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Giorno 1, mezzogiorno 

In un sogno

“Yay! Un cagnolino!”

Un pianto innocente risuonò nel giardino soleggiato.

“C’è anche un gattino! E uno scoiattolo!”

Inseguì gli animali correndo avanti e indietro sul prato del giardino, acchiappandone uno e abbracciandolo.

“Li hai portati tutti tu, vero Mr. Black? Grazie!”

La ragazzina guardò in alto dove un’enorme ombra nera – Rider – si contorceva. Tsubaki chiamò il Servant “Mr. Black”; non sembrava spaventarla.

Numeri uccelli volarono sopra nel cielo, e piccoli animali correvano energicamente attorno a lei. Il giardino sembrava uno zoo in miniatura, e Tsubaki ne era felice.

“Tsubaki, è quasi ora di pranzo.”

“Ricorda di lavarti le mani.”

“Lo faccio!”

A una parola dei suoi genitori, entrò in casa. Si girò per guardare un’altra volta il giardino soleggiato.

Canti di uccelli. Cani e gatti che si crogiolavano al sole sul prato. Scoiattoli che mangiavano ghiande coi loro cuccioli. Questa era l’immagine del suo giardino ideale. Solo la grande ombra nera che ondeggiava al centro era fuori luogo. Tsubaki, che non sembrava notare quella stranezza, era raggiante dalla soddisfazione.

Inconscia di ciò che stava accadendo nel mondo per creare quel suo modesto giardino. 

×   ×

Un motel economico

“Adesso, le notizie. Gli ospedali veterinari di Snowfield sono in uno stato di panico. Da questa mattina, svariati animali per la città sono entrati in uno stato comatoso, e la preoccupazione che possa trattarsi di una nuova malattia contagiosa si sta diffondendo tra i residenti. Tutti gli animali interessati sono ritornati coscienti, ma basandosi sui segni bruno-rossastri sulla loro pelle, un’investigazione in cooperazione col Consiglio Municipale della Saluto sta…”

“Urrà! Le formalità sono finalmente finite. Ho fatto, Jack!”

A differenza delle notizie trasmesse dalla stazione via cavo locale, una voce serena colmò la stanza del motel.

“In effetti. Festeggiare è molto bello, ma al momento metto in dubbio la saggezza di gridare il mio vero nome a squarciagola.”

“Oh, penso tu abbia ragione! Mi dispiace! In questo caso, penso ad un soprannome da darti! Qualcosa come, umm… Lo Squartatore Inglese dell’Inferno, oppure…”

“Chiamami semplicemente Berserker.” L’orologio Berserker fece fermare Flat eccitato.

Il buonumore di Flatt aveva a che fare col cellulare che aveva in mano. Era l’ultimo modello, capace di inviare email con immagini allegate e fare chiamate internazionali. Era felice di questo, così, sarebbe stato in grado di contattare il suo maestro alla Torre dell’Orologio.

“Sono finalmente collegato con qualsiasi cosa. Ho fatto di tutto per comprare questo telefono ieri, ma sono riuscito ad usarlo solo come fotocamera e radio.”

Flat stava fissando lo schermo, guardando svariate immagini. Tra esse, ad esempio, ce n’era una del teatro distrutto.

“Speravo di fare una foto allo spettacolo di quello Spirito Eroico ieri. Ero così eccitato per esser stato intervistato che ho finito per perdere l’occasione…”

“Beh, penso che fare foto sia un modo per ottenere informazione sugli Spiriti Eroici nemici…”

Jack cercava di trovare il lato positivo della situazione.

“Oh, ma sono riuscito a fotografare l’Apostolo Morto, ed un altro Spirito Eroico!” Rispose  Flat, con gli occhi brillanti. Puntò lo schermo verso l’orologio. Mostrava un’immagine dell’Apostolo Morto su tutte le furie nel parcheggio della stazione il giorno prima. “Questo è utile! Tutte le altre persone che hanno fatto foto le hanno eliminate a causa dell’ipnosi delle signorine della Chiesa! Oh, sono così fiero di aver annullato l’effetto dell’ipnosi!”

“Aspetta un attimo. Il vampiro mi preoccupa, ma più importante, dimmi di più su quest’‘altro Spirito Eroico’.”

“Oh, vero. I tuoi occhi erano attaccati alla battaglia tra il prete e l’Apostolo Morto, Jack, quindi non l’hai notato.”

“Perché non mi hai avvisato subito!?”

“Beh, è stato solo per un attimo, quindi ho pensato che potesse aspettare.” Rispose Flat con calma.

Berserker pensò che fosse il momento giusto per fare una chiacchierata col suo Master, e stava per entrare in contatto telepatico. Prima che potesse farlo, tuttavia, le parole successive di Flat gli gettarono acqua ghiacciata addosso.

“E poi… se avessimo fatto un passo falso, ci avrebbe notato, sono abbastanza sicuro che saremmo stati uccisi istantaneamente.”

“Come?”

“Non ho mai visto una massa di energia simile prima. Non è nemmeno questione di quali abilità abbia, o quale sia il suo vero nome… penso che saremmo morti nel momento stesso in cui ci avrebbe guardati.”

L’espressione di Flat era la solita, ma Berserker capì le parole del ragazzo istintivamente. 

Avevano avuto a che fare con la morte, e Flat, lontano dal dirglielo immediatamente, si era dimenticato di dirglielo fino a quel momento. Questo mise Berserker a disagio, ma allo stesso modo gli diede uno strano senso di sicurezza.

“Davvero, tu sei al limite… ti avevo preso per un semplice pazzo, ma ora vedo che puoi essere seccante anche sul più strano degli argomenti.”

“Pensavi che fossi un pazzo per tutto questo tempo?”

“Ti sconvolge?”

“No. Di fatto, sono più o meno felice.” Sorridendo allegramente, Flat pensò alla Torre dell’Orologio, che era come una seconda casa per lui. “Le persone hanno sempre avuto una strana paura di me o mi evitavano, fin da quando ero un bambino… l’unico che mi aveva mai chiamato ‘pazzo’ o ‘idiota’ in faccia era il professore, e sua sorella, la principessa, e tutti gli altri nella nostra sezione, e gli OB…”

Il suo tono era solenne. Berserker quasi simpatizzò con lui per un momento, ma poi ci pensò meglio:

“Non significa che… beh… erano parecchie persone?” 

×   ×

Vari minuti dopo – Londra – Torre dell’Orologio

Mentre a Snowfield albeggiava, a Londra era già pieno giorno. In una stanza della Torre dell’Orologio – il centro della magia – due dirigenti di essa si incontrarono per parlare della Guerra del Santo Graal di Snowfield.

“Sapevo che era un pazzo… ed un idiota…” Lord El-Melloi II mormorò, con una smorfia. 

L’uomo seduto assieme a lui – Rocco Belfaban – fece un sospiro prima di rispondergli: “Concordo, Mr. II.”

I due guardavano delle immagini ottenute da maghi infiltrati a Snowfield. Una piscina di mercurio usata solitamente per le comunicazioni mistiche stava mostrando una registrazione della tv locale di Snowfield.

“Huh? Sono in TV? Oh wow, mi chiedo se il professore o Reines la stanno guardando!”

Appena El-Melloi vide la faccia eccitata di Flat che guardava verso la camera e diceva quelle parole, provò una sensazione come se il suo stomaco stesse ballando un giga1 e suonando male il violino. Rocco, vedendo i solchi profondi sulla fronte del Lord, si rivolse a lui in modo mezzo pietoso: “Un po’ la responsabilità è mia per averlo forzato alle tue cure in primo luogo, ma, onestamente, l’hai tenuto così a lungo che la mia ammirazione per te è diventata esasperazione.” Il vecchio mago fece scricchiolare la sedia mentre continuava: “Sia il maestro che il discepolo entrano nella Guerra del Graal alle spalle del loro professore… si potrebbe dire che l’incoscienza fa parte del tuo curriculum.”

“Non posso negarlo.”

“Poi, anche se Flat è un ragazzo problematico, è anche un assoluto genio. Se c’è qualche possibilità che riesca a portare il sistema del Santo Graal alla Torre dell’Orologio, non ci potrebbe essere niente di meglio. E se riuscisse a portare uno Spirito Eroico come soggetto di ricerca, potrebbe riscrivere i libri.”

Il vecchio stava, in breve, suggeriva che potevano uscirne solo con i bocconi migliori. 

El-Melloi alzò leggermente le spalle: “Capisco. Parole degne del capo del Dipartimento Evocazione e Lord della Scuola dello Spiritualismo. E ancora, il Direttore Eulyphis potrebbe finire per dire ‘risorsa’ al posto di ‘soggetto di ricerca’.”

“Lascia da parte il sarcasmo. Sai meglio di chiunque altro che diventare un Lord attore non significa niente.”

“Si, lo so. Sto solo tenendo il posto in caldo. Cosa pensi che accadrà prima, la nostra principessa raggiungerà la maturità, o la maestosa processione che si fa strada a Fuyuki e altre terre sacre tornerà?”

“Ti ho detto di lasciare da parte il sarcasmo.”

Rocco era un rigido conservatore, anche per gli standard della Torre dell’Orologio. Per tutti i diritti lui dovrebbe guardare verso un “Lord temporaneo che rifiuta di stare coi conservatori o i riformisti” proprio come El-Melloi II, ma al momento stavano parlando da pari. Forse perché la sua posizione era un po’ come quella di El-Melloi.

Il vero Lord della Scuola dello Spiritualismo – il suo direttore, l’attuale capo della famiglia Eulyphis – e il suo successore, Bram Nuada-Re Sophia-Ri, erano temporaneamente assenti dalla Torre dell’Orologio a causa di un incarico speciale. E finché non torneranno dalla loro lunga missione, Rocco era stato scelto per occupare il posto di Lord come loro rappresentante. Desiderava il potere, ma capì anche che era inadatto al posto di Lord, e così finì per vergognarsi di se stesso alle conferenze. Tanta vergogna da sentirsi sempre più vicino alla morte ogni volta che un altro Lord, soprattutto Lord Barthomeloi, guardava nella sua direzione. Grazie a questo, aveva apparentemente sviluppato un lato solidale per Lord El-Melloi II, che doveva vergognarsi più di quanto dimostrava.

“Comunque… quell’uomo in armatura che si è visto alla fine è un problema più grande di Flat. Se era uno Spirito Eroico, penso significhi che gli americani non hanno il potere di tenere la Guerra del Santo Graal interamente segreta.”

“Posso solo immaginare che abbia superato le loro aspettative, ma…”

El-Melloi II voleva precisare che uno Spirito Eroico che voleva apparire di sua volontà in televisione era senza precedenti, ma l’immagine di un certo Spirito Eroico che avrebbe potuto dire il suo nome reale in diretta gli comparve nella mente.

“…Beh, non si può mai dire cosa accadrà in una Guerra del Graal.” Mormorò per evitare il tema, poi si fiondò nel giudicare la segretezza: “Il segreto mantenuto dalla Santa Chiesa e da noi non durerà più di altri cinque anni. Dopodiché arriveremo nell’era in cui chiunque potrà caricare immagini sui social network in tempo reale. Quando accadrà, la capacità di diffusione delle informazioni supererà quella di nasconderle. Arriveremo al bivio in cui dovremo scegliere tra provare nuovi metodi per tenere il segreto o rivelare qualcosa.”

“Humph… scusami, non ho tenuto il passo con i tempi; che ramo della magia usa il termine ‘Social Network’?”

“…”

El-Melloi II si ricordò che l’uomo che aveva davanti era uno strenuo mago conservatore che si impuntava sui telefoni normali, senza calcolare i nuovi cellulari, e non sapeva da dove iniziare. Poi il suo cellulare squillò nella sua tasca per indicare l’arrivo di una mail.

“Scusami.”

Non riconobbe l’indirizzo, ma il titolo “Per Mr. Mago del Territorio Assoluto!” era abbastanza per fargli capire da chi arrivava. Fece una battaglia interiore per mantenere la calma, mentre nella mente urlava: “Cazzo.”

“Quel deficiente del mio allievo si è finalmente in contatto.”

“Oh-ho. Che fortuna.”

El-Melloi II controllò il contenuto della mail: “Ciao, Professore! Questa è la prima mail del mio telefono! Grazie al suo aiuto, sono riuscito ad evocare il migliore degli Spiriti Eroici! Guardi il mio Berserker!”

C’era la foto di un orologio stile steampunk allegata.

“Non ho idea di cosa stia parlando…”

El-Melloi si chiese se non fosse il suo studente ad aver ricevuto l’abilità Mad Enhancement, ma poi pensò che Flat, probabilmente la aveva già, e rimase composto. Pochi secondi dopo, arrivò un’altra mail dall’allievo:

“Ho visto il mio primo Spirito Eroico in città! Anche se, se include Berserker e l’uomo in armatura, penso sia il terzo. Era spaventoso, quindi non potevo semplicemente salutarlo. Mi chiedo come potrei diventare suo amico.”

“Onestamente, quell’idiota…”

Aprì la foto allegata, ebbe la sensazione che il suo stomaco stesse suonando death metal. Poi vide l’uomo splendente a bordo della Cadillac nell’immagine, e il brontolio del suo stomaco si fermò. E non solo il suo stomaco, ma anche il suo respiro, il suo sguardo ed anche il suo cuore sembrarono fermarsi per un attimo.

“Impossibile…”

“Che succede, Mr. II?”

Rocco sembrava preoccupato, ma nella testa di El-Melloi II, i pezzi stavano cadendo ai loro posti. Aveva saputo del cratere formato nel deserto. Inoltre, anche se i vestiti e I capelli dell’uomo erano diversi da come li ricordava, non poteva dimenticarsi di quel Servant incredibilmente forte che aveva incontrato a Fuyuki. Se quello Spirito Eroico era coinvolto, allora uno o due crateri erano normali.

Rocco guardo verso il viso pallido di El-Melloi, preoccupato che l’ansia potesse farlo collassare ancora, quando si riprese improvvisamente, e si rimise in piedi, pieno di energie. 

“Scusami. Ti dispiace se mando un attimo una mail?”

“Oh… no.” Rocco annuì, confuse. ‘Email?’ pensò, vedendo lo sguardo tombale di El-Melloi II, ‘Vorrebbe scrivere una lettera qui? Dov’è la penna?’ Sembrava convinto che la comunicazione di prima fosse arrivata tramite telepatia mistica, o qualcosa del genere.

Dietro al mago anziano, El-Melloi II stava inserendo caratteri nel suo cellulare ad un’incredibile velocità.

“Come tuo professore, ti do un incarico: non importa cosa accade, stai alla larga da quello Spirito Eroico.”

Dopo un momento di riflessione, fece un’aggiunta: 

“Sbrigati a inviarmi il tuo numero di cellulare, brutto *****.”

×   ×

Stesso momento – Snowfield – ultimo piano del Crystal Hill – suite regale

Gilgamesh, inconsapevole che una sua foto aveva fatto fermare il cuore di un mago per qualche secondo, guardava la città dall’alto dal vetro della sua stanza sfarzosa.

“Ha ha ha! Come pensavo; anche nella semplicità dell’organizzazione delle sue strade e degli edifici, la città di Uruk è molto più bella!” Rideva col buon umore, comparandola alla città che aveva governato.

Una volta tornati al laboratorio di Tiné con la Cadillac, le aveva fatto prendere solo lo stretto necessario, e la portò all’ultimo piano dell’hotel casinò. I fondi, ovviamente, provenivano dalle sue vincite al casinò il giorno precedente. Dato che aveva usato la fortuna vinta al casinò nel loro hotel, venne trattato con riguardo.

In aggiunta, per Tiné, dei suoi subordinati in nero vennero per fare da guardie. Un uomo vistoso, e una folla che lo seguiva rispettosamente. Per lo staff dell’hotel, dovevano sembrare un miliardario e i suoi servitori. Probabilmente Tiné la presero, data la sua età, come la figlia di un servitore o del ricco.

Lei non capiva le intenzioni di Gilgamesh. Era un re, quindi probabilmente voleva la sua base nella stanza più lussuriosa della città. Per lei, però, trasferirsi in un luogo così appariscente era semplicemente snervante. Sarà sicuramente sorvegliato dai maghi nemici che si erano stabiliti in città, e, visto che non era nemmeno un laboratorio, sarebbe stato difficile difendersi dagli attacchi. E anche se l’avessero trasformata, difficilmente sarebbe abbastanza per calmare la sua ansia.

“Ho sentito che in una precedente Guerra del Santo Graal in cui un Master aveva distrutto un laboratorio semplicemente distruggendo l’intero hotel in cui era. L’organizzazione dei nostri nemici è ampia, quindi potrebbero cercare di distruggerci, col Crystal Hill e il resto.” Consigliò lei.

“Fagli fare come preferiscono.” Rispose Gilgamesh tranquillo, “Normalmente ti direi di occuparti da sola di queste bazzecole, ma sono io quello che ti ha convocata in questo posto. Al minimo ti procurerò un paracadute.”

Era impossibile dire se Gilgamesh fosse serio o stesse scherzando. Lui continuò a fissare la città in modo grazioso. Dopo un po’ si mosse verso il muro ovest della stanza.

“Sembra che anche il mio amico sia di buon umore.” Ridacchiò, guardando verso la grande foresta che si estendeva fin dove l’occhio riusciva a vedere, “Intendo, fare una danza di legno così vasta…”

Anche Tiné, sentendo quelle parole, guardò verso la foresta. Come un Protettore della Terra, capì presto cosa stava accadendo. L’intera foresta si spostava e frusciava come fosse una singola creatura.

“Il suo amico?”

“Si. Ti parlerò di lui, se l’umore mi prende. Comunque, il nostro banchetto di riunione è stato abbastanza pieno. Se solo non fossimo stati interrotti, saremmo andati avanti per tre giorni e tre notti.”

Quella tremenda battaglia… per tre interi giorni…

Quelle parole fecero sentire Tiné debole, e un sudore nervoso le corse per la schiena. Non era uno scherzo; se il Re degli Eroi l’aveva detto, allora avrebbe davvero potuto combattere per tre giorni e tre notti. Se per qualsiasi ragione non avesse potuto, la causa sarebbe stata lei.

Come mago, ed erede del potere ancestrale, lei pensava di essere forte. Ma cosa avrebbe potuto fare contro di fronte agli Spiriti Eroici? Tiné continuò a pensare, ma era determinata ad usare tutto ciò che aveva.

“Al momento, i nostri alleati stanno tracciando i movimenti degli altri maghi. Il capo della famiglia Kuruoka, che sembra essere uno degli architetti del sistema della città, si comporta come se non avesse niente a che fare con la Guerra, ma…”

“Perché mi fai rapporto? Come Master, scegli tu come agire.”

“Si, Sua Altezza.”

Gilgamesh guardò verso la scoraggiata Tiné, fece un sorriso malvagio, e chiese:

“Quindi, Tiné, intendi riprenderti questa terra, esatto?”

“…! Certo che lo voglio!”

“In questo caso, non sei d’accordo che fare una terra di questo scenario banale, tra questi maghi mezzosangue, sarebbe la via più veloce?”

“Cosa…?”

Non sembrava un semplice scherzo. Gilgamesh, il Re degli Eroi, poteva fare semplicemente ciò che aveva detto. La battaglia nel deserto del giorno precedente le confermava che possedeva quel potere.

“Sua Maestà scherza…”

“Io scherzo? Non sarebbe la soluzione più vicina al ‘desiderio più caro’ dei tuoi antenati? Che differenza c’è tra la vita del pagliaccio che mi ha evocato per primo e quelle di quei mezzosangue che strisciano per la città? Non sarebbe più semplice usare quei tuoi Incantesimi di Comando e ordinarmi di radere al suolo la città? Potrei anche aspettare che i tuoi compatrioti evacuino.”

“…”

Tiné ci pensò un attimo, poi rispose con timidezza: “Se dovessi commettere un’atrocità del genere… sarei allo stesso livello dei maghi che hanno rubato questa terra.”

“Sbagliato. Questa è una risposta che hai trovato, non una che hai pensato tu stessa.”

“…!”

Lei si vergognosa per essere così semplice da capire. Anche se sapeva che quella era la risposta sbagliata.

‘Ho giurato di diventare ancora più avida dei maghi, e riprendere la terra. Allora perché esito nel distruggere questa città? Perché? Perché? Perché?’

Tiné era confusa, incapace di capire anche il suo stesso cuore. Non riusciva a rispondere alla domanda del re. Non aveva altra scelta che affrontare il suo giudizio. Il cuore della ragazza si riempì di una paura che lei pensava di aver messo da parte. Lei si era preparata alla morte sin dall’inizio. Adesso, però, aveva più paura di andare contro questo Spirito Eroico.

Gilgamesh capì lo stato in cui si trovava, vide oltre ciò che pensava, e rise mentre continuava: “Quindi hai iniziato a dubitare. Lo approvo.”

“Cosa…?”

“Il dubbio è un fondamento per distruggere una fede cieca. Cosa stai cercando di così cupo? Ti stavo solo stuzzicando un po’. Lascia stare.”

Ovviamente non c’era niente di “stuzzicante” in realtà, ma per un attimo Tiné si sentì sollevata. Il suo dubbio personale, però, non scomparì. Esso si aggrappò al suo cuore.

“Poi… anche lasciando da parte quel desiderio, quando guardi quelle pattumiere umane, non senti di volerli far sparire?” Si sfogò Gilgamesh, sembrando annoiato mentre guardava ancora la città.

“…?”

“Onestamente… ieri ho girato la città di persona, e la maggior parte dei mezzosangue di quest’era sono inutili. I mezzosangue dovrebbero fiorire nel mio giardino, ma crescere solo di numero è orribile.”

“Cosa… intende fare su questo?”

Tiné era preoccupata che il Re degli Eroi avrebbe improvvisamente scelto di “rimuovere” i cittadini dalla sua vista. Come per attenuare quelle preoccupazioni, Gilgamesh alzò le spalle: “Non preoccuparti. Non perderei la testa per gettare i rifiuti.” Gilgamesh sembrava annoiato mentre osservava la città, “Anche se, se dovessi reincarnarmi e assaporare davvero i piaceri della vita, sarebbe un’altra storia. Quando arriverà quel momento potrei considerare di eliminare tutti i mezzosangue che non meritano di vivere, ma questo non ha niente a che fare con me al momento. Se i bastardi scelgono di andare lentamente verso la rovina, io guarderò semplicemente la loro stupida fine ridendo.”

Poi continuò, nostalgico del lontano passato, sembrando che parlasse in parte con se stesso: “Se il mio giardino venisse invaso da mostri scatenati, non potrei ignorarlo, ma se fosse la strada scelta dai mezzosangue stessi, non potrei obiettare. Anche se loro non capissero che c’era un’altra scelta, potrei al massimo concedergli delle imprese come guide.”

Sentendo quelle parole, Tiné si sentì sia sollevata che intimorita. Il Re degli Eroi era senza dubbio un re che potrebbe trattare l’intera Terra come il suo giardino. Un re tra i re, dotato di un “sé” incrollabile, che condannerebbe la razza umana.

Lei sentì qualcosa che non era giustizia divina. Continuò a fissare Gilgamesh, sperando di capirlo.

“Che c’è? Hai finalmente capito che il più grande piacere a questo mondo è guardare il mio splendore? Molto bene, te lo permetto. Guardami come preferisci, e tramandalo ai tuoi discendenti finché le stelle non periranno.”

Tiné pensò che stesse scherzando questa volta, ma non riusciva a non pensare che fosse serio.

‘Non capisco, ma è davvero una persona incredibile…’

Lei – che, per quanto matura per la sua età, era fondamentalmente ancora una bambina – sembrò accettare l’eccentrico discorso e la condotta di Gilgamesh, e – giudicando in base agli standard ordinari – l’aspetto estremo, che era “semplicemente come i re erano”. In un certo senso, si potrebbe dire che erano altamente compatibili.

Poi il Re degli Eroi aprì la bocca per dire un’altra indifferente e capricciosa proclamazione: “Adesso, oggi… credo dovremmo iniziare eliminando il parassita volante.”

“Parassita volante?”

“Esatto. Sembra che ci sia un tipo noioso che si sia messo in mezzo nella gioiosa riunione mia e del mio amico. Ieri ho fatto un giro della città in cerca della canaglia, ma non l’ho trovato. Pertanto, non c’è altro da fare se non aspettare che sia lui a venire da me.”

“Aspetti…? Intende qui?”

“Ovviamente,” il Re degli Eroi rispose alla smarrita Tiné con una voce colma di confidenza, “Uno dei più formidabili avversari della Guerra del Santo Graal così vistosa da non essere notata. Ovviamente, il mio amico – un altro pericoloso nemico – sta facendo baccano nella foresta… ma qualsiasi via attragga il verme, verrà eliminato.”

Non era chiaro che basi avesse usato per la sua dichiarazione, ma in ogni caso lo fece con fiducia.

“Gli insetti non possono resistere di andare verso la luce. “Una volta che li avrò attratto, li incenerirò senza lasciarne traccia.”

Poi, un attimo dopo… un vento pungente soffiò nella città di Snowfield. 

×   ×

Stazione della polizia – ufficio del capo

“Yoohoo. Tutto a posto, novellino?” La voce di Francesca traboccava di energia giovanile.

“Tornatene a casa, vecchia troia.” Sputò praticamente il capo in risposta.

“Oh? Cos’è? Sapevo che mi chiamavi così alle spalle, ma vuoi ferire i miei sentimenti dicendomelo in faccia. Preferisco le ferite fisiche a quelle mentali, quindi preferirei che tu pensassi prima di parlare.”

“Zitta.”

Il capo era chiaramente ostile alla lolita gotica, ma lei non mostrava il minimo segno di volersene andare.

“Si, si, farò la brava. Fammi dire solo una cosa, pensa: continui a dire “vecchia, vecchia’, ma tu lo sai, sono solo tre anni che uso questo corpo. Anche i suoi organi sono ottimi. Vuoi dare un’occhiata?” Dicendolo, Francesca alzò velocemente una parte del suo vestito, esponendo il suo ombelico, e mostrando anche qualcosa di strano.

Era una pancia formosa a prima vista, ma c’era qualcosa fuori posto su di essa: una grande cerniera, installata direttamente nella carne. Era fatta di un materiale simile ai denti umani, e si estendeva da vicino alla sua gabbia toracica da entrambi i lati, congiungendosi sopra al suo ombelico. A nessuno avrebbe fatto piacere sapere cosa si sarebbe visto se si fosse aperta.

“Beh? Vuoi dare un’occhiata? Vuoi, non è vero? Una bella occhiata ad un o-r-g-a-n-o s-e-g-r-e-t-o di una ragazza?” Ridacchio Francesca in modo seduttivo. 

Il capo, tuttavia, non batté ciglio: “Cosa vuoi? Venire a ridere di me mentre sono ferito?”

“Ovviamente no! Sono venuta a vedere come stai! Parlare del disastro. Intendo, un Apostolo Morto che diventa Master? Nemmeno vedendolo! Dobbiamo eliminarlo in fretta!”

“Bugiarda. Chiunque potrebbe dire che sei segretamente eccitata visto che le cose si sono fatte più interessanti.”

“Oh, è così ovvio? Ma sai, io odio gli Apostoli Morti. Sono nemici dell’intera razza umana, dopotutto. Sono dalla parte degli umani, quindi non lascerei mai che quelli come lui abbiano la meglio.” Francesca si buttò di petto.

“Stai solo lottando per le prede.” Sputò Orlando.

“Cos’è? Metti il broncio? Quel bel prete ti ha rubato i riflettori tanto da metterti sotto shock?”

“Più importante, come ci comportiamo con la Santa Chiesa?”

“Per ora possiamo ignorarli. Qualunque Master che voglia correre da loro all’ultimo minuto lo farebbe in ogni caso.” 

Francesca fece girare il suo ombrello, poi gonfiò improvvisamente le guance.

“In ogni caso, ci sono state alcune parti accadute la scorsa notte che non mi sono piaciute.”

“Tipo?”

“Tipo che sono stati un esecutore e un Apostolo Morto a distinguersi alla fine! Non è giusto! Degli sconosciuti come loro non dovrebbero avere certi ruoli nelle mosse d’apertura!” Francesca scosse l’ombrello e il pugno mentre parlava.

Poi si fermò improvvisamente, allargando le sue braccia, e dichiarando niente in particolare: 

“I Servant e i loro Master sono ancora le stelle della Guerra del Santo Graal!”

“…”

“Non sei d’accordo?”

Proprio mentre si girava verso il capo con un ampio sorriso… l’area attorno a loro era avvolta dal ruggito di un’esplosione, e tutti i pannelli di vetro delle finestre dell’ufficio si frantumarono.

“!?”

E non solo l’ufficio. Un fragoroso ruggito e uno scoppio di vento fecero a pezzi tutte le finestre del lato nord della stazione della polizia.

“Ah ah ah ah ah ah! Sta iniziando! Hai comprato un opuscolo? Hai i tuoi popcorn? Oh, penso siano meglio le ciambelle per te, capo. Sbrigati, o ti perderai l’incontro del secolo!”

“Puttana…!”

Orlando guardò Francesca. Era ancora incredulo che la stazione non fosse l’unico edificio con i vetri rotti…

×   ×

Alcune dozzine di secondi prima – Nord Snowfield – una grande gola

Una gola rossa a svariati chilometri più a nord della caverna dove era stato evocato Gilgamesh.

L’uomo stava in piedi su un’altura che aveva quasi la stessa altezza dell’ultimo piano del Crystal Hill. Un uomo magro e asciutto, alto più di due metri. Nelle sue mani stringeva un arco. Era più grande di un normale arco lungo, ma sembrava piccolo nelle mani di quell’uomo.

Il suo vestito andava oltre l’“eccentrico” per finire col venir chiamato “bizzarro”. La prima cosa che catturava l’occhio era un lungo telo decorato che copriva verticalmente il suo corpo. Senza cadere sulla spalle, tuttavia. Il telo era centrato sulla testa, e, coprendo sia il fronte che il retro della sua testa, finiva per coprire anche entrambe le parti del corpo. Le uniche parti della sua testa visibili erano le orecchie. Nella parte superiore del corpo non indossava nient’altro. Una tintura scura copriva tutte le parti della sua pelle scoperta. Aveva anche dei segni bianchi, ma erano coperti dal tessuto, ed era impossibile vederli chiaramente.

L’uomo – che a prima vista sembrava uscito da un gioco horror in cui insegue il protagonista – sogghignando sotto il panno che copriva il suo viso, tese silenziosamente il suo arco.

Poi le sue dita lasciarono la corda, e scoccò una freccia. Una freccia che venne scagliata più veloce del vento, e superava anche la velocità del suono. 

×   ×

In alto, sopra Snowfield

Del vento, come una lama, intagliò una linea retta lungo la città di Snowfield. Divise l’aria, rilasciando onde d’urto.

Al centro della corrente di vento c’era un’unica freccia. Era diretta verso l’ultimo piano di un grattacielo nel cuore della città – Crystal Hill.

La freccia scoccata dall’uomo misterioso avanzava come un laser, sfidando le leggi della fisica senza mai rallentare o perdere quota. Aveva già superato 20 chilometri. Solo questo era abbastanza per dire che quell’arciere non era umano, e nemmeno un normale mago.

Onde d’urto continuavano a propagarsi nel cielo verso la città. Gli impatti e il rumore assieme frantumarono i vetri di tutti gli edifici nella traiettoria della freccia, nessuno escluso.

Nessun umano – no, nemmeno uno Spirito Eroico – sarebbe potuto rimanere indenne ad un colpo diretto di un simile missile. la potenza dell’attacco avrebbe ridotto la parte superiore del corpo a carne trita ancor prima di toccarlo.

La freccia andava dritta verso il suo bersaglio: Gilgamesh, il Re degli Eroi, che aveva preso posizione nel piano più alto del Crystal Hill.

O forse, il bersaglio era la testa della ragazza a fianco a lui – il suo Master. 

×   ×

Crystal Hill – suite regale

Tiné, che era di fronte a Gilgamesh, si girò a guardare fuori dalla finestra a nord.

“Cosa…?”

Il suono non l’aveva ancora raggiunta. Aveva solo percepito un disturbo nel flusso di mana nel cielo, e si voltò per controllare senza una ragione in particolare. Nel momento in cui sentì l’aria che veniva fatta a brandelli, era già troppo tardi. Un piccolo oggetto di morte si avvicinava alla ragazza, ma era troppo vicino per poter reagire in tempo. Non importava cosa provasse a fare adesso, non c’era modo di schivare quella freccia supersonica.

Almeno, non per lei.

“…”

Un attimo dopo, quando la freccia era a meno di 20 metri dall’hotel, si sentì un tuono risuonare oltre al vetro. C’era stata una luce abbagliante, e numerosi piccoli fulmini attraversarono il cielo. Uno di essi sembrò colpire la freccia, e quello che doveva essere un colpo mortale venne disintegrato a pochi metri dal suo bersaglio. Le onde d’urto, tuttavia, distrussero il vetro, e colpirono tutti nella stanza.

“ ”

Un incantesimo automatico. Del vento uscì dalla mano di Tiné e diventò un muro protettivo, proteggendo dalle scaglie di vetro che cadevano lei, Gilgamesh e i suoi sottoposti in nero.

“È ferito, mio signore?” Chiese a Gilgamesh appena stabilizzò il respiro.

“Non è niente.” Il Re degli Eroi non era ferito, ma sembrava contrariato.

“Cos’era quel fulmine?”

“I veri tuoni sono dei miei Fantasmi Nobili. Sembra abbiamo intercettato qualche attacco.” Disse Gilgamesh in modo disinvolto.

“Un attacco?” Tiné non riuscì a trattenersi.

Quando guardò fuori dalla finestra, vide che c’erano parecchi dischi che fluttuavano attorno la cima dell’edificio. I Fantasmi Nobili continuavano a fare il loro dovere, mimetizzati in piccoli fulmini, inscrivendo bellissimi disegni geometrici nel panorama.

“Auto-Difensori. C’era la possibilità che il mio amico potesse lanciare un attacco in modo scherzoso. Quindi li ho piazzati per precauzione, ma…”

Gilgamesh guardò verso nord, e prese un Fantasma Nobile dalla sua “tesoreria” – una strana lente curva incastonata in un anello dorato che fluttuava in aria. Pur avendo una sola lente permetteva di vedere a distanza come un telescopio.

“Non immaginavo sarebbe servito a contrastare le frecce di un semplice arciere.”

Le immagini che apparirono nell’anello erano quelle di un uomo, rivolto verso di loro che preparava il suo arco senza paura.

“Un arciere…?”

Un dubbio attraversò il cervello di Tiné. Archer non era altri che Gilgamesh, che stava a fianco a lui. Quell’uomo poteva essere Rider, Assassin, Berserker, o qualche altra classe che poteva possedere un arco, allora? Appena vide l’arciere dall’anello dorato, venne subito sorpresa dalla sua statura. In termini di valori statistici, si potrebbe dire che superi anche Gilgamesh.

Berserker, allora…?

Lei era preoccupata. Il suo Servant, invece, rimase inespressivo.

“Stai arrivando?” Mormorò.

Ma il secondo colpo era già stato scoccato.

Gli Auto-Difensori si attivarono per intercettare la freccia, ma anche se molti colpi vennero rilasciati, passò nelle fessure lasciate dai fulmini volando dritta verso Gilgamesh. La velocità in cui l’elettricità viaggia nell’aria – ovvero la velocità dei fulmini – era minore di quella della luce, ma dovrebbe essere più che sufficiente per colpire una normale freccia. Quella freccia, però andava oltre i limiti umani.

Gilgamesh materializzò la sua armatura, e spazzò via la freccia col suo guanto sinistro. Sembrò non fermare completamente lo slancio del colpo, però, a causa della distruzione di una parte dell’armatura, che fece cadere a terra dei brandelli d’oro.

“… Oh-ho.” Esaminò i pezzi rotti della sua armatura con sguardo ghiacciato, con gli occhi socchiusi, e…

“Il barbaro ha padronanza dell’arco, ma non conosce l’educazione. Lo userò per ripulire i miei tesori.”

Un attimo dopo, un Fantasma Nobile gigante apparve tra i frammenti di vetro, fluttuando a fianco all’ultimo piano.

“Cosa…”

“Tiné, tu devi stare sul retro.”

“Posso?”

“Lasciandoti qui, non potrei proteggerti completamente da quelle odiose frecce. Sarebbe poco conveniente se tu, il mio Master, morissi prima che io possa rispettare l’accordo col mio amico.”

Tiné rispose alla dichiarazione del suo “re” con un cenno sicuro, e salì sul retro dell’enorme Fantasma Nobile.

Uno dei vari tesori di Gilgamesh, Vimana. Assomigliava ad uno yacht dorato con delle gigantesche ali da fata, era una corazzata in miniatura volante. La tesoreria del re, che si diceva includesse qualsiasi tesoro, non conteneva solo armi, ma tutti i frutti dell’intelletto umano.

Quando Tiné si trovò a quattro zampe sul retro di Vimana, Gilgamesh attivò la sua creazione dorata. Lei era stata quasi lanciata via dell’improvvisa accelerazione, ma invocò le magie frangivento e manipolazione della gravità, e in un modo o nell’altro riuscì a bilanciarsi e a tranquillizzarsi.

Il re prese una posa imponente sulla prua, e fece rotta diretta verso l’arciere. Frecce – probabilmente scoccate dal suo obiettivo – si dirigevano verso di lui ogni tanto, ma le dozzine di sistemi di intercettazione installati sulla nave le colpivano alla perfezione.

“Fantastico…” La ragazza capì davvero su cosa stava viaggiando, e non riuscì a trattenere l’esclamazione.

“Qualcosa del genere…”

Era emozione quella nella voce della ragazza che pensava di aver gettato via tutto il suo stupore, o era desiderio? 

×   ×

Nord di Snowfield – sull’alto pendio di un burrone

“Oh-ho.” Mormorò l’arciere, guardando verso la nave dorata appena arrivata davanti a lui. La sua voce era bassa. Dietro ad essa c’era un pizzico di ammirazione, e un accenno di autoironia.

“Sei stato tu a lanciare quell’attacco a sorpresa. Immagino che tu non voglia supplicarmi per la tua vita?” Chiese Gilgamesh. Era sceso sull’altura dalla prua della sua nave.

In risposta, l’arciere misterioso, che stava a circa dieci metri da lui, alzò lentamente la testa.

“…”

“Le tue ultime parole?” Chiese Gilgamesh.

L’arciere, tuttavia, non diede nessuna risposta. Tese l’arco in modo in silenzio… e scoccò, senza battere ciglio, una freccia verso Tiné, che sporgeva la testa dal retro della Vimana.

Il missile supersonico si dirigeva verso il viso della ragazza. Lei era in grado di annullare l’onda d’urto con un muro di vento, ma non sarebbe riuscita a bloccare la freccia. Tiné era di nuovo consapevole della morte che si avvicinava davanti ai suoi occhi, quando… le Vimana Options – i Fantasmi Nobili d’intercettazione – la colpirono per un soffio.

“Sciocco. Pensavi che si sarebbe disattivata una volta che io ero sbarcato?”

“…”

Ignorando le sue parole, l’arciere scoccò un altro colpo, e un terzo in rapida successione. La ragazza aveva già nascosto la testa dietro la nave, ma lui continuò a tendere l’arco minacciando di perforarla assieme all’armatura della Vimana.

Pulsò una vena nelle tempie di Gil. Un osservatore, se ce ne fosse stato uno, avrebbe potuto dire che l’uomo non cercava di colpire Tiné, la barca o qualcos’altro, stava solo provocando lo Spirito Eroico Gilgamesh. Quest’ultimo non lo notò, oppure, avendolo notato, era ancora più irritato dall’arciere che continuava ad ignorarlo mirando al Master, e un pizzico di rabbia apparì nel suo tono di voce spensierato.

“Capisco. Questa è sicuramente la scelta giusta, se sei ossessionato dalla vittoria, o se scegli la strada semplice verso essa. Potrei fare lo stesso per scherzo, dipende dalle circostanze.” 

Un attimo dopo…

“Ma questi atti sono permissibili solo perché sono Io a compierli! Non quelli come te!”

A seguito di una dichiarazione che stracciava i limiti dell’innocenza, Gilgamesh scagliò innumerevoli Fantasmi Nobili dal suo Gate of Babylon che si aprì alle sue spalle.

L’arciere sembrava impotente sotto la pioggia di lame, alcune delle quali erano di alto livello. Lui, però, tenendo l’arco con la mano sinistra, e iniziò a spazzare via la pioggia di Fantasmi Nobili con una velocità che superava anche le aspettative di uno Spirito Eroico.

“Cosa?”

“…”

Lo Spirito Eroico, che aveva deviato dozzine di armi senza nient’altro che qualche graffio, tese senza parole un braccio verso Gilgamesh, palmo in alto, e fece un cenno provocatorio con le sue dita. Quando il Re degli Eroi lo vide, i suoi occhi si socchiusero, e faticò a trattenere la furia nella voce che risuonò nell’altura:

“Vedo che hai delle manine. In questo caso… che ne dici di questo?”

Con un sorriso malevolo, Gilgamesh aprì il suo Gate of Babylon in una vasta area della collina. Le aperture della tesoreria, sistemate così da circondare completamente l’arciere, iniziarono e vorticare come un tornado. Poi iniziarono a scagliare Fantasmi Nobili con la potenza pari a quella delle mitragliatrici, alzando un vero e proprio vortice di luci e impatti in alto sopra il pendio.

Decine, centinaia, migliaia di Fantasmi Nobili cadevano a terra sull’uomo che stava al centro del tornado. Erano lame o saggezza; sofferenza o salvezza. Erano spadoni ammazza draghi; spade maledette che portano la rovina; lance ammazza eroi; fulmini senza forma. Gli originali di ogni Fantasma Nobile che le mani umane hanno mai posseduto veniva scagliato senza parsimonia. Una pioggia infernale delle leggende umane, sparata da ogni angolazione possibile.

Tiné, guardando quella scena terrificante, pensò che non sarebbe rimasto nemmeno un brandello di carne di quell’arciere. Quando il turbine si calmò, però, mostrò un fatto che sorprese sia Gilgamesh che il suo Master… l’arciere, incolume che puliva dalla polvere il telo che lo copriva, e montagne di innumerevoli Fantasmi Nobili sistemate vicino a lui.

“Impossibile…”

Gilgamesh, in contrasto allo sguardo sorpreso di Tiné, guardò il suo avversario senza parlare. Per un attimo, regnò il silenzio sull’altura. Finché non venne distrutto dalla risata soffocata dell’arciere: “He… hehe… heh… ha… ah ha…” C’era dell’ovvia derisione nei suoni che si sentivano venire da dietro il telo.

“Cosa c’è di tanto divertente?” Chiese il Re degli Eroi, inespressivo.

L’arciere rispose con un’unica, chiara parola:

“Debole.”

Se qualcuno che aveva fronteggiato Gilgamesh in passato avesse sentito quella parole, avrebbe dubitato della sanità mentale di quell’uomo.

“…”

A Tiné sembrò che la temperatura dell’aria fosse scesa improvvisamente.

“Lanciando ciecamente le tue braccia… faresti meglio a lanciar sabbia.” Continuò l’arciere misterioso ignorando l’atmosfera, “Solo un vero debole – o una bestia senza cervello – sarebbe stato sconfitto da un simile gioco per bambini.”

Aveva una voce flebile, ma le sue parole erano più che solo ridicole. Sembravano caricate con una specie di implacabile ossessione.

“…Oh?”

L’espressione di Gilgamesh cambiò. Tiné era preoccupata che potesse esplodere nella rabbia, ma, al contrario, c’era un leggero sorriso sul suo viso. In quell’istante, l’emozione principale del re cambiò da “rabbia verso un aggressore maleducato” in “curiosità verso un potente avversario”.

“… Estrai la spada conservata nel luogo più sicuro del tuo magazzino. Dopodiché saremo pari.” Dichiarò il misterioso arciere al Re degli Eroi. Magari aveva ricevuto l’informazione da qualcuno, o aveva percepito un’eccezionale presenza nella “tesoreria” durante gli attacchi precedenti, diceva a Gilgamesh “attaccami con la tua arma migliore”.

“EA è praticamente l’altro me stesso. Non è una spada da usare contro i deboli come te.” Gilgamesh restituì la provocazione, mostrando i denti mentre sorrideva.

Poi apparì un’altra spada nella sua mano, al posto di EA il Divisore, Merodach, che si diceva essere la spada originale di cui si racconta in varie regioni del globo. Una spada per determinare se il suo avversario meritava l’estrazione di EA, che simbolizzava se stesso.

“Dimostrami che sei all’altezza di resistere ad EA.”

“Sciocco… se l’avessi estratta, non saresti morto.” Bisbigliò l’arciere, poi stese la sua mano destra sul fianco.

Si materializzò un nuovo vestito su di essa. A prima vista sembrava una fascia dipinta con un disegno semplice, ma quelli che potevano vederla da un’altra prospettiva erano in grado dire immediatamente quanto fosse strana.

“Quello è senza alcun dubbio… un Fantasma Nobile…!”

Anche agli occhi di Tiné, l’energia magica che rivestiva la fascia era anormale. Quando Gilgamesh vide quel tessuto, ricoperto da un’aura divina così densa che sembrava fosse stato usato da un dio, socchiuse gli occhi.

“Si differenzia in qualche modo dagli dei che conosco, ma sembra che il principio sia lo stesso…”

Era un Fantasma Nobile che non aveva nessun interesse nel misoteismo2 auto proclamato di Gilgamesh. Lui era, comunque, curioso di vedere cosa avrebbe mostrato l’arciere. Il suo Gate of Babylon si era dimostrato inutile, quindi un attacco a sorpresa era inutile. Gilgamesh prese una posizione imponente, e aspettò l’azione del suo avversario con occhi pieni di aspettative.

“…”

L’arciere sorrise dietro al telo, e si preparò a rilasciare il potere del suo Fantasma Nobile. Pochi secondi dopo, un colpo divino scosse la terra. 

×   ×

Grande foresta

“Gil… sembra stia combattendo qualcuno di forte…”

Enkidu smise improvvisamente di fare ciò che faceva e rivolse il suo sguardo verso nord-est. Era solo una distesa di alberi, ma lui riusciva a vedere qualcos’altro. Usando la sua abilità Sense Presence, era in grado di percepire la forte aura di Gilgamesh dalla distanza, proprio come un’altra, allo stesso livello di potenza.

“È strano. Sembra che abbiamo superato il numero di Spiriti Eroici evocati nella Guerra del Graal.” Pensò Enkidu, ma decise che queste cose capitavano, e continuò col suo lavoro. Mentre si teneva in guardia sulla presenza di Gil, e preparandosi di andare a controllare del caso si fosse indebolita.

“Oh?”

Poi, pochi minuti dopo, percepì un’altra stranezza. Un’altra presenza completamente diversa apparì vicino al luogo in cui il suo amico e l’altro individuo lottavano.

“Un’altra presenza… ed un’altra forte.” 

×   ×

Sull’altura

Un colpo divino scosse la terra, ma non era stato il misterioso arciere a lanciarlo.

“… Cosa?”

Tiné, che stava sporgendo la testa dal retro della Vimana, e non riusciva a credere a ciò che vedeva. Proprio quando l’arciere stava per liberare il potere della sua fascia, un cavallo apparì dal nulla, e la ragazza che lo cavalcava apparì al suo fianco.

La sua età era tra i 16 e i 18 anni. Infine, non sembrava potesse averne più di 20. Aveva i suoi lunghi capelli raccolti dietro alla sua testa. La tonalità sana della sua pelle era avvolta in una veste particolare di tessuto leggero e pelle.

La ragazza, che dava un’impressione generale di attività, si avvicinò in silenzio all’arciere da dietro con uno sguardo pieno di dignità nel suo viso.

“…?”

Gilgamesh si accigliò. L’arciere, notando il suo sguardo, cercò di girarsi… e il pugno della ragazza colpì il suo viso coperto dal telo.

Il suono dell’impatto non assomigliava ad altro se non un’esplosione. Il corpo dell’arciere venne scagliato con la forza di un proiettile su un’altra piccola altura, che iniziò a tremare.

Dopo un attimo di silenzio, dominò un semplice fatto – il braccio snello della ragazza aveva scagliato via l’uomo, mentre i Fantasmi Nobili che Gilgamesh aveva sparato dal suo Gate of Babylon non avevano avuto effetto.

La ragazza guardò verso il cumulo di macerie che aveva sepolto l’arciere, con occhi colmi di rabbia, poi guardò dietro di lei verso Tiné e Gilgamesh, e dichiarò:

“Questo demonio è la mia preda. Non interferite.”

Dopo una piccola pausa, Gilgamesh socchiuse gli occhi: “Questo è precisamente ciò che intendo per ‘rovinare l’atmosfera’, ragazza.”

Dal suo tono, Tiné giudicò che lui era contrariato. La sua battaglia da batticuore era stata interrotta, quindi la rabbia era normale. E se si include il primo giorno, questa è la seconda volta che qualcuno si intromette in un suo combattimento.

La situazione divenne critica, Tiné cercò di scoprire almeno l’identità del loro avversario. Un fatto, però, la confuse profondamente. La fascia legata attorno al braccio dell’arciere sembrava un Fantasma Nobile, e adesso l’esatta fascia copriva il braccio della ragazza davanti a lei. Non era solo il disegno, anche la potente aura divina che smuoveva l’aria sembrava la stessa.

‘Potrebbe essere… lo stesso Fantasma Nobile…?’

Mentre Tiné pensava, e Gilgamesh era immerso nella sua rabbia… le macerie dell’altura collassata esplosero con un ruggito fragoroso come fosse l’eruzione di un vulcano.
I grandi che venivano evocati in una Guerra del Santo Graal in cui la realtà e il falso si mischiano… e il fato del Graal veniva trascinato più in profondità in una palude caotica.

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1) Danza popolare di origini inglesi o irlandesi N.D.T.

2) Odio nei confronti degli dei N.D.T.