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Prologo


1.  

Kurogane Shizuku ripensò a quando era niente più che una bambina. Veniva perdonata qualunque cosa facesse, persino quando picchiava gli altri bambini senza motivo, oppure quando rubava i giocattoli agli altri solo per il gusto di farlo. Perché? Perché dimostrò la sua immensa forza e le sue abilità da blazer sin da tenerissima età.

[Sono davvero desolato, Shizuku-chan. Ehi, tu, scusati immediatamente!]

Sgridato e schiaffeggiato dal genitore, anche il bambino -che era un parente di Shizuku- chinò il capo e si scusò.

«Scusa.»

Parole forzate e piene di dolore…e Shizuku le disprezzava ancora di più.

Disprezzava i bambini che sottomettevano la giustizia al potere: ognuno di loro per lei era solo schifoso… ogni persona attorno a lei era così. Tutti quanti chinavano il capo di fronte a chi era più forte di loro, mentendo e dicendo falsità pur di ingraziarsi i più forti.

Che schifo.

Odiava e schifava tutti gli esseri umani per questo motivo e in cuor suo si detestava a sua volta per tutto questo odio…odio che sfogava prendendosi gioco di chi era più debole di lei. Ogni volta che sentiva un pianto, una frustrazione di qualcuno che odiava, si sentiva leggermente meglio. Ma ci fu una persona…anzi, un ragazzo, che non la perdonò.

*Slap*

Quel ragazzo era suo fratello, Ikki Kurogane, che la sgridò quando la colse mentre faceva piangere un altro bambino.

«Non devi fare la bulla.»

Shizuku non poteva ancora capire bene cosa stesse succedendo in quel momento, dato che né i suoi genitori, né chiunque altro l’aveva mai né sgridata né tantomeno schiaffeggiata. Non riusciva a capire perché la sua guancia sentiva dolore e perché delle lacrime -di cui non conosceva la sensazione- stessero scendendo rapide dai suoi occhi.

Gli adulti attorno, vedendo Shizuku in lacrime, immediatamente urlarono a Ikki di scusarsi, ma il giovane non lo fece. Non ne vedeva il motivo. Gli adulti allora iniziarono a schiaffeggiarlo per non essersi scusato, ma Ikki non chinò mai il capo di fronte a Shizuku. Non aveva ragione per farlo, dato che era certo di esser nel giusto, e così era.

Lui fu il primo a comportarsi così con Shizuku. Nessuno si era mai posto così con lei, facendole notare dove sbagliava. Lei pianse d’istinto per la sorpresa di esser stata schiaffeggiata, ma in cuor suo era contenta: era tanto che aspettava una persona così. Non le importava granché di essere adorata, di essere intoccabile: voleva qualcuno che la rispettasse. Shizuku prese una decisione quel giorno: la decisione di seguire quella persona che per prima l’aveva rispettata. Qualcosa nel cuore le diceva che se l’avesse seguita anche lei sarebbe cambiata, sarebbe stata come lui. Un essere umano di cui essere fieri. Però…

A quel tempo non sapevo nulla. Non sapevo assolutamente nulla.

Nulla della situazione reale di suo fratello. Non sapeva davvero nulla. Né poteva lontanamente immaginare nulla.

2.

«Kurogane Shizuku-san, è il momento del tuo match. Per favore, preparati.»

Shizuku lentamente aprì i suoi occhi a questa frase. Davanti a lei si aprì un corridoio buio con una luce in fondo: era il corridoio che portava dagli spogliatoi all’arena, e Shizuku lo percorse senza esitazione ma ricordando il suo passato.

Ho scoperto la vera situazione di mio fratello solamente quando se n’è andato da casa.

Nessuno della famiglia Kurogane tentò minimamente di cercare suo fratello. Era come se non fosse mai esistito. Quell’avvenimento fece capire a Shizuku cosa il fratello tentasse di celare dietro il suo consueto sorriso gentile. Capì tutto, e disprezzò tutto, disprezzò tutto e tutti quelli che misero suo fratello in quella situazione. Decise fermamente che se nessuno avesse amato suo fratello, lo avrebbe fatto lei per ognuno di loro e anche di più. Ma sapeva anche che doveva fare di più che seguirlo, perché sarebbe stata solamente dipendente da lui così. Doveva diventare uguale a lui e sostenerlo, o sarebbe diventata un peso. Doveva diventare più forte.

Era certa che suo fratello avrebbe trovato il modo di far risplendere le proprie qualità, era solo questione di tempo. Lei conosceva alla perfezione la sua forza ed abilità e quindi lavorò e si allenò duramente per diventare una persona degna di essere alla pari del fratello. Si allenò con efficacia, costanza e impegno, sviluppando completamente le sue capacità di Rango B.

Ma non era ancora davvero sufficiente, perché suo fratello mirava al top, ad essere il vincitore del Seven Stars Sword Art Festival e non si riteneva ancora a quel livello.

[Bene! Ora diamo il benvenuto ai prossimi due contendenti! Dal cancello blu, la sorella del cavaliere più in vista dell’anno, Kurogane Ikki! È la seconda migliore per livello degli studenti del primo anno, seconda solo alla Principessa Scarlatta, attualmente imbattuta con dieci vittorie su altrettanti incontri! Sarà anche oggi in grado di disintegrare i suoi avversari grazie al suo incredibile uso della magia? Diamo il benvenuto al cavaliere di Livello B, studente del primo anno, “Lorelei” Kurogane Shizuku!]

Shizuku uscì dal corridoio e si presentò all’arena, che rispose con cori di trionfo. Cori di trionfo che a lei sembravano distanti, distantissimi: era totalmente concentrata su sé stessa e sulla sfida che l’attendeva.

[Dal cancello rosso, la presidente del consiglio studentesco, e la più forte di tutta la scuola. È arrivata fino alle semifinali del Seven Stars Sword Art Festival dell’anno scorso, perdendo solo contro il futuro vincitore, il Re dello Seven Stars, Moroboshi dalla Bunkyoku Academy! Quest’anno è tornata per avere la sua rivincita su di lui e prendersi la degna vetta del Festival, avendo migliorato ancora la sua già incredibile tecnica segreta, una tecnica impossibile da evitare per la sua velocità! Sarà anche oggi un lampo dorato a tagliare in due il suo nemico in un battito di ciglia? Signore e signori, la più forte utilizzatrice dell’elemento Elettricità della scuola! “Raikiri” Toudou Touka”!!]

Toudou Touka.

Le bastò vederla entrare per percepire un netto cambio di atmosfera.

…è evidente. Lei è davvero di un altro livello rispetto a tutti.

A circa venti metri di distanza, lo studente più forte di tutta la scuola entrò nell’arena, con i suoi lunghissimi sfavillanti capelli castani che ondeggiavano nell’aria, legati da una treccia. 

Shizuku ne fu certa in un istante: man mano che Touka si avvicinava a lei, l’aria faceva quasi male. I suoi capelli si rizzavano in piedi e si sentiva come fremere tutto il corpo, scossa anche dallo sguardo tagliente della prossima rivale. L’atmosfera nell’arena era totalmente diversa da ogni scontro Shizuku avesse sostenuto in vita sua. Il suo avversario era fortissimo. Sicuramente più di lei. Probabilmente MOLTO più di lei.

…ma proprio per questo Shizuku si sentiva…eccitata.

Finalmente!

Stava aspettando da tempo un’opportunità del genere, fin da quando aveva messo piede in questa scuola. Stava aspettando un combattimento che l’avrebbe messa a dura prova fisicamente, mentalmente e spiritualmente.

Lei è stata tra le prime quattro del Festival l’anno scorso. È uno degli avversari migliori che potessi ottenere.

Si sarebbe messa in gioco totalmente. Avrebbe messo sul piatto tutto, sé stessa, la sua preparazione, le sue abilità…e l’amore per suo fratello. Tutto quanto. 

Questo duello sarà la mia prova d’amore!!

E, come se rispondesse al pensiero di Shizuku…

«Si dia l’inizio al duello!!»

La sirena fece partire la battaglia.

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