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Giorno 1, alba 

Stazione di polizia – parcheggio adiacente

“Cos’è questo?”

Ayaka e Saber, che erano fuggiti dalla stazione di polizia dall’entrata sul retro, sentirono colpi di pistola e guardarono il parcheggio dall’alto. Videro un uomo che stava per saltare dal limite del tetto dell’edificio di fianco, e un prete che scagliava il suo braccio verso di lui. Poi, con un movimento fluido, il braccio sembrava allungarsi più volte la sua lunghezza, solo per sparare un guscio dalla sua parte meccanica, colpendo l’uomo direttamente e causando un’esplosione. E così, l’uomo venne lanciato nella finestra dell’hotel adiacente.

Poco dopo, il prete – il cui braccio era tornato al posto giusto – saltò verso l’hotel con svariate spade nelle mani.

L’hotel doveva essere di fianco, ma c’erano comunque più di dieci metri tra esso e la stazione di polizia. Abbastanza distante per cui un normale umano, anche un campione mondiale di salto in lungo, cadrebbe. Hansa, tuttavia, saltò tranquillamente e scomparve entrando nell’albergo.

“Sto sognando…? O sono degli ‘Spiriti Eroici’?”

“Non senti niente quando mi guardi?” Chiese Saber ansiosamente.

“Ci stai provando con me in un momento come questo? Dacci un taglio…”

“No. Sei senza dubbio una donna attraente, ma non intendevo questo. Non vedi una specie di immagine della mia forza fisica e magica quando mi guardi? Dovrebbe comparirti nella mente scritto chiaramente, oppure…”

“Non ho capito molto bene di cosa stai parlando…”

“Capisco…” Rifletté Saber sentendo il tono confuso di Ayaka. “Magari è perché non sei davvero il giusto Master…”

“Che intendi?”

“Te lo spiegherò meglio dopo. Non è importante che tu non possa vederlo, in ogni caso. Adesso, la cosa importante è che non riesci a distinguere le normali persone dagli Spiriti Eroici. Non sarebbe un problema con uno la cui apparenza spicca, ma molti non si distinguono da normali individui quando indossano abiti comuni.”

Quando arrivò a questo punto, Saber guardò il proprio aspetto, poi guardò verso il distante cielo pallido, e mormorò:

“Non mi dispiacerebbe procurarmi abiti civili, ma… sì, è l’alba proprio ora. Lascerò queste terre, proprio come ho dichiarato.” 

×   ×

Dentro all’hotel

L’hotel vicino alla stazione era stato considerato il luogo più sicuro della città, solo grazie alla sua posizione. Questa gradazione, però, sarà presto sconvolta.

Non appena si sentirono spari e esplosioni dall’area circostante senza preavviso un’onda d’urto colpì l’edificio, danneggiando una delle camere degli ospiti. Fortunatamente era libera, ma il danno alla reputazione dell’hotel era irreparabile.

Mentre lo staff correva in giro, incapaci di avere una visione d’insieme della situazione… il prete, che era entrato nell’albergo dalla camera danneggiata, non riusciva a localizzare Jester.

Aveva completamente nascosto la sua presenza, e anche la sua energia magica era impercettibile. Al suo posto c’erano svariate persone ferite, che giacevano sul pavimento del corridoio. Probabilmente erano stati svegliati dagli spari provenienti dalla direzione della stazione di polizia, ed erano usciti nel corridoio. C’erano donne e bambini tra loro, e alcuni sanguinavano a causa di arti tagliati.

“Ehi, state bene?”

“Ngh… cosa…?”

Le vittime sconvolte sembravano non riuscire a capire cosa gli fosse successo.

“Bendate le vostre ferite coi vestiti. Chiamo subito un’ambulanza.” Disse, ma l’Apostolo Morto gli aveva fatto qualcosa, non poteva semplicemente mandarli in un ospedale comune. La disattenzione rischiava di portare un’epidemia di corpi morti. Se accadesse, la Guerra del Santo Graal sarebbe l’ultimo dei suoi problemi.

Non sembrava che fossero stati maledetti o che gli fosse stato succhiato il sangue, ma…

Poi Hansa notò un bambino tremante che lo guardava dall’ombra delle scale.

“Ehi, ragazzo. Hai visto qualcosa?”

Il bambino pallido, di non più di dieci anni, annuì: “Un uomo spaventoso… ha urlato, ‘Fuori dai piedi!’… e poi… lui…”

“Hai visto dov’è andato quell’uomo spaventoso?”

“È… è scomparso.”

“Capisco… sono felice che tu stia bene. Sei al sicuro adesso.”

‘Capisco. Li ha lasciati in vita per rallentarmi.’

Hansa accarezzò dolcemente la testa del bambino, poi prese il suo cellulare.

“Sono io. Uno di voi controlli tra la folla, gli altri tre circondino l’edificio. Si potrebbe essere mescolato tra gli evacuati, perciò siate cauti. Non tralasciate nessuno di sospetto.”

Quando finì di dare ordini, sospirò e mormorò:

“Santo cielo… un Apostolo Morto nella Guerra del Santo Graal; è davvero la fine del mondo.” 

×   ×

Main Street – vicino alla stazione di polizia

“Per favore fermatevi.”

Una donna stava in piedi davanti a Ayaka e Saber quando loro cercarono di lasciare la stazione di polizia. Era una giovane bruna, ma qui le caratteristiche erano difficili da notare. Questo perché indossava una maschera bizzarra che copriva i suoi occhi. Il centro della benda, che poteva essere in tessuto o in pelle, era adornato con una croce. Il suo corpo era coperto interamente da una muta nera, varie strane decorazioni erano visibili in varie parti del vestito aderente al corpo. Un panno bianco puro avvolto attorno al suo braccio svolazzava. Ayaka pensò che facesse parte di un circo. “Sono terribilmente dispiaciuta, ma mi è stato ordinato di investigare su qualsiasi persona sospetta dell’area.” 

“Per me sei molto più sospetta tu.” Disse Ayaka intrecciando le sue sopracciglia. Poi notò che: c’era una grande folla di curiosi che guardavano, anche sul retro dell’edificio, ma lo sguardo di nessuno di loro cadde sulla donna vestita in modo sospetto.

‘Huh? Non sarà che sono l’unica in grado di vederla?’

Un brivido le attraversò il corpo. Le apparve in mente l’immagine della ragazzina col cappuccio rosso. Era sull’orlo del panico.

“È una barriera che deflette gli sguardi,” spiegò Saber nel tentativo di rassicurarla, “molto probabilmente il potere del panno che ha nel braccio. Sta scegliendo di mostrarsi solo a noi, non preoccuparti, Ayaka. Eppure, questo odore che si sente attorno alla stazione… dev’essere un qualche tipo di incenso per facilitare l’ipnosi di massa.”

“Ipnosi di massa?”

“Probabilmente vogliono nascondere il combattimento tra il mostro e il prete che abbiamo visto poco fa. I cacciatori della Santa Chiesa non cambiano mai, nemmeno dopo 800 anni. Comunque, potrai dire se sono un mostro o qualcos’altro?”

La donna vestita in modo strano ascoltò le parole di Saber, e si inchinò rispettosamente: “Penso siate Servant e Master. Scusatemi.”

“Non c’è bisogno di scusarsi. La devozione al proprio compito è una virtù.” Disse Saber, per poi vedere le persone che evacuavano dall’hotel una dopo l’altra.

“Il vampiro… è ancora nell’hotel?”

“Si. Abbiamo piazzato barriere in tutte le entrate e le uscite; reagiranno se l’Apostolo Morto le attraversa.”

“Significa che il vampiro potrebbe fuggire?”

“Si.” La donna misteriosa annuì oggettivamente. Le sue parole fecero sì che Ayaka lanciasse un’occhiata verso Saber.

“Preferirei non essere trascinata in qualche problema, quindi… meglio se vado.”

“Penso tu abbia ragione. Ti accompagno.”

“Davvero non devi…”

Con un sospiro esasperato, Ayaka girò le spalle con passo svelto. Sentiva una voce dietro di lei dire: “Se trovate tempo, per favore venite alla chiesa centrale. L’osservatore ha qualcosa di cui discutere con i Master.” Ma questo non aveva niente a che fare con lei. “Sfortunatamente… non sono un Master, mi dispiace.”

“?”

Dietro alla donna con sguardo confuso, una valanga di persone continuarono ad evacuare l’edificio. Un bambino, tra di loro, lanciò uno sguardo nella direzione di Ayaka e degli altri. Inclusa la donna della Chiesa, che doveva essere protetta dalla sua barriera defletti-sguardi.

Il bambino la cui testa era stata accarezzata da Hansa poco prima vide la donna esecutrice, e fece un sorriso ben lontano da essere innocente. Poi pensò tra sé e sé, conscio del fatto che i suoi Incantesimi di Comando si erano spostati sulla schiena: ‘Ugh. E io che pensavo di potermi rilassare.’

Rimanendo con gli evacuati per un po’, il bambino scivolò via dalla fila con cautela, e scomparve nell’alba. Né passare attraverso le barriere degli esecutori, né essere colpito dai raggi del sole lo preoccupava. Perché in quel momento il corpo di Jester Karture non era quello di un Apostolo Morto, ma di un normale bambino umano.

E quel bambino mormorò, con un sorriso innocente che smentiva la lussuria perversa impressa sotto i suoi lineamenti:

“Spero che Miss Assassin torni presto!” 

×   ×

Stazione di polizia

“Tutto apposto?”

La stazione della polizia era diventata un campo di battaglia. Gli esecutori della chiesa eseguirono la loro ipnosi, e fecero sì che sembrasse un attacco da parte degli amici di un ladro armato arrestato, nel tentativo di liberarlo dalla prigione. L’atrio e il parcheggio, tuttavia, mostravano dei danni, e gli agenti erano coperti di ferite.

Questa era l’atmosfera che si sentiva nella stanza medica della stazione, dove il poliziotto che aveva perso la sua mano destra a causa dell’Apostolo Morto stava ricevendo le cure. Sembrava stesse venendo curato con un incantesimo da un ufficiale donna con un Fantasma Nobile che appariva come una grande falce, e il flusso di sangue dalla ferita si era appena fermato. Rigenerargli la mano persa, tuttavia, avrebbe richiesto un livello eccellente nelle magie di guarigione. C’era anche l’opzione di usare una protesi, ma così facendo non sarebbe potuto tornare molto presto in prima linea.

“Devi capire. Ci pensiamo noi adesso.”

“No… posso farcela. Vi prego datemi una possibilità.”

“Con quella ferita? La prossima volta potremmo affrontare il Re degli Eroi, o Saber, oppure Rider, o qualcuno di cui non abbiamo informazioni. Puoi garantire che non ti metterai in mezzo in una battaglia più dura di quella contro Assassin?”

“Io…”

L’ufficiale piantò i denti nella frustrazione.

‘Era il più positivo su questa operazione,’ pensò il capo.

Uno degli agenti coi circuiti magici – discendente dei maghi randagi – migliori del paese. All’inizio Orlando li aveva visti come semplici pedine, ma quando ha scoperto quelli pieni di ardore, come quell’uomo, cambiò in qualche modo la sua opinione.

Questo è il motivo per cui non avrebbe permesso di lasciarlo morire in modo insensato. Perché aveva bisogno di qualcuno che lo succedesse se avesse perso la guerra e fosse morto, per il bene della prossima opportunità.

“Hai ancora un futuro. Non buttarlo via per niente.”

“Ma… io voglio proteggere il futuro di questa città.”

“Cosa intendi?”

“Se fossimo solo contro degli Spiriti Eroici, mi sarei arreso. Ma cosa succederebbe alla città se permettiamo a persone crudeli come lui a fare ciò che gli pare…? Non posso lasciar perdere, non come mago, ma come poliziotto.”

L’uomo aveva appena trent’anni. L’uomo sospirò mentre rispondeva: “Apprezzo il tuo coraggio, ma non posso mettere tutti in pericolo seguendo la cieca speranza che dove c’è volontà c’è una via. Se dici di poter combattere ancora, dimostra di poter tenere la tua arma con una mano, o con una protesi.”

“Ci proverò.” La voce del giovane agente era colma di spirito combattivo. 

Il capo si chiedeva se avrebbe dovuto parlargli più a lungo, quando il telefono nella sua tasca sul petto squillò, e spezzò la conversazione: “Sono io.”

“Ehilà, fratello! È stato un disastro! Un vampiro! Me lo immagino. Sicuro che non sarebbe stato meglio evocare Frankenstein al posto del sottoscritto, e farti preparare un gruppo di mostri?”

Il capo sospirò al solito comportamento di Caster, poi rispose freddamente: “Se stai scherzando, non fa ridere. Non ci sono morti, ma ci sono persone ferite gravemente qui.”

“E dai, non fare così. Non puoi portare avanti una guerra senza feriti. Non hai pensato di essere tanto fortunato da non perdere nessuno contro quel mostro? Dovrei essere in grado di aumentare la potenza del tuo equipaggiamento in base a questa esperienza.”

“Non vedo l’ora che tu lo faccia.”

Era una dichiarazione sincera. Proprio come loro dovevano ottenere esperienza, era necessario anche aumentare i limiti dei Fantasmi Nobili. Al momento non venivano usate al pieno potere, ma uno dopo l’altro cercheranno di rilasciare i loro veri nomi e sprigionare la vera potenza. Molti Fantasmi Nobili, come Excalibur e Gae Bolg, dimostravano il loro vero potere solo quando venivano pronunciati i loro veri nomi. Se tutti gli agenti riuscissero in questo, la vittoria contro gli Spiriti Eroici di grado più alto sarebbe possibile.

“Al momento, il più vicino a rilasciare il suo vero nome è… beh, fratello, è la tua spada giapponese.”

“Capisco. Presto mi occuperò del resto.” Dichiarò il capo, nello stesso momento dicendosi di non poter essere troppo ottimista.

“Comunque, fratello,” aggiunse Caster, “e arrivata quella cosa da quel tizio di Shishigō.”

“Bene. Lavora veloce come dicevano. Tanto veloce che avrei volute portarlo dalla nostra parte come Master.”

“Shishigō” era il nome di un mago indipendente conosciuto per la sua innata abilità. Orlando lo aveva pagato una bella somma per comprare un certo oggetto. C’era una percentuale del 50% che arrivasse in tempo per la Guerra del Santo Graal. Il fatto che fosse arrivata così presto poteva essere considerato il lato positivo della nuvola oscura che pendeva su di lui.

Come per dimostrarlo, Caster fece rapporto delle sue ricerche dall’altra parte del telefono: “Se lavoro su questo oggetto, scommetto che colpirò il cuore di praticamente qualsiasi cosa, siano Spiriti Eroici o vampiri.” 

Ciò che dì dopo, però, sfidarono le aspettative del capo: “Lo farò per il ragazzo ferito che giace a fianco a te, fratello. Per rimpiazzare la daga che è stata mangiata.”

“Se prova di poter combattere.”

“Sì. Io aspetterò, hai capito? Nel frattempo, reidraterò gli oggetti secchi dell’era degli dei, e creerò l’arma definitiva.”

Caster parlò come se fosse certo che l’agente si sarebbe ripreso. Poi pronunciò il nome dell’oggetto:

“Con questo pugnale velenoso ammazza eroi come modello, non mi ci vorrà molto tempo. Ha ha!” 

×   ×

Snowfield ovest – grande foresta

Nel cuore della foresta, a diversi chilometri di distanza dalla città… la donna Assassin era accovacciata, pentendosi della sua immaturità.

‘Come può essere…? Sono stata una stupida.’

Non si era nemmeno chiesta il motivo per cui la sua energia non era mai finita. Aveva solo guardato in avanti. Il suo dovere era tutto ciò poteva vedere.

E questo era il risultato. Aveva usato le arti dei grandi maestri con l’energia magica fornitagli da un mostro.

‘Ho profanato le grandi creazioni dei capi. Non sono più qualificata… per potermi definire una credente…’

Erano molte le ragioni per cui non era stata scelta come capo degli assassini, il “Vecchio Uomo della Montagna”, a cominciare dal fatto che quelli intorno a lei avevano temuto il suo fanatismo. Un’altra di queste, comunque, era che era semplicemente troppo onesta per un assassino.

Nel caso della stazione di polizia, nessun normale assassino avrebbe scelto un attacco frontale. Alcune volte potrebbero scegliere di fare un assassinio in un luogo visibile per annunciare il loro potere alle masse, ma la maggior parte dei capi che presero il nome di Vecchio Uomo della Montagna si sono comportati in maniere veramente conformi al nome “assassino”. È proprio perché veniva vista più come guerriero che come un assassino che i capi del suo tempo temevano che diventasse capo. La donna Assassin, che mancava di autoconsapevolezza, continuò a insultare la sua immaturità.

‘Chi ho immaginato di essere? Chi sono io per giudicare il rituale eretico che ha portato i capi fuori strada? Non sono stata attirata anche io dal Santo Graal? Si, fin dall’inizio, ho risposto alla chiamata del Graal. Sono coloro che cercano il Graal che vengono richiamati dalla Guerra del 

Santo Graal.’

‘Si, in realtà ho desiderato il Graal. Ho desiderato di dimostrare la mia pietà cercandola fuori, e di distruggerla. Volevo farlo per farmi sembrare importante… come risultato, ho desiderato il Graal, e l’ho visto attraverso il caos della Guerra del Santo Graal.’

Inginocchiata a terra, si vergognava della sua debolezza.

‘Anche un rituale eretico come questo è stato in grado di vedere nella mia base interiore.’

Il suo orologio interno la avvertì che era arrivato il momento della preghiera, ma pensò che l’attuale, se stessa contaminata non aveva il diritto di farle. Piuttosto, decise di fare della meditazione, e confrontarsi con la sua debolezza.

‘Quanto tempo è passato da allora?’ Mentre si alzava lentamente in piedi, i suoi occhi erano colmi di un oscuro bagliore tagliente. ‘Non è ancora finita.’

In circostanze normali, avrebbe probabilmente rinunciato alla battaglia, a causa del suo spirito spezzato. O avrebbe trovato un compromesso, dicendo: “Che importa se è l’energia di un Apostolo Morto?” Ma non scelse nessuna delle due. E non fuggì nemmeno. Lei rivalutò la sua posizione.

‘Anche la mia esistenza qui è per volere di Dio. Se anche questo è parte della “vita” che mi è stata assegnata, allora… devo fare il mio dovere. Non posso permettermi di fuggire.’

‘Il mio dovere… non è cambiato. Ed è quello di porre fine a questo rituale eretico, e… distruggere quel mostro.’

‘La mia immaturità non è motivo di esitazione. Non posso usarla come scusa.’

Se stava agendo in quel modo per calmare i suoi sentimenti, o qualcosa del genere, lei non lo sapeva. Assassin provò vergogna per aver perso quei minuti inginocchiata qui.

‘Oh, quanto sono immatura.’

Non c’era più esitazione nei suoi occhi che osservavano la luce del sole filtrare tra gli alberi.

Avendo riconosciuto la sua debolezza, scelse la via di combattere ancora. ‘Cosa dovrei usare per uccidere quel mostro?’

Un demone disumano. Era vero che aveva già distrutto il suo cuore con Delusional Heartbeat: Zabaniya, ma era anche vero che era ancora vivo.

‘Quanti cuori ha? Come posso farlo scomparire?’

Assassin riconsiderò i poteri che possedeva. Le imitazioni delle tecniche dei capi. Ma mentre era uguali d’aspetto, non erano esattamente identici in potenza. Lei stessa considerava che le sue tecniche non erano all’altezza di quelle dei capi, ma il loro effetto variò. Alcune di esse avevano lo stesso potere di quelle dell’attuale Vecchio Uomo della Montagna, altre lo superavano, altre ancora erano inferiori.

Ad esempio, c’era un’abilità chiamata Delusional Poison Body (lett. Corpo Delirante del Veleno) : Zabaniya, che era stata posseduta dal Vecchio Uomo della Montagna conosciuto come il “Tranquillo”. Il suo potere che lei aveva ottenuto era diventato davvero temibile. Questa trasformava ogni sua parte, inclusi i suoi fluidi corporei, le sue unghie e la sua pelle, anche il suo respiro, in veleno mortale. Una spaventosa leggenda narrava come lei aveva ucciso un’intera armata facendo spargere il suo veleno dal vento.

Assassin, in ogni caso, semplicemente usò quel potere temporaneamente concentrando il veleno nel suo sangue. Si dice lo faccia per paura di spargere morte indiscriminatamente intorno e colpire i propri alleati o degli innocenti, e così la potenza del veleno era di conseguenza ridotta.

Capricious Fleeting Shadow: Zabaniya era una tecnica che estendeva e le faceva controllare i suoi capelli, ma le tradizioni dicono che il Vecchio Uomo della Montagna che la creò era capace di rendere ogni ciocca dei suoi capelli fine come il filo di un ragno, riuscendo a tagliare la testa del suo obiettivo senza che nessuno se ne accorgesse.

D’altra parte, cosa sconosciuta ad Assassin, il suo Ichor of Reverie: Zabaniya, che manipolava i bersagli tramite il canto che superava il regno dell’udito umano, sorpassava il suo potere originale. Contro un grande gruppo, come aveva fatto poco prima, il suo effetto finiva per friggere il cervello dei bersagli e causando la perdita del controllo dei circuiti magici, ma se concentrasse la sua “canzone” su una sola persona, sarebbe capace di far inginocchiare un Servant nella media, o di dominare completamente un cervello umano. L’originale non era così potente. Anche se l’avesse saputo, comunque, non l’avrebbe accettato. Per quanto la riguardava, il momento in cui l’aveva unito al suo potere, era un’opera divina insostituibile.

Assassin continuò ad elencare le infinite tecniche che raggiungevano il livello di un Fantasma Nobile nella sua mente, riflettendo su quale fosse la più adatta per eliminare il mostro. Nel mezzo dei suoi pensieri, però, sentì un leggero malessere. Era un dubbio che a volte aveva nutrito anche in vita.

Meditative Sensitivity: Zabaniya” – una tecnica che le permetteva di sentire tutte le componenti dei dintorni come fossero parte del suo corpo. Era la stessa abilità che aveva usato per trovare il generatore della stazione di polizia. Senza questa tecnica, non potrebbe sentire una strana sensazione se qualcosa non fosse stato al suo posto.

Si diceva che questa abilità veniva usata da un Vecchio Uomo della Montagna, ma l’era in cui era vissuto era sconosciuta. Non solo a lei, ma anche ai suoi coetanei, i suoi istruttori, e anche all’attuale Vecchio Uomo della Montagna. Rimase solo una tradizione che un grande capo l’avesse usata. Lei cercò di ricreare la tecnica basandosi su questo, e ancora…

‘Meditative Sensivity era davvero un’abilità del genere? È davvero esistito un capo che ha dato questo nome ad un’arte, soprattutto?’

Anche a lei, che veniva chiamata fanatica, le veniva difficile immaginarlo. O magari era perché aveva dato tutta se stessa per copiare ognuna di quelle tecniche leggendarie che lei nutriva quei dubbi.

‘Mi sento come se… qualcosa si stia nascondendo da me. La verità dietro al capo che ha usato questa Zabaniya…’

A questo punto, si forzò di smettere di pensare. Non doveva dubitare. Si vergognò solo per aver considerato una cosa del genere; era un segno che lei era, ancora, immatura. Ancora una volta sprofondò nei suoi pensieri per sopraffare il suo nemico.

Nel frattempo, si sentì a disagio e una premonizione che “qualcosa accadrà” gemeva leggermente nelle profondità del suo cuore. Come se fosse in risonanza con qualcosa. 

×   ×

Centro di Correzione Speciale Colesman – poco prima

“Adesso… dovrebbe essere proprio ora.”

Poco prima che la stazione di polizia venisse assaltata dalla donna Assassin, Faldeus si era appartato nel suo laboratorio nelle profondità del carcere. Stava al centro della stanza, il cui arredamento mistico contraddiceva il penitenziario moderno di sopra, e lentamente stabilizzava il suo respiro. Vari tipi di bambole, da manichini delicati a bambole di pezza usate dagli sciamani, venivano custodite attorno a lui. Tutti i loro “occhi” guardavano verso un piedistallo al centro.

Faldeus Dioland.

Discende da una famiglia di maghi utilizzatori di bambole, ed era parente di un mago che aveva partecipato nella Guerra del Santo Graal di Fuyuki. La terza Guerra del Santo Graal, che ha avuto luogo prima della Seconda Guerra Mondiale.

Le difficoltà del mago, che aveva evocato Assassin, vennero iscritte come “memorie” mistiche nelle bambole che usò, e vennero trasmesse alla sua famiglia. Le trasmise ampiamente e senza restrizioni, non solo al suo successore, ma anche ai parenti più lontani. Nessun membro del clan, comunque, fece un passo in avanti per dire che loro sarebbero stati i vincitori della Guerra del Santo Graal.

Si diceva che la terza Guerra del Santo Graal fosse colma di incantesimi considerati tabù e spiriti maligni, distruggendo regole su regole. Era solo normale per un mago pensarci due volte vedendo dei ricordi così vividi. Probabilmente, i membri più potenti del clan avevano notato che qualcosa di malsano si era mescolato col Graal. Uno di loro – il nonno di Faldeus – si accordò coi politici degli Stati Uniti e i capi militari, e creò un piano.

Un piano per portare una Guerra del Graal nella loro terra.

Sembrava impossibile. Dopotutto, la costruzione del Santo Graal era radicato nella terra, la fondazione della Guerra del Santo Graal, rimase un segreto custodito gelosamente degli Einzbern. Lasciando questo da parte, comunque, avevano assicurato un terreno sacro che rivaleggiasse con Fuyuki, e iniziarono con le preparazioni basilari.

L’ottenimento di una terra sacra utilizzabile era, in ogni caso, era altrettanto indispensabile per il governo. La Santa Chiesa era forte negli Stati Uniti e soppresse ogni tentativo di unione tra stato e magia. Queste questioni infine rientrarono nella giurisdizione di un’unica agenzia.

Avevano solo bisogno di avvicinarsi alla Guerra del Santo Graal di Fuyuki in un secolo o due. Anche se il sistema nazionale chiamato “America” fosse cambiato, avrebbero continuato a creare un’organizzazione su quelle basi. Con questa determinazione, strapparono la terra dai suoi protettori, e procedettero col manomettere le sue linee temporanee in grande scala.

Meno di un secolo dopo, tuttavia, nel periodo in cui il padre di Faldeus ereditò l’impresa, ci fu un importante punto di svolta. Un mago con connessioni alla parte oscura dello stato, separato dalla loro famiglia, propose un modo per ricreare una parte della Guerra del Santo Graal: “Io ruberò un pezzo del Graal di Fuyuki per voi. Tutto ciò che dovrete fare sarà coltivarlo qui.” Che cosa insensata.

O meglio, così pensarono tutti, ma quel mago aveva dimostrato al governo le sue doti svariate volte nel passa, quindi non potevano semplicemente ignorarlo. Ma un falso era pur sempre un falso, anche uno derivato dal Santo Graal. Le sue connessioni alle linee temporanee sarebbero state deboli comparate alla completezza del Graal di Fuyuki. Quando il padre di Faldeus chiese se fosse davvero possibile ricreare il Graal in quel modo, e il mago rispose: “Dovete solo innestare la pompa.”

“Innestare la pompa, huh?” Mormorò Faldeus con un sorriso sarcastico, ricordando la storia che il padre gli aveva raccontato, “Quell’‘innesto’ ha fatto un cratere di vetro nella parte sud della città. Anche l’ironia ha un limite.”

Sospirò, poi eliminò il sorriso dal suo viso ed iniziò la sua missione.

“Per gli elementi, argento e ferro. Per le fondamenta, pietra e Arciduca dei Contratti…”

Le parole che uscirono dalla bocca di Faldeus erano senza ombra di dubbio quelle di un incantesimo per l’evocazione di uno Spirito Eroico. Mentre il canto continuava, la qualità dell’aria iniziò a cambiare.

Un impossibile canto.

Un impossibile rituale. 

Qualsiasi mago a conoscenza della Guerra del Santo Graal avrebbe pensato lo stesso. Dopotutto, tutti gli Spiriti Eroici erano già stati evocati. Ci dovevano essere sei Servant a Snowfield. Faldeus stesso l’aveva dichiarato a Rohngall e all’Associazione dei Maghi. E non era una menzogna.

La falsa Guerra del Santo Graal. Gli Spiriti Eroici evocati come parte del rituale erano sia reali che falsi.

Non erano altro che sacrifici. Sacrifici per smuovere le linee temporanee e intensificare le loro onde in una direzione corretta. Sacrifici per usare il contraccolpo ricevuto… per iniziare la vera Guerra del Santo Graal.

“Emergi dall’anello del contenimento, o Guardiano delle scaglie…!”

Nell’istante in cui Faldeus finì l’incantamento, della luce riempì il suo laboratorio. Gli occhi delle numerose bambole riflessero la luce, e iniziarono a tremare, come per benedire la manifestazione dello Spirito Eroico. O come spaventate dalla presenza che riempiva la stanza.

Poi, la luce si concentrò in un punto solo, e… non accadde niente.

“…?”

Quando la luce scomparve, le bambole fermarono il loro fremito. Un freddo silenzio avvolse 

il laboratorio.

“Un… fallimento…?”

Non sentì né la presenza di uno Spirito Eroico, né il collegamento di un’energia magica. E più importante, non c’era nessuna voce che gli chiedeva se fosse il suo Master.

“Humph…”

Ma non c’era irritazione nel viso di Faldeus. Essendo onesti, c’era una possibilità su due. Usare sei Spiriti Eroici come innesto per evocarne altri sette era troppo difficile da accettare. Dopotutto, Spiriti Eroici potenti come il Re degli Eroi si era materializzato. Era un po’ troppo come “innesto della pompa”.

“Bene, penso significhi che andremo avanti col piano B.”

Faldeus fece un piccolo sospiro, e si lasciò il laboratorio alle spalle. 

×   ×

Un’area della prigione era adibita sia come secondo laboratorio per Faldeus sia come stanza monitor. Entrando, annunciò ad Aldra e ai suoi altri subordinati:

“Passiamo al piano B. contatta Ms. Francesca e Mr. Reeve.”

“Lo… Spirito Eroico ha fallito nel materializzarsi?”

Faldeus rispose alla domanda diretta di Aldra con un cenno veloce: “Si. Penso che, anche con un tempo limite, sette assieme sia il vero limite. Eseguiamo la falsa Guerra del Santo Graal come da piano, contando Saber come settimo dei Servant falsi invece che primo dei reali.”

‘Non sono sicuro se il Graal si manifesterà o no, viste le circostanze… ma penso che sarà un problema per la prossima volta.’

‘Tuttavia, gli Incantesimi di Comando, sono almeno apparsi… mi chiedo se sia possibile eliminare uno degli attuali Master e usarli per creare un nuovo contratto col suo Spirito Eroico.’

Guardando in modo freddo gli Incantesimi di Comando nella sua mano destra, Faldeus annotò i suoi progressi su un blocco note. Fatto questo, stava per entrare in contatto con tutte le parti interessate, quando notò qualcosa un po’ fuori posto.

Il rumore tremolava attraverso molte delle sue ordinate file di monitor. Se fosse stato tutto, l’avrebbe preso per un semplice guasto. Il problema era che il rumore si era estensi e proveniva anche dai famigli. Potrebbero avere la forma di uno schermo, ma erano comunque mistici.

Normali interferenze erano impossibili, quindi Faldeus pensò fosse opera di un mago esterno. Poi, quando era nel mezzo di un controllo del monitor… notò dei scarabocchi nel blocco note che aveva in mano. 

‘Whoops. Non è da me fare qualcosa del genere… magari fallire l’evocazione di uno Spirito Eroico mi ha un po’ sconvolto.’

Dopo aver finito le domande per le sue azioni, Faldeus stava per strappare la pagina quando, improvvisamente, la sua mano si fermò. Tra i suoi scarabocchi, vennero scritte delle parole significative con una calligrafia completamente diversa dalla sua:

“Io ti chiedo: sei tu il mio Master?”

Faldeus sentì il sangue nella sua testa circolare tutto in una volta. Si guardò velocemente nei dintorni, determinato a non farsi sopraffare dall’impazienza. Poi vide le tenebre.

Il rumore proveniva da un monitor che mostrava l’esterno della prigione. C’era un angolo cieco tra gli alberi dove la luce non arrivava. Gli occhi del giovane mago erano attirati da quella profonda oscurità. Per essere precisi, i suoi occhi erano attirati da un piccolo oggetto bianco che fluttuava al suo centro.

Lo schermo era uno strumento mistico collegato ad un famiglio. Faldeus mandò un comando al famiglio, e lo fece muovere più vicino all’ombra. Già da un po’ ne era certo: l’oggetto che fluttuava nelle tenebre era una perversa maschera d’osso.

“Scusatemi… sto uscendo per una boccata d’aria fresca.”

Nel momento in cui Faldeus uscì dalla stanza, andò verso il luogo visto nel monitor con passo veloce. Pensava ancora ad una trappola di un altro mago. Procedette con cautela attraverso i corridoi della prigione, tenendo d’occhio i dintorni.

I corridoi erano lunghi, e non era ancora nemmeno l’alba. Mentre si affrettava superando le finestre che non lasciavano entrare quasi nessuna luce… la luce fluorescente alla fine del corridoio si attenuò, e poi scomparve. La strada in avanti era improvvisamente completamente al buio. E in quell’oscurità, Faldeus lo vide: una maschera d’osso bianca sospesa nelle tenebre profonde.

Non c’era alcun dubbio. Quella maschera d’osso apparteneva a… uno Spirito Eroico Assassin.

La sua evocazione era andata a buon fine? O magari era l’Assassin che era già stato evocato come “sacrificio”? Le domande continuavano ad aggirarsi nel cervello di Faldeus quando la luce fluorescente tornò e, nello stesso momento, la maschera bianca scomparve.

“Quella era…” Iniziò a bisbigliare, quando la luce sopra di lui si spense. In quell’attimo, una voce lo chiamò da dietro:

“Non girarti.”

Faldeus poteva solo dire che la voce era maschile. Era così fredda e inumana, però, non riusciva ad immaginare l’età, né la costituzione, o qualsiasi altra cosa oltre a sapere che proveniva dalle sue spalle.

“…!”

In quel momento, Faldeus era pronto per morire. Niente di ciò che avrebbe potuto fare gli avrebbe fatto bene. Anche usando gli incantesimi che possedeva, sarebbe impossibile liberarsi da quella situazione. La “morte” che sentiva era certa.

Lui non sapeva cosa ci fosse alle sue spalle. Gli sembrò che ci fosse un infinita oscurità. Non sentiva niente. La voce non sembrava nemmeno assetata di sangue; forse più il contrario.

Non era riuscito a capire niente dalla voce dietro di lui. Sembrava come se il vuoto stesso lo avesse chiamato. La sua presenza era tanto rarefatta che si chiedeva se le orecchie gli stessero giocando qualche scherzo.

Ancora, c’era solo una cosa che poteva immaginarsi: che se c’era qualcosa dietro di lui, doveva essere la maschera bianca che aveva visto fluttuare nelle tenebre.

“Io ti chiedo… sei tu il mio Master?”

Una domanda dal nulla. Faldeus sapeva che ci sarebbe stata una risposta se si fosse girato, ma non poteva farlo. L’unica cosa che poteva fare, nel silenzio, era rispondere all’uomo che stava dietro di lui: “Si… se sei apparso dopo il mio rituale, penso di esserlo.” 

Dopo una breve pausa, un sussurro scosse i suoi timpani: “… Hai fede?”

“Fede…?” Faldeus era dubbioso.

“… Hai una fede a cui dedicheresti la tua vita?” La voce gli rispose imparzialmente.

Il mago ci pensò un attimo, poi calmò il suo respiro e rispose: “Darei tutti gli Incantesimi per i nostri Stati Uniti. Questa è la mia fede.”

“… Hai la determinazione di vedere quella fece andare avanti, anche se significasse portare a termine un’altra vita?”

“Se sono disposto ad uccidere, intendi?”

“… Questo è ciò che significherebbe fare un contratto con me.”

Molti maghi erano pronti a prendere delle vite nella Guerra del Santo Graal. Però, in quanti sarebbero in grado di dare una risposta immediata sentendo la propria morte avvicinarsi? Dopo un momento di silenzio, il giovane mago aprì la bocca per rispondere, con una calma sorprendente: “Ovviamente lo sono. Se è per gli Stati Uniti, non esiterei ad uccidere dei cittadini.”

Un attimo di silenzio seguì la sua dichiarazione, poi le tenebre dietro di lui risposero:

“… Il mio nome è Hassan-i-Sabbah.”

Lo Spirito Eroico disse il suo vero nome. Il contratto non era stato ancora stipulato, quindi non poteva essere telepatia, ma Faldeus era sicuro che quella presentazione non aveva raggiunto le sue orecchie, ma lui stesso. Il sussurro aveva mosso solo una parte del suo cervello. Sembrava quasi una maledizione che gli penetrava nelle interiora.

“… Finché seguirai la tua fede, io sarò la tua ombra.”

Poi, senza nemmeno mostrarsi, l’“ombra” lasciò una parola d’addio, e scomparve nelle tenebre. Era rimasto solo Faldeus ancora immobile. Aveva la sensazione che una linea di energia magica lo collegasse a “qualcosa”. Lui non sentiva, tuttavia, il movimento di molta energia magica. Non riusciva a capire se erano stati collegati.

“Capisco… forse è troppo tardi, ma ora sembra reale.”

Se avesse sbagliato una sola risposta, sarebbe probabilmente morto. Se avesse premuto il pulsante sbagliato, anche lo Spirito Eroico evocato da lui stesso sarebbe potuto diventare il suo assassino. Capì quanto potesse essere irrazionale e terribile un Servant. Faldeus ridacchiò un po’, pur sudando freddo.

“Quindi questa… è la Guerra del Santo Graal.”