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Epilogo


1.

Alla fine, Ikki dormì praticamente per una settimana filata. C’era da aspettarselo dopo tutto quello che aveva passato: l’interrogatorio continuo, quasi tre settimane di digiuno, le droghe nel cibo e l’estremo sforzo che gli era costato nell’usare Ittou Rasetsu…tutto aveva contribuito a questo sonno. Mentre lui dormiva però, il mondo non dormiva affatto, e la catena di eventi che aveva generato lo scandalo venne smantellata pezzo dopo pezzo. L’imperatore di Vermilion, il padre di Stella, dopo aver visto il duello di Ikki e aver sentito tutti i retroscena dell’interrogatorio del Comitato Etico, espresse pubblicamente il suo sdegno disapprovando ufficialmente i metodi usati dal Comitato per gestire la situazione: una dichiarazione del genere, come previsto, ebbe un peso politico notevole e fu impossibile da mettere a tacere.

L’imperatore stesso poi dichiarò che “avrebbe giudicato lui stesso Ikki una volta finito il Seven Stars Sword Art festival” invitando il ragazzo a Vermilion finito l’evento. Questo però, riguardava solo la relazione tra lui e Stella, perché nessuno, nemmeno Akaza -che era stato sollevato dall’incarico nel mentre- poteva più discutere dell’etica da cavaliere di Ikki.

Una settimana dopo, quindi…

      Gli      studenti     erano     tutti     radunati     nella         palestra

dell’accademia: i sei rappresentanti della scuola erano stati scelti dopo le lunghe battaglie di selezione e ora era arrivato il momento del riconoscimento ufficiale.

[Ora, cominciamo la cerimonia di riconoscimento. I nomi che chiamerò per favore salgano qui sul palco.]

Kurono recitò la formula in tono normale, per poi prendere l’elenco dei sei nomi:

[Primo anno, livello A, Stella Vermilion.

Terzo anno, livello D, Botan Hagure.

Terzo anno, livello B, Kanata Toutokubara.

Terzo anno, livello C, Kikyou Hagure.

Primo anno, livello D, Nagi Arisuin…so che è assente per via di impegni personali.]

E per finire…

[Primo anno, livello F, Ikki Kurogane.] Anche il nome di Ikki fu chiamato.

«Sì.»

Si alzò dalla sedia e salì lentamente sul palco passando dalla piccola scala laterale come tutti i quattro prima di lui, e come i quattro prima di lui si avvicinò a Kurono, da cui ricevette la medaglia e un certificato.

[Congratulazioni.]

«Grazie mille.»

Si inchinò di fronte agli altri studenti lì riuniti come hanno fatto i quattro prima di lui, e ora come loro era un rappresentante della scuola al Festival.

Appena Ikki si mise in linea con gli altri, Kurono continuò.

[I cinque qui presenti, assieme all’assente Nagi Arisuin, sono ufficialmente i rappresentanti della Hagun Academy per il Seven Stars Sword Art Festival!]

A quelle parole grandi e calorosi applausi partirono dal pubblico per loro. Erano il centro dell’attenzione.

…anche se aveva combattuto di fronte a tutti, Ikki non era abituato ad essere il centro dell’attenzione in questo modo e si sentiva emozionato e un pochino a disagio. D’altronde, è sempre stato uno messo ai margini della società e abituato a fare tutto da solo, dunque lo imbarazzava molto questo tipo di eventi. Se fosse dipeso da lui, sarebbe già fuggito a sedersi di nuovo.

Ma la cerimonia era ancora lunga.

[Ora è tempo di scegliere il capitano del team dei nostri rappresentanti. Il nome di chi chiamerò sarà il capitano, per cui per favore faccia un passo avanti.] Kurono disse il nome.

[Il capitano del team sarà lo studente del primo anno, livello

F, Ikki Kurogane.]

«…eh?»

Ikki rimase senza parole al sentirsi nominare capitano e guardò perplesso verso Kurono.

«Io…il capitano? Perché?»

Pensava infatti che Kanata, che già aveva molte esperienze anche in combattimenti reali, sarebbe stato un nome più appropriato per quella posizione: persino Stella sarebbe stata meglio, con la posizione sociale, la fama e la forza che aveva. Perché lui, dunque?

Se Ikki era sorpreso, Kurono era forse più sorpresa ancora della sua reazione.

[Davvero me lo chiedi? Hai battuto l’Hunter, Runner’s High e Raikiri. Dopo aver sconfitto tre dei più forti studenti della scuola, nonché ex rappresentanti al Festival, nessuno è migliore di te come risultati per questa posizione. E ora muoviti e fai un passo avanti.]

«Oh, sì…sì.»

Nonostante non stesse capendo bene cosa stava succedendo nei suoi pensieri già si figurava il disastro che avrebbe fatto essendo capitano- Ikki seguì il tono perentorio di Kurono e fece un passo avanti come richiesto. Da lì, la preside continuò la cerimonia.

[Ora è tempo di consegnare la bandiera della scuola al capitano.]

Nel momento in cui quelle parole vennero pronunciate, una ragazza portò lo stendardo della scuola sul palco. Naturalmente, quella ragazza era…

«…Presidente Toudou.»

La stessa che Ikki aveva sconfitto nel suo ultimo duello.

«Era dal duello che non ci vedevamo, giusto? Sono contenta tu ti sia rimesso in forze.»

Con un sorriso gentile e sincero, Touka alzò lo stendardo della scuola.

«Questa è la bandiera che io, da capitano lo scorso anno, portavo con onore. Credevo di portarla anche quest’anno ma tu, Kurogane-kun, mi hai sconfitta. Dunque, ho chiesto personalmente agli insegnanti di poter essere io stessa a consegnartela di persona, davanti a tutti.»

Ikki era davvero senza parole: se era chiaro che Touka aveva messo una pietra sopra al duello, Ikki, che era rimasto a letto praticamente fino a ieri, non aveva ancora metabolizzato per bene tutti gli avvenimenti del post match. Non sapeva davvero come era giusto risponderle.

Però, anche se non sapeva esattamente cosa dire, era certo di volerla ringraziare. Nonostante il duello fosse stato imposto e macchiato dalla politica, era stato un grandissimo match. Era anche merito della sua sfidante se era stato un tale spettacolo.

«Touka-san…io…è grazie alla tua forza che sono stato in grado di dare il mio massimo…se…se non fossi stata tu il mio avversario, non so…»

«Kurogane-kun.»

Lei lo interruppe con fermezza, ma con la sua consueta gentilezza.

«Kurogane-kun, vincere porta con sé delle responsabilità esattamente come perdere.  Significa che devi portare con te le speranze e i sogni di chi ha perso. Questa bandiera porta con sé tutti i sogni e le speranze di tutti, non solo di chi voleva essere un rappresentante e non lo è diventato. Come posso dirlo per bene…ti prego, porta con te questa bandiera, portaci tutti al vertice! Al vertice del Seven Stars Festival.»

E gli porse lo stendardo. Nel sentire quelle parole e nel vederla, Ikki capì che non servivano parole in quel momento. Il modo giusto per ripagare lei e tutti quanti lì dentro era uno solo. Colui che vince ha la responsabilità di avverare i desideri di chi ha perso. Quindi lui, che ora aveva vinto, doveva prendersi carico di quella responsabilità. Per cui prese con fermezza lo stendardo.

«…lo giuro.»

E accettò la bandiera. Un applauso scrosciante riempì la palestra.

[Fai del tuo meglio, capitano!]

[Siamo tutti con te!]

[Hai battuto la presidente! Ora sei tu quello che ci rappresenta ora!]

[Puoi vincere il torneo, Ikki-kun!]

[Non perdere!! Forza, Re senza Corona!]

Cori, tifo, grida di gioia, ora tutta la palestra era in fermento: ognuna di quelle parole colpì Ikki, e il ragazzo si irrigidì. Si costrinse a farlo per non commuoversi. Per cui, guardò verso il basso e alzò al cielo la bandiera, per nuovi applausi, per poi tornare vicino ai suoi compagni. Disse poi a Stella a bassa voce:

«…Stella.»

«Dimmi.»

«Io…sinceramente, non mi importa molto di come gli altri mi vedono. Non sono mai stati sinceri nel giudicarmi, quindi anche ora non lo fanno. Sono sempre stato convinto che non era un vero problema per me.»

Ma…

«…essere accettato è una bella sensazione, vero?»

Stella capì il suo pensiero come solo lei sapeva fare e completò la frase per lui. Ikki non sapeva se ora stava ridendo o piangendo, ma il sorriso della sua ragazza lo convinse che in quel momento lui era davvero, davvero contento. E così i rappresentanti dell’accademia Hagun, della regione del Kanto Meridionale, erano stati ufficialmente decisi.

Assieme a loro c’erano i rappresentanti di:

Accademia Donrou, Kanto Settentrionale.

Accademia Kyomon, Tohoku.

Accademia Rokuzon, Hokkaido.

Accademia Bunkyoku, Kyuushu e isola di Okinawa.

Accademia Rentei, Shikoku e regione della Cina.

E la più forte scuola di tutte, colei che monopolizzava la vittoria del Festival negli ultimi cinque anni di fila, l’accademia Bukyoku della regione del Kinki Centrale.

Ognuna di queste scuole aveva già reso noto i loro rappresentanti e i loro capitani. Dunque, era tempo di una nuova scena e nuovi attori!

Icy Scorn, dalla scuola Kyomon, Mikoto Tsuruya.

Panzer Grizzly, dalla scuola Rokuzon, Renji Kaga.

Sword Eater, dalla scuola Donrou, Kuraudo Kurashiki.

E tra tutti…il campione in carica, l’attuale Re del Festival, Yuudai Moroboshi.

Ognuno di loro era un nome famoso, un guerriero consolidato di fama mondiale. Ikki si stava per avvicinare a quella vetta che ha sempre voluto vedere da vicino. Alla vetta del Seven Stars, per scalarla ed essere il primo a raggiungerla. Per mantenere la promessa che ha fatto alla sua più grande e più amata rivale, Stella Vermilion.

La sua storia sarebbe stata mondiale!

**************** 

Non molto lontano da lì, ma contemporaneamente alla cerimonia…

…vicino a un cavalcavia, in una zona deserta.

[Hahaha, quindi è questo il roster che porterà la Hagun Academy. È davvero un peccato che Raikiri, Runner’s High e nemmeno Lorelei saranno parte di quella squadra, ma…]

«Non ci potevamo fare nulla. Quelle persone sono semplicemente state sfortunate negli accoppiamenti.

[In effetti, avere la fortuna dalla propria è un fattore molto importante. Alla fine, se hanno perso, significa che sono più deboli di chi sta nella squadra ora. Se però Ouma-kun fosse stato della partita, non credo staremmo parlando così ora.] «Non è rilevante.

[Ah, sei sempre così distaccato. Hai già preparato tutto, dunque?]

«Certo, senza alcun problema. La sconfitta di Lorelei è stata imprevista, effettivamente, ma…non cambierà il piano. Posso gestirla come voglio.

[Hahaha. Il maestro tra gli assassini. La tua abilità è chiaramente fuori discussione, certo. D’altronde, non mi aspetto di meno da colui che detieni il record della Killing House. Ora sei più di un Black Assassin. Sei Black Sonia, vero, Arisuin?]

Il volto di Arisuin ora era ben lontano dall’espressione amichevole che mostrava tutti i giorni a Ikki e agli altri. Era un’espressione fredda, distaccata, di qualcuno immune dalle emozioni. Come se fosse una persona completamente diversa. Una persona diversa, ma anche mortalmente affascinante.

[Ad ogni modo, i preparativi per la vigilia del Festival sono pronti.]

L’interlocutore di Arisuin fece una risata malvagia, di quelle che detestano il mondo: Arisuin non fece una piega mentre controllava il datapad da cui stava telefonando, che non era quello dell’accademia Hagun.

 [Gli attori sono tutti presenti, questo pensano tutti, no? Ma in realtà non è vero…manca ancora il protagonista, e nessuno sa ancora chi è! E dunque, presentiamolo al mondo. Mostriamolo al mondo, a tutto il mondo, in modo che chi pensava di essere il protagonista rimanga sbalordito! Saremo noi, l’Akatsuki, ad essere il protagonista del Seven Stars Sword Art Festival di quest’anno.]

Se la storia stava ora passando a un livello mondiale, anche la trama stava cominciando a muoversi di conseguenza… soprattutto quelle che non si possono ancora rivelare. 

Ma questa trama aveva già assunto dei connotati terribili, pronta a gettare scompiglio sul mondo intero.

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