuto poche possibilità di vittoria, Fantasmi Nobili esclusi.

“Avresti quasi certamente perso in uno scontro testa a testa. Ma non temere, sei un’assassina. Cerca l’apertura dalle ombre, e infliggergli una morte istantanea alle spalle! Sostenere l’onore di ciò in cui credi attraverso tali mezzi disonorevoli è il tuo vero modo di vivere!” Jester descrisse il modo di combattere della donna per se stesso, e lodò la sua vita per se stesso. Ballò qua e là nelle ombre da solo, saltando letteralmente di gioia.

“Che purezza! E pensare che c’era ancora un frutto promettente nella razza umana! Tutta l’umanità dovrebbe ammirare la sua vita, comprenderla, simpatizzarla, e prenderla come esempio! No, ho detto una menzogna! Lei è troppo buona per i semplici umani! Io, solo io, sono adatto a 

gustarla coi miei occhi, e divorarla!”

Una volta finito di gridare il suo sconfinato egoismo, Jester esaminò le luci della città che si erano levate in piedi fuori, nell’oscurità della notte sotto di lui, e si leccò le labbra con un’eccitazione appena soppressa.

“Come ho potuto permettere che qualcun altro la prendesse? Quegli Spiriti Eroici demoniaci nel deserto, o il nuovo spadaccino. Permetterò loro di tormentarla. Con ogni mezzo, fatela disperare. Ma devo essere io a divorarla alla fine!”

A questo punto, Jester si fermò a sorridere per un attimo, e socchiuse gli occhi mentre si voltava verso le tenebre della notte. Come se stesse guardando verso qualcosa che gli occhi umani non possono vedere.

“Servant corrotti del pianeta. Circondate la città col vostro fardello di morte se volete, ma non cederò quella ragazza, nemmeno a voi.” 

×   ×

In un sogno

Rider non ha mente. Un sistema per portare la morte agli umani. È questa la sua vera natura.

Mentre il suo Master, Kuruoka Tsubaki, è immersa in un sonno pacifico, Rider sognava. Un processo per vedere ciò che era accaduto durante il giorno, e di smistamento delle informazioni ottenute. Non c’erano né desideri né rimpianti in esso. Non è niente più e niente meno che un accumulatore di informazioni ai fini del sistema del Santo Graal, difende il suo Master e ne realizza i desideri.

È passato quasi un giorno intero dagli eventi del deserto. I dati che Rider stava ordinando erano praticamente gli stessi di quelli del giorno prima. Ma alcuni “uccelli” volavano nel mondo del sogno, rievocano la gioia di Tsubaki alla loro vista.

“Uccellini!”

“Ehi, mi porterai anche quegli uccellini?”

“Grazie!”

“Adoro gli animali!”

Le parole innocenti di Tsubaki venivano ripetute più e più volte. Il giorno precedente, questo era il momento in cui la ragazza, il suo Master, era stata più eccitata. Era ovviamente ciò che il suo Master aveva desiderato. Confermandolo, Rider iniziò a fare il suo dovere.

Ha agito in modo da garantire che, nel caso in cui la sua interpretazione sia diversa da quella di Tsubaki, sarà in grado di correggersi subito. Piano. Piano. E poi, silenziosamente, brutalmente… iniziò a diffondersi in tutta la città. 

×   ×

Da qualche parte in città

Circondato da montagne di vecchi libri, Caster stava riposando i suoi piedi sulla scrivania mentre urlava contro lo schermo di un computer portatile con un sorriso eccitato.

“Oh oh, quindi quando metti le note e le parole nel computer, la signorina nell’immagine canta! Oh, che bei tempi per essere in vita! La Guerra del Graal non ha niente su questi!”

Armeggiò con il computer per un po’, agitato in quel modo per tutto il tempo. Infine, una melodia bizzarra, come da sprecare le capacità di quel software sofisticato, divenne udibile dal computer.

“…”

La prima volta che l’aveva ascoltato, ha provato ad ascoltare le canzoni fatte da altra gente per il confronto. Poi annuì come se fosse convinto di qualcosa.

“Siiii. Il mio maestro di violino me l’aveva detto quand’ero un moccioso, ma credo di non aver mai avuto nessun talento musicale. Non posso farci niente; forse meglio concentrarmi sulla Guerra.”

Con un sospiro, cambiò l’immagine sullo schermo del computer. Un flusso di informazioni altamente classificate, come quelle che normalmente non si dovrebbero trovare su internet, scorrevano attraverso esso.

[Confermato che tutti gli uccelli usati come famigli sono stati rianimati dall’apparente stato di morte.]

Si rivelarono rapporti di un’organizzazione connessa a Snowfield. Una lunga successione di frasi cosparse di terminologia da mago.

[Confermato che tutte le funzionalità come famigli sono state perse. Macchie anomale in vari luoghi.]

[Nessun agente patogeno scoperto, ma rilevate leggere tracce di energia magica con strane proprietà, interpretabile sia come mana che come od. Sembra che gli uccelli che non siamo riusciti a recuperare si siano rianimati in modo simile.]

[Categoria del caso aumentata a C. Azioni future sotto la giurisdizione di Mr. Faldeus Dioland.]

A seguito di tali dichiarazioni inquietanti, documenti e immagini ancora più strani dalla stazione via cavo di Snowfield apparvero sullo schermo.

[Ricevute informazioni sulla polizia che ha arrestato uno Spirito Eroico, probabilmente Saber.]

“Haha, davvero? Sembra che abbiamo un altro tipo strano nelle nostre mani!” Ridacchiò Caster, facendo tornare indietro ciò che sembrava una registrazione.

Quando vide la figura che si rivolgeva al pubblico, spalancò gli occhi, applaudì e dondolò la sua sedia avanti e indietro mentre gridava:

“Sembra proprio che alla stazione ci sia un altro tipo problematico!”

Poi spifferò parole di compassione per il suo Master, mescolate con risatine sarcastiche: “Mi dispiace per il capo. Il ragazzo potrebbe avere un’ulcera per questo.”

Caster parlava come se fosse completamente problema di qualcun altro, e continuò a parlare con se stesso, spensierato fino alla fine, mentre sfogliava ancora più informazioni.

“Ora il calcio d’inizio di un divertimento di sette giorni! Dicono che Dio ci abbia messo così 

tanto a creare il mondo, vediamo cosa riescono a fare questi ragazzi.”

Poi, un po’ triste, ma sempre sorridente, Caster scosse lentamente la testa da un parte all’altra: “Vorrei resistere abbastanza a lungo per vedere il finale coi miei occhi, ma credo di avere anch’io solo sette giorni.”

Caster fece dondolare ancora la sedia e si guardò attorno verso le pile di libri, mostrando un sorriso beffardo e ridendo sotto il suo respiro: “Se fossi il grande Shakespeare, scriverei la storia vedendo tutto davanti a me, ma credo che farò del mio meglio per rilassarmi in galleria e godermi lo spettacolo! Ragazze calde fumanti e gustoso cibo inclusi! Haha!”

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1) lett. “Battito Cardiaco Delirante” N.D.T.