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Il cavaliere prodigio e il cavaliere fallito


1.  

Blazer. C’erano persone particolari, forse una su mille, che potevano materializzare la propria anima in un’arma, il Device. Nei secoli passati, erano noti come maghi e streghe. I più forti tra loro erano in grado di manipolare il flusso del tempo, utilizzando abilità che la scienza non era in grado di spiegare, persino i più deboli potevano essere considerati straordinari. Anche se erano delle persone normali, possedevano un potere soprannaturale che oltrepassava i limiti umani, un potere irraggiungibile per un uomo comune anche attraverso l’allenamento o la tecnologia. 

Ora però, sia le forze armate che le forze di polizia locali necessitavano di Blazer tra le loro fila, ma un così grande potere portava una relativa responsabilità nelle proprie azioni. Un’espressione di tale responsabilità era il sistema magocavaliere, la disposizione secondo cui i Blazer dovevano laurearsi in una scuola professionale, approvata a livello mondiale per riceve lo status di Mago-Cavaliere: Magician Knight. In altre parole, ciò serviva ad autorizzare l’utilizzo di queste particolari abilità. 

La Hagun Academy era una delle sette accademie per Magician Knight in Giappone, una scuola con un’estensione dieci volte superiore al Tokyo Dome. Qui, i giovani Blazer passavano i loro giorni ad imparare ed affinare le proprie abilità di cavalieri, come studenti. 

E in questa scuola, Ikki Kurogane “accusato di molestie e colto in flagrante dai sorveglianti dei dormitori” era stato portato nell’ufficio del dirigente scolastico. Lì, una bella donna vestita con un completo nero sedeva sul divano e fumava una sigaretta. Il suo nome era Kurono Shinguuji, neo dirigente della Hagun, e aveva appena finito di sentire la spiegazione di Ikki sulla catena di eventi che erano accaduti poco prima, quindi replicò con voce stanca:

«Capisco, per cui stavi cercando di fare ammenda per averla vista in intimo, spogliandoti tu stesso. Ti si è fuso il cervello?»

«Pensavo sarebbe stata una cosa equa, che avrebbe fatto qualsiasi gentiluomo.»

«Ah, sei stato sicuramente un gentiluomo…»

«Non stavo cercando di essere un gentiluomo pervertito. Beh, ora che ci penso, credo di averla fatta improvvisamente andare su tutte le furie.»

«Mmm. In altre parole, dopo aver visto il suo affascinante corpo nudo, hai perso il controllo e ti sei tolto i vestiti senza pensare?»

«Più o meno è andata così, ma potrebbe cortesemente non metterla in questo modo? Sembra quasi che mi voglia volontariamente far sembrare un ragazzo pericoloso.»

«Anche se dici così, Kurogane, prova ad immaginare la scena mettendoti nei suoi panni. In un dormitorio con pochissime persone a causa delle vacanze di primavera, lei è stata improvvisamente interrotta da un ragazzo sconosciuto mentre si stava cambiando i vestiti. A quel punto, il ragazzo comincia a spogliarsi anche lui. Come la prenderesti?»

«Come se il ragazzo avesse cattive intenz… Ahh, mi sono certamente comportato in maniera imperdonabile con Stella-san, il suo primo giorno di studio all’estero. Spero davvero che non odierà il Giappone per questo.»

«Come, scusa? Sapevi di Vermillion?»

«Appena l’ho incontrata ero troppo sorpreso per riconoscerla, ma mi sono ricordato poco fa di averla già vista da qualche parte e l’ho riconosciuta.»

Il nome della ragazza era Stella Vermillion, principessa dell’impero Vermillion, una piccola nazione situata in Europa. Era stata una notizia sensazionale, per i media, il fatto che lei stesse andando in Giappone a studiare: 

[UN PRODIGIO CHE APPARE SOLO UNA VOLTA IN UN DECENNIO! STELLA VERMILLION, LA SECONDA PRINCIPESSA IMPERIALE DELL’IMPERO VERMILLION, SI ISCRIVE ALLA HAGUN ACADEMY DOPO AVER RICEVUTO I PERMESSI NECESSARI!]

«Una vera principessa che, oltretutto, si è iscritta come studente. Incredibile, no?»

«Divenne la migliore con un margine veramente ampio, superando di gran lunga il punteggio medio per tutte le categorie. La sua aura, la più importante caratteristica di un Blazer, è di circa trenta volte superiore a quella di un normale studente. Un mostruoso Blazer di grado A… a differenza di un certo grado F, che sta ripetendo un anno perché i punteggi a lui attribuiti erano troppo bassi. Giusto, ‘Worst One’, il Peggiore?»

«Potreste evitare quel nomignolo, per cortesia?»

Punto sul vivo dal sarcasmo di Kurono, il ragazzo non negò tale affermazione. Non poteva. Dopotutto Ikki Kurogane aveva solo un decimo di aura rispetto ad uno studente medio.

«Tuttavia, è una gran seccatura. Ho invitato la ragazza in Giappone, nonostante tutti i puntigli e le lungaggini burocratiche coinvolte nell’iscriversi qui, e mi succede questo il suo primo giorno. Se non gestisco bene la situazione, potrebbe diventare tutto uno scandalo internazionale, con chissà quali ripercussioni. Quindi, anche se non sei in torto, dovrò farti prendere le tue responsabilità. Potrà sembrarti irragionevole, ma prendila come farebbe un uomo.»

«Mi chiedo perché l’espressione ‘prendila come un uomo’, viene usata solo in questo tipo di situazioni.»

«Mi scusi, posso entrare?»

La porta dell’ufficio del dirigente si aprì e la persona di cui stavano proprio discutendo entrò. A differenza di prima, ora era adeguatamente vestita con una bella veste nera e una gonna. L’uniforme della Hagun Academy le si adattava perfettamente, poiché faceva risaltare il rosso dei suoi capelli color cremisi. Quello che però colpì Ikki fu il suo seno. Quella zona enorme, ornata da un nastro annodato a fiocco, emise una fortissima presenza che subito gli ricordò la figura semi nuda della ragazza… il suo respirò però si bloccò appena si accorse dello sguardo della ragazza. Sembrava avesse pianto, la pelle sotto i suoi occhi era arrossata e gonfia. Ikki sentiva di dover assolutamente scusarsi, perché gli uomini non dovrebbero mai far piangere le donne. Anche se non era colpa sua, il terrore che aveva provato in quel momento era stato sicuramente enorme.

«Sono veramente dispiaciuto. Ciò che è successo è stato uno sfortunato incidente, non era mia intenzione sbirciare mentre ti cambiavi. Ma ho visto quello che ho visto, ecco perché mi prendo la piena responsabilità, come uomo. Puoi chiedermi qualsiasi cosa: puoi cuocermi in forno o cucinarmi alla griglia, qualunque cosa per farmi perdonare.»

«Che risolutezza. È questo ciò che chiamano lo spirito del samurai?»

«Più che altro, è lo spirito di uno sfortunato ragazzo.

Ikki mostrò a Stella un debole sorriso di scuse, che lei sembrò capire. Sostenne il suo sguardo e gli rispose con un minuscolo sorriso.»

«Ahah! Onestamente, incontrare un molestatore appena arrivata in Giappone mi stava facendo domandare che razza di paese fosse. All’inizio pensavo di tirarne fuori uno scandalo diplomatico internazionale, ma ora mi sono calmata grazie a te. Mi hai mostrato uno spirito molto forte, non sarebbe giusto per me non risponderti in modo equanime, come membro della famiglia imperiale.»

L’ostilità con cui era entrata nella stanza scomparve. Dopo aver visto la sua espressione benigna, Ikki si rilassò. Aveva pensato che come principessa fosse una persona lunatica e difficile da accontentare, ma ora sembrava che lei avesse accettato questa conversazione appropriata. O perlomeno così credeva. 

«Per rispetto, ti perdonerò se farai Harakiri.»

«Cert… No, aspetta un attimo! L’Harakiri… devo togliermi la vita?!»

«Beh, non ci si aspetterebbe la pena capitale dopo aver aggredito una principessa? Scherzi a parte, dovresti essere legato ad un tronco e lapidato a morte da tutti i cittadini della nazione.

Piuttosto reputa un privilegio che non ti faccia questo.»

«Quindi l’alternativa è farmi suicidare volontariamente?»

«Lasciare che tu muoia con onore è un grande segno di indulgenza, un sacrificio di sangue per me.»

«Sarò io quello che sacrificherà il suo sangue, qui!»

«Ahahah. Kurogane, niente da dire. Le tue risposte sono decisamente argute.»

«La smetta di ridere. Come insegnante dovrebbe impedire delle esecuzioni a scuola!»

«Kurogane, ho la possibilità di mantenere la pace tra il Giappone e l’Impero Vermillion semplicemente sacrificando te. Non pensi sia un ottimo affare?»

«Come può essere un ottimo affare se c’è in ballo una vita umana? Stella-san, non puoi pensare a qualcos’altro, per favore?»

«Non sei soddisfatto? L’harakiri non è considerata una morte onorevole per gli uomini giapponesi?»

«Si, tipo 500 anni fa! Non nel periodo Heisei, in cui sono nato io. Oltretutto non ho alcuna relazione con il mondo dei samurai e ho attraversato la fase Hip-Hop non molto tempo fa.» «Quest’ultima parte è una balla bella e buona.»

«Se non ha intenzione di fermarla, perlomeno faccia silenzio, Dirigente!»

Urlò Ikki all’interruzione della dirigente, ma l’espressione di Stella si oscurò ancor di più vedendo la resistenza di Ikki.

«Qual è il problema? Non hai detto che potevo chiederti qualunque cosa, fosse anche cucinarti in forno o alla griglia? Se sei un uomo, mantieni la parola.»

«Ma quello era solo un modo di dire. Non intendevo certo dire che avrei fatto sul serio quelle cose.»

«Kurogane, continui a trovare scuse e svicolare la questione. Ricordami un po’ cosa dicevi a proposito di prenderti le tue responsabilità come uomo?»

Dirigente dalla bocca larga, ci tengo alla mia vita, sai?

«Comunque, solamente per il fatto di averti visto in intimo, non puoi chiedermi di pagare con la mia vita!»

«Solamente, hai detto?! Non ci posso credere! Non puoi essere serio! Tu, pervertito! È questo che pensi dopo aver visto il corpo di una principessa non promessa a nessuno?! Nemmeno mio padre lo ha mai visto!»

Fiamme di rabbia si accesero negli occhi di Stella alle parole incuranti di Ikki. Non solo, l’aria stessa intorno a lei stava iniziando a rilasciare un caldo torrido e una forte luce.

Pensa, pensa, pensa! I giornali hanno scritto qual è la sua abilità…

«Imperdonabile! Ci penserò personalmente a ridurti in cenere pervertito, molestatore, plebeo. Servimi, Laevateinn!»

Un’aurora brillò per tutto l’ufficio della dirigente, rilasciando un enorme quantità di calore e fiamme. 

Comparve una lunga spada adorna di fiamme in mano a Stella. Un Device, il dispositivo che era l’anima di un Blazer. Usando quello un Blazer era in grado di sfruttare la propria Noble Art, la capacità di dare varie forme e potenze alla propria magia. E la magia della principessa cremisi produceva un’indicibile quantità 

di fiamme che riducevano in cenere qualsiasi cosa incontrassero.

«Preparati, maniaco. Ti cancellerò da questo mondo, senza lasciare nemmeno una briciola.»

«Ma sul serio?!»

La spada di fiamme calò su Ikki, che non poté far altro che difendersi.

«Mostrati, Intetsu!»

Comparve una semplice katana, fatta in acciaio nero corvino. Il cavaliere di Rango F, Ikki Kurogane, aveva usato il suo Device per bloccare l’attacco di Stella. Tuttavia…

«Inutile!»

«Diamine, che caldo!»

«Certo che è caldo. La mia Laevateinn, unita dalle fiamme della mia Noble Art, Dragon Breath, può raggiungere i tremila gradi. Anche se blocchi la spada, sono in grado di bruciare i miei nemici con la sola forza del calore.»

«Che abilità sleale…»

Sentendosi contrariato dall’essere così vicino, Ikki usò tutta la sua forza per mettere una certa distanza tra di loro.

«Hah! Stupido ragazzo, non c’è modo che io ti lasci scappare in una stanza così piccola. Ti disintegrerò in fretta e con questo cancellerò il maniaco che ha rovinato la mia purezza prima del matrimonio.»

«Aspetta, aspetta! Calmati un attimo! Hai detto che io ho ‘rovinato la tua purezza’, ma non è che abbia fatto chissà cosa di così scandaloso, no?»

«Bugiardo! Ma se sei stato a fissare il mio corpo nudo con occhi i-i-indecenti! Mi stavi m-m-mangiando con gli occhi!»

«Certo che ti fissavo, ma era perché… perché… non era perché pensavo a cose lascive! Come avrei potuto non fissarti?

Sono rimasto completamente ipnotizzato. Eri bellissima!»

«Huh?»

In un istante, il viso in ebollizione di Stella divenne di gran lunga più rosso. Ikki iniziò a sudare, pensando di averla fatta infuriare ancora di più, ma…

«C-c-cosa stai dicendo, idiota! Dire ad una ragazza v-vvergine non sposata che è b-b-bellissima… Q-q-questo è esattamente il motivo per cui la gente comune non…»

Laevateinn perse improvvisamente tutte le fiamme che infuriavano, che non divennero altro che piccole scintille tremolanti. La ragazza piena di ostilità di qualche momento prima, ora iniziava ad agitarsi a disagio, ma anche un po’ felice. Esaminando il suo volto, la postura impotente e gli occhi pieni di smarrimento, si capiva che era imbarazzata.

Bene, questa è una vera sorpresa. Pensavo che qualcuno come Stella-san si potesse solo ammirare da lontano.

Comunque, Ikki prese l’improvviso calo di tensione di Stella come un’opportunità per calmarla.

«Lasciando questo discorso da parte, tutto ciò è successo perché hai sbagliato stanza e hai iniziato a cambiarti nella mia.

Per cui, evita di farmi fare harakiri, per fav…» Errore! È di nuovo arrabbiata, ragazzo!

«Ma cosa stai dicendo? Sei tu che sei entrato nella mia stanza senza farti problemi! Io ho aperto quella camera con la chiave che ho personalmente ricevuto dalla Dirigente, per cui non possono esserci errori!»

«Eh…?»

Ora che ci penso, io avevo chiuso a chiave prima di uscire. Anche se Stella-san avesse sbagliato, non sarebbe potuta entrare, com’è possibile?

«Cosa sta succedendo, Dirigente?» 

«Oh? Ehm… Ihihih»

«Dirigente…?»

«Dirigente…?» 

«È che… no, scusatemi un attimo. Solo che tutto ciò stava diventando veramente divertente. Beh, non c’è bisogno che vi spieghi granché, perché è esattamente come sembra. I dormitori della Hagun Academy hanno due posti per stanza, Kurogane dovrebbe già saperlo. In altre parole, nessuno dei due ha

sbagliato stanza, semplicemente siete coinquilini.»

«EEEEEHHHHH?!»

2.

«…Come… Cosa intende, Dirigente? I-i-io, coinquilina di questo pervertito?»

«Esattamente, Stella Vermillion. C’è qualche problema?»

«Ovviamente sì! Un enorme problema.»

«Beh, è vero che la Hagun Academy è solita mettere due persone per stanza nei dormitori, ma non ho mai sentito di un ragazzo e una ragazza che condividessero la stessa camera.»

«Questo era vero fino all’anno scorso, prima che io venissi nominata Dirigente. Kurogane, non ti avevo già spiegato la mia politica?»

«Dunque… era ‘instaurare un sistema di pura meritocrazia, basata completamente sulla abilità combattiva degli studenti’, giusto?»

«Esatto. Diversamente dalle altre sei accademie per cavalieri, la Hagun non ha ottenuto risultati soddisfacenti gli scorsi anni. Se continuiamo così verremo ridicolizzati al Seven Stars SwordArt Festival, in cui le sette scuole porteranno i propri migliori studenti per eleggere il cavaliere più forte. Sono stata chiamata per riorganizzare questo posto e il nuovo assegnamento delle stanze è il primo passo. Non è un problema di quante persone o del loro sesso, semplicemente il sistema prevede di mettere nella stessa camera individui con pari potenza. Dopotutto, quando due persone vengono considerati ugualmente abili, è naturale che tra loro si instauri una specie di competizione per dimostrare chi dei due è più forte, spronando entrambi a migliorarsi. Il nuovo assetto delle stanze impone forzatamente questa competizione, tutto qui.»

«Ok, ma quello che sta facendo con noi non è assurdo? Tra gli studenti appena arrivati, Stella-san non è di gran lunga la più forte? Perché dovrebbe essere nella stessa stanza con uno studente talmente debole che sta persino ripetendo l’anno, come me?»

«Ri-ripetendo? Tu… tu stai ripendo l’anno allo stesso grado dell’anno precedente?»

«È imbarazzante, ma le mie caratteristiche generali mi fanno rientrare in grado F.»

«F…Io e un grado F, saremmo cavalieri di simile potenza? Mi sta prendendo in giro?»

«Hehe. Beh, voi ragazzi siete un caso speciale. Francamente, non c’è nessuno così forte come Vermillion e nessuno così debole come Kurogane. In altre parole, non vi sono studenti che si adattano a nessuno dei due. Così ho pensato che, facendo un media, avreste potuto equilibrare la cosa. Avete capito?»

«Capito? Chi potrebbe capire una cosa del genere?! I-In primo luogo è assurdo che ragazzi e ragazze della stessa età vivano insieme. Cosa farà se dovesse succedere qualche ‘i-incidente’? 

«Oh, Vermillion pensa che quando ragazzi e ragazze della stessa età vivono insieme potrebbero succedere degli ‘incidenti’.

A che tipo di ‘incidenti’ pensi? Mi piacerebbe saperne di più…»

«B-b-beh…ecco… i-i-insomma…»

«Sta facendo finta di essere ubriaca, Dirigente?»

«Ihihih, ad ogni modo la decisione è già stata presa. Ci sono anche altre coppie maschio-femmina, ma non dovete preoccuparvi di ciò. Vermillion, non avrai un trattamento speciale solo perché sei una principessa. Se tutto ciò non ti piace, non devi fare altro che lasciare la scuola all’istante, sai?»

‘Lasciare la scuola all’istante’. Stella era visibilmente scossa da quelle parole. Aveva fortemente voluto lasciare il suo Paese, attraversato i continenti per andare in Giappone a studiare e, anche se Ikki non sapeva le motivazioni e gli obbiettivi dietro tale scelta, non poteva abbandonare adesso. Non aveva altra scelta se non accettare quella situazione.

«Capisco, va bene.»

«Ti va veramente bene?»

«Non posso certo contraddire le politiche della scuola, no? Ma se vogliamo vivere insieme tu dovrai rispettare tre condizioni.»

Ikki aveva dalla sua parte il sistema scolastico, per cui era certo che lei non potesse avanzare pretese, ma dato che era un ragazzo e uno studente più anziano, pensò che sarebbe stato meglio cooperare.

«Se non è niente di ridicolo tipo il massimo dei voti accademici, reddito elevato o crescere in altezza, allora penso che potrei sforzarmi.»

«Non mi interessano quelle cose, penso riuscirai a soddisfare le mie condizioni abbastanza facilmente. Quindi: uno, non mi parlerai; due, non mi guarderai; tre, non respirerai.»

«Se Kurogane facesse ciò probabilmente morirebbe, sai?»

«Queste sono le mie condizioni, per poter vivere come coinquilini.»

«Quindi se non lo faccio sarò cacciato dalla mia stanza?»

«Non proprio. Se rispetterai le condizioni ti concederò di vivere fuori dalla porta.»

«Dovrei anche vivere fuori dalla camera che sarebbe mia di diritto?!»

«Come? Non ne sei capace?»

«Non posso certo seguire queste condizioni. Permettimi almeno di respirare!»

«Decisamente no. Se lo facessi, ne approfitteresti per fiutarmi con qualche scusa, pervertito.»

«Respirerò con la bocca, così facendo non sentirò alcun odor…»

«No, potresti tastare l’aria che io espiro con la tua lingua, pervertito.»

«Ovviamente non lo farò, non ho la fantasia malata di una certa principessa!»

«E allora lascia la scuola. Se lo fai, io potrò vivere da sola nella camera.»

«Questo è un discorso a senso unico!»

«Ah, che rottura. Se continuiamo così non ne verremo mai a capo. Ok, sentite il Dirigente, facciamo così. Farete un finto duello e il vincitore deciderà le regole. Come cavalieri che decidono il proprio destino con le spade, non dovreste avere obiezioni su ciò, no?»

In altre parole, i due si sarebbero sfidati in un semplice duello a regole semplificate, chi avrebbe vinto avrebbe anche deciso le regole, una soluzione semplice. Era pratica comune per i cavalieri risolvere le proprie controversie con dei duelli.

«Ottimo, mi sembra una gran soluzione. Va bene, facciamolo, Stella-san.»

«C-cosa?!»

«Eh? Che c’è? Non ti va bene neanche questo, ora?»

«N-no, non è questione di andarmi bene o meno… T-tu… Hai capito quello che stai dicendo?»

«Ho detto qualcosa di strano?»

«Un rango F! Un ‘cavaliere fallito’ che non riesce neanche a passare il primo anno nella scuola! Non c’è modo che tu possa vincere contro un cavaliere di rango A, come me!»

Ikki capiva quello che Stella stava cercando di dire. In sostanza, un fallito come lui “che non riusciva nemmeno a soddisfare i requisiti per passare il primo anno della scuola” stava dicendo ‘Ok, facciamo un duello’ contro un autentico, promettente prodigio-che-capita-una-volta-ogni-decennio. Una tale sfida era un suicidio volontario, tuttavia Ikki sorrise.

«Beh, sai, non lo sapremo mai finché non combatteremo, no?»

Stella non era disposta a cedere e Ikki non voleva abbandonare la causa. Inoltre, entrambi avevano le proprie ragioni per diventare Magician”Knight. Dal momento che a parole questa situazione non poteva essere risolta, non importava quanto si discutesse, l’unico modo era quello di affrontare un duello. Ecco perché Ikki disse a Stella che avrebbe combattuto.

«Uff. Ok, non posso tirarmi indietro. Questo maniaco, che non solo ha commesso il reato di sbirciare mentre mi cambiavo e si è denudato davanti a miei occhi, ma addirittura asserisce che come cavaliere fallito potrebbe vincere contro di me, è veramente troppo! Io…io non sono mai stata disonorata così tanto in tutta la mia vita. Che razza di paese è questo? Va bene, ho capito. Ci sto. Combatterò contro di te, ma a questo punto la posta in palio non sarà la semplice possibilità di dettare le regole della convivenza. Chi perde dovrà sottomettersi al vincitore per tutta la vita, diventerà il suo schiavo che obbedirà a qualsiasi ordine il suo padrone vorrà dargli, come un cane. Non importa quanto umilianti saranno. Ci stai?»

«Eeh? Non ti stai allargando un po’ troppo?»

«Inutile tirarsi indietro a questo punto. Se vuoi maledirti per qualcosa, malediciti per non aver pensato prima a ciò che hai detto. Questa non sarà più una finta battaglia, ma una guerra!»

«Mi piace. Se avete davvero intenzione di farlo, allora l’appuntamento è tra un’ora all’arena di addestramento numero tre. Farò predisporre personalmente l’autorizzazione.»

«D-dirigente! Lo sta facendo solo per la sua convenienza.»

«Perfetto! Preparati, maniaco. A tra un’ora.»

Detto questo Stella uscì dalla stanza, probabilmente per dirigersi direttamente all’arena 3.

«Ahh. Si è trasformato tutto in qualcosa di terrificante, sa? Questo genere di cose è veramente fastidioso, Dirigente…»

«Ahahah. Davvero non vuoi diventare il suo schiavo?

Potrebbe essere interessante.»

«Certo che no. Vincere o perdere, non voglio fare nessuna delle due cose,»

«Vincere o perdere, dici… Hai appena avuto un assaggio del potere di quella ragazza, vero? Una bruciante fiamma cremisi ti aspetta appena provi ad avvicinarti, una minaccia per qualsiasi avversario solo per il fatto di essere presente. Non esistono molte persone al mondo con un’abilità così violenta e potente, e nessuna delle cose dette pubblicamente su di lei è una menzogna. Ma anche dopo aver visto questo, hai comunque intenzione di vincere, vero? Sei veramente un ragazzo interessante, Kurogane.»

«Dovrò comunque combattere contro qualcuno come lei, alla fine. Dovrebbe saperlo meglio di chiunque altro, visto che è stata proprio lei a dirmi ‘Se vincerai il Seven Stars Sword-Art Festival, lascerò che ti laurei a prescindere da qualsiasi voto tu abbia’. Stella-san sarà sicuramente una concorrente al Festival, è solo questione di affrontarla ora o più avanti.»

«Allora non c’è bisogno di esitare, giusto? Se vinci e detti i termini che vuoi, puoi impostare il discorso con il tuo schiavo. Risolvila così.»

Mettendo una mano sulla spalla di Ikki, Kurono uscì dal proprio ufficio. Ikki, solo nella stanza, si lascio andare ad un altro sospiro.

Certo, ovvio. Devo solo vincere, dopotutto.

Sapeva che sarebbe stato difficile. Il suo avversario era la più forte tra i forti, la più formidabile tra i formidabili, lo aveva capito nonostante avesse visto la sua potenza solo per un attimo. Il talento di Stella era schiacciante, il suo potere seguiva le sue emozioni, aveva rilasciato senza rendersene conto un alone di potenza soverchiante quando si era arrabbiata. D’altra parte, la magia di Ikki era inesistente, come una formica di fronte ad un elefante. Non c’era bisogno di indovinare quale sarebbe stato il risultato, anche mettendoli sullo stesso grado, sarebbe stato scandaloso.

Non importa quanto sia disperata la situazione. Prima o poi arriverà sicuramente una lotta che non posso perdere né evitare.

Si era rassegnato a ciò molto tempo fa, il giorno in cui vide il sorriso di quell’uomo, aveva deciso che avrebbe percorso questa strada.

Per cui devo solo farlo, giusto?

Borbottando tra sé, Ikki lasciò l’ufficio del Dirigente scolastico. Con la mente al suo duello, per formare il proprio destino con la lama della sua spada.

3.

I Magician-Knight sostenevano con la loro potenza le battaglie dei propri paesi, venivano perciò arruolati nelle loro forze militari a causa delle straordinarie capacità di combattimento. Tali abilità erano necessarie non solo per le guerre, ma anche per contrastare gruppi terroristici e organizzazioni criminali che abusavano dei poteri dei Blazer. Per formare i Magician-Knight, vennero costruite delle arene nelle varie scuole di addestramento, tra cui la Hagun Academy. Ogni arena era formata da una cupola al cui interno era presente uno spazio per il combattimento di circa cento metri di diametro, con degli spalti per il pubblico a formare un vero e proprio stadio. 

Nell’arena numero tre della Hagun, Ikki Kurogane e Stella Vermillion si fissavano a venti metri di distanza. In mezzo a loro la Dirigente, Kurono Shinguuji, si apprestava a fare l’arbitro dell’incontro. Sugli spalti, una ventina di studenti del secondo e terzo anno, interrotti durante l’allenamento, e molti altri visitatori che avevano sentito dell’imminente duello nel bel mezzo delle vacanze di primavera, fissavano i due contendenti al centro del campo. La loro attenzione era concentrata sulla supernova che era entrata in accademia in pompa magna, Stella Vermillion.

[Quindi quella è la ragazza Vermillion, la ‘Principessa Cremisi’?]

[Un vero schianto, no?]

[Che capelli fenomenali… sono così meravigliosi, sembra quasi che brucino…]

[Ma chi è il suo avversario?]

[Aspetta… Non è Kurogane? Il ripetente del primo anno?] [Ripetente? Perché lei sta combattendo contro un ripetente? Stella-san non è un prodigio persino tra i gradi A?]

[Non saprei… Ehi, non c’è qualcuno del secondo anno che era in classe con lui? Vorrei sapere che tipo è.]

[Io ero nella stessa classe, ma siccome quel ragazzo non soddisfa neanche i requisiti minimi per il combattimento, non l’ho mai visto veramente in azione.]

[Lasciamo perdere gli scorsi anni… Non soddisfa neanche i requisiti minimi per la pratica? Ha qualche disabilità per caso?]

[Sarà una noia, la principessa lo ucciderà all’istante.]

Stella sorrise amaramente, sentendo i pettegolezzi venire dal pubblico.

«Più ascolto, più tutto questo mi sembra inutile. Non dovresti smettere di cercare di diventare un Magician-Knight e vivere come un cittadino normale?»

«Forse, o forse no. Ma non posso esserne sicuro se non provo a lottare per questo scopo, no?»

«Non capisci? Se perdi diventerai il mio schiavo, lo sai.»

«Certo che ho capito, ma solo se perdo. Se vinco, andrà tutto bene.»

«Nonostante tutto, pensi veramente di essere in grado di battermi?»

«È la ragione per cui mi sono sforzato di venire fin qui.»

Ikki restituì un sorriso turbato ma caldo alle parole pungenti di Stella, ma non arretrò di un passo dalla sua posizione di partenza. Si era sforzato e preparato per questo. Per qualche ragione, ciò irritò Stella.

Hai lavorato duro, vero?

[Vediamo se riesci a battermi, tu che hai il dono del talento innato e non devi fare alcuno sforzo per migliorare.]

Stella odiava le persone che la pensavano così. Ogni volta che ne sconfiggeva una, la loro idea cambiava.

[Mi sono impegnato tantissimo, ma non potrò mai battere il talento innato.]

Come se fossero stati gli unici ad allenarsi duramente. Come se io vincessi solo per l’abilità innata che mi è stata donata.

Tutto questo la faceva incazzare. Stella non era stata così forte sin dall’inizio. No, lei era l’esatto opposto. Durante la sua infanzia, non aveva alcuna attitudine o possibilità di diventare cavaliere. Non era in grado di controllare il suo potere, e talvolta bruciava il suo stesso corpo. Suo padre, sua madre e tutti gli altri intorno a lei, pensavano che non sarebbe mai riuscita a diventare un cavaliere.

Ma nonostante questo, nonostante la totale disapprovazione dei suoi cari, Stella non si arrese. Sapeva di avere un enorme potenziale. Un Blazer potente era essenziale per uno stato piccolo come Vermillion, esattamente come il samurai Ryouma portò la modesta nazione del Giappone alla vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, un unico potente cavaliere che poteva negoziare alla pari con tutte le altre nazioni mondiali. Se fosse riuscita a controllare quel potere, sarebbe stata in grado di proteggere tutte le persone del suo regno, per questo Stella non si arrese. Continuò ad allenarsi, ignorando chiunque intorno a lei avesse da obbiettare. Dopo tre lunghi ed estenuanti anni, riuscì a padroneggiare il Dragon Breath. Si ferì gravemente più e più volte, ma anche così, non si arrese e divenne la Stella Vermillion conosciuta da tutti.

Ecco perché non posso sopportare di essere descritta con semplici parole come ‘talento’ o ‘prodigio’

«Ora inizieremo il duello. Entrambi i contendenti mettano i loro Device in forma illusoria.»

«Mostrati, Intetsu.»

«Servimi, Laevateinn»

Stella e Ikki materializzarono la spada Laevateinn e la katana Intetsu, in una forma che non poteva recare alcun danno fisico ad un essere umano. Le loro armi si sarebbero limitate ad eliminare la resistenza e la forza dell’avversario. Stella guardò il ragazzo di fronte a lei e si ripromise di schiacciarlo. 

[Un talento non può essere sconfitto, un prodigio è speciale]

Per cancellare quella frase senza senso, doveva schiacciarlo del tutto. Così iniziò la lotta tra un cavaliere prodigio e un cavaliere fallito.

«Va bene, contendenti… LET’S GO AHEAD!»

4.

«Ahhh!»

Il match era iniziato e Stella si lanciò immediatamente contro Ikki, facendo scendere la spada coperta di fiamme verso il basso. Il colpo avrebbe potuto sembrare grossolano agli osservatori inesperti, ma era un attacco potente e mirato. Vedendo arrivare quel colpo, Ikki si apprestò ad usare Intetsu per difendersi, ma subito cambiò azione e fece improvvisamente un passo indietro. Laevateinn colpì violentemente il pavimento, nel punto esatto dov’era Ikki un attimo prima, e scosse l’intera arena come un terremoto.

«Saggia scelta. Se avessi parato quel colpo, non te la saresti cavata con solo qualche graffio.»

«Quell’attacco era scandaloso. Quindi prima nell’ufficio del Dirigente ti stavi trattenendo?»

«Esattamente. Se avessi rilasciato tale potere in quel minuscolo spazio, avrei fatto saltare in aria l’intero edificio scolastico.»

Sorridendo, Stella inizio l’inseguimento, e Ikki fece un altro passo indietro per mettere più distanza tra di loro. Se avesse cercato di bloccare a testa bassa un fendente del genere, sarebbe stato fortunato ad avere solo un braccio rotto. L’arma di Stella era una lunga spada, pesante, ed aveva avuto il buonsenso di avvantaggiarsi ritirandosi usando la velocità. 

Ma il buonsenso non bastava contro un avversario mostruoso come Stella.

«Lento. Troppo lento.»

«Ma che…?»

«Pensavi di potermi battere essendo semplicemente più veloce? Peccato, ma la mia magia non è solo offensiva. Posso aumentare la velocità dei miei movimenti a seconda di dove concentro la magia nel mio corpo, rilasciandola in un istante. Inoltre, la mia aura è trenta volte superiore a quella di un normale Blazer, per cui non sarà un problema il dispendio di energie contro qualcuno come te. In altre parole, non puoi battermi né in potenza né in velocità.»

Se Ikki avesse dovuto descriverla, l’avrebbe definita come ‘un carro armato ultraveloce con una riserva infinita di carburante’. Ikki rise amaramente al pensiero di quell’abilità sleale, il cui proprietario ora si stava preparando a caricarlo da destra.

Così questo è un grado A, eh?

Anche nelle precedenti edizioni del Sword-Art Festival i vincitori, chiamati Re delle Sette Stelle, erano comunque gradi B o C. Erano il limite ideale di Ikki, ma un grado A non poteva essere un ideale per uno studente. I cavalieri di grado A erano tutti ricordati come grandi eroi che avevano scolpito il proprio nome nella storia. Un talento eccezionale che appariva solo una volta in un decennio era decisamente una descrizione accurata dell’avversario di Ikki. Contro Ikki, la principessa cremisi brandì la sua spada fiammeggiante e lanciò un attacco inevitabile che avrebbe potuto fendere il terreno stesso. Ora che non poteva più schivare, Ikki dovette parare il colpo con la propria arma, e un chiaro suono di metallo contro metallo risuonava come musica nelle orecchie degli spettatori presenti nell’arena. I loro applausi erano aumentati mentre guardavano la ragazza che deteneva Laevateinn tracciare archi infiammati per tutto il campo di battaglia.

Questo era un cavaliere che aveva evidentemente allenato la propria tecnica di spada. Pochissimi cavalieri eccellevano nelle arti marziali o di spada, perché si poteva diventare molto più forti con la formazione da Blazer piuttosto che con l’allenamento delle capacità fisiche. Questa convinzione era condivisa da entrambe le linee di pensiero e dalla società, in questo modo la valutazione dei cavalieri non comprendeva l’abilità con spada e arti marziali. Dato che pochi cavalieri condividevano il pensiero che fosse necessario allenare anche il fisico, la maggioranza dei cavalieri era mediocre e sfruttava solo la propria potenza magica. La minoranza, i cavalieri veramente forti, padroneggiava arti fisiche al fianco delle abilità da Blazer, perché avevano una volontà instancabile di migliorare. Assorbivano ogni tattica che poteva potenziare e sviluppare la loro forza per raggiungere vette sempre più alte. 

Stella Vermillion faceva parte di quella minoranza. Lei, che vinse il torneo di spada dell’Impero Vermillion, usava la sua tecnica imperiale come se stesse danzando, ma con forza sufficiente per schiacciare Ikki. Ikki, che stava anche cercando di mettere una certa distanza tra di loro, non poteva far altro che difendersi da quegli attacchi. Potevo solo continuare a ritirarsi ancora e ancora.

[Era naturale che andasse così, dopotutto lui è un ripetente. Sarà completamente soverchiato.]

[Già. Si sentirà come un topo in trappola che può solo scappare.]

[È solo una questione di tempo, ormai.]

A questa affermazione, il calore del pubblico andò piano piano scemando. Ma…

Che diavolo sta succedendo?

Stella Vermillion percepiva qualcosa di profondamente sbagliato in quello scontro. La sua spada poteva creare attacchi che rivaleggiavano con la potenza di un terremoto, poteva schiacciare un nemico con un solo attacco a colpo sicuro. Sopraffare l’avversario senza schiacciarlo sarebbe stato impossibile per lei, perché i suoi attacchi non potevano essere parati con tanta disinvoltura. Ma allora cosa stava accadendo in questo duello? Il match avrebbe dovuto essere a senso unico per Stella, avrebbe dovuto colpire l’avversario senza che lui riuscisse a rispondere in alcun modo. Tuttavia, stava sudando parecchio, e questo non era normale. Cosa c’era che non andava? Si stava involontariamente trattenendo? Era stanca? Una mera questione di tempistica? No, tutto questo non c’entrava nulla, Stella lo capiva da sé, ma allora…

Sto venendo… messa alla prova?

Stella portò la sua Laevateinn giù, contro il suo nemico. Ikki ricevette il colpo con la sua Intetsu, ma invece di pararlo, controllò il contraccolpo e balzò rapidamente indietro, mettendo distanza tra di loro ancora una volta.

Di nuovo!

Da lontano poteva sembrare che i colpi di Stella stessero facendo arretrare Ikki, ma la realtà era ben diversa. Le sue tattiche venivano completamente negate dalla pronta difesa dell’avversario. Utilizzando un morbido sistema difensivo lentamente prosciugava il suo potere, il che potrebbe sembrare una cosa abbastanza semplice in sé, ma farlo era invece alquanto complesso. Se la forza per bloccare il colpo fosse stata troppa, il braccio si sarebbe rotto; al contrario, se fosse stata poca, allora non sarebbe riuscito a parare l’attacco. I calcoli di potenza, angolo, tempistica dovevano essere perfetti: un solo sbaglio avrebbe significato la disfatta istantanea. Ma l’avversario di Stella gestiva tutto questo senza nemmeno una goccia di sudore. Realizzato ciò, Stella sentì crescere in lei un’ansia indescrivibile. Il suo sesto senso la stava avvertendo che l’avversario che aveva di fronte poteva essere incredibilmente pericoloso, di sicuro non era un semplice sacco da boxe. 

«Sei bravo solo a scappare?»

Come se cercasse di far sparire quella sensazione, Stella continuava ad attaccare Ikki. Ma lui non rispondeva, il sorriso turbato ma calmo mostrato qualche minuto prima era scomparso. Ora aveva un’espressione così seria e concentrata, da sembrare terrificante. In quel momento, Stella comprese che Ikki stava cercando delle falle nella sua arte di spada, la Imperial Art.

«Non è così facile leggere il mio stile di combattimento, pivello.»

«Dici? L’ho già capito, invece. Vuoi vedere?»

In un attimo, lo svolgimento della battaglia si accese. Erano passati solo cinque minuti dall’inizio dell’incontro, quando Ikki Kurogane attaccò per la prima volta. Avrebbe potuto sembrare un’azione suicida, a prima vista. In uno scontro diretto tra spadaccini, cosa avrebbe potuto fare con una tecnica appena accennata contro un avversario di una tale forza e bravura offensiva? Avrebbe solo potuto cadere arso dalle fiamme, sarebbe stato inevitabile, ma…

«Kuh!?»

Ma Stella fu costretta ad indietreggiare. Ikki la stava costringendo a mettersi sulla difensiva, riparandosi con la sua Laevateinn. Come? Il metodo con cui maneggiava la spada, i

fendenti, gli affondi, gli attacchi laterali…  Questa è…la mia Imperial Art?!

«Impossibile! Come fai a conoscerla? Come puoi usar… Aspetta, hai copiato la mia tecnica durante il nostro scambio di colpi?!»

«Qualcosa del genere, si. Sono sempre stato disprezzato e ignorato sin da quando ero bambino, nessuno mi ha mai voluto insegnare niente. Tutto quello che potevo fare era stare a guardare gli altri allenarsi e rubare le loro mosse e i loro stili. È per questo che mi risulta una cosa abbastanza semplice osservare le tecniche avversarie e farle mie, di norma sono in grado di rubare le arti di scherma nel giro di un minuto di scambi. La scherma racconta la conoscenza di ogni spadaccino, lo stile rappresenta la propria storia e il respiro mette in evidenza i principi. Se uno riesce a seguire le foglie e i rami di uno stile di spada, fino ad arrivare alle radici, allora non è complicato capire l’arte della scherma che usa il proprio avversario, le sue combinazioni, le sue tecniche o il suo approccio nell’affrontare le diverse situazioni. E se posso capire questo, posso creare delle valide controffensive che mettono in difficoltà il mio avversario.»

Qual era il modo migliore per superare lo stile di spada di un avversario? Bastava capirlo, correggerne i difetti e creare uno stile ancora più preciso, con meno aperture, questo nuovo stile sarebbe stato chiaramente superiore a quello vecchio. Il nuovo stile avrebbe preso tutti i difetti di quello vecchio e li avrebbe compensati per non commettere gli stessi errori. Così facendo si poteva eclissare il vecchio possessore sotto ogni aspetto, in situazioni offensive o difensive che fossero.

«Rubare lo stile di spada dell’avversario e crearne uno del tutto nuovo è la mia tecnica, Blade Steal. Tuttavia, dato che le tue tecniche erano così radicate e formidabili, mi ci sono voluti due minuti per comprenderle e altri trenta secondi per creare qualcosa che le potesse sorpassare, Stella”san. Ma ora che ho una solida base di partenza, so come comportarmi da questo momento in poi.»

[Ehi, non sembra anche a voi che la principessa stia indietreggiando?]

Stella stava visibilmente perdendo il controllo dell’incontro. L’interesse del pubblico si ridestò per la nuova piega presa dal match, ma la più sorpresa era Stella stessa, e non solo perché aveva perso lo scontro in abilità di spada. Era sorpresa perché il suo stile personale e unico era stato copiato, e per di più, Ikki lo aveva affinato abbastanza da superarlo. Solo osservando gli sbalzi della sua spada, avrebbe potuto cogliere la saggezza della sua tecnica, leggere la sua storia e trovare i suoi segreti. Quell’abilità diabolica era come uno specchio magico. Ancor più straordinario, aveva fatto tutto questo senza usare una singola goccia di potere magico. Per quel ragazzo, ricevere i feroci attacchi di Stella Vermillion e sorpassare la sua Imperial Art non era niente di più che lo scherma generale di base. 

Quanto diavolo si è dovuto allenare per acquisire una tale competenza? È forte, troppo forte!

Non poteva più negarlo. Se fossero state messe a confronto solo le loro abilità di spada, questo ragazzo era avanti a lei di secoli. Se il duello si fosse limitato alle sole armi, sarebbe stata una lotta a senso unico, con un vincitore già deciso prima ancora di iniziare lo scontro. Stella lo aveva capito, ammettere la bravura dell’avversario era uno dei suoi punti di forza. Ma lei era anche un cavaliere di grado A, Stella Vermillion, la principessa cremisi, che aveva continuato a scontrarsi contro avversari sempre più forti, uno dopo l’altro. 

Se il suo stile di spada poteva essere copiato, allora poteva sfruttare questa cosa a suo vantaggio. Stella cominciò a far oscillare Laevateinn verso il basso, Ikki si preparò ad un attacco dall’alto. Lei aveva volontariamente posizionato la spada in basso per poter rompere la sua guardia, e Ikki aveva già la velocità e potenza necessaria a sferrare il colpo quando aveva preso la posizione iniziale, la sua risposta sarebbe stata quindi

inevitabile. Ma tutto questo era una trappola di Stella Ha funzionato!

Stella abbandonò il fendente che stava per usare e saltò all’indietro con un sorriso. Se Ikki riusciva a vedere attraverso la sua tecnica, allora in questo momento sarebbe sicuramente stato preso in controtempo, perché Stella, per la prima volta nell’incontro, si stava ritirando invece di attaccare. Ikki aveva preso l’iniziativa dopo aver compreso il suo stile, e subito fece una finta.  

Adesso!

Puntando proprio a quel momento, Stella colpì il fianco scoperto di Ikki con Laevateinn. Era stata una variazione improvvisa delle sue tattiche, dato che finora Stella aveva sempre e solo attaccato.

Ti ho pres…

«Pare che la tua spada sia ancora mezza addormentata, eh?»

La lama di Laevateinn non raggiunse mai il corpo di Ikki, il suo colpo era stato bloccato.

Cos… che cazz…?

Aveva cambiato il suo ritmo, aveva fermato il suo approccio, era anche entrata nella sua zona d’ombra. La lama di Intetsu avrebbe dovuto essere troppo lontana per reagire al suo colpo, che tuttavia era stato parato.

Come?!

La risposta era: l’impugnatura. Ikki aveva bloccato l’attacco successivo alla finta di Stella, con l’impugnatura di Intetsu, usando solo un piccolo spazio tra le mani mentre erano congiunte sulla presa.

Ma che razza di velocità di reazione ha, questo tipo?

«Puntare alla vittoria con questa noncuranza dopo avermi messo sotto pressione per tutto il match? Andare in ritirata non è il tuo stile. Persino uno come me può fermare un attacco così debole: questa mossa è stata la tua rovina.»

Detto ciò, Ikki spinse via Laevateinn, creando un enorme apertura nella guardia di Stella. E con la lama di Intetsu, attaccò la sua ormai indifesa avversaria. «Ahhhhh!»

5.

[E’ finita?]

[Era un colpo perfetto. Non può che essere finita.]

[Andiamo, non è possibile che un grado A come Stella-san sia battuta così.]

[Non era pronta? Se non fosse così, sarebbe impossibile…]

[No, aspettate! Guardate il campo!]

Gli spettatori, confusi, guardarono la spalla destra di Stella. La lama di Intetsu era effettivamente ferma lì, ma era stata completamente bloccata. Il colpo a piena potenza di Ikki non era riuscito a scalfire in alcun modo Stella.

«Alla fine, si è dovuti arrivare a questo.»

Mettendo da parte la propria esasperazione, Ikki prese ancora una volta le distanze per sfuggire al caldo torrido, aumentando il divario tra lui e Stella. Il suo avversario stava usando la magia come scudo, e un attacco non magico non sarebbe mai riuscito a danneggiare un Blazer che si schermava con uno scudo di magia. La magia di Ikki era troppo limitata, troppo debole. Per quanto potesse eccellere nelle tecniche fisiche, essere privo della caratteristica più importante di un Blazer significava che non avrebbe mai potuto perforare il potere magico che Stella stava rilasciando inconsciamente. L’aura, l’energia spirituale che era la caratteristica principale di un Blazer, che poteva aumentare le proprie abilità. Quell’attributo non poteva essere allenato in alcun modo, era bloccato dal momento della nascita, vincolato a ciò che il destino decideva appena una persona veniva al mondo… un valore predeterminato per ogni essere umano. Le persone più grandi avevano la possibilità di ottenere enormi risultati. Nel momento in cui nascevano, si creava una gerarchia indiscutibile. In altre parole, il talento “l’aura” che Stella aveva fin dalla nascita, ora stava creando un muro insormontabile che avrebbe fermato qualsiasi attacco Ikki avrebbe portato con la sua katana.

«Lascia l’amaro in bocca, vincere in questo modo.»

«Come pensavo, Stella-san, hai capito subito che la mia Intetsu non poteva ferirti in alcun modo.»

«Naturalmente. È proprio perché l’ho capito subito, che avevo impostato questo duello non solo sulla magia, ma anche nell’arte della scherma: per dimostrare che la mia forza non viene solo dal talento che mi è stato donato. Ma non è andata come volevo, lo ammetto. Questa battaglia la posso vincere solo grazie a quel talento.»

Ikki era forte, le parole che aveva pronunciato sugli sforzi che aveva fatto pesavano di più, rispetto ai suoi avversari incontrati in passato. Con il talento di un normale Blazer, o anche un po’ meno, egli non avrebbe mai potuto battere Stella in quel duello. Era fastidioso, ma Ikki non aveva nemmeno quello. Se intendeva usare le parole ‘ho perso perché il suo talento era troppo forte’ come scusa per la sua sconfitta, non avrebbe avuto niente da ridire. A differenza degli altri, aveva tutto il diritto di affermare ciò. Era forte, molto forte. Ecco perché…

«Finirò questo incontro con tutto il rispetto che ho nei tuoi confronti.»

Improvvisamente, Stella fece un balzo indietro. Si ritirò al confine esterno del campo di battaglia, fino quasi al muro che separava l’arena dal pubblico.

‘Con tutto il rispetto’. Ikki si sentiva a disagio per il fatto che Stella fosse indietreggiata così tanto dopo aver detto quelle parole, ma quel disagio fu subito annullato da una sensazione di pericolo imminente.

«Fino al cielo più blu, tripudio del purgatorio.»

Nel momento in cui Stella puntò Laevateinn in aria, le fiamme che ricoprivano la sua spada si fecero più rabbiose e aggressive. Ben presto la spada perse la sua forma e divento una colonna di luce che si ergeva fino al tetto a cupola dell’arena.

[Cosa diavolo è quello?!]

[È assurdo! Ma è veramente umana, quella ragazza?!]

La colonna di luce di estendeva verso l’alto per un centinaio di metri e risplendeva della brillantezza del sole, un rosso scarlatto adatto ad una deflagrazione inopponibile. Per questo cavaliere di grado A, la principessa cremisi, questa era la sua Noble Art più forte. Stella non intendeva più continuare a combattere l’incontro in una lotta di scherma, non avrebbe più sottovalutato quell’avversario. Ikki era uno spadaccino molto più forte di lei, e proprio perché lei lo sapeva, aveva deciso di chiudere questo incontro con il suo talento sleale. 

«È finita. Accetta la sconfitta. Sarà più facile per te.

Poco prima di scatenare il suo attacco, disse queste parole con il distacco di un drago. Stella credeva che chiunque fosse forte abbastanza da sorpassarla in quel modo avrebbe trionfato in qualsiasi altra cosa, non importava quale ostacolo si trovasse di fronte, ma la mancanza di aura di quel ragazzo lo aveva costretto sulla strada del cavaliere fallito. Ecco perché Stella avrebbe sconfitto Ikki per il suo bene, sfruttando il potere assoluto del suo talento. 

«Kathareio Salamander!»

La lama scese con una luce che conosceva solo la distruzione, bruciando l’intera arena.

[Oh… Uwaaa!]

[Scappate! Saremo bruciati vivi così…!]

[Ehi, ehi. Ma non doveva essere una lotta uno contro uno]

Con l’arena sbriciolata, gli studenti e gli spettatori avevano iniziato a fuggire in preda al panico, mentre Kurono osservava tutto con espressione amara. Ma rimanendo fermo in piedi, davanti a tutta questa devastazione, Ikki Kurogane sorrise.

«La mia sorellina diceva spesso ‘Il mio fratellone può diventare qualsiasi altra cosa che non sia un Magician-Knight, questo è ciò che dovrebbe fare’.  Sicuramente non aveva torto, dal momento che non ho alcun talento.»

Se Ikki Kurogane voleva diventare un Magician-Knight, avrebbe dovuto vincere il Seven Stars Sword-Art Festival, ma cercare quella vittoria era come cercare di scalare una cascata con una zattera approntata in cinque minuti con rami di bambù. Ikki lo sapeva meglio di chiunque altro.

«Ma non posso tornare indietro ora, perché diventare cavaliere è il mio sogno. Se mi arrendo, non potrò mai perdonare me stesso per aver rotto la promessa che ci siamo fatti. Allora mi sono chiesto ‘come può il più debole sconfiggere il più forte tra i forti? Come posso superare la mia debolezza innata?’. Qui ed

ora, ti mostrerò la mia risposta, Stella-san.»

Puntando Intetsu contro Stella, Ikki disse:

«Qui, con la mia più grande debolezza, sconfiggerò la tua più grande forza!

In quel momento, tutto il corpo e la spada di Ikki cominciarono a brillare. Piccole scintille di un luminoso blu guizzavano intorno al lui.

Un potere simile al mio?

Stella pensò così in quel momento, ma subito abbandonò l’idea. No, era la luce del potere magico che cresceva fino a diventare visibile.

Il suo potere sta aumentando?!

Impossibile, l’aura non poteva né salire né scendere dal livello che era stato concesso al proprietario al momento della nascita. Allora cosa stava succedendo? Stella non riusciva a trovare una risposta. Non aveva mai sentito di una capacità che potesse aumentare il potere magico. Ma capì una cosa per certo: l’attuale Intetsu, con quella sua incandescente luce blu, poteva sconfiggerla. 

E quindi? Non importa che tipo di potere abbia, tutto verrà incenerito prima ancora che lui possa fare una qualsiasi mossa. Attaccalo! Lo posso battere solo facendo questo!

La distanza tra di loro era di circa sessanta metri. Non importava quanto l’avversario ci provasse, perché la sua lama di luce lo avrebbe raggiunto per primo. 

Ma quel ragazzo, lui ha detto che avrebbe sconfitto il mio attacco.

«Ma che…?!»

Nell’istante in cui la lama di luce cadde su Ikki, questi scomparve. No, aveva solo saltato abbastanza velocemente da eludere la luce, facendo sembrare che scomparisse. Stella rimase interdetta dopo aver fallito il colpo. 

Che cos’era? Cos’ha fatto?

Nonostante la sorpresa, attaccò ancora una volta Ikki con un secondo fendente. Kathareio Salamander creava una spada di calore che non aveva alcun corpo fisico, e poteva raggiungere un bersaglio a distanza ben maggiore di un centinaio di metri. Nessun essere umano in carne ed ossa sarebbe stato in grado di eludere quell’attacco.

Ma Ikki lo fece.

Il secondo colpo, e poi il terzo. Qua e là, sul campo di battaglia, Ikki continuava a muoversi come una tempesta di vento tra le sue pennellate incandescenti, schivando completamente ogni attacco. I suoi movimenti erano impossibili da seguire. Dimenticandosi della spada, anche i suoi occhi non riuscivano a seguire la velocità di Ikki. Alla fine, Stella non poteva che avere solo una rapida visione della sua posizione.

«Cos’è quella forza? Come puoi muoverti così all’improvviso?»

«Perché è la mia abilità. Proprio come Stella-san è in grado di controllare le fiamme, anche io ho una capacità come Blazer.» La capacità di Ikki… è raddoppiare i suoi attributi fisici?

Era stato chiamato ‘il Peggiore’ tra tutti i Blazer perché, anche senza allenarsi fisicamente, un Blazer potrebbe guadagnare molta più forza o velocità mediante l’applicazione della magia. Stella stessa aveva fatto uso di questa tecnica durante il duello, aveva moltiplicato i suoi attributi di cinque o sei volte, non semplicemente raddoppiati. In altre parole, la capacità di Ikki era una versione depotenziata di quello che ogni Blazer era in grado di fare semplicemente utilizzando la magia. Un’abilità appropriata ad un rango F.

«Stai mentendo! I tuoi movimenti sono molto più che raddoppiati! E poi, non ho mai sentito di un potere magico che aumentasse di pari passo con la forza fisica.»

Mentre roteava la spada di luce, Stella urlò la sua protesta. Il rilascio di potere magico poteva essere visto ad occhio nudo, come poteva non vedere i suoi movimenti? Queste cose non erano causate dal semplice raddoppio degli attributi fisici. Anche se stava parlando solo di forza fisica, Ikki aveva sicuramente più che decuplicato la sua potenza. 

Ikki, che si stava muovendo ancora veloce come una tempesta, schivando la spada di Stella, si lascò andare ad una piccola e vanagloriosa risata per quello che lei stava dicendo.

«Hai ragione, ma non sto semplicemente raddoppiando i miei attributi. Li sto usando a piena potenza.»

«Eh? Non è assolutamente possibile fare qualcosa del genere solo a causa dell’entusiasmo.»

«No, non parlavo di entusiasmo, intendevo proprio in senso letterale.»

«Scusa?»

«Ci ho pensato per parecchio tempo. Mettiamo il caso che dovessi fare uno sprint di cento metri, e dopo ciò affermi di averlo fatto con tutte le tue forze. Anche se la pensi così, avresti ancora delle energie di riserva. Ho pensato che tutto questo era molto strano. Se davvero avessi usato tutte le tue forze, come potresti rimanere cosciente dopo uno sforzo del genere? Come è possibile? La risposta sta nel fatto che gli esseri umani sono vivi e le creature viventi tendono, per istinto, a preservare la propria vita, dando la priorità alla sopravvivenza. Non importa quanto una persona si impegni ad usare tutta la propria forza, il suo subconscio non lo permetterebbe mai. Anche se consuma una determinata quantità di energia, ne rimarrebbe comunque un po’ per permettere al fisico di continuare a funzionare. Questa è una limitazione intrinseca della biologia degli esseri viventi. A causa di questa limitazione, gli esseri umani non riescono ad usare nemmeno la metà della loro resistenza, forza o potere magico che sia: è una regola assoluta. Ma cosa succederebbe se qualcuno riuscisse a rompere questo muro? E se qualcuno, con la sola forza di volontà, riuscisse a rimuovere questo limitatore che gli

impedisce di usare appieno la propria forza?»

«Tu… non avrai mica…»

«Si. Il mio potere magico non è aumentato. Sto solo usando il potere a cui prima non avevo accesso, senza alcuna limitazione.»

Ad Ikki mancava il talento più che a chiunque altro, e lo aveva capito meglio di chiunque altro. Non poteva colmare il divario tra lui e un prodigio semplicemente lavorando sodo, perché anche i prodigi si allenavano duramente, ed era un insulto pensare che loro vincessero solo grazie al loro talento. Qualsiasi sforzo sarebbe stato insufficiente a riempire quel divario, ma l’investimento di forze e basta non poteva essere una cosa così semplice. La differenza di talento era un fattore vitale, di norma. Se voleva colmare quel divario, non poteva fare le cose normalmente. Non aveva altra scelta, se non quella di diventare uno Shura: un demone. Ikki non poteva distogliere lo sguardo da quella verità. Concentrandosi su quanto aveva compreso, aveva alla fine trovato un modo. Per superare il talento, non poteva lasciare neanche una goccia di energia inutilizzata. Un minuto era più che sufficiente. Quello che sarebbe successo dopo poteva ignorarlo, ma per quel minuto diventava abbastanza forte da poter batter chiunque. 

Questa è la risposta trovata da Ikki Kurogane, il modo in cui la sua più grande debolezza, poteva sconfiggere i più grandi punti di forza avversari. Usare intenzionalmente tutta la sua resistenza, forza e velocità per superare i suoi limiti, era la sua Noble Art che poteva prendere la sua misera forza e per un minuto moltiplicarla per decine e decine di volte.

«Ittou Shura!»

Improvvisamente Ikki, che si spostava nel campo di battaglia, si mosse con movimenti che nessun essere umano avrebbe potuto vedere. Comparendo all’improvviso nel lato cieco di Stella, concluse la battaglia con un unico affondo. Ad una velocità che non poteva essere deviata o bloccata, senza nemmeno dare la possibilità all’avversario di gridare, Stella prese un colpo diretto da Intetsu.

Stella sentì il terreno sotto i suoi piedi dissolversi e perse conoscenza. Uno svenimento particolare causato dalla ferita fatale illusoria. Proprio come affermato da Ikki, l’Ittou Shura aveva abbattuto la principessa cremisi con un solo colpo, e Stella svenne impotente.

«Il match è concluso! Il vincitore è Ikki Kurogane!»

Anche se la Dirigente Kurono aveva dichiarato la vittoria di Ikki, e il risultato sorprendente era davanti ai loro occhi, gli spettatori dell’arena ancora non riuscivano a capire del tutto quello che era successo. Tutto quello che potevano vedere era la figura silenziosa del Cavaliere Fallito che stava in piedi sul campo di battaglia.

6.

«Mmmnnn…»

Stella si svegliò a poco a poco, emergendo dalla nebbia dell’incoscienza. Ciò che vide quando apri gli occhi fu un soffitto basso e Kurono seduta accanto al suo letto che fumava tranquilla una sigaretta.

«Sei sveglia, Vermillion?»

«Dirigente… dove sono?»

«Nella tua stanza. Sei crollata dalla stanchezza dopo essere stata colpita dal dispositivo del tuo avversario in forma illusoria. Non è qualcosa per cui si usa una capsula IPS o per cui serve l’intervento di un medico, così ti abbiamo portata a riposare qui.»

Detto questo Kurono rilasciò uno sbuffo di fumo dalle labbra ricoperte da rossetto rosso sangue.

Ma nel dormitorio degli studenti non era vietato fumare?

Stella tuttavia non disse niente ad alta voce.

«Ciò significa… non è stato un sogno, vero? Ho perso sul serio?»

Realizzato ciò, i suoi sentimenti si incupirono di colpo, sembrava che ogni sua speranza fosse svanita. Era stata battuta. Battuta in modo così limpido e completo da non poter trovare alcuna scusante per la propria sconfitta.

«La sensazione della sconfitta era qualcosa che non provavo da molto tempo. Avevo dimenticato questo peso sul cuore.»

«Beh, non dovresti incolpartene più di tanto. Handicap a parte, Kurogane è un ragazzo che ha vinto persino uno scontro diretto con me. Non è qualcuno che puoi sconfiggere facilmente, ora come ora.»

«Che cosa?! Ha vinto contro di lei? Il ‘World Clock’? Un exmembro della Top 3 mondiale? … ma chi diavolo è quel ragazzo?»

C’era un limite persino nell’essere un mostro! No, non poteva dire così. Sconfiggerla in un solo, singolo minuto sfruttando al massimo la propria forza di volontà era qualcosa di impensabile. Che tipo di volontà e determinazione doveva muovere un uomo del genere? Questo modo di combattere… era veramente come quello di un demone. Si sarebbe potuto definire disumano.

Ah, ma cosa succede dopo che ha usato quel tipo di tecnica? «Dirigente, quel ragazzo sta bene?»

«Sta bene. Era messo molto peggio di te, ma non così male da mettere in pericolo la propria vita.»

La Dirigente accennò al livello superiore del letto a castello. Stella strisciò fuori da letto inferiore e si alzò per vedere un Ikki pallido sdraiato e vestito con la camicia da allenamento. La sua forza vitale sembrava così bassa che, se Stella non avesse sentito un debole respiro, lo avrebbe scambiato per un cadavere.

«Beh, gli era rimasta comunque abbastanza energia da tornare nella sua stanza e cambiarsi i vestiti. Se non avesse lasciato alcuna riserva, il giorno successivo all’utilizzo della sua tecnica sarebbe stato veramente duro. Kurogane ha almeno avuto la lungimiranza di pensarci.»

«Non credo che questo stato conti proprio come energia di riserva.»

L’Ittou Shura era una Noble Art che portava l’individuo ad utilizzare il proprio pieno potenziale, ignorando l’istinto di sopravvivenza. L’utilizzatore non sarebbe stato nemmeno in grado di respirare dopo un minuto del suo utilizzo, per questo Ikki non poteva combattere a lungo. Se non avesse vinto all’interno di quel minuto, avrebbe raggiunto il punto di non ritorno, praticamente una tecnica suicida. Ma padroneggiando una tecnica del genere, questo ragazzo aveva dimostrato di poter vincere anche contro sé stesso.

«Dirigente, chi è esattamente questo ragazzo?»

«Cosa intendi dire?»

«Per favore, non mi prenda in giro! Non è assolutamente normale muoversi così in fretta che nemmeno i miei occhi riescono a tenergli il passo. Potrebbe essere uno di quei ninja giapponesi?»

«No, sei completamente fuori str…»

«In ogni caso, è impossibile che lui sia un grado F, oltretutto che sta ripetendo il primo anno! Mi spieghi cosa sta succedendo.»

«Anche se dici così, essere un grado F per lui è un giudizio assolutamente valido, perché il sistema tiene conto delle sole abilità di Blazer. Abilità mondane come scherma, forza fisica e perizia nelle arti marziali non sono comprese in tali valutazioni, dal momento che queste qualità sarebbero probabilmente inutili contro le Noble Art.»

In effetti, le abilità mondane non erano nulla a confronto al potere magico schiacciante. Se, per esempio, si supponesse che esista un maestro di spada che possa tagliare anche l’acciaio, come avrebbe potuto combattere contro una lama infuocata come quella di Stella? La sua bravura sarebbe stata inutile: sarebbe solo potuto finire in cenere. La abilità mondane erano utili solo quando si combatteva contro Blazer di uguale capacità magica.

«Questo è il modo di pensare comune. Per dirla in modo semplice, attualmente non esiste un sistema in grado di categorizzare Kurogane in modo appropriato. Ed egli, che eccelle solo nelle abilità fisiche, non poteva che essere chiamato ‘Il peggiore’. È molto raro che tutto queste circostanze sfortunate si concentrino su un solo ragazzo, ma è così. Se tu sei un prodigioche-appare-una-volta-ogni-decennio, lui è un asino-che- appareuna-volta-ogni-decennio. Non si può far niente a riguardo, dovresti averlo capito dopo averlo affrontato direttamente, dato che il suo colpo più forte non poteva farti del male anche se eri completamente indifesa.»

«Beh, non è che… però non mi ha spiegato il motivo per cui è un ripetente.»

«No, vero?»

«Faccio parte della famiglia reale. So come le varie nazioni valutano la potenza dei Blazer, e le accademie di formazione dei Magician-Knight fanno lo stesso. Non avere buone valutazioni non è comunque un motivo sufficiente per cui lui avrebbe dovuto ripetere l’anno.»

Dato che ultimamente si stavano facendo avanti parecchie organizzazioni ribelli, le varie nazioni cercavano di formare quanti più cavalieri possibili. Non vi era alcun motivo per minare questa necessità. Alle argomentazioni di Stella, Kurono rispose con un mesto sorriso ed un sospiro di approvazione

«Ahahah. Beh, hai colpito nel segno.»

«Come pensavo, ci sono altre ragioni dietro, vero?»

«Infatti, il fatto che le sue abilità non siano sufficienti è solo una pretesa del consiglio amministrativo scolastico.»

«Una pretesa?»

«Si. Vermillion, il nome Kurogane non ti ricorda niente?»

«Come potrebbe ricordarmi qualcosa il cognome di un pleb… Un momento, aspetti. No, è impossibile. Mi sta dicendo che… il Samurai Ryouma?»

«Precisamente. L’eroe che guidò il Giappone alla vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, il Samurai Ryouma. Il suo vero nome era Ryouma Kurogane, ed è il bisnonno di Ikki Kurogane. Anche se così non fosse, la famiglia Kurogane è comunque un clan di enorme influenza sin dall’epoca Meiji, che ha prodotto formidabili Blazer. Viene tenuta in grandissima considerazione nella gerarchia dei Magician-Knight. Questa famiglia ha fatto pressioni direttamente sulla Hagun Academy: ‘Non lasciate che Ikki Kurogane, il reietto che ha lasciato la casata Kurogane, si laurei. Per nessun motivo’.»

«Perché avrebbero fatto una cosa del genere?»

«Per sostenere il prestigio della loro casata. Far laureare un cavaliere di rango F nato dal loro lignaggio altissimo, avrebbe infangato il loro nome. Probabilmente pensavano una cosa del genere, dal momento che oggigiorno i cavalieri danno più importanza al rango rispetto ad ogni altra cosa. Il precedente Dirigente dell’accademia era un loro complice e ha instaurato una ridicola regola sui requisiti minimi per prendere parte alle lezioni di combattimento. Così facendo, ha escluso Ikki Kurogane e la ripetizione dell’anno è una conseguenza di tale azione.»

Nel momento in cui Stella sentì questa dura realtà, provò un risentimento inimmaginabile nel profondo del suo cuore. 

«Davvero un genitore o un insegnante possono arrivare a fare ciò?»

«È spiacevole, ma persone di questo genere esistono in tutto il mondo. Naturalmente, non ho alcuna intenzione di accettare le loro condizioni. Dopo che ho preso questa carica, ho fatto piazza pulita di tutti quelli invischiati in tutta quella spazzatura… ma non ho potuto ridare a Kurogane l’anno che ha perso. Nonostante questo, quel ragazzo non si è dato per vinto. Nonostante sia stato preso di mira dalla sua famiglia, trattato ingiustamente, privato di ogni opportunità, deriso come un rifiuto, non si è arreso ed ha continuato a credere nei propri valori. Non vede i prodigi come ostacoli insormontabili, non scappa dalle sue inadeguatezze. Dopo aver lottato con tutte le sue forze, si trova all’apice dov’è ora. Avendo fiducia in sé stesso e nei suoi valori, ha scommesso tutta la sua volontà e ha raggiunto lo status di ‘Invincibile per un minuto’, quello stesso status che gli ha premesso di sconfiggere la Principessa Cremisi, colei che è chiamata ‘Il-prodigio-cheappare-una-volta-ogni-decennio’. Onestamente, ha qualcosa di molto speciale.»

Credere in sé stessi e nei propri valori, non importa quanto sia disperata la situazione. Stella sapeva molto bene quanto difficile poteva essere, capiva quanto poteva far male. Ma lei, fortunatamente, aveva quel suo particolare talento. Aveva creduto che se avesse imparato a dominare le fiamme dentro di lei, sarebbe stata in grado di aiutare notevolmente il proprio paese. Questo era stato il motivo che la aveva spinta ad andare avanti.

Ma che dire di Ikki? Lui non aveva nulla. Aveva un potere magico pressoché nullo, e la sua Noble Art, la carta vincente di un Blazer, era il semplice raddoppio della forza fisica. Solo questo sarebbe stato sufficientemente doloroso in sé, ma gli adulti intorno a lui avevano fatto di tutto per bloccargli ogni strada. Come aveva fatto a mantenere la propria fede e continuare a credere in sé stesso?

«Cosa… cos’è che lo spinge ad andare avanti?»

«Chi lo sa? Non è qualcosa che puoi sapere, senza chiederlo a Kurogane stesso. Ho solo un paio di supposizioni. Vincere il Seven Stars Sword-Art Festival, ad esempio. Vermillion, quando sei venuta nel mio ufficio questa mattina per salutarmi, ricordi come hai risposto alla mia domanda ‘perché sei voluta venire a studiare all’estero?’.»

«Si. ‘Perché se fossi rimasta nel mio paese, non sarei stata in grado di migliorare.’.»

Questo era il motivo per cui Stella aveva lasciato Vermillion: la gente della sua terra, di propria iniziativa, la stava intrappolando in una scatola chiamata ‘prodigio’. Poteva fare qualsiasi cosa, non avrebbe mai perso contro nessuno. Se Stella fosse rimasta là, avrebbe cominciato a credere alle loro parole, sarebbe diventata arrogante e il suo cuore avrebbe cominciato a marcire. La sua arroganza sarebbe stata il suo pilastro e la sua volontà di migliorare sarebbe scomparsa. Questo la spaventava più di ogni altra cosa, tanto da non permetterle di rimanere in quel posto un secondo di più. Doveva diventare il cavaliere più forte per proteggere il suo amato impero Vermillion.

Questo aveva spinto Stella a venire in Giappone: cercare persone più forti di lei, combatterle, sconfiggerle e diventare la Regina del Seven Stars.

«In questo caso, Stella Vermillion, prova a star dietro a Kurogane per quest’anno. Sono certa che non sarà una perdita di tempo.»

«Ancora… non capisco. Io non so niente di lui, a parte ciò che mi avete appena detto.»

«Anche questo è vero, immagino.»

Ruotando la maniglia, Kurono uscì dalla stanza con un’ultima frase.

«Allora dovresti capire chi è da sola. Come ho detto prima, l’Ittou Shura è una tecnica portentosa che può essere una sola volta al giorno senza trattenere un minimo di magia, di forza o di volontà. Ed è un’abilità che, come cavallo di battaglia, è virtualmente impossibile da fermare. Non si sveglierà per un po’… beh, fortunatamente non è morto come potrebbe sembrare. Si sveglierà prima o poi, e se ancora non vorrai vivere con lui dopo aver testato le mie parole, fammelo sapere. Farò preparare una stanza singola VIP per te.»

7.

Stella, lasciata solo nei suoi pensieri, alzò lo sguardo verso la parte superiore del letto a castello e osservò il ragazzo che l’aveva sconfitta.

Io…decisamente non sono debole.

Non era così sfacciata da pensare che fosse la più forte del mondo, ma non aveva mai perso contro qualcuno con una capacità mediocre. Ikki era forte e lei era curiosa di sapere quale fosse la fonte di tutta quella forza. Voleva sapere come fosse riuscito a continuare a credere in sé stesso anche dopo aver subito tutti quei maltrattamenti.

«Kurogane Ikki…»

Mentre pronunciava quel nome, una misteriosa sensazione di dolcezza le fece pulsare leggermente il cuore. Per Stella, questa era la prima volta che voleva conoscere qualcuno così tanto. Non riusciva a frenare il desiderio di saperne di più su quel ragazzo addormentato, il fatto che ci mettesse così tanto a recuperare le forze la esasperava. Ecco perché, con tutta quella curiosità che le ribolliva dentro, si arrampicò sulla scaletta del letto a castello.

Ikki stava ancora dormendo. Doveva aver cambiato posizione durante il sonno, perché ora era sdraiato a pancia in giù e lei non riusciva più a vederlo in faccia. Poteva percepire il suo respiro leggero dai piccoli movimenti gentili del suo corpo muscoloso. Doveva aver recuperato un po’ di forze, perché la sensazione di morte apparante di poco prima era scomparsa. Stella ne fu sollevata.

«Ikki…»

Chiamò il suo nome sottovoce, come se stesse sfidando se stessa a non svegliarlo dal suo sonno profondo. Non poteva aiutarlo. Stava dormendo profondamente, quindi sarebbe stato scortese svegliarlo con la forza. Dal momento che la sua ansia non si era ancora placata, Stella decise che forse avrebbe fatto meglio a fare una passeggiata e tornare più tardi. Mentre decise questo, accidentalmente il suo sguardo cadde sul lembo di pelle che si intravedeva tra la camicia e la nuca di Ikki. Aveva un dorso ampio, e la sua vista ebbe un impatto profondo su di lei, che sorrise imbarazzata. No, il suo corpo non era muscoloso. Si sarebbe potuto considerare sottile, ma la forza d’acciaio che lo aveva visto sprigionare faceva sembrare la sua schiena molto più forte di quanto non fosse in realtà.

S-solo un pochino, ok? D’altronde è girato dall’altra parte.

Dopo aver conferito con qualcuno di invisibile dentro sé, Stella tese lentamente la sua mano verso la schiena di Ikki e lo toccò leggermente.

Wow 

*Bum Bum*

Quando Stella toccò la schiena con il palmo della mano, la sensazione del sangue che scorreva in Ikki cominciò a farle percepire il suo scorrere più velocemente. Era una sensazione forte, abbastanza calda da farle sentire come se bruciasse, ma il suo corpo era diverso dall’acciaio che si era immaginata, riusciva a sentire la vitalità.

Quindi… questa è… la schiena di un ragazzo.

Era la prima volta che toccava un uomo e Stella si sentiva come se stesse sognando.

«Mmm…»

«Eek…»

Ikki improvvisamente si girò, e ora era steso supino, con la faccia rivolta verso l’alto. A causa di quel movimento, la mano destra di Stella era finita sotto il suo corpo addormentato.

Oh, no!

Se Ikki si fosse svegliato in quel momento, Stella non avrebbe saputo come giustificarsi. Il suo corpo era inaspettatamente pesante, quindi non riusciva a tirare fuori la mano per fuggire. Avrebbe potuto dare uno strattone, ma ciò lo avrebbe disturbato, oltre a farla cadere dalla scala. Quindi se avesse tirato troppo forte sarebbe stato un disastro.

Ok, opzioni?

Stella trattene il respiro mentre saliva più in alto sulla scala. Stando sulle ginocchia e facendo attenzione a non toccarlo, cercò di usare la sua mano sinistra per spostare il fianco di Ikki lentamente… lentamente… molto lentamente. «Uuh… Nnn…Uff.»

C-Ci siamo quasi.

Sentì il sudore freddo scorrere sulla schiena. In qualche modo era riuscita ad alzare il fianco con la mano libera, e in un modo o nell’altro avrebbe tirato fuori da lì l’altra mano.

Si! Ce l’ho fatta!

Ma anche così, Stella continuava a guarda Ikki dormire sotto di lei.

Cavolo! Non si sveglia proprio questo.

Dal momento che era esausto, si poteva ben immaginare perché dormisse così profondamente. Vedendo Ikki ancora addormentato, Stella deglutì. Ora che era girato si riusciva a vedere un po’ del suo addome.

La pancia di un ragazzo…

Anche se le era capitato di vederne qualcuna in precedenza, non ne aveva mai toccata una. Che sensazione le avrebbe trasmesso?

«C-che diavolo ti prende, Stella? Non va bene! Per me che sono ancora celibe, oltretutto una principessa, avere interesse per il corpo di un ragazzo che non è nemmeno il mio a-a-amante o altro… è vergognoso.»

Aspetta, non era poi così un male, no? Non è che lei avesse pensieri pervertiti o cose così. Ikki Kurogane, il primo avversario che era riuscito a sconfiggerla… voleva saperne di più su di lui, un avversario che avrebbe potuto incontrare in futuro. Pura curiosità, insomma. Questo era quanto, forse, più o meno.

«I-in ogni caso, lui mi ha vista nuda prima, quindi questo pareggerebbe i conti, giusto?»

Pura semantica, ma Stella giustificò i suoi gesti con questa motivazione. Guidata dalla curiosità verso il primo cavaliere con cui aveva perso, stese un’altra volta le mani sull’addome di Ikki e ne mise una attraverso la fessura della camicia. Lentamente raggiunse il suo plesso solare e tirò su delicatamente l’indumento.

«Q-questo è… il corpo… di un uomo.»

Quando Ikki si era improvvisamente svestito quella volta che si erano incontrati, Stella non aveva guardato ciò che aveva di fronte a causa della confusione in cui si trovava. Ma ora che era così vicina, poteva dire che il suo corpo era insolitamente tonico. Le lievi ombre dei muscoli di tutto il corpo di Ikki sembravano completamente diverse dal suo corpo di donna. Naturalmente la sensazione al tocco avrebbe dovuto essere diversa anch’essa.

«Ahh… Ahh.»

Il cervello di Stella iniziò ad andare in ebollizione a causa di quell’intensa voglia di toccare. Si sentiva la febbre, le vertigini e il suo respiro si fece pesante e irregolare. Non riusciva più a fermarsi. 

«… Okay.»

Con mano tremante, raggiunse l’addome di Ikki e quando lo toccò, sentì come una scossa elettrica trasmettersi dalla pelle e dai muscoli del ragazzo.

Era stata una sensazione forte, intensa, che non aveva mai provato prima, ma facilmente comprensibile dato tutto l’energia che egli aveva.

«Stupefacente…»

Non era il corpo di un cavaliere che vacillava nel buio, ma di uno che si è sempre sforzato per raggiungere i propri obbiettivi. Stella aveva sempre pensato a sé stessa prima come cavaliere che come donna. Sapeva quanto era duro allenare il corpo fino a questo punto e come era difficile mantenerlo in quello stato. 

Ma proprio perché Kurono non aveva esagerato, il desiderio di Stella di saperne di più su Ikki crebbe ancora. Più imparava, più voleva sapere. Questo desiderio iniziò a surriscaldarsi, abbastanza da soffocarla. Stava andando in trance, persa in una febbre senza causa o ragione, eppure era piacevole, cosa che la soprese ancora di più. Mentre seguiva le linee del suo addome con dita delicate, fece delle domande a sé stessa, nel profondo del suo cuore, come se fosse in delirio.

«Mi chiedo cosa diavolo sto facendo…»

«Ehm… sinceramente me lo sto chiedendo anche io, Stellasan.»

Mentre Stella stava a cavalcioni sulla vita del ragazzo e lo stava toccando qua e là, Ikki le fece questa domanda con una faccia che esprimeva chiaramente i propri pensieri.

«A-a-ayeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!?»

«Ferma! Se salti così, qui…»

*Stump*

L’avviso di Ikki fu inutile. Dopo essersi alzata così di scatto, la testa di Stella si schiantò sul soffitto con una forza sconvolgente e lei cadde dal letto superiore con un guaito, fino ad accasciarsi sul pavimento.

«Stella-san! Stai bene? La tua testa…»

«S-s-s-sto bene! Sono appena caduta e mi sono versata un po’ di succo di pomodoro sulla testa, tutto qui.»

«Non è “tutto qui”. Perché quel succo di pomodoro esce dalla tua testa! Stai ferma. Vado a prendere la cassetta del pronto soccorso, quindi stai lì.»

8.

«Ok, dovrebbe essere a posto ora.»

«Grazie, sembri abbastanza bravo in queste cose.»

«Ho vissuto da solo sin dalla scuola media, per cui riesco a cavarmela con queste piccole cose.»

«Lo so, so di te. Me ne ha parlato la Dirigente.»

«Di me?»

«Si, di come sei stato trattato a scuola e dalla tua famiglia.»

«Com… perché quella persona dice queste cose delicate a qualcuno che non è della famiglia? Mi spiace, non dev’essere stata una bella storia.»

«No, non lo era. Vorrei che mi dicessi qualcosa tu, però.»

«Dirti cosa, esattamente?»

«Come pensi di diventare un Cavaliere quando tutti ti trattano in quel modo?»

«Perché vuoi sapere di questa faccenda?»

«N-Non so, non è che io voglia saperne di più su di te. Non essere presuntuoso! Mi chiedevo qual era il motivo per cui un novizio con un così basso potere magico dovrebbe aver voglia di diventare cavaliere. È…è di questo che sono curiosa.»

Beh, non è che la mia storia sia proprio un segreto. Mi imbarazza un po’ dirglielo, ma se lei vuole saperlo così tanto, che motivo ho di rifiutare? 

«C’è una persona che sto cercando di raggiungere.»

«Una persona? Intendi il Samurai Ryouma?»

«Si, proprio lui. Non ho mai avuto talento, così i miei parenti e i miei genitori mi hanno disprezzato sin da quando ero neonato. La mia è una stirpe di eroi che risalgono a generazioni fa, dove i bambini senza talento erano solamente un peso. Non mi era permesso partecipare alle lezioni di magia della mia famiglia. Persino a capodanno, invece di sedermi con i miei familiari, venivo chiuso fuori dove nessuno poteva vedermi.»

[Non sei in grado di fare nulla, quindi non provarci nemmeno]

Al suo quinto compleanno, queste erano state le uniche parole che il padre di Ikki avesse mai pronunciato verso suo figlio, dopo quell’evento non gli rivolse più uno sguardo né una parola. Dal momento che le opinioni del capo famiglia erano legge, Ikki Kurogane venne trattato da tutti gli altri come se non esistesse. Era stato così doloroso che aveva desiderato scomparire per sempre, in modo definitivo.

«Ma quella volta, Ryouma-san mi disse una cosa.»

Anche ora, Ikki Kurogane poteva chiaramente ricordare quel giorno di neve. Era capodanno e tutta la famiglia era raccolta, ma quella vacanza non significava niente per Ikki. Sentiva le allegre risate dentro casa nonostante fosse stato chiuso dolorosamente fuori, così di nascosto di diresse verso la montagna dietro al palazzo di famiglia. E perse la strada. Il sole calò improvvisamente e la temperatura scese molto in fretta, la nevicata gentile di pima si trasformò in una bufera.

Nessuno venne a cercarlo. La ragione era evidente: che senso aveva aiutare un bambino che non esisteva? Anche se Ikki fosse morto congelato, né i suoi genitori né i suoi parenti se ne sarebbero dispiaciuti. In quella famiglia solo la sorellina sarebbe stata male se fosse morto, ma comunque era una solo persona. Mentre pensava a tutto questo non poté fare a meno di piangere. Non perché non aveva alcun talento, ma perché nessuno credeva in lui.

Fu allora che Ryouma Kurogane, un uomo anziano con una grande corporatura e imperioso baffi bianchi, apparve dinanzi a Ikki. Gli disse che Ikki doveva amare quelle lacrime, perché erano la prova che non aveva ancora rinunciato a sé stesso.

[Ascolta, ragazzo. Sei ancora un marmocchio ora. Quando crescerai, non diventare una persona noiosa come quelle che glorificano qualcosa di inutile come il talento. Non diventare una persona debole che rinuncia senza cercare e la chiama maturità. Diventa un adulto che cammina così avanti che gli altri non riescono a tenerne il passo. Un uomo può raggiungere qualsiasi obbiettivo, se non si arrende mai. Dopotutto l’umanità una volta andò sulla Luna pur non avendo le ali.]

«Ero felicissimo. Era la prima volta che qualcuno mi diceva di non rinunciare, di non perdere me stesso. Anche se ero ancora un bambino sapevo che quelle erano semplici parole e non garantivano niente per il futuro. Così decisi in quel momento. Se dovrò crescere, crescerò come lui. E se mai incontrassi qualcuno nella mia stessa situazione, a differenza dei miei genitori, mi piacerebbe dirgli ‘ non rinunciare’ e sottolineargli che le persone non sono solo il loro talento. Sarò un adulto che diffonderà le parole di quell’uomo per tutti gli altri. Non sono ancora in grado di farlo, adesso. Devo diventare forte, forte come lo era lui, o le mie parole non saranno altro che banalità per i deboli. Ecco perché non posso cedere in un posto come questo. Se voglio essere forte come Ryouma Kurogane, vincere il Seven Stars

Sword-Art Festival è il minimo che possa fare.»

«Capisco, quindi questo è il sogno di Ikki.»

«Pensi che sia senza speranza?»

«No, io…»

«Non c’è bisogno di dirlo o di fare quella faccia. So che non è una cosa che posso ottenere facilmente. Ma se anche fosse, Stella-san, se hai un sogno non lo puoi semplicemente abbandonare, anche se qualcuno ti dice ‘lascia stare, per te è impossibile’. Non sei d’accordo?»

«Ah…. Eheheh. Si, è vero. Non vorrei rinunciarci. Anche se sto bruciando e fa un male cane, perché dovrei arrendermi? Questa è la ragione. È vero, non dobbiamo preoccuparci di raggiungere i nostri sogni. Se i miei sforzi saranno inutili anche dopo che avrò dato tutta me stessa, allora saprò di non poter fare di più. Ma non posso saperlo finché non ci provo, no?»

«Esattamente. Non importa quanto sia senza talento, o quante persone mi dicano che sono senza speranza. Non rinuncerò a me stesso a causa di questo. Tanto più che odio perdere.»

«Non pensavo ci fosse qualcun altro che odiasse perdere tanto quanto me.»

Dicendo questo, Stella cominciò a ridere forte. Una risata inaspettata, ma veramente felice.

«Ah, ho perso. Ho categorizzato me stessa come prodigio e te come fallito, non pensando al tuo reale potenziale. Era impossibile che vincessi con queste tiepide convinzioni. Sono stata completamente sconfitta, Ikki.»

Nel dire quelle parole, Stella si sentì libera da un peso. Non aveva più alcun dubbio sui consigli di Kurono. Ikki era una persona che condivideva il suo stesso spirito, ed era lui il più forte, e ciò era esattamente il motivo per cui avrebbe potuto imparare da lui, se lo avesse seguito sarebbe sicuramente riuscita a diventare più forte. Con questa convinzione, dal profondo del suo cuore, Stella era grata per aver incontrato Ikki. Come poteva non esserlo, dato che aveva attraversato mezzo mondo per questo?

Da parte sua, Ikki, dopo aver visto l’espressione luminosa sul viso di Stella, comprese che lei lo aveva capito. Sembrava soddisfatta delle sue risposte, per cui…

«Quindi, dal momento che abbiamo un accordo, non dovremmo discutere di una questione della massima importanza?»

«Eh? Quale?»

«Beh, voglio dire, ho vinto il duello, no?»

«Certo. Anche se odio perdere, non sono così irragionevole da negare l’evidenza.»

«Allora questo significa che Stella-san sarà la mia schiava d’ora in poi, giusto?»

«Eh?»

«Non ricordi che abbiamo fatto una scommessa? Chi avesse perso avrebbe servito il vincitore, e avrebbe ubbidito a qualsiasi tipo di ordine.»

«…!»

«Per cui dato che ho vinto …»

«A-a-aspetta un a-a-attimo! Io lo avevo detto g-g-giusto per dire, e-e-ero su di giri e q-q-quindi…»

«Mmm, mi domando cosa dovrei chiedere come prima cosa. Farai qualunque cosa, no?»

«Q-q-qualunque c-c-cosa? N-no, non q-q-qualunque cosa. Cioè, si, ho detto così, ma non farò q-qualunque cosa. Assolutamente no, chiaro?»

Stella si tuffò in un angolo del letto e si coprì con le coperte, come se volesse nascondersi da Ikki.

«Uh? Stella-san, ti stai rimangiando la parola data?»

«Ugh…»

«Beh, se proprio non vuoi, va bene. Ah, non immaginavo che la grande famiglia imperiale Vermillion non riuscisse a mantenere le promesse che fa.»

«Ah… ecco…»

«Devo dirlo, sono rimasto un po’ deluso.»

«A-aspetta un minuto!»

Come previsto, Stella reagì alla provocazione svergognata di Ikki. Strillando, uscì dalle coperte, e guardò il ragazzo con gli occhi lucidi.

«Chi dice che non manteniamo le promesse? Va bene! Sarò la tua schiava, o il tuo cane! Farò quello che vuoi! Soddisferò anche i tuoi m-maniaci sogni e-e-erotici! Sei un pervertito! Idiota! Ti odio!»

«Te ne sei uscita tu con questa cosa e ora impazzisci così?»

Ikki voleva punire Stella per aver parlato con tanta noncuranza e per aver messo in palio sé stessa per una scommessa così facilmente, ma sembrava avesse esagerato. Fin dall’inizio non aveva mai avuto intenzione di farla diventare la sua schiava.

«Bene, questo è il mio primo ordine. Stella-san…»

Stella si strinse le braccia al petto, attendendo l’ordine di quel pervertito maniaco.

«… sii la mia compagna di stanza.»

«Eh?»

«Cosa?»

«Tutto… tutto qui?»

«Si, tutto qui. Stavo pensando, mentre combattevamo, che forse avremmo potuto avere una relazione pacifica, e inoltre voglio diventare amico di Stella-san. Più che un ordine, diciamo che è un desiderio.»

«T-t-tu… cosa cavolo vai a pens… prima mi dici che sono bellissima… poi che vuoi essere mio amico… e lo dici ad una principessa non promessa a nessuno, come se niente fosse. Seriamente, non hai alcuna delicatezza…»

«Ah, quindi non vuoi? Beh, in effetti chiederti di vivere insieme ad un ragazzo, forse è un po’ troppo per te, effettivamente. Va bene, andiamo dalla Dirigente. Sono convinto che se glielo chiediamo gentilmente, potrà cambiarci di stanza…»

«Fermo!»

«Scusa?»

«Ho detto fermo. Io… va bene.»

«Eh? Sul serio?»

«Si, ma è solo perché me lo hai ordinato! Per farti capire che i Vermillion non sono bugiardi. Di sicuro non è perché voglio cc-conoscerti meglio e che diventiamo a-a-amici, ok?»

«Bene, allora benvenuta Stella-san!»

«Non sarà granché ma, prenditi cura di me… mmph… ma che… cos’è questo suono?»

«Ah, il campanello del dormitorio che segna le otto. Sembra che abbia dormito parecchio.»

«C’è qualche problema nel fatto che siano le otto?»

«La mensa chiude alle otto. Cosa farò per cena?»

«Beh, se è solo per questo, posso p-preparare qualcosa io.»

«Davvero?»

«Insomma, Ikki è … il mio padrone, anche se sono riluttante all’idea… e come sua serva è mio compito preparare da mangiare quando il padrone ha fame.»

«Senti, non possiamo dimenticarci di questa storia del padrone e della schiava?»

«A-assolutamente no! La famiglia reale non rompe mai le promesse! Quindi piantala e lascia che ti serva.»

«Capisco. Allora andiamo al supermercato qui vicino insieme.

Almeno lasciami fare la spesa, Stella-san. «…non dirlo più.»

«Non posso neanche fare la spesa?»

«Non funzionerà così.»

«Così, come? Di che parli?»

«Quel ‘Stella-san’. Ikki qui è il padrone, e sei anche più grande di me, è strano che tu metta un titolo onorifico. Dillo senza il ‘-san’.»

«Non penso che dovrei. Insomma, Stella-san è una principessa imperiale…»

«E chi è quello che vuole diventare amico di questa principessa?»

«Eeeh…»

«È strano per degli amici essere così formali.»

«Non è più strano per degli amici essere padrone e schiavo?»

«Quella è una cosa, questa un’altra.»

«Ma che ragionamento è?»

«E comunque… Io non ti risponderò, se non mi chiami Stella!

Puntò il dito sul naso di Ikki, e lo disse in modo arrabbiato ma adorabile, con voce molto imbarazzata. Ikki non voleva andare nei casini con una principessa… ma era vero che voleva diventassero amici, quindi si arrese alla cosa.»

«Va bene, allora, Stella.»

«Ottimo. Allora andiamo, Ikki. Ancora non conosco granché il Giappone, quindi vedi di insegnarmi bene.»

«Sicuro.»

Ma anche se l’aveva chiamata per nome senza formalità, e ciò la rendeva felice, lui avrebbe dovuto parlarle in questo modo d’ora in avanti. Affascinato dal sorriso di Stella, Ikki sorrise tra sé e sé.

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