Giorno 1, primi albori 

Casinò Crystal Hill

“Tutto sul nero.”

Gilgamesh era seduto di nuovo nel tavolo della roulette, scommettendo come aveva fatto prima. Stava accumulando una somma così alta che nemmeno il casinò stesso poteva ignorarlo, quando un terzo entrò nella mischia.

“Anch’io: tutto sul nero.”

Il Servant dorato lanciò un’occhiataccia sull’uomo seduto nel posto a fianco al suo, che aveva appena appoggiato una grande quantità di chips di alto valore sul tavolo.

“Cosa Abbiamo qui? Una rimpatriata per rubare le mie ricchezze?”

“Difficile. Non sono interessato ai soldi; speravo solo che potessi condividere un po’ della tua fortuna.” L’uomo, che indossava una vistosa benda sull’occhio, continuò con un grande sorriso: “Ho un importante lavoro dopo, e sarà una fatica.”

Dopo un attimo, la sfera della roulette si fermò su un numero nero, e un’altra ondata di congratulazioni arrivò dagli spettatori.

“Grazie, questa è la mia buona fortuna. Restituirò le ‘ricchezze’ al tuo giardino più tardi.” Mentre parlava, l’uomo prese delle chips dello stesso valore di quelle di Gilgamesh dal tavolo.

‘Restituirò le ricchezze al tuo giardino.’

Sentendo quella frase, Gilgamesh chiese all’estraneo: “Oh oh, mi spiavi mentre parlavo da solo prima, esatto?”

“Parlando da solo? Ne sei sicuro?” Con un sorrisino, l’uomo si girò a guardare Tiné, che stava in piedi dietro al suo Servant. “È mezzanotte passata. Non dovresti portare la bambina a dormire presto?”

“…!”

La ragazza sussultò sentendo quelle parole, ma sembrava apparisse ancora invisibile all’uomo del banco e agli altri clienti. Inclinò la testa perplessa dalle parole dell’uomo bendato.

“Capisco, sembra che tu non sia un normale mezzosangue. Presentati.” Disse Gilgamesh, mostrando un sorriso arrogante. L’uomo con la benda aveva attirato la sua attenzione.

“Hansa Cervantes.” Rispose lui, si alzò in piedi e indossò il cappotto che portava sotto un braccio. In un lampo una collana col crocifisso penzolò sopra il suo cappotto nero. L’uomo del banco e gli altri clienti iniziarono a chiedersi: “Che ci fa un prete in un luogo come questo?”

In mezzo al gruppo di sguardi confusi, il prete che si presentò come Hansa fece una dichiarazione che solo Tiné e Gilgamesh potevano capire: “Sono arrivato un po’ tardi, ma sono il sorvegliante di questa guerra. Onorato di incontrarvi.”

Detto questo, Hansa incassò le chips e si diresse verso l’uscita. Senza che nessuno se ne accorgesse, quattro donne camminavano dietro di lui. Accoppiate con il casinò, crearono una situazione in cui i suoi vestiti da prete sembravano fortemente fuori luogo.

“Vedo che siete finito col venire al casinò in divisa, Mr. Hansa.” Disse una delle quattro

donne mentre uscivano dall’edificio.

“Non potevo fare altrimenti. Abbiamo ricevuto informazioni su una giovane ragazza che dicevano fosse uno dei Master, e che era entrata nel casinò con un uomo che sembrava uno Spirito Eroico. Non ho avuto il tempo di cambiarmi. Ma… non dirlo al maestro, ok?” Hansa alzò le spalle, rivolgendosi al gruppo di donne: “Siete voi quelle che dovrebbero cambiarsi. Ieri, è stato creato un cratere nel deserto. Chissà cosa accadrà stanotte.”

Diresse i suoi passi verso una certa istituzione della città, “Io vado avanti per presentarmi come sorvegliante…”

“… ad un uomo che scommetto essere una delle menti che ha causato questo scherzo di guerra.” 

×   ×

Stazione della polizia – stanza degli interrogatori

L’alba era ancora lontana. Nella stanza degli interrogatori della stazione della polizia di Snowfield, andava avanti uno strano interrogatorio.

“Quindi… qual è il tuo nome?”

“Se ti interessa un nome per poterti rivolgere a me, chiamami ‘Saber’, per favore.” Rispose l’uomo aristocratico in manette al poliziotto dal viso aspro, sedendo maestosamente sulla sua sedia.

“Saber? Come la sciabola1 da cavalleria? Beh, non è così intelligente. In che negozio hai trovato quella spada che ti abbiamo confiscato, comunque?”

Una domanda sarcastica. L’uomo che si faceva chiamare Saber capì il significato, e rispose con un sorriso allegro: “Credo che farò uso del ‘diritto di rimanere in silenzio’. È la mia spada preferita; sarei nei guai se ci fosse una marea di clienti e finissero le scorte.”

“Hai proprio una boccaccia per uno vestito da re, cavaliere o qualsiasi cosa sia.” 

“Molto perspicace. Vedo che gli agenti di questo paese sono superiori.” Saber sembrava impressionato. 

La risposta del detective era irritata: “Hai battuto la testa? O sono delle droghe?”

“Immagino sia così. Nella mia infanzia, non sono mai stato soprannominato Oc e No. A quelli che mi guardavano devo essere sembrato eccentrico, ma lo prenderò come un complimento.”

“Capisco. Quindi ti sei lasciato trasportare e hai distrutto il teatro?”

“Certamente, mi sono lasciato trasportare. È un fatto che, dopo aver realizzato di essere stato evocato su un palco magnifico, pieno di lusso, ero di buon umore.” Saber si rivolse agli agenti, poi la sua espressione divenne seria: “Quello che dovrebbe fare è accertarsi di quanto costerà, e di quanti operai serviranno, per riparare il teatro. Poi me lo faccia sapere, e io farò ammenda.”

“Per quello dovrai chiedere al procuratore. E poi, un ragazzo come te ha davvero qualche possibilità di coprirne il costo?”

“Se dicessi di no… mentirei.”

“Hai qualcuno che paga il conto per te?”

Il vestito che l’uomo che si faceva chiamare Saber indossava era troppo autentico per poter essere stato acquistato in un negozietto per oggetti festivi. Probabilmente aveva un prezzo elevato. Il detective impegnato nell’interrogatorio, arrivato a questa conclusione, stava per tentare di ottenere alcune informazioni dall’uomo, quando–

“Se lo desidera, può anche saldarlo per me. Non dimenticherei il favore.”

“E tu potresti smettere di cazzeggiare!”

Il poliziotto colpì il tavolo col palmo della mano. Saber rimuginò per un momento, brontolò, poi aprì la bocca per parlare: “Non lo dirò gratis. Posso mostrarvi un trucco. Avrete la possibilità di vedere qualcosa che probabilmente va oltre il vostro buon senso.”

“Un trucco di magia?”

“Esatto. Sarò sincero… è qualcosa del genere. Ne rimarrete stupiti.”

Saber parlava con un sorriso innocente come quello di un bambino. Gli agenti si scambiarono degli sguardi, sorrisero, e decisero di continuare a giocare col pazzo.

“Ah. In questo caso, perché non ci mostri cosa puoi fare nelle tue condizioni?” Disse uno dei poliziotti.

Saber annuì, sorridendo, alzò le mani ammanettate e diede loro una stretta di mano, “Non ho niente nelle mie mani. Confermate? Guardate bene.”

“Già.”

“E adesso, scomparirò.”

“Huh?”

Gli agenti erano confusi, non afferrando del tutto il significato di quelle parole. Poi… il corpo di Saber scomparì come nebbia. Le sue manette, rimaste in aria, caddero sul tavolo con un forte rumore.

“!?”

“Cos…”

Gli ufficiali erano tutti sull’orlo del panico. Puntavano gli occhi tutto intorno, tenendo pronte le mani sulle pistole e sui taser.

“Dov’è finito?”

“Che è successo?”

“Non aprite la porta!”

Il tumulto continuò… ma nel momento in cui puntarono gli occhi verso la sedia dell’uomo per un attimo, lui era tornato nella sua posizione originale. L’unica differenza erano le manette, che, vuote, erano posate sul tavolo.

“…”

Gli agenti puntarono le armi sull’uomo, asciugandosi il sudore freddo.

“N-non muoverti! Non muoverti!”

“Non ho fatto nemmeno un passo. Ve l’avevo detto, no? Che sareste rimasti stupiti?” Disse Saber. Poi eliminò il sorriso dal suo viso, come per dire che il gioco era finito lì, e si rivolse agli agenti con un’espressione seria: “Ovviamente, avrei potuto attraversare il muro e fuggire, o farvi qualcosa. O anche congedarmi dal teatro senza essere visto.”

Il bagliore ardente nei suoi occhi proiettava un’aria intimidatoria, come se stesse per divorare le anime dei poliziotti. Nonostante questo, Saber cercò di dimostrare che non aveva nessuna cattiva intenzione: “Questo è il mio modo di dimostrarvi ‘rispetto’.”

“‘Rispetto’…?”

“Prima della questione dell’espiazione del crimine di distruzione, incolpare qualcun altro sarebbe un disonore per un cavaliere. Se mi fossi comportato così, non sarei più in grado di guardare in faccia il re fondatore della mia terra nativa, che io adoro e rispetto. Proprio per questo, chiedo a voi, che avete la prova del mio potere, di capire. Io intendo fare ammenda, ma non intendo essere trattenuto. Io sono venuto qui per testimoniare che la donna è innocente.”

I poliziotti stavano in silenzio alle parole di Saber pronunciate lentamente. Il contenuto di esse era troppo fuori luogo e assurdo da credere, ma un’aura di intimidazione continuava ad essere emanata da lui, e li forzò ad accettare.

“Il fatto che io non vi elimini subito con la forza è il minimo rispetto per la vostra dedizione al vostro nobile compito di mantenere la pace pubblica. Rimarrò fermo fino all’alba.”

La parola “rispetto” uscì dalla bocca di Saber, ma gli agenti guardavano l’uomo davanti a loro con sguardi di paura. Come rane catturate dal bagliore di un serpente, erano immobili al loro posto. Sembrava fossero veramente fedeli alla loro missione, dato che continuavano a fissare Saber nonostante tutto.

Lui, forse felice di essere il bersaglio della loro animosità, parlò allegramente: “Scomparirò con l’alba, quindi, beh, fareste meglio ad iniziare da ora a pensare a come risolvere.” Finalmente, con un sorriso innocente, aggiunse un’osservazione che deve essere stata davvero una presa in giro.

“Se lo desiderate, possiamo pensarci assieme.” 

×   ×

Stazione della polizia – stanza degli interrogatori

Guardando ciò che accadeva nella sala degli interrogatori dal monitor, il capo si strinse le tempie con la dite e sospirò.

“Sembra totalmente all’oscuro della segretezza della Guerra del Santo Graal.”

Poi, aggrottando la fronte, diede delle istruzioni alla sua segretaria, che stava al suo fianco.

“Escludi i normali agenti dalle prossime osservazioni e interrogatori. Assegnali ai membri del Clan Calatin. Altera i ricordi di tutto il personale che sta nella stanza con lui in questo momento.”

“Ricevuto.”

La segretaria salutò. Mentre lo faceva, i capo prese la spada che era appoggiata sul tavolo nella sua mano, “Questo è il Fantasma Nobile che gli abbiamo confiscato?”

“Sì, signore. Non sembra altro che una spada ornamentale… ma probabilmente è così perché non è stato pronunciato il suo vero nome.”

“No, questa è davvero una spada ornamentale. Non riesco a sentire nemmeno una minima traccia di energia magica.” Quando arrivò a questo punto, un’improvvisa realizzazione lo colpì.

“Poco fa, quando ha assunto forma spiritica, la spada è scomparsa?”

“Non saprei, signore… ero rivolta verso il monitor, e non l’ho notato.”

“Mmh.”

Secondo il rapporto del team di indagini di Faldeus, Gilgamesh ha “sparato” centinaia, forse migliaia, di Fantasmi Nobili la notte prima. Adesso, in ogni caso, nemmeno un frammento di essi è rimasto. Ovviamente c’era anche la possibilità che Faldeus stesse mentendo, ma sembrava più probabile che una qualche forza abbia agito per recuperarli e riportarli nella tesoreria dello Spirito Eroico.

“Ci sono ancora molti punti oscuri nella Guerra del Santo Graal. Sembra che dovremo riflettere sulla relazione tra gli Spiriti Eroici e il loro equipaggiamento.”

Con gli occhi fissi sulla “spada di Saber”, che teneva in mano, il capo rimuginava sul futuro: “Dopo chiederò a Caster la sua opinione… anche se dubito mi dia una risposta diretta.”

Poi rimise la spada sul tavolo, e diresse i suoi passi verso l’entrata della stanza degli interrogatori.

“Mi incontrerò con la donna che sembra essere il Master di Saber.”

“Non è pericoloso un contatto diretto?”

La segretaria lasciò trasparire il suo disagio.

“Se la rifilassi a un membro del Clan Calatin e si scopre essere una trappola, sarebbe comunque rischioso.” Rispose il capo con tono gelido, “Se non avessi avuto la determinazione di mettermi in pericolo, non avrei mai scelto questa tattica.” 

×   ×

Nello stesso momento – un’altra area all’interno della stazione

Ayaka, aveva appena finito il suo interrogatorio ed era stata portata nell’area di detenzione comunemente chiamata “prigione” o “cella della polizia”, era esausta. Era sdraiata a faccia in su sul letto, indossando ancora gli occhiali. Circondata, non da sbarre di ferro, ma da muri e una porta, adesso era completamente isolata.

Era una stanza molto più pulita di quanto lei si sarebbe aspettata. Tralasciando quanto fosse angusta, la cella sembrava più accettabile di campeggiare in una tenda, o di preoccuparsi di zanzare e zecche in un hotel economico.

Ayaka aveva sentito che in America non facevano molte distinzioni tra carcere, centri di detenzione e prigioni. Poi, a lei stessa non era chiara la differenza. In ogni caso, non cambia il fatto che non l’avrebbe lasciata per un po’. Lei si rassegnò, guardò verso il soffitto, e decise di riposarsi un po’.

Ma l’agitazione la tenne sveglia. La sua testa era piena del contenuto della sua esaminazione. Chi era lei? Da dove proviene? Perché è andata lì? Sembrava essere giapponese, quindi qual era il suo scopo nel visitare l’America? Una lunga lista di domande destinate a rivelare il passato del sospetto. Era il ragionevole e giusto corso delle azioni, ma Ayaka l’aveva trovato doloroso.

‘Oh, lo odio. Lo odio.’

‘Anche un solo ricordo è doloroso.’

‘No, è sbagliato. Non sono infastidita.’

‘Solo non voglio ricordarlo perché sono spaventata.’

Mentre viaggiava nella vasta distesa di questo paese, era riuscita a dimenticare il passato. Era riuscita a fuggire dai suoi peccati.

‘Per un attimo, non l’ho vista, ma…’

La ragazzina col cappuccio rosso apparsa al teatro. Ricordando il sorriso sotto al cappuccio Ayaka iniziò a sudare freddo.

Lei era stata costretta a usare l’ascensore varie volte mentre veniva scortata nella stazione, e ogni volta rimaneva col fiato sospeso. Lei non sapeva quanti anni erano passati. Aveva fatto del suo meglio per non entrare in edifici con l’ascensore. Perché sapeva che appena avrebbe messo gli occhi su un ascensore, la ragazzina incappucciata di rosso sarebbe stata dietro di lei.

I poliziotti sembravano non essere in grado di vederla, ma Ayaka aveva percepito di sicuro la sua presenza nell’ascensore della stazione. Lei, completamente presa dalla paura, aveva fatto in modo di non guardare nella sua direzione. Tutto il tempo dicendosi: “Lei e io siamo persone diverse. Non ha niente a che fare con me.”

Alla fine, non sapeva dire se la ragazzina fosse un fantasma, un’illusione che la sua mente le mostrava, oppure qualcosa di simile. L’unica cosa che le importava era che era in grado di vederla.

Lei pensava di essere venuta in questa città per fuggire dalla ragazzina, allora perché è andata a finire così? Proprio quando Ayaka decise di riflettere nuovamente sulla domanda, ci fu un cambio improvviso nella sua situazione.

“Stai bene? Sembri un po’ stanca.”

Senza preavviso, l’uomo del teatro apparse in un angolo della cella.

“!?”

Spaventata, Ayaka lanciò un urlo. L’uomo che era entrato inosservato le parlò di nuovo: “Non essere così sorpresa. Passare tra i muri non è niente se passo alla mia forma spiritica. Il mio interrogatorio è stato messo in pausa. Sono stato messo in una cella un po’ più giù, così sono venuto a controllare nella tua.”

L’uomo era entrato senza difficoltà nella cella isolata. Forse era davvero un qualche tipo di spirito. C’era molta meno distanza tra loro di quando erano al teatro, e Ayaka stava in piedi come se fosse in guardia. Premendo la sua schiena sul muro, aprì la bocca e parlò: “Pensavo… di averti detto di lasciarmi da sola.” Disse senza mezzi termini.

“Tu non sei il mio Master, giusto?” Rispose l’uomo.

“Esatto. Non sono il tuo Master né niente di simile.”

Ayaka intendeva la sua risposta come un brusco rifiuto, ma quando la sentì, lui sorrise come un bambino dispettoso: “Penso significhi che non devo obbedire ai tuoi ordini, allora!”

“Cos…”

“Ora posso disturbarti quanto voglio. Mi prenderò cura di te, quindi preparati.” L’uomo sembrava allegro. Lei scosse la testa. Ne aveva abbastanza.

“Per favore, lasciami da sola.”

“Per quanto mi piaccia esaudire al meglio i desideri della gente comune, c’è un motivo per cui non va bene.”

“Un motivo?”

Di fronte ad Ayaka, dubbiosa, lo Spirito Eroico andò dritto verso il punto.

“Penso sia dovuto agli incantesimi nei tuoi tatuaggi… sembra che le mie ‘linee’ magiche siano collegate alle tue, invece che al mago che aveva i miei Incantesimi di Comando.”

“Cosa…?”

Il modo brusco di parlare dell’uomo fece sì che Ayaka si accigliasse. 

“In altre parole, io prendo energia magica da te, e questo mi permette di materializzarmi in questo mondo. Questo significa che i nostri destini sono collegati, anche se non è esattamente la relazione tra Master e Servant.” Annunciò con leggerezza, poi continuò e la stupì, “Senza di te, probabilmente non sarei in grado di manifestarmi tanto per cominciare. Sono in debito con te. Grazie.” 

L’uomo tese una mano per stringerla. Ayaka la spinse di lato e lo fulminò: “Se ti senti in debito con me… lasciami da sola.”

“Questo mi rifiuto di farlo! Mi prenderò cura di te. E ti infastidirò. Ti salverò, anche se tu piangerai e mi urlerai contro che non vuoi. Dopotutto, se muori tu, io scompaio, e così non sarei in grado di ottenere il Santo Graal.”

“Mi salverai da… cosa?”

“È ovvio. Dagli altri partecipanti della guerra. Master o no, finché le tue linee di energia magica sono collegate a me, sarai un bersaglio.”

“Questo è il peggio…”

Ayaka si prese la testa tra le mani.

“Pensa positivo.” Le disse l’uomo, “Rispetto ad avere tutta la pelle depilata, venire strofinata col sale, ed essere nella stessa situazione, per esempio, stai molto meglio perché non stai soffrendo.”

“Fai degli esempi troppo estremi…”

“Mi dicono spesso che sono estremo in tutto ciò che faccio.”

L’uomo sembrava imbarazzato, come se gli avessero appena fatto un complimento, Ayaka, forse capendo che qualsiasi cosa avrebbe detto sarebbe stata inutile, decise di parlargli e cambiare argomento.

“Sei un nobile o qualcosa di simile, giusto? Essere arrestato dalla polizia non va contro il tuo credo o simili?”

“È molto meglio di quando sono stato imprigionato in una fortezza montana. Posso uscire e fare una passeggiata quando voglio. Invece, se tu venissi punita al mio posto, questo andrebbe molto più contro il mio credo. Oh, ma non ti sto aiutando solo per il mio credo.”

“Te l’ho detto, non devi aiutarmi affatto…”

Ayaka fece un sospiro esasperato. L’uomo continuò a rivolgersi a lei in modo semplice, completamente diverso dal discorso dell’autopompa.

“Chiamami Saber per il momento. Andare avanti senza presentarmi al mio benefattore è disonorevole, ma prima o poi troverò l’opportunità per dirti il mio vero nome.” Poi Saber si voltò verso Ayaka con un’aria seria, “Adesso perché non i dici qualcosa? Che facevi in un posto come quello? Cosa sono questi tatuaggi?” Chiese. Dopo aver fatto una faccia preoccupata per un attimo, comunque, lui scosse la testa e fece una domanda più importante: “Scusa… Prima, potresti dirmi il tuo nome?” 

×   ×

Un corridoio all’interno della stazione

Il capo della polizia, inconsapevole del fatto che Saber e Ayaka stessero chiacchierando nella cella, accelerò il passo verso le celle d’isolamento. Appena raggiunse l’ascensore, tuttavia, un’impiegata della stazione arrivò da lui di corsa.

“Oh, eccola, capo! C’è un visitatore che vuole vederla.”

“Digli che… no, aspetta.”

Pensava di posporre l’incontro se fosse stato un politico o simili, ma c’era anche la possibilità che fossero Faldeus o Kuruoka.

“Chi è?”

“Beh… si è presentato come prete, ma a me sembra un po’ sospetto.”

Un prete.

Orlando aggrottò la fronte. Un’altra possibilità gli era venuta in mente. Presto divenne un sospetto, e le parole successive che uscirono dalla bocca dell’impiegata della stazione lo provarono: “Ciò che ha detto è: ‘Digli che è per la coppa rubata dal Giappone. Capirà.’” 

×   ×

In città

Sul tetto di un edificio adiacente particolarmente alto, l’Assassin donna era concentrata sulla stazione di polizia sotto di lei, regolando tranquillamente il suo respiro. 

Lei aveva cercato informazioni in città, e scoprì che lo Spirito Eroico Saber era stato portato alla stazione. Dopo questo rimaneva solo infiltrarsi all’interno e compiere l’assassinio. Ora che l’aveva esaminata, però, aveva notato un fatto terrificante.

Un grande numero di barriere mistiche era stato eretto attorno alla stazione, trasformandola in una fortezza che tiene fuori chiunque tranne coloro che passano dalle entrate legittime. Anche se lei nascondesse la sua presenza e cercasse di entrare dall’entrata principale, c’erano barriere adatte ad individuare simili sotterfugi spesse cinque o sei strati. Lo spazio separato era stato formato con tanta maestria da nasconderlo anche ai maghi vicini. Lei era passata lì vicino durante il giorno e non aveva notato nulla.

Come risultato di un più attento controllo, notò la “presenza” di svariati maghi all’interno dell’edificio. Non poteva crederci. Per lei, gli abitanti della città erano in gran parte “infedeli”, ma il fatto che i maghi, visti come “eretici” da varie religioni, fossero in possesso degli organi giudiziari e amministrativi era difficile da accettare con così poco preavviso. Considerando l’influenza della Torre dell’Orologio, non era un fatto raro nell’era moderna, ma lei non aveva niente a che fare con la Torre, e la stupì.

Anche se appartenevano a sette diverse, c’erano alcuni in questa città che adoravano lo stesso suo dio. E i maghi, che non erano nemmeno infedeli, cercavano di comandarli da dietro le quinte. Non poteva chiudere un occhio su questo.

Era impensabile che un’organizzazione in grado di creare uno spazio separato simile non fosse coinvolta con la Guerra del Santo Graal in corso nella città. Più importante, il suo nemico, lo Spirito Eroico Saber, era all’interno. Fece un respiro profondo e decise di assaltare il campo nemico.

Il capo dei suoi tempi riuscì a scivolare – praticamente danzando – attraverso una barriera. Lei sapeva di non essere abbastanza esperta. Tutto ciò che poteva fare era usare le tecniche che aveva creato imitando le precedenti generazioni, e combattere.

Avrebbe corso fino a sbattersi a un muro. Nient’altro importava. Se l’immatura se stessa riuscisse a fare qualcosa, allora la sua vita otterrebbe un senso.

No, lei non ha bisogno di un senso. Lei non ha bisogno di pensare, solo di sfondare.

Digerì la sua silenziosa decisione sotto il vestito nero, e fece un grande salto in aria. Mentre cadeva, spense forzatamente tutte le barriere. I suoi avversari avrebbero notato la sua presenza, ma a lei non importava. Lei eliminerà tutti i nemici. Dopo aver preso questa decisione, divenne una palla di cannone che sfrecciava verso la stazione della polizia.

Qualche secondo dopo, tutte le barriere si sparsero nel cielo una volta distrutte.

E il sipario si alzò sulla guerra della fanatica. Aveva deciso di combattere fino alla fine da sola.

Se aveva sbagliato dei calcoli… l’errore stava nel fatto che non era, di fatto, da sola. Aveva un rinforzo diabolico. Ma lei non avrebbe mai desiderato l’aiuto di una creatura simile. 

×   ×

Di fronte al casinò Crystal Hill – distretto dell’intrattenimento

“Un casinò, huh? Sembra divertente.”

Flat, che era rimasto completamente sveglio da quando lo hanno intervistato di fronte al teatro, stava girando per il distretto dell’intrattenimento. Tra le luci abbaglianti di Main Street, la sua attenzione venne catturata dai neon ancora più abbaglianti del casinò.

“Giurerei che i casinò sono proibiti ai minori di 21 anni in questo stato.” Jack lo Squartatore, ancora sotto forma di orologio, lo rimproverò.

“Oh, allora non posso entrare. Che vergogna. Non ho avuto la possibilità di giocare per anni.”

“Ci sei già stato, vero?” Jack sembrava sorpreso.

Flat ricordò malinconicamente il passato mentre rispondeva: “Vengo da Monaco, capisci. C’era un casinò-barca davvero grande nel mare vicino alla mia città. Ci andavo a giocare. Anche lì c’era un limite d’età, ma dopo un po’ di questo e quello, il proprietario mi ha dato un permesso speciale… mi aveva chiesto di mostrargli ciò che sapevo fare con la magia in cambio, così, l’ho fatto.”

“Davvero, tu sei in una linea diametralmente opposta alla mia immagine di mago.”

“Oh, sei un adulatore.”

“No, non spetta a me parlare. Se questo è il modo che hai scelto per vivere, allora fai come preferisci. Prego solo che gli altri maghi non ti eliminino.” Jack sembrava esasperato, ma qualcosa nella storia del suo Master sembrava aver attirato la sua attenzione. Decise di continuare chiedendogli di più sul casinò-barca: “Allora, se ti ha chiesto di vedere la tua magia… anche il proprietario era un mago?”

“No. Beh, a quanto pare lo era.”

“Lui ‘lo era’…?” Il quadrante dell’orologio si inclinò in modo interrogatorio in risposta allo strano giro di parole di Flat.

“Già. Si è trasformato da mago ad Apostolo Morto.”

“Apostolo Morto?”

“Un succhia-sangue… oh, capiresti se dicessi ‘vampiro’?” Il quadrante del Servant si inclinò ulteriormente all’improvvisa dichiarazione del suo Master.

“È vero che ci sono delle teorie che dicono che io fossi un vampiro… ma anche un mago, non è un po’ troppo occulto?”

“Jack lo Squartatore resuscitato nell’epoca moderna è molto più occulto, direi.”

“Humph.”

Il Santo Graal aveva fornito agli Spiriti Eroici solo la conoscenza necessaria per combattere nella Guerra del Santo Graal. Se Jack non conosceva niente sui vampiri, significa che il Graal aveva giudicato quelle informazioni irrilevanti nel conflitto. Questo fu ciò che pensò Flat almeno. Decise di dare al Servant una semplice spiegazione.

“I vampiri esistono davvero. Beh, misticamente parlando, loro vengono chiamati succhia-sangue o Apostoli Morti, in realtà. Ci sono persone che vengono morse da uno di loro e dopo qualche anno lo diventano loro stesse, ma ci sono anche maghi di grado EX che decidono di loro spontanea volontà di diventare vampiri, cercando l’immortalità, la Root o qualcosa di simile.”

“Quindi, i maghi possono diventare vampiri?”

“Detto tra noi, ce n’è anche uno tra i più potenti della Torre dell’Orologio. Un Apostolo Morto che usa la magia.”

“Oh signore.” Jack fece seguire alla sua esclamazione di sorpresa un colpo sarcastico verso Flat: “Tu, probabilmente, diventeresti un vampiro senza pensarci troppo perché ‘è figo’.”

La risposta del Master, invece, fu stranamente seria: “Sono fighi, ma non voglio diventare uno di loro. Intendo, c’è il desiderio succhia-sangue e altre cose da considerare.”

“Sono sorpreso. Non avrei mai pensato che avessi una morale così comune.”

“In più, sai, è inutile.”

“…?”

Trascurando il dubbio di Jack, Flat puntò verso un’altra parte della città e disse: “Oh guarda, parli del diavolo e…”

“Che c’è?”

Lo sguardo del Master era su un giovane uomo, che stava sul marciapiede di Main Street di fronte alla stazione della polizia. Aveva un’aria in qualche modo spensierata. Flat teneva gli occhi sull’uomo, e disse casualmente: “Il ragazzo laggiù, che guarda verso la stazione… è un Apostolo Morto. Probabilmente.” 

×   ×

Stazione della polizia – atrio

“Sei il capo, Orlando Reeve?”

A quest’ora di notte, l’atrio della stazione era per lo più privo di gente comune. Solo agenti del servizio notturno e giovani delinquenti si vedevano passare di lì.

L’atrio della Stazione Centrale di Snowfield era considerevolmente più grande di quello di una normale stazione della polizia, formando un pozzo che raggiungeva il terzo piano. Le parti esposte dei corridoi del secondo e del terzo piano sono state incorporate nel design degli interni della stazione. A differenza dell’atrio di alcune stazioni di polizia della California, dava l’impressione di essere un castello forzatamente modernizzato. Stando al centro di esso, l’uomo rilasciava una presenza singolare.

Era vestito da prete, e indossava una benda sull’occhio. Solo stando nella stazione, attirava gli sguardi dei pochi passanti. Il capo, comunque, stava coraggiosamente davanti allo strano sacerdote e chiese: “Io sono Reeve… e lei è…?”

“Hansa Cervantes. Un… ‘osservatore’ mandato alla chiesa centrale di Snowfield. Penso tu sappia di che parlo.”

“Penso di non sapere cosa intende.” Rispose il capo senza mostrare espressioni. 

Hansa sogghignò e tese le mani, “Se vuoi insistere a dire che ‘la magia è solo un hobby’, oppure ‘i miei sottoposti l’hanno fatto di loro volontà’ con tutte queste barriere innalzate, io non ti fermerò. Anche se il tuo Servant viene eliminato, perderesti solo un posto sicuro in cui nasconderti. Sicuro di tenere alla tua vita?”

“…”

I compiti principali degli osservatori nella Guerra del Santo Graal erano osservare il corso della guerra e nascondere la magia e i miracolo dagli occhi delle persone normali. Oltre a questo, comunque, avevano anche il compito di “dare riparo agli sconfitti”.

Se un Master ha ancora la capacità di combattere anche dopo aver perso il suo Servant, ha l’opzione di stringere un nuovo contratto con uno Spirito Eroico che ha a sua volta perso il suo evocatore e aspetta solo di dissolversi. Così possono ritornare in campo. Per prevenirlo, parecchi maghi cercavano di finire i Master che perdevano i loro Servant. Anche un mago che non ha più la volontà di combattere può essere preso di mira dagli altri partecipanti. Assicurare la sicurezza di questi Master era uno dei compiti della Santa Chiesa e degli osservatori.

Ovviamente, anche se il capo fosse andato da loro dopo, dicendo: “Sono un Master, aiutatemi.” Sarebbe un dovere della Chiesa offrirgli protezione, quindi la minaccia di Hansa non era altro che una beffa o un bluff. Orlando, comunque, sembrava aver preso una visione ancora più accorta di quella linea, e socchiuse gli occhi cautamente. 

Hansa, in contrasto, scrollò le spalle in modo semplice: “Whoops, non sono qui per fare domande importanti. So già che sei un esterno senza alcun legame con la Torre dell’Orologio, capo Orlando Reeve. Potrei aggiungere che sei colpevole di aver commesso un accumulo innaturale di personale. Tra i tuoi ottimi agenti ne hai riunito altri da ogni luogo proprio nel momento dell’inizio di questa guerra. Sono solo prove circostanziali, ma direi che sono abbastanza.”

“Non pensavo avesse potuto investigare così accuratamente in solo un paio di giorni. Impressionante.”

“Sono gli informatori della Chiesa ad essere impressionanti. Se hai il tempo di adularmi, prova a donare un po’ di soldi dell’elemosina di domenica prossima.”

Il capo non capiva se il prete spiritoso fosse sarcastico. “Ad ogni modo, non è un argomento di cui discutere qui. Le mostro la sala dei colloqui.”

“Credo ne farò a meno. Non mi pare che voi ragazzi abbiate l’intenzione di giocare in modo pulito con la Chiesa, e non ho intenzione di saltare nella pancia di una bestia così losca.”

Senza aggiungere altro, Hansa si sedette su una delle sedie nell’atrio. Guardò verso una tv a schermo piatto montata su una colonna vicina e continuò a parlare: “Stavano mostrando immagini su una disgrazia – o un incidente – al teatro fino a poco fa. Appare uno strano tipo. Se è un autentico Spirito Eroico, significa che avete già fallito nel tenere nascosto il rituale. Non si può dire che non vi avevamo avvisati. Se vuoi cercare delle scuse piagnucolose, posso darti alcuni numeri di telefono di qualche pezzo grosso dell’Assemblea degli Otto Sacramenti.” Hansa sorrideva, ma il suo modo provocatorio era apertamente ostile.

Il capo gli rispose con uno sguardo glaciale: “Non c’è bisogno di alcuna scusa. Nessuna persona ordinaria lo vedrà per ciò che è.”

“La metti così? Cambiamo discorso allora. Quello Spirito Eroico e il suo Master sono qui?”

“Se dicessi di sì?”

“Non sono nei rapporti della Chiesa. Vorrei verificare almeno le loro facce. Dirgli ciao, se posso. E se il Master è una donna, mi piacerebbe cenare con lei; portarla a mangiare un jalokia jambalaya2 o simili. Non so tu, ma anche la signorina vicino a te potrebbe venire.”

La segretaria, inespressiva, rifiutò l’improvvisa offerta, e guardò il capo. Lui fece un grande sospiro, e dichiarò senza mezzi termini al persistente Hansa: “Mi lasci essere chiaro: il nostro rituale è diverso da quello di Fuyuki. Non abbiamo intenzione di scendere ad accordi con lei. Ora inizi a pregare come un bravo prete.”

“Se abbiamo finito di parlare, non c’è bisogno che sia tu a dirmi di andare a pregare in chiesa.”

“Non pregherai in chiesa. Lo farai proprio qui.” Disse Orlando a Hansa ancora spiritoso.

“Oh?”

“Hai detto che il Servant e il Master ‘non sono nei rapporti della chiesa’, se ricordo bene.” Il calore usciva costantemente dalla voce del capo, “Quanto sai? Hai informazioni che ancora noi non abbiamo? Finché non colmeremo quel vuoto, non possiamo farti tornare a casa.”

“Scusa, ma non riesco a dormire senza la mia pillola. Problemi se corro a casa per prenderla?”

“Hansa Cervantes, giusto? Hai fatto uno sbaglio.” Orlando continuò senza prestare orecchio alle battute di Hansa, “Non hai pensato che questo atrio è già nella mia pancia?” il tono del capo diventava sempre più freddo. Questo fu quando Hansa lo notò – le persone normali che passavano nell’atrio era completamente scomparse.

‘Far scomparire la gente, huh.’

Anche i poliziotti e i receptionist che erano lì erano scomparsi. Al loro posto, una grande quantità di ufficiali comparirono dalle varie entrate che portavano all’atrio. Tutti loro fissavano in modo glaciale il prete, e si allinearono come per circondarlo.

‘Questi tipi… non sono i suoi normali sbirri.’

Solo il loro portamento e il modo in cui camminavano erano sufficienti per dire che avevano ricevuto più della normale formazione della polizia. Allo stesso tempo, era sicuro che non avessero ricevuto un lavaggio del cervello; stavano in piedi in quel luogo “ripulito” di loro spontanea volontà.

Vedendo la situazione in cui si trovava, Hansa, ancora seduto nella sua sedia, guardò verso il viso del capo: “Se mi volete arrestare, quali sono le accuse?”

“Poco fa penso tu abbia detto: ‘Sicuro di tenere alla tua vita?’… ho percepito pericolo in quel discorso e nella tua condotta. Ho innegabilmente ricevuto una minaccia.”

“Guardi troppa tv, capo.”

“Tu non ha il diritto di rimanere in silenzio. Ciò che dirai non sarà usato in una corte di giustizia. Non hai il diritto di avere un avvocato, e non te ne verrà assegnato nessuno. Preparati.” Gli agenti iniziarono ad avvicinarsi lentamente dopo che il loro capo finì la recita sarcastica.

“Farvi nemici noi non è una strategia vincente. Non sembra che io possa farti qualcosa, ma quando inizi a fare il bulletto con qualcuno in questo modo, il rapporto tra le nostre organizzazioni rischia di inasprirsi.”

“Concordo. Questo è il motivo per cui vorrei scambiare informazioni amichevolmente.” Orlando guardò verso Hansa. Il suo sguardo era ben lontano dall’essere amichevole.

“Non dovresti spaventare un normale e onesto cittadino in quel modo. Potrei fare casino.” Hansa lanciò a sua volta uno sguardo, mostrando un sorriso provocatorio. 

La situazione sembrava aver raggiunto un punto critico, quando… il telefono del capo vibrò, e l’atmosfera nella stanza si rilassò.

Infastidito, Orlando fece qualche passo indietro e tirò fuori il cellulare. Naturalmente, non abbassò la sua guardia verso Hansa. Portò cautamente il ricevitore al suo orecchio, a quel punto una voce allegra e inappropriata divenne udibile: “Yo! Come butta, fratello?”

“Se devi dirmi qualcosa, possiamo parlare dopo. Sono nel bel mezzo di una cosa.”

Sentendo la voce di Caster, il capo, rilanciò una veloce risposta. Il Servant, invece, mandò un chiaro avvertimento senza stare a sentire la voce del suo Master: “Vattene subito da lì, fratello. Fallo, o preparati a combattere contro un nemico con tutte le tue risorse. Hai completamente tagliato la nostra telepatia, quindi ti ho dovuto raggiungere con la tecnologia.”

“Che intendi dire? Come sai una cosa del genere?”

“Questo è un segreto. Beh, buona fortuna!” Con questo la chiamata terminò. 

Il capo aggrottò la fronte: “Oh signore, è un uomo difficile con cui trattare.”

Ma ciò che aveva detto non sembrava uno scherzo. Orlando sapeva già che le capacità di raccolta d’informazioni di Caster erano anormali. Ma che significava che adesso aveva ottenuto la capacità di individuare i pericoli in tempo reale? Poco dopo il dubbio attraversò la mente del capo, comunque, dopo…

Un crepitio. 

Ogni vena del suo corpo creò un lamento distorto. Per essere precisi, i circuiti magici che le attraversavano lo fecero.

‘Le barriere… merda! Che sta succedendo?’

Le barriere anti mago erette, spesse vari strati, erano state distrutte in un attimo, con la forza pari a quella di un missile che si schiantava su un rifugio.

Immaginate scivolare attraverso il sistema di sicurezza di una banca o un museo d’arte senza farlo scattare, e infine compiere un furto senza nemmeno permettere che si noti la propria presenza. Questo era il tipo di distruzione delle barriere che il capo aveva concepito.

Questo, invece, era come un bombardamento sull’edificio fatto per aprire un buco nel muro e creare un entrata. In altre parole, significava che a chiunque avesse distrutto le barriere, non importava essere individuato. Non era l’infiltrazione, era un “impatto”.

“Amici tuoi?” Il capo fulminò Hansa, ma il prete scosse le spalle con ogni apparenza di esserne all’oscuro.

“Mi piacerebbe,” disse guardando il soffitto “ma i miei amici verrebbero entrando dall’entrata frontale o da quella sul retro, non dal cielo.”

“…”

‘Può sentirlo?’

Il capo poteva sentire che era la barriera che copriva la parte superiore della stazione ad essere stata distrutta. Anche sapendo che ci doveva essere stato un qualche tipo di attacco, comunque, non riusciva a sentire nessun suono o eco dall’impatto. Cosa accidenti era successo? Aveva solo poco tempo per chiederselo…

Prima che tutte le luci nell’edificio si spegnessero, lasciandoli in pure tenebre. 

×   ×

Una cella d’isolamento

“Finalmente mi hai detto il tuo nome. Grazie, Ayaka. Un giorno ti restituirò il favore.”

Saber, che aveva usato tutta la sua astuzia riuscì infine a far dire alla donna il suo nome, continuò a fare domande col sorriso: “E? Cosa stai facendo in una città simile?”

“Io…”

Dirgli tutto era probabilmente il metodo più rapido per far stare zitto l’uomo, pensò lei, e si rassegnò al raccontargli le sue esperienze: “Ho iniziato in Giappone, fuggendo di città in città.”

“Fuggivi da qualcosa?”

“Non so per quanti anni l’ho fatto. Sono solo andata da un luogo all’altro…”

Mentre si mordeva il labbro, apparentemente più per paura che per irritazione, Ayaka diede un resoconto indiretto del suo passato: “Infine, ho finito per tornare nella città da cui sono partita. 

C’era uno strano castello nella foresta vicina e–” 

In quel momento, la luce della cella d’isolamento se ne andò.

“Huh?”

“Hm?”

Il Servant e la Master si guardarono intorno all’unisono, ma non c’era alcuna luce, nemmeno fuori dalla finestrella nella porta. Capirono che l’intera stazione era senza elettricità.

“Un blackout? Dovrebbe attivarsi presto il generatore d’emergenza. Penso.” Ayaka sembrava un po’ spaventata nell’oscurità.

La voce cauta di Saber riecheggiò in risposta: “… solo se è un blackout.” 

×   ×

Stazione della polizia – interno 

La donna Assassin aveva disabilitato entrambi i centralini principali e il generatore d’emergenza in rapida successione, mandando l’intera stazione nel buio completo. Lei si mescolò a quelle tenebre, scivolando nell’edificio come vento. Ogni tanto incontrò agenti e detective di pattuglia con delle torce, ma lei era un’ombra strisciante, che stava fuori dalla luce e non faceva alcun suono. Aveva libero controllo della stazione.

‘Per sconfiggere quello Spirito Eroico, devo rischiare la mia vita.’

Si preparò mentalmente mentre attraversava i lunghi corridoi della stazione. Grazie allo speciale addestramento che aveva ricevuto non aveva bisogno di luci per muoversi. Sentendo il movimento dell’aria, il flusso di energia magica, e l’eco dei suoni del vento, era in grado di vedere tutto ciò che la circondava, e riusciva a distinguere i flussi di energia tra essi. Questa era un’altra arte che ottenne dai grandi capi: “Meditative Sensitivity: Zabaniya”. Una capacità sensoriale sovrumana che le permetteva di percepire correnti di potere – come energia magica, acqua, elettricità o vento – che siano naturali o artificiali, anche se fossero parte del suo corpo.

Aveva usato questo potere per localizzare il generatore della stazione e distruggerlo. Fatto questo, seguì la più alta concentrazione di energia magica. Che scorreva giù dalle scale come una cascata, arrivò finalmente in una stanza colma di correnti disordinate. Questa era l’area più spaziosa della stazione, l’atrio principale.

“…!”

Allo stesso tempo la donna Assassin saltò nell’area, l’uomo in uniforme al centro usava la magia per illuminare la zona, accendendo gli apparecchi per l’illuminazione già esistenti.

‘Un mago!’

Assassin si smaterializzò prontamente, anche se non era all’altezza della velocità della luce. Nell’istante prima che scomparisse, la sua immagine era stata bruciata in diverse paia di occhi, tra cui quelli del mago.

Un’ombra che scompariva nella luce. Non c’era altro modo per descrivere la figura che si era momentaneamente vista in direzione della porta.

“Cosa…? Un Servant…?”

Il capo della polizia era un Master con gli Incantesimi di Comando; anche quell’unica e momentanea occhiata gli era bastata per essere certo di aver visto un Servant.

‘Non era Saber. L’ho solo intravisto, ma quelle abilità… Assassin?!”

Quando un Master guardava direttamente un Servant partecipante alla Guerra del Santo Graal, era in grado di ottenere una certa quantità di informazioni. Esse prendono una forma ottimizzata nella mente del Master in questione; la pagina di un grimorio, o un frammento di pergamena. Ovviamente, lui non è in grado di scoprire il vero nome dello Spirito Eroico, ma è in grado di scoprire i parametri fisici generali e qualche loro abilità speciale.

Era stato solo per un momento, così non era stato in grado di analizzare la maggior parte di ciò che aveva visto, ma riuscì a capire che il Servant eccelleva nella furtività e nello spionaggio. Anche l’apparenza – nera dalla testa ai piedi, da quanto era riuscito a vedere – suggeriva fosse Assassin.

‘Humph… quindi, un Master ha visto Saber in tv e ha deciso di mandare Assassin. Non possiamo fare niente a un Servant mentre è un forma spiritica, ma è difficile pensare che starà così ancora a lungo.’

Un Servant in forma spiritica non è in grado di compiere misure né offensive né difensive. Se un Master o un altro mago possedesse i mezzi per attaccare un corpo spirituale, correrebbe il rischio di essere annientato totalmente. Di conseguenza, stare in forma spiritica in mezzo a maghi e Spiriti Eroici ostili non era una strategia vincente. Il momento necessario per rimaterializzarsi potrebbe anche creare un’apertura fatale in una battaglia di pochi istanti.

Sarebbe meglio dire che si è già materializzata e che si nasconde da qualche parte, concluse il capo, e teneva gli occhi aperti verso l’ambiente circostante. C’erano infiniti luoghi in cui nascondersi nell’atrio, compresi i corridoi del secondo e del terzo piano.

I suoi incantesimi di comando erano nascosti sotto i guanti. Quanto era probabile che era stato scoperto essere Master? Nel caso peggiore, pensò lui, il Servant poteva essere venuto per lui, e non per Saber. Si stava concentrando nell’ideare la prossima mossa, quando Hansa, che era andato dietro una colonna dell’atrio senza essere notato, ristrette drasticamente le opzioni: “Oh, era il tuo Servant quello, capo?”

Una domanda casuale. Il capo guardò verso Hansa, capendo subito cosa intendeva: “Pezzo di… stai superando la tua giurisdizione di osservatore.”

“Non avevi detto che tu non avevi bisogno di un osservatore della chiesa?”

Hansa fece un sorriso malevolo, incrociò le braccia e si poggiò alla colonna, come per sottolineare che lui era solo uno spettatore.

“Solo un po’ di resistenza contro un pezzo grosso che bullizza un piccoletto.”

Un prete infedele.

Se lui fosse un osservatore venuto per confermare l’esistenza del Santo Graal, sarebbe un obiettivo di Assassin di cui preoccuparsi. Se, dall’altra parte, lui fosse davvero neutrale e fosse stato mandato solo per verificare l’autenticità del Graal, allora il Servant non avrebbe motivo di prendere la sua vita più di ogni altro infedele in città.

Il “capo”, tuttavia, non poteva trascurarlo. L’osservatore gli chiese riguardo il “suo Servant”. Tenendo conto della barriera a più strati eretta intorno alla stazione, e il fatto che lui è sia un Master che un dipendente dello stato, anche lei, ignorante del governo costituzionale, poteva capire facilmente che l’uomo che appariva come capo di questa stazione di polizia era probabilmente coinvolto in questa Guerra del Santo Graal al livello delle fondamenta.

Nella sua mente, le priorità cambiarono. Al momento, il capo della polizia giusto davanti a lei prese la precedenza in confronto al cavaliere del teatro. Lei vorrebbe catturarlo, per poi estrarre informazioni sulle menti dietro la Guerra del Santo Graal. La giustizia, decise, arriverà più tardi.

Assassin si materializzò in un punto cieco del corridoio del terzo piano, e prese la mira verso il capo. Preparò il Fantasma Nobile più adatto per catturare il mago. Lei continuava a pensare che il capo era il suo unico nemico.

Finché una freccia imbevuta di energia magica venne scoccata dall’entrata davanti a lei.

“…!”

Arrivo da un punto totalmente cieco. Senza il suo senso acuto che aveva acquisito per correre al buio, non avrebbe nemmeno notato l’attacco finché non l’avrebbe colpita.

Captando il flusso di energia magica vicina e il leggero scricchiolio di un arco teso, capì di essere stata presa di mira.

La donna Assassin si contorse, flettendo le articolazioni più di quanto sia umanamente possibile, e schivò la freccia che si era avvicinata pericolosamente al suo cuore. Percorse il corridoio, e colpì ciò che – per la prospettiva del tiratore – era il muro opposto.

L’impatto causò un’incredibile distruzione. Il muro esplose. La stanza dietro guardava attraverso un muro pulito attraverso il cemento armato.

Non sapeva come aveva distrutto il muro. Tutto ciò che lei sapeva per certo era… che era abbastanza potente da eliminare un qualsiasi umano, e probabilmente uno Spirito Eroico nella media. 

×   ×

Cella d’isolamento

“Cos’era quel suono?” Chiese Ayaka turbata nel buio. Il colpo sembrava quello di qualcosa che si rompeva – distante, ma di certo nello stesso edificio.

“Magari qualcuno ti ha seguito?”

“Penso sia possibile.”

Comparvero delle luci fioche attorno a Saber mentre parlava. Un soffice bagliore di lucciola illuminava la cella, e lo sguardo vuoto di Ayaka.

C’erano gocce d’acqua delle dimensioni di biglie sospese in aria. La luce proveniva da esse. 

“Puoi usare la magia…?”

“Non magia, incantesimi.”

“Non credo di capire la differenza.”

“Gli incantesimi sono ciò che gli umani ottengono col tempo e impegno. La magia crea miracoli oltre la portata dell’uomo moderno… o così mi hanno detto. Io non sono un mago, quindi non conosco i dettagli, ma a quanto pare la scienza avanzata ha trasformato molte delle magie in incantesimi.”

Saber parlava come se quello non avesse niente a che fare con lui. Ayaka osservava le gocce che fungevano da fonte di luce.

A quel punto, Saber scosse un po’ la testa scusandosi: “Giusto perché tu lo sappia, non le ho fatte io.”

“Cosa intendi di…?”

Prima che Ayaka potesse finire la domanda, Saber scomparve.

“Ehi!”

Lasciata da sola nella cella con le gocce luminose, si buttò sul letto con un sospiro. Qualche secondo dopo, si rialzò.

La porta della cella d’isolamento si aprì cigolando, e Saber entrò da essa come se non fosse accaduto niente di strano. Fece tintinnare un mazzo di chiavi e sorrise: “Ho preso segretamente in prestito le chiavi.”

“‘Preso in prestito’…?”

“Ah, un’evasione. Eheh. È un po’ emozionante!”

“Dov’è finito il tuo onore cavalleresco?” Ayaka sembrava esasperata.

“Ovviamente, intendo ancora riparare il teatro. Intendo anche tenere la mia promessa di rimanere sotto la custodia della polizia fino all’alba. Prima di ciò, comunque, ti porterò in un luogo sicuro.” Dichiarò Saber, con gli occhi scintillanti dall’eccitazione.

“Non ha pensato che questa cella possa essere il luogo più sicuro per me?”

“Ci ho pensato. Questa stazione è strana. Sembra che ci siano Spazi Separati attorno a tutto l’edificio.”

Sembrava che il Servant stesse ripetendo qualcosa che gli era stato detto.

Ayaka aggrottò la fronte: “‘Sembra’? Chi l’ha detto?”

Saber teneva la porta della cella aperta con un sorriso, senza paura. Non c’era traccia di carcerieri all’esterno. Tutto ciò che si poteva sentire era clamore e grida di protesta da parte degli altri detenuti.

Lui le prese la mano e uscirono dal blocco di celle. Le gocce luminose svolazzavano in avanti.

“Beh, vedi, è complicato.”

“Davvero non capisco… che intendi con ‘Spazi Separati’? Ci sono dei maghi in questa stazione?”

“C’è di più: a quanto pare sono stati progettati nella costruzione dell’edificio. Ero preoccupato che nel peggiore dei casi, tutti quanti nella stazione fossero maghi. Ma a giudicare dal mio interrogatorio di poco fa, non sembra così.” La sua espressione divenne più seria: “Ma questo luogo è stato sicuramente costruito per dei maghi. Se è connesso con la Guerra del Santo Graal, questi rumori non promettono niente di buono per noi.”

“Perché no?”

“Probabilmente inizialmente volevano offrirci un’alleanza, o al minimo ottenere delle informazioni da noi… ma se queste vibrazioni provengono dall’attacco di un altro Servant, cercherebbero di liberarsi di te prima che tu abbia la possibilità di attaccarli. Sembrerebbe ci sia una buona ragione per pensarla così.”

“Cosa intendi con ‘una buona ragione’?”

Saber rimase in silenzio per qualche attimo, ma quando raggiunse un punto abbastanza distante dalle celle, iniziò a mormorare. Sembrava si rivolgesse a qualcosa: “Ehi adesso…dimmi cose del genere prima. Se l’avessi saputo, avrei tagliato la porta e l’avrei fatta uscire prima.”

“Con chi stai parlando?”

“Oh, scusa. Fingi che stia parlando da solo.” Si scusò disinvoltamente prima di rispondere alla domanda della ragazza. 

Continuò a parlare come se stesso ripetendo qualcosa che gli era stato riferito: “Sembrerebbe che ci sia un incantesimo nel soffitto di quella cella… creato per controllare la composizione dell’aria, e soffocare l’umano all’interno.” 

×   ×

Atrio

Notò l’aspetto del tiratore mentre schivava. Una giovane donna vestita da poliziotto. La grande faretra sulla schiena si scontrò con la sua uniforme, e stava preparando, non una normale pistola o un manganello, ma un arco della sua stessa altezza.

‘Un Fantasma Nobile! Quella donna dev’essere… il suo Servant!’

La donna Assassin notò con un solo sguardo che quell’arco era un Fantasma Nobile, e pensò che il Servant Archer che aveva stipulato un contratto col capo della polizia si fosse vestito da agente e si era nascosto tra gli impiegati. La donna aveva la presenza di un normale mago, quindi doveva possedere un’abilità che nascondeva la sua natura di Spirito Eroico. Un Master con gli Incantesimi di Comando avrebbe potuto dirlo ad una prima occhiata, ma lei non ne aveva uno, e quindi nessun modo di assicurarsene.

Concludendo che si trattasse di un Servant, Assassin si mise in posizione offensiva. Controllò il suo baricentro per riuscire a muoversi appena toccato il suolo. Nell’istante in cui lo fece, però… sentì il debole rumore di suole di gomma che strisciavano nel pavimento giusto dietro di lei.

“!”

Lei sentì un brivido. Non si era né allontanata né avvicinata alla donna con l’arco, saltò dritta in alto con tutta la sua forza. Ruotò il suo corpo di 180 gradi verticalmente, e atterrò nel soffitto dell’atrio.

Vide un uomo di colore con l’uniforme della polizia. Difficile da credere, ma teneva un’arma simile a una naginata3, e faceva una spazzata orizzontale.

Se lei si fosse mossa in avanti o indietro, sarebbe stata probabilmente colpita da quella lama.

‘Un altro Fantasma Nobile… cosa dovrebbe significare…?’

Mettendo da parte i suoi dubbi, Assassin tirò un calcio al soffitto e mirò l’uomo con la naginata.

“Guh!”

La bloccò per un soffio con l’asta della sua arma, ma il colpo lo fece volare per il corridoio.

‘Nessuna resistenza. Non è uno Spirito Eroico?’

A causa della sua confusione, Assassin atterrò in un’altra zona, ancora preoccupata dell’agente donna con l’arco. Ma mentre teneva gli occhi sull’estremità dei corridoi, trascurò la porta della sala relax nel muro di fronte all’atrio. Poco dopo che ci passo davanti un uomo robusto sfondò la porta, caricando con un enorme scudo.

“!”

Il gigante la raggiunse con la forza di una palla di cannone, proteggendosi il corpo con lo scudo. Ma non erano la robustezza e l’altezza dell’uomo – oltre due metri – a far sentire Assassin in pericolo, era la densità di energia magica che copriva il suo scudo.

“Un altro Fantasma Nobile…!”

In ogni caso, era pericoloso pensare a quell’attacco come una normale carica.

Assassin saltò di nuovo, preoccupata delle abilità speciali che potrebbe avere lo scudo. Atterrò sulla lampada ad ombrello che illuminava l’atrio dal soffitto.

Poi capì la situazione.

Circa trenta poliziotti si erano riuniti nell’atrio senza essere notati, così come nelle sezioni aperte dei corridoi al secondo e al terzo piano. Era ovvio che non erano arrivati di corsa solo dopo aver sentito i rumori. Impugnavano una grande quantità di armamenti, ognuno dei quali era stranamente denso di energia magica. Essa fuoriusciva dalle armi in numerose onde diverse, deformando l’atmosfera di tutta la stanza.

 Tutto questo portava ad un fatto, qualcosa che potrebbe sconvolgere l’intero concetto di Guerra del Santo Graal: tutte quelle trenta armi erano senza ombra di dubbio dei Fantasmi Nobili.

“Tutto il personale ordinario è stato fatto evacuare dall’uscita d’emergenza. Lo Spazio Separato è stato attivato, quindi possiamo diminuire il grado di disturbo dai curiosi.” Riportò la segretaria.

Nello stesso momento, uno degli agenti appena arrivati portò al capo un lungo oggetto avvolto in un tessuto. Da esso, il capo estrasse la sua arma: una spada giapponese con fodero laccato in nero. “Sembra che le cose stiano iniziando ad essere interessanti.” Fischiettò Hansa felicemente allo spettacolo dei poliziotti armati di un’infinità di armi antiquate.

Il capo diede ordine con lo sguardo, e alcuni agenti puntarono le armi contro il prete.

“Adesso ci hai visti, non ci è più possibile lasciarti tornare a casa. Dovresti rimanere fermo dove ti trovi finché non avremo finito con te.” Disse Orlando freddamente, il suo sguardo era sulla figura che osservava la situazione dal lampadario. 

“Finché non avrete finito con me…? Quello è un Servant, giusto? Che è successo al tuo?”

La risposta del capo fu semplice e andava dritta al punto: “Non ho intenzione di darti delle informazioni. Tuttavia, ti mostrerò qualcosa che ti lascerà riluttante a resistere.”

“Cosa sarebbe?”

“La goffa battaglia di un mago.” Disse il capo sottovoce.

Poi prese tranquillamente un respiro, e lo trattenne all’interno assieme all’energia magica, e dichiarò chiaramente: “Il potere dell’eretica finzione che abbiamo forgiato per abbattere i più potenti Spiriti Eroici.”

“…”

Osservando da sopra al lampadario, anche la donna Assassin tratteneva il respiro. Ciò che aveva visto l’aveva sicuramente sorpresa, ma non abbastanza da sopraffare la sua determinazione, o la sua fede.

C’erano sette Spiriti Eroici. O erano sei? Per qualche ragione la conoscenza ricevuta dal Santo Graal sul numero era vaga.

Ma questo non l’aveva mai preoccupata.

Le sue azioni sarebbero state le stesse anche con centinaia, oppure migliaia, di Spiriti Eroici che puntavano al Graal. Ed era appena successo, ce n’erano circa tredici lì.

‘Devo eliminarli tutti.’

Pensò lei. Allo stesso tempo, mormorò leggermente. Mormorò il nome del karma che portava con il suo libero arbitrio; il nome del potere che aveva preso in prestito dai grandi capi:

“… Capricious Fleeting Shadow: Zabaniya…”

Un attimo dopo, le tenebre si erano sparse dall’apertura del cappuccino che copriva i suoi lineamenti.

“…!”

Il capo vide le “tenebre” che si stesero dal probabile Assassin venire verso di lui, e saltò subito all’indietro. Sfuggì per un soffio.

Quando le “tenebre” arrivarono nella sua posizione, tagliuzzarono il pavimento in marmo come fosse formaggio.

Si espansero per tutto l’atrio, con l’Assassin vestito in nero al loro centro. Anche per gli ufficiali con i Fantasmi Nobili era difficile fare più di parare o schivare un attacco del genere.

Poi uno degli agenti di fianco al capo perse un braccio verso le “tenebre”.

“Gwah…!”

Avvolgevano il braccio dell’uomo come un tentacolo, cercando di portare l’intero corpo sotto il pavimento.

“…”

Silenzioso, il capo saltò, brandendo la sua spada. La lama brillava mentre cantava nell’aria, tagliando i viticci neri attaccati al braccio del suo subordinato. Sentì della resistenza al taglio, e vide le “tenebre” tornare tranquillamente nel terreno.

‘Capelli…!?’

Un’arte mistica che causò la crescita esplosiva dei suoi capelli, che le permise di controllarli più liberamente delle sue mani o piedi.

Questo era il pensiero iniziale di Orlando, ma, guardando i resti sul pavimento, modificò leggermente le sue idee.

‘No, non sono più capelli. L’ha portata nel regno delle lame.’

‘Quindi, questo è il suo Fantasma Nobile.’

“…Quasi come Medusa nel mito greco.”

Adesso, che aveva scoperto il trucco, era gestibile.

Se la battaglia fosse stata uno contro uno, o se il suo gruppo fosse stato formato da normali poliziotti, non sarebbero stati in grado di fare una sola mossa. Ma gli agenti lì presenti erano dotati di Fantasmi Nobili ed erano stati addestrati per affrontare gli Spiriti Eroici. Se loro perdessero questo scontro con Assassin, non sarebbero mai in grado di sconfiggere i Servant di livello elevato come il Re degli Eroi, il Rider ancora invisibile, o l’appena materializzato Saber.

“Capisco. L’avversario ideale per il nostro primo passo.” Il capo si riconcentrò su Assassin, e impartì ordini ai suoi subordinati vicini con tono glaciale: “Non abbiate paura. Non abbiate paura di distruggere l’atrio; sopprimetela con ogni mezzo necessario.”

Orlando teneva la spada nella sua mano destra, e prese una pistola dalla fondina con la sinistra.

“Userò questo blocco prima che voi la distruggiate.”

Era uno strumento mistico, caricato, non con normali proiettili, ma con speciali munizioni create per attivare gli incantesimi.

Il capo puntò la pistola in alto e sparò, come un segnale per passare dalla difesa all’attacco.

Non stava mirando verso Assassin. Mirava alle trappole piazzate nel soffitto della stazione di polizia di Orlando Reeves – il suo laboratorio magico – attorno a lei.

Gli incantesimi si attivarono, rafforzando temporaneamente la barriera attorno all’atrio della stazione e isolandolo ancora, facendolo sembrare un mondo separato. Se un carro armato sparasse da lì dentro adesso, nessuno all’esterno ne sentirebbe il suono.

Nello stesso momento, svariate bestie demoniache e dozzine di spiriti maligni vennero evocati attorno ad Assassin, e si avventarono contro l’“intruso” che il capo aveva designato come ostile.

‘Dovrei fare anche di quel prete un bersaglio?’ Pensò il capo, fissando un angolo dell’atrio.

Guardava il sacerdote con la benda sull’occhio che versava del caffè da un sifone nel tavolo della reception in un bicchiere di carta, apparentemente incurante della situazione.

‘No. Lui può aspettare.’

Orlando schioccò la lingua con fastidio, e riportò il suo sguardo su Assassin, che stava rilasciando tentacoli di capelli dal soffitto.

Gli spiriti maligni fluttuavano nell’aria, e le bestie, simili a pantere, circondarono il Servant, camminando a testa in giù sul soffitto. Dovrebbero attaccare tutti assieme, e gli agenti con Fantasmi Nobili a lunga gittata avrebbero fatto fuoco all’unisono, sparando contro spiriti, bestie demoniache e qualsiasi cosa.

Era un approccio di forza bruta, ma questo dovrebbe essere abbastanza per verificare se i loro attacchi avranno o no effetto sullo Spirito Eroico.

Il capo recitò un breve incantesimo per controllare i suoi famigli, e tutti gli spiriti si lanciarono contro Assassin. I poliziotti prepararono i loro Fantasmi Nobili. E poi…

“… Ichor of Reverie: Zabaniya…”

Nessuno nell’atrio sentì la figura in nero mormorare. Come solo una persona poté sentire la “canzone” che uscì un attimo dopo dalla sua bocca.

“Ugh! Ma cosa–?”

  Hansa stava per bere il suo caffè – ora tiepido a causa del blackout – quando la tazzina quasi gli scivolò dalle dita. Si tappò le orecchie con le mani, e si girò per guardare verso la sorgente del suono. Poteva vedere lo Spirito Eroico che cantava attraverso l’apertura nell’esplosione di capelli.

Socchiudendo gli occhi, il prete cercò di analizzare razionalmente il suono: “Bene, allora… questa signorina ha una portata che la maggior parte delle persone non può sentire.”

Come aveva detto, il capo e i suoi agenti non sentivano il rumore. Ma questo non significava che i loro corpi fossero immuni alla canzone di Assassin.

Presto, il risultato iniziò a presentarsi nei loro occhi.

“Ngh…?”

Il capo sentì uno strano calore provenire dai suoi circuiti magici. Allo stesso tempo, la scena intorno a lui iniziò a muoversi come se fosse ubriaco.

‘Cosa? Che mi succede?’

Il cambiamento colpì Orlando e i suoi agenti prima che potessero accorgersene.

“Cos–?”

Uno dei poliziotti veniva attaccato da una bestia demoniaca. Lui bloccò le sue zanne con la sua spada ricurva.

Era molto più di quell’unica bestia. Tutti i famigli che dovevano attaccare Assassin stavano iniziando a colpire i poliziotti nelle vicinanze.

E non era tutto. Gli ufficiali stessi erano instabili sui loro piedi, come se loro – proprio come il loro capo – stavano avendo qualcosa simile alle vertigini.

“Lei sta… facendo andare fuori controllo i nostri circuiti magici…!”

Nonostante le sue gambe vacillanti, il capo riuscì a richiamare le bestie. Un’istruzione ai suoi famigli era abbastanza. Se avesse cercato di usare incantesimi offensivi, l’energia magica avrebbe potuto sfuggire dal suo controllo e distruggere l’intero atrio.

Probabilmente ha un effetto diretto sul cervello anche di un non mago.

Era possibile che la loro intossicazione non avesse niente a che fare con i circuiti magici – che qualcosa avesse portato direttamente uno shock ai loro cervelli – ma in ogni caso sembrava una tecnica completamente separata da quella dell’estensione dei capelli.

‘Sono stato incauto. Deve avere due tecniche di assassinio degne del titolo di “Fantasma Nobile”.’

La donna Assassin saltò dal lampadario, puntando ad una nuova apertura creata nei ranghi degli agenti. In quel momento, i capelli sparsi per tutta la stanza iniziarono a convergere. Stavano essendo risucchiati all’interno dei vestiti neri che coprivano la sua testa.

L’ombra in nero saltava di pilastro in pilastro, come se ignorasse la gravità. Era lo stesso modo in cui si muoveva nel teatro, e come allora, a tutti appariva come se si fosse divisa in infinite copie.

E, come al teatro… saltò dietro all’uomo che sembrava comandare gli altri agenti con la forza di una palla di cannone.

“Capo! Dietro di lei!”

“!”

Orlando si girò rapidamente, reagendo all’urlo del suo subordinato. Riuscì a schivare per poco la mano dell’assassina che si avvicinava a lui.

Cadde sulla testa della bestia demoniaca infuriata che si era fermata davanti a lui. E poi…

Cyber Fantasy: Zabaniya…

Lo Spirito Eroico sussurrò, e, quasi allo stesso tempo, la testa della bestia saltò in aria.

“…!”

‘Quello era… un altro Fantasma Nobile? Ma quanti…?’

Il capo gemeva interiormente, ma sembrava che Assassin non volesse dargli tempo per pensare razionalmente. Lei usò la forza dell’esplosione per girarsi, e uno strano braccio oblungo si scagliò contro di lui dalla sua schiena.

Delusional Heartbeat: Zabaniya…

“Ngh!”

Vedendo la lunghezza del braccio del suo avversario, il capo giudicò che anche schivando indietro, avrebbe potuto colpirlo.

‘In ogni caso… la mia unica opzione è tagliarlo!’ Pensò, e afferrò la sua katana.

Il bordo tagliò nella lunga appendice deformata, ma Assassin continuò ad avanzare. Tese la mano verso il corpo del capo, senza far caso alla lama infilata nel suo braccio. Le punte delle sue dita erano ad un soffio dal torace di Orlando, quando…

Risuonò un forte sparo, e Assassin venne fatta volare.

“È disarmato, signore?”

Quando lui si voltò, vide la sua segretaria brandire un grande revolver. Ovviamente non era un equipaggiamento da poliziotto. Visto l’effetto che ebbe sullo Spirito Eroico, doveva essere un altro Fantasma Nobile.

L’arma avrebbe dovuto essere troppo moderna per qualificarsi come uno di essi, ma l’energia magica che conteneva sembrava dichiarare che esistesse sin dall’era degli dei.

Nemmeno uno Spirito Eroico potrebbe subire un colpo di quella pistola e uscirne indenne. O almeno questo pensava la polizia.

Vedendo l’assassino in nero ritornare agilmente sui suoi piedi, si prepararono per dell’altro.

Orlando chiamò lo Spirito Eroico nemico, tenendo la distanza tra loro e tenendo i suoi occhi allenati puntati su di lei tutto il tempo.

“Sono sorpreso. Sembra che il tuo Master non sia avaro coi Fantasmi Nobili. Giudicando dalla quantità che ne hai usato di fila, dev’essere un mago con una considerevole quantità di energia. Chiedi al tuo Master se vuole fare fronte comune contro Gilgamesh.”

Il capo pensò che fosse probabilmente inutile, ma propose un’alleanza sperando di misurare la personalità del suo avversario. Anche se avessero rifiutato, sondare la relazione tra questo Servant e il suo Master potrebbe portarlo ad un modo per risolvere la situazione.

“Dovete aver notato la battaglia nel deserto ieri. Non pensate che eliminare quegli squilibrati possa essere un bene comune? Chiedi questo al tuo Master.” 

Tuttavia, la risposta di Assassin fu del tutto inaspettata per il capo: “Io non ho un Master.”

La voce di una giovane donna arrivò dall’interno dei vestiti neri. Il capo l’aveva già sentita dal suo precedente sussurro – probabilmente il nome di un Fantasma Nobile – ma alcuni degli agenti si sorprese.

“Non ho bisogno di servire un mago. E non desidero il Santo Graal.”

“Cosa?”

Orlando era perplesso. Gli occhi del Servant mostravano grande determinazione.

“Distruggerò il Santo Graal, che ha sviato i grandi capi.” Dichiarò, continuando ad aumentare la sua attenzione sui nemici attorno a lei.

Grazie a Febrile Ispiration: Zabaniya che aveva reso la pelle dura come un Cristallo del Reame dei Demoni, non aveva sofferto danno diretto dal proiettile. Ma l’energia magica stava rapidamente fuoriuscendo da dove era stata colpita. Forse era l’effetto del Fantasma Nobile.

Se il proiettile fosse penetrato nel corpo e causato una ferita profonda, avrebbe prosciugato l’energia magica di uno Spirito Eroico nella media in un attimo.

‘Mentre combattono… si abituano ai loro Fantasmi Nobili.’

In pochi minuti di battaglia si era convinta che combatteva contro degli umani, e non Spiriti Eroici. I loro Fantasmi Nobili, però, erano senza alcun dubbio autentici.

Lei non sapeva e non le importava come degli umani fossero in grado di usarli, ma sembrava non fossero abituati ad usarli in combattimento. Anche durante questa breve battaglia, però, le sembrò che i loro corpi si fossero già abituati. Più combattono, più potere fanno uscire dai loro Fantasmi Nobili.

Ma anche ponendo la sua attenzione sulle armi, il potere dei loro attacchi stava iniziando ad aumentare. Alcuni stavano iniziando a mostrare caratteristiche inimmaginabili per armi normali, come una spada che emette fuoco dalla superficie.

‘Non posso lasciare che la battaglia si prolunghi.’

Non ha ragioni di negoziare. Aveva riflettuto sul miglior modo per usare le tecniche dei capi in questa situazione. Non aveva più bisogno di ascoltare ciò che diceva il suo avversario.

O così pensava.

“Non essere ridicola. Fossi un Archer con l’abilità Indipendent Action sarebbe una cosa, ma se tu combattessi in quel modo senza un Master, saresti svanita da tempo.”

“…”

Le parole dell’uomo che sembrava comandare il gruppo di nemici attirarono la sua attenzione.

Ci aveva già pensato da sola. Aveva corso per tutta la città per due interi giorni senza riposo, ma soprattutto senza dematerializzarsi. Ma lei non era ancora scomparsa. Era ancora pieni di energia magica…

Aveva pensato che la sua immaturità le aveva impedito di incanalare correttamente l’energia nelle tecniche che comprendevano il Fantasma Nobile.

‘No. Non importa adesso. Il nemico di fronte a me ha la precedenza.’

La donna Assassin cercò di spostare i suoi dubbi in un angolo della mente, e prepararsi al combattimento. Quelle domande, però, stavano per ricevere una risposta. Con la peggiore risposta che si poteva immaginare.

“Splendido! Una gara di diffamazione come piace a me!”

Senza avvertimento, il suono di applausi e una voce stranamente allegra, echeggiò nell’atrio.

La voce era potente, e fece provare a tutti coloro che la sentirono una sensazione di soffocamento. Ogni applauso causava tensione come la segnalazione di un fucile da cecchino lontano.

“Chi va là?” Chiese il capo, guardandosi attorno. Ma il proprietario della voce non era visibile da nessuna parte. Infatti, aveva la sensazione che provenisse dal parcheggio della stazione – fuori dalla barriera.

Ma dovrebbe essere impossibile; l’atrio era totalmente isolato dal mondo esterno. I poliziotti si voltarono a guardare verso l’entrata principale loro malgrado.

Come se stesse aspettando questo, un’anormalità apparve nella barriera. La sua influenza fece diventare l’entrata nero pece, ma ora un dito indice passò verticalmente sulla parte in vetro della porta… come se stesse facendo un incisione.

Un giovane uomo apparve nella porta, aprendo il buco che il suo dito aveva fatto.

“Stavo guardando dall’esterno. Veramente uno splendido combattimento.” Dichiarò il giovane uomo, applaudendo energicamente.

Gli agenti si guardarono tra loro. Il capo, rappresentando i suoi subordinati, ripeté la domanda: “Chi sei?”

L’uomo, però, ignorò le parole di Orlando, e continuò il suo monologo: “Magnifico. Sei davvero splendido. Non so che trucco stai usando, ma veramente, semplici umani che combattono uno Spirito Eroico! Ammetto che pensavo stessi mordendo più di quanto potessi masticare, che io sia dannato se non si tratta di un incontro meraviglioso!” Soffocò una risatina, il giovane allargò le braccia e iniziò a camminare verso il centro dell’atrio, “Un adorabile Spirito Eroico sciocco che attacca apertamente pur possedendo l’arte di vivere nell’ombra, contro un mago che mette il suo Spirito Eroico da parte e va in prima linea. Uno spettacolo piuttosto divertente.”

“…”

Il capo osservò l’uomo senza parole, ancora ignaro della sua identità. Non ricevette nessuna informazione visiva come Master, quindi l’uomo non era uno Spirito Eroico. Dev’essere il Master di Assassin, ma quest’ultima si allontanava da lui, e Orlando si sentì confuso.

‘Il Master di un altro Spirito Eroico allora?’

In ogni caso, il fatto che abbia sfondato la barriera senza difficoltà significa che ha un grande potere.

Il capo decise di rimanere in guardia, e continuò ad ascoltare il monologo dell’uomo – mentre si assicurava che le parole non contenessero nessun tipo di kotodama4 o incantamento – sperando di scoprire qualcosa.

Il giovane uomo, totalmente indifferente all’atmosfera tesa, e iniziò a parlare come se fosse lo spettatore di una partita di baseball.

“Vediamo… secondo il mio modesto parere, se continuate così, in poco tempo eliminerà sette decimi di voi, il resto degli agenti accetteranno totalmente il loro Fantasma Nobile come parte di loro, e si risveglieranno. Quando accadrà, le probabilità saranno cinquanta-cinquanta. Ma anche se rimanesse un solo mago capace di vedere attraverso il suo Fantasma Nobile, le probabilità andrebbero a favore di signore e signori della polizia.” Dopo essersi preso la libertà di prevedere l’andamento della battaglia, l’uomo continuò: “Squisito. Intendo questo. Se fai uso della tua esperienza in questa battaglia, e se riuscirai a ricostituire i tuoi numeri, allora potresti essere davvero in grado di affrontare le Classi in battaglia, come Saber e Archer, frontalmente.”

Non sembrava essere un alleato, almeno, però il capo non era certo che fosse un nemico. Potrebbe lavorare per Faldeus o Francesca. Ma questa possibilità non era abbastanza per fargli abbassare la guardia.

Un agente si avvicinò con cautela all’uomo, puntando il suo Fantasma Nobile daga nel tentativo di non farlo muovere. Poi…

“Comunque.”

Il giovane allontanò leggermente la mano del poliziotto, con daga e tutto, col suo braccio sinistro.

Squelch.

Ci fu uno spiacevole suono di bagnato. Il capo fu testimone di una scena inquietante. La mano dell’agente, dal polso in poi, era andata, come fosse stata morsa via.

“Ma che…?”

Il poliziotto guardò il sangue che zampillava dal polso, con la confusione in viso.

“Sono perplesso per una morte più degna di finire in questo modo.”

Il giovane stava ancora sorridendo. Stava anche tenendo la mano tagliata dell’agente. Poi quest’ultimo capì cosa gli era successo, e allo stesso tempo iniziò a sentire il dolore. Il suo urlo risuonò nell’atrio con un po’ di ritardo.

“Ah… aaahhh… aaaaAAAAAAHHHhhh!!”

“Ah ah! Questo è un bell’urlo, anche se un po’ troppo classico. Mi darai altro intrattenimento se taglio anche la tua mano sinistra?”

“Basta così!”

Vedendo il suo subordinato stringersi il polso e cadere sulle ginocchia, il capo sparò con la sua pistola senza esitazione. Come quello che aveva sparato poco prima sul soffitto, era un proiettile speciale creato per attivare le trappole nei dintorni e i reattori di energia magica.

“Squadra due circondate l’uomo! Gli altri tengano d’occhio lo Spirito Eroico!”

Svariati spiriti maligni e bestie demoniache emersero dalle formule mistiche iscritte nel piano al momento dell’ordine di Orlando, facendo uscire pianti agghiaccianti. Appena piombarono addosso all’uomo, però…

“Non cinguettate così; è disgustoso.” Mormorò il giovane senza perdere il suo sorriso sereno. Abbassò le dita della sua mano destra, e guardò lentamente verso l’alto.

Appena lo fece, tutti i famigli appena creati vennero distrutti da qualcosa di invisibile, e esplosero sul pavimento come fossero palloncini pieni d’acqua.

“Cos–?”

Il capo e tutti I suoi agenti erano senza parole.

Non c’era nessun segno che l’uomo avesse usato un incantesimo offensivo. Era più che altro come se avesse contorto la pressione e avesse rifiutato l’intera esistenza dei famigli. Di fatto, la sola presenza dell’uomo faceva venire i brividi di paura agli agenti, e non sapevano perché.

Stava solo lì in piedi.

L’uomo strizzò leggermente la mano destra del poliziotto, che aveva ancora nella sua sinistra. Un attimo dopo era prosciugata e appassita come una mummia. Poi divenne polvere e scomparve senza lasciare alcuna traccia.

Non era abbastanza, prese la daga che la mano stringeva, e la portò alle labbra. Gli diede un morso come se fosse un biscotto. Poi, come fosse niente, mandò i frammenti giù per la gola.

“Hmmm… questa consistenza… una vera delizia degna del titolo di ‘Fantasma Nobile’. Un giocattolo del genere è troppo per un umano.”

Ciò che gli agenti avevano appena visto era difficile da credere. Ora ne erano sicuri: l’uomo non era umano.

Non era nemmeno uno Spirito Eroico.

Era un “qualcosa” ad un livello totalmente diverso.

Nell’atrio adesso silenzioso, l’uomo allargò le braccia come per fare un ringraziamento silenzioso. Poi si rivolse all’Assassin disorientato con aria di devozione, e si inchinò.

“Un po’ tardi per le presentazioni, non sei d’accordo, mia cara?”

“…?”

Dentro i suoi vestiti neri, la donna aggrottò la fronte.

“Il mio nome è Jester Karture. Come tuo Master, affermerò che tu…” Alla parola ‘Master’, altra tensione si aggiunse negli umani nelle vicinanze.

Il giovane che si presentò come Jester aveva in faccia un sorriso demoniaco, e fissava Assassin. Il suo sguardo sembrava leccare ogni centimetro del suo corpo. “E come un inumano Apostolo Morto, prenderò tutto ciò che sei.”

Apostolo Morto.

Assasssin ebbe un brivido in tutto il corpo a quelle parole. Non per paura delle mostruosità chiamate “vampiri”; perché era arrivata alla peggiore conclusione possibile in quella situazione.

Portatori di morte senza meta.

Messaggeri di distruzione che scacciano gli umani.

Non aveva mai incontrato un Apostolo Morto faccia a faccia mentre era in vita, ma aveva sentito parlare di loro. Ogni volta che scoppiava una guerra tra gli infedeli, nel campo di battaglia comparivano mostri terribili che portavano distruzione indiscriminata. Ai tempi della prima grande guerra, si dice che un mostro che teneva innumerevoli bestie nel suo corpo aveva tinto il deserto col sangue. Ai tempi della seconda, alcuni mostri – diversi dal primo – apparvero, e scomparvero dopo aver sfogato la loro furia per tre giorni e tre notti. Quando venne la terza guerra, ancora un altro mostro apparve, ma apparentemente venne ucciso dagli spietati capitani di entrambe le fazioni. Tutto ciò di cui era sicura, infine, era che ognuno di quei mostri apparsi era un messaggero di morte che odiava l’intera umanità, e che venivano chiamati Apostoli Morti.

L’uomo si era presentato con quel grottesco nome. Che altro aveva detto?

‘Il mio… Master…?”

Un brivido attraversò la spina dorsale di Assassin.

‘Impossibile. Sono sicura di… essermi occupata… del mio Master…’

Come se avesse letto i suoi pensieri, l’uomo chiamato Jester Karture si sfregò il petto con eccitazione.

“Non dimenticherò mai il tocco del tuo palmo, come un bacio severo. Ha conquistato il mio cuore. Morire in quel modo è stato un tale shock che anche la mia faccia è cambiata.”

“…!”

Le parole di Jester confermarono le sue paure. Questo era davvero l’uomo che pensava di aver ucciso.

‘Quindi… io esisto ancora perché questo mostro… mi sta condividendo la sua energia magica?’

Venne attraversata da un disgusto irrefrenabile. Sentì come che ogni goccia del suo sangue fosse stata contaminata da fanghi tossici.

Una cosa inumana.

E non era tutto. Il poco che aveva sentito del suo discorso e della sua condotta era abbastanza per capire che quell’uomo era un pericolo per l’umanità.

Il fatto che l’energia di una creatura del genere scorreva nel suo corpo era imperdonabile. Detestava la sua immaturità per non aver capito di essere collegata ad un Apostolo Morto così tanto da non riuscire a sopportarlo. Dopo averlo scoperto, avanzava, determinata almeno di purificare da sola quelle impurità. Determinata di distruggere quel mostro davanti ai suoi occhi, e purificarsi.

Sentì anche un impulso che le diceva di autodistruggersi, ma questo era vietato dalla sua fede. Si vergognava – anche solo pensare che una cosa del genere era prova della sua immaturità – e cercò di concentrare tutte le sue energie nell’eliminazione del suo Master – il suo nemico. Ma…

“Con il mio Incantesimo di Comando, ti ordino: vai più lontano possibile da questa città.” Disse Jester sorridendo.

Nello stesso momento, il corpo di Assassin emanò luce.

“…!”

Lei cercò di urlare qualcosa, ma prima di averne l’occasione, la luce ricoprì l’intero corpo.

E dopodiché, scomparve.

Jester sorvegliò gli agenti rimanenti, scrollò le spalle, e dichiarò: “Penso che questo sia quello che viene chiamato ‘passaggio del testimone’. Anche io ho bisogno del Santo Graal, sapete? Ciò che intendo è…

“Perché voi sacche di sangue non vi sbrigate a morire?” 

×   ×

Da qualche parte in città

“Un Apostolo Morto? Un Apostolo Morto! Un vampiro! Seriamente?”

Caster, sentendo le voci dallo schermo del suo computer, applaudì sorpreso.

I comunicatori erano inseriti in un qualche Fantasma Nobile degli agenti. Non era, propriamente parlando, un mago, quindi erano un po’ una misura temporanea, ma passò attraverso i 

Movimenti e, con l’aggiunta della sua abilità di Modifica dei Fantasmi Nobili, era riuscito a completarli. Stavano funzionando più come cimici che come comunicatori, ma Caster considerò questo servizio post-vendita, e non provò nessun senso di colpa nell’usarli.

“Le cose iniziano ad essere interessanti. Ma non ci sono troppe cose incredibili per una commedia? Oh, chi se ne frega? Sono qui solo per guardare e insultare per questa volta.” La sua espressione divenne più seria, e la sua voce divenne un bisbiglio: “Ma questa potrebbe essere una brutta notizia per mio fratello e il suo gruppo.”

Caster sospirò. Si ricordò di qualcosa che accadde quando era ancora in vita. 

×   ×

Parigi – prima metà del 19° secolo

Un tempo in cui un giovane Caster era appena arrivato a Parigi. Quando, col desiderio di vedere un originale dramma parigino, visitò un certo teatro a Saint-Martin.

Il titolo dell’opera era ‘Le Vampire’.

Dopo aver avuto qualche problema, riuscì finalmente a ottenere un posto. Seduto di fianco a lui, in ogni caso, c’era un uomo piuttosto eccentrico. Solo quando sembrava totalmente immerso nella lettura di un libro, alzava la testa e derideva, “Chiamate quello vampiro? Spazzatura!” o mormorava, “Questi attori mancano di immaginazione e creatività…”

Caster pensò che fosse strano per un anno di circa vent’anni più grande di lui facesse problemi su certe cose. Alla fine, decise di chiedere direttamente all’uomo. “Se non le piacciono le storie di fantasia sui vampiri, che ci fa qui?”

L’uomo scosse la testa e rispose: “Vampiri una storia di fantasia? Ridicolo! Loro esistono. Li ho incontrati. È questo il motivo per cui volevo guardare questo spettacolo. Ma li guardi! Si può chiamare quello uno spettacolo? Non capiscono la cosa più importante dei vampire, e non ci provano nemmeno!”

‘Sono finito vicino ad un compagno divertente.’, pensò Caster. Decise di ignorare l’opera e di fare domande sui vampiri all’uomo.

“Ho incontrato il primo in Illiria5. Notte dopo notte, ho finito per conversare e cenare con un cadavere vivente.

“Cenare?”

“Non bevevamo sangue assieme, se è questo che pensava. Pasti ordinari… ma lui desiderava morire come un uomo. Ho sentito il suo desiderio. Mentre dormiva nel cimitero – mentre era morto – ho preso il suo cuore e l’ho bruciato. Ma questo fu solo dopo aver incontrato un ‘vampiro’ nel vero senso della parola. Uno con più potere venne a vedere l’uomo che aveva spezzato il pane con, e dato sonno eterno a, un vampiro.”

L’uomo guardava lontano mentre parlava, come se avesse mancato il passato. Dopo che ebbe relazionato il suo avanti e indietro con il “potentissimo vampiro” per un attimo, mormorò l’altro nome dei vampiri.

“Vengono chiamati Apostoli Morti, e sono ovviamente diversi da spiriti maligni e fate che posseggono le persone. Nonostante facciano parte della Terra, loro disprezzano l’umanità. Di fatto, loro sono le tenebre del pianeta stesso, con volontà propria.”

“Odiano le persone?”

“Già, proprio così. Non posso dirlo per ognuno di loro, ovviamente, ma c’è come un muro tra loro e gli umani. Una spada creata da un uomo non potrebbe mai ferirli. Solo un’arma consacrata da Dio, o qualche altro ‘potere’ dello stesso tipo, possono danneggiarli. In ogni caso, se pensa a loro come semplicemente di un altro tipo di fantasma o demone, ti sbagli di grosso.”

“Intende dire che il ‘vampiro’ in quest’opera è solo uno spirito maligno…? Ma penso sia una cosa normale, se gli attori non hanno mai visto un vero vampiro.”

“Non devi averne visto per forza uno per imitarlo. L’immaginazione umana permette a chiunque di arrivare ad un’illusione.” Rispose l’uomo con tono calmo.

Continuò a intrattenere il giovane “desideroso di imparare” seduto accanto a lui su una varietà di altri argomenti, da vari resoconti delle sue esperienze, alla composizione della città di Parigi, dalle avventure dell’imperatore Nerone fino a consigli letterari. La sua conversazione era sicuramente preceduta da esperienza. Ad un certo punto, Caster finì per pendere dalle parole dell’uomo, più che dallo spettacolo.

Dopo un po’, però, l’uomo guardò verso il palco. Il suo viso cambiò colore, e riprese a deridere gli attori: “Oh, non così! Non sono fantasmi che ti fanno impallidire con semplice terrore!”

Dopodiché l’uomo annunciò: “Vado in un posto da cui è più semplice protestare!” E si alzò dalla sua sedia.

“Oh, vero. Il destino deve aver messo lo zampino in questo. Mi dica il suo nome.”

Caster rispose, un po’ imbarazzato da ricevere quella domanda da un uomo che potrebbe essere suo padre:

“Il mio nome è Dumas… Alexandre Dumas.”

“È così? Il mio è Charles. Se Dio vuole, ci incontreremo ancora.”

Mentre guardava la schiena dell’uomo, il giovane pensò di voler incontrare quell’uomo affascinante ancora.

Anche se Caster – Alexandre Dumas – non lo sapeva allora, ma l’uomo con cui parlava era uno dei più famosi autori della Francia, e aveva scritto una delle opere alla base di quel “Le Vampire”.

Sarà anche colui che introdurrà Caster nel mondo della letteratura. 

×   ×

Presente

“Ah… ero sicuro che Mr. Charles sarebbe stato sul Trono, da quando sono arrivati quelli come me. Mi chiedo perché no. Ero sempre in debito con quell’uomo…”

Caster mormorò parole che mostravano un grande rispetto diverso da quelli che usava per il suo Master, poi riportò la sua attenzione sulla questione precedente.

“Oh cavolo, se quello è davvero un vampiro, non hanno attrezzatura benedetta con loro.” Sospirando, Caster fece rumoreggiare la sua tastiera.

“In questo momento hanno un potenziamento per il ‘potere umano’… ma… un vampiro – un Apostolo Morto – beh…” Mormorò il Servant, ridendo auto criticamente, mentre giocherellava con i dati che apparivano sullo schermo del computer.

“Ma amico, pensare che mi sarei davvero immischiato con loro… vivi e impara. Anche se ovviamente, io son già morto.” 

×   ×

Stazione di polizia – corridoio 

Saber camminava lungo un corridoio in una zona molto lontana dall’atrio, quando si fermò improvvisamente, e si voltò a guardare qualcosa. Guardava verso l’ingresso dove il capo e i suoi uomini stavano combattendo, ma non aveva nessun modo di saperlo.

“Che succede?” Chiese Ayaka.

Saber socchiuse gli occhi leggermente, e rispose: “Sento la presenza di un mostro.”

“Un mostro?”

“Si… una vecchia storia.” C’era un segno di tristezza nella sua espressione, una cosa rara per un uomo che ha sempre un’aria selvaggia. “Fu durante una guerra. Dei mostri si fecero strada nella battaglia tra me e il mio rivale, massacrando uomini di entrambe le parti. Sento una presenza simile adesso.”

“Non capisco, ma significa che questo mostro è stato evocato come uno Spirito Eroico?”

“No, non penso. Non è uno Spirito Eroico. Non so nemmeno se possono andare al Trono.”

Saber, sentendo un senso di presentimento, decise di stare più in guardia sui dintorni e portò Ayaka fuori più veloce possibile. Ricordò le peculiarità di quei mostri mentre camminava, e continuò:

“Per dire quella lunga storia in breve… nella tua cultura, quelli verrebbero probabilmente chiamati ‘vampiri’.” 

×   ×

Stazione di polizia – atrio 

“Sto solo chiedendo,” la voce di Jester risuonò nell’atrio, “ma sei sicuro di non voler chiamare il Servant che vi ha dato quei Fantasmi Nobili? Anche se, se la sua abilità primaria è creare Fantasmi Nobili, dubito che sia molto buono in combattimento.”

Non aveva ancora fatto nessun passo dopo aver detto “Perché voi sacche di sangue non vi sbrigate a morire?”

Nonostante questo, svariati poliziotti giacevano a terra attorno a lui. Non c’erano state ancora, ma era una cosa sorprendente. Dopotutto, l’Apostolo Morto che si faceva chiamare Jester doveva ancora sferrare un attacco.

L’agente donna al terzo piano tese il suo arco al limite, puntò verso di lui e scoccò tre frecce dorate contemporaneamente. Fecero una triplice curva mentre si dirigevano verso il cuore del vampiro quasi alla velocità del suono. Appena le frecce gli si avvicinarono, tuttavia, la loro luminosità iniziò ad affievolirsi. Quando lo raggiunsero, erano normali frecce di ferro, che rimbalzarono su Jester senza nemmeno strappargli il vestito.

Non si era mosso per niente. Le frecce erano state contrastate dalla sua pelle.

Non era come se si fosse trasformato in acciaio, o gli fossero spuntate scaglie come un drago; la velocità del suono creata dall’arco aveva fallito a penetrare ciò che sembrava niente più che la soffice, classica pelle umana.

E non era tutto. Gli agenti iniziarono a pensare che più attaccavano l’uomo chiamato Jester, più la loro forza diminuiva.

Un branditore d’ascia che iniziò a tirar fuori il potere del suo Fantasma Nobile lanciò un “fendente che ignora la distanza per squartare il nemico”… ma, anche se sentiva l’attacco andare a segno, lui non sentiva di riuscire a tagliare nemmeno un singolo capello di Jester.

“Raaaaaaaahhhh!”

Un ufficiale che vantava un corpo enorme sollevò il suo grande scudo e caricò, ma tutta la potenza di esso gli tornò contro, come se si fosse scontrato contro un muro gigante, e fu lui a rimanere ferito.

Tutti i trenta agenti iniziarono ad attaccare coi loro Fantasmi Nobili. Il vampiro semplicemente li ignorò e continuò ad esporre le sue opinioni.

La paura iniziò a comparire negli occhi dei poliziotti. Un attimo prima di affrontare lo Spirito Eroico Assassin, loro erano certi di essere in grado di portare avanti una battaglia degna. Quindi che stava succedendo? Un mostro chiamato “Apostolo Morto” che non dovrebbe avere niente a che fare con la Guerra del Santo Graal stava dominando il campo di battaglia. Cos’era uno Spirito Eroico, e chi erano loro, che cercavano di sconfiggerlo, se un mostro del genere esisteva, senza bisogno di venir evocato dal Trono?

Jester, ancora col sorrisetto, si crogiolava nei loro sguardi di paura e disperazione.

“Non capite male; non sono in alcun modo più forte di uno Spirito Eroico. Al momento, quella amorevole Assassin mi ha già ucciso una volta.”

I poliziotti erano confusi, alcuni caddero sulle ginocchia per la misteriosa stanchezza. Solo cinque di loro, inclusi il capo e la sua segretaria, avevano ancora tutto il loro potere combattivo, ma nemmeno i loro attacchi avevano effetto su Jester.

Gli altri agenti caricarono con tutto il loro volere, sotto protezione di un Fantasma Nobile lancia. Ma il vampiro, con la velocità delle zanne di un predatore, fermò la punta dell’arma col solo dito indice.

“In altre parole,” Jester guardò la lancia distrutta e gli agenti disperati con un sorriso pietoso, 

“gli Spiriti Eroici affermano la storia umana. Loro esistono per preservare le regole del mondo umano.” Scosse leggermente la testa, mentre giocava con un pezzo della lancia tra le dita. “Noi Apostoli Morti rifiutiamo la storia umana. Noi esistiamo per distruggere le vostre regole.”

“Voi rifiutate… la storia umana?”

“Si, esatto. E perciò, siamo capaci di negare la protezione dei Fantasmi Nobili creati dagli umani, e quelli creati dagli dei per gli umani. Un Fantasma Nobile creato da un dio per un dio sarebbe un’altra cosa, ma non si possono mettere le mani su uno di essi molto semplicemente. È puramente una questione di compatibilità. Io sono un serpente e voi delle rane. Questo è tutto.”

Jester iniziò finalmente a camminare. Voleva dare il colpo di grazia, adesso che l’atmosfera dell’atrio era piena di negatività.

“Ovviamente, se uno Spirito Eroico, un emissario del Trono, dovesse usare lo stesso Fantasma Nobile, sarebbe un’altra storia. Uno Spirito Eroico potrebbe battermi, probabilmente. Ma non importa cosa ci facciate voi semplici umani con essi, la vostra sconfitta è inevitabile. Non è una cosa che si può cambiare con tattiche o spirito combattivo.”

Uno Spirito Eroico potrebbe battermi, probabilmente.

Per gli agenti, quelle erano parole, non di speranza, ma di disperazione. Perché loro avevano abbandonato l’idea di affidarsi ad uno Spirito Eroico, e scelsero la forza umana… erano stati sopraffatti, non da un Servant, ma da un mostro. Gli ufficiali strinsero i denti davanti a quella realtà quasi comica.

Ma ancora, il loro umore rimase intatto.

Perché il loro capo era ancora in piedi al centro dell’atrio, come per proclamare che lui era il loro ultimo bastione. La loro ultima speranza in forma umana.

Anche Jester doveva averlo notato. Camminò verso Orlando, sorridendo senza paura, e chiese: “Sai qual è la tua mancanza?”

“Potere?” Rispose seriamente il capo alla domanda del vampiro, tenendo la sua katana in una mano e la pistola nell’altra.

Jester, comunque, scosse la testa, e annunciò la risposta esatta: “Rispetto.”

“…”

“Si vede. Tu non credi in nessuna forza maggiore, lasciando da parte di dei. Non gli Spiriti Eroici, non il Trono, probabilmente nemmeno il Santo Graal. E visto che non credi nel tuo potere, cerchi di affidarti agli strumenti. Non c’è nessun rispetto in questo.”

Poi, sorridente, sollevò un divano con una mano. Col sofà – ora un oggetto contundente di tre metri – in mano, annunciò all’atrio: “Non posso insegnarvi il rispetto, ma posso mostrarvi quanto siete fugaci. Sto per colpire alla testa il vostro amato ‘capo’ con questo pezzo di mobilia – nemmeno un’arma. E poi spezzerò le gambe di tutti coloro che cercheranno di fuggire, in ordine. Ne posso spezzare circa dieci alla volta. Se al ‘via’ partite tutti insieme, qualcuno di voi potrebbe farcela.”

Ridacchiando, fece un altro passo verso il capo. Lui era già nel raggio del divano.

Orlando sentì l’avvicinamento di una morte certa, ma non pianse né si lamentò. Al contrario, affinò il suo umore.

‘È la stessa cosa. Non fa differenza che sia un Apostolo Morto o il Re degli Eroi ad essere davanti a me.’

Si era messo contro degli Spiriti Eroici con una forza inimmaginabile. La possibilità della sua morte era già stata presa in considerazione.

‘Ma non cadrò senza combattere, mostro.’

Il capo svuotò la sua mente. Allo stesso tempo, lasciò cadere la pistola sul pavimento, e afferrò la spada con entrambe le mani.

“Ohoh…” Jester, sentendo un cambiamento nell’atmosfera, fermò momentaneamente i suoi passi, e rilasso le sue labbra, “Capisco. Determinato a ottenere un successo umano fino alla fine, giusto? Ti pensavo il tipo da afferrare la vita e usare gli Incantesimi di Comando e usare il tuo Servant come scudo. Ma la tua determinazione non servirà a niente. Niente può attraversarmi.” Soffocò una risatina mentre oscillava il divano.

“Sono curioso sullo Spirito Eroico dietro di te, ma ehi, ti divorerò e sfrutterò i tuoi Incantesimi di Comando. Normalmente sarebbe impossibile, ma come sono ora potrei controllare due – no, fino a cinque – Servant a–”

Splash.

Jester si fermò a mezza frase. Era stato sovrastato da un liquido nero da dietro senza preavviso.

“…”

Non c’era bisogno di immaginare cosa fosse quel liquido. L’aroma attaccato ai suoi vestiti era abbastanza per dire che era il caffè tiepido.

Jester si girò con uno sguardo sbalordito, e…

“Niente può attraversarti, huh?”

A qualche metro di distanza c’era il prete, che teneva la tazzina di carta e aveva un sorrisetto senza paura.

“Il caffè di sicuro può.”

Quando vide che stava di fronte al prete, il vampiro eliminò il sorriso dalla sua faccia, e mormorò annoiato: “Capisco. Devi essere l’osservatore della Guerra del Santo Graal.” Scosse la testa e sospirò: “Deplorabile. Mi ero affrettato a partecipare perché avevo sentito che la Santa Chiesa non sarebbe stata coinvolta, sembra che alla fine anche questa città scodinzoli la coda per–“

Splash.

Il prete aveva aspettato che Jester scosse la testa, e gli gettò addosso il resto del caffè.

“…”

“Parli troppo, cadavere ambulante.” Il prete accartocciò la tazzina, e la buttò in un cestino della spazzatura lì vicino, “Se fosse un dramma o un musical, mi piacerebbe tagliare circa metà delle tue battute.”

“Hansa Cervantes… sei ancora qui?”

Hansa sentì il capo chiamare il suo nome, e scrollò le spalle, “Sembra che tu sia in una situazione difficile, capo.”

“A cosa stai giocando?”

“Come osservatore, penso che ti darò qualche consiglio per rimanere in vita.” Hansa affrontò direttamente il capo, indifferente a Jester, che si teneva la testa in silenzio, “Non puoi combattere un Apostolo Morto di questo livello senza usare armi specializzate e consacrate… o se non hai qualche ‘singolarità’ come gli occhi mistici o la teriantropia6, o magari essere semplicemente un buon mago.”

“…”

“Voi non siete immaturi; è stato solo un brutto incontro. Onestamente, penso che siete stati grandi contro quello Spirito Eroico prima. Fatemi assistere ad un bello spettacolo.” Chiese onestamente i prete al capo e i suoi agenti. 

Jester, dopo che si tolse il caffè dal viso, che non mostrava né felicità né rabbia, disse freddamente: “Sembra che tu sappia qualcosa sugli Apostoli Morti. Essere l’osservatore ti dà la possibilità di conoscere cose del genere.”

Poi portò il suo sguardo verso il suo vestito: “Quindi? Che significa questo?” Chiese, pizzicando una macchia di caffè.

“Pago io. Bevi quello al posto del sangue di questi funzionari pubblici.”

“Ha ha ha ha! Paghi tu! Capisco!”

Jester scoppiò in una risata. Rise, rise, rise, rise, e…

L’attimo dopo, il suo sorriso cambiò, e lanciò il divano al prete.

“È caffè gratuito della reception!”

Il sofà arrivò vicino al prete, ruotando con la velocità e la forza di un boomerang.

Il prete non cercò nemmeno di schivarlo… semplicemente lo calciò via.

Ci fu un ruggito tonante. Un po’ dopo, un colpo si poteva sentire in direzione del soffitto. Quando i poliziotti guardarono in alto, videro il divano incastrato profondamente nel soffitto di tre piani dell’atrio.

“Cosa…?”

Il capo, la sue segretaria, gli agenti, e anche Jester, che aveva tirato inizialmente il divano, non riuscivano a distogliere lo sguardo da quell’impresa sovrumana.

Un attimo dopo… Hansa scomparve senza lasciar traccia.

“Huh…?”

Il vampiro fece uscire un grugnito confuso. Il prete che era sicuramente a qualche metro di distanza da lui fino ad un attimo prima era di fronte a lui che oscillava un pugno prima che se ne accorgesse.

Poi il pugno destro di Hansa si scagliò sul viso di Jester, un po’ più veloce che lui potesse reagire.

Il vampiro si ritrovò a volare attraverso le pareti dell’atrio fino ad arrivare in una stanza interna, “Avevo intenzione di staccargli la testa, ma è più difficile di quanto ci si aspetta.” Hansa agitava la sua mano dolorante. Il capo socchiuse gli occhi: “A cosa stai giocando?”

Hansa aveva la risposta pronta: “Quello che chiamano ‘passaggio del testimone’. Mi sbarazzerò di lui.”

“Intendi che hai intenzione di aiutarci?”

“Sono un prete prima che un osservatore,” rispose il prete al capo sospettoso mentre si scrocchiava il collo, “ma, beh… c’è qualcosa che mi piacerebbe avere in cambio.”

“Che cosa?”

“Non parlare alla chiesa del mio drink sprecato. Ho paura di venir sgridato dal maestro.”

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1)  In inglese ‘saber’ si può tradurre in sciabola N.D.T.

2) Cibo dalla preparazione veloce, una coppa di riso, secondo le mie ricerche N.D.T.

3) Una specie di lancia giapponese con una lama monofilo ricurva N.D.T.

4) Dalle mie ricerche nella mitologia giapponese sono parole con poteri mistici N.D.T.

5) Era la regione corrispondente alla parte occidentale della penisola balcanica. N.D.T.

6) L’abilità di trasformarsi in animali N.D.T.