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Prologo


1.  

La creazione ufficiale dell’Accademia Nazionale Akatsuki, cioè l’asso nella manica del Primo Ministro Tsukikage calato proprio prima dell’inizio del Seven Stars Sword Art Festival, scosse nel profondo la società intera. Naturale che fosse così: era infatti il quartier generale della Lega l’unico responsabile dell’addestramento dei Blazer all’interno di ogni singolo stato affiliato alla Lega dei Mage-knights. L’aggettivo “nazionale” non era messo a caso, ma era naturalmente un atto voluto e diretto del Primo Ministro di scontrarsi con le direttive della Lega stessa. Niente meno che una dichiarazione di guerra.

Le sue azioni spaccarono in due l’opinione pubblica.

La parte dei contrari sosteneva che, grazie a quel sistema di difesa, il Giappone aveva vissuto un secolo di pace e tranquillità e dunque non c’erano motivi per cambiare un sistema che proteggeva i cittadini. In più, l’utilizzo prettamente politico di una manifestazione sportiva studentesca da parte del Primo Ministro non andò giù a molti, e l’attacco all’ Hagun Academy fu altrettanto criticato.

La parte dei favorevoli, invece, sosteneva che fosse quantomeno strano che la sicurezza nazionale venisse affidata a persone esterne allo stato stesso, e che il Giappone avrebbe dovuto quanto meno avere più voce in capitolo nella selezione dei Blazer che poi avrebbero difeso lo stato. I sostenitori di Tsukikage erano d’accordo con le sue azioni, dicendo che stava solo correggendo un errore di valutazione dei suoi predecessori. C’era anche una frangia di sostenitori più estrema che asseriva che il Giappone sarebbe stato presto capace di diventare una superpotenza mondiale al pari di Stati Uniti e Russia, e dunque l’essere affiliati con la Lega li avrebbe solo rallentati. Persino le persone meno inclini a parlare di politica si schierarono dall’una o dall’altra parte.

[I metodi di Tsukikage sono troppo estremi, non mi vanno bene.]

[L’assalto alla Hagun academy non è altro che una montatura di chi gli sta contro. In fondo, quelli della Akatsuki hanno usato solo device in forma illusoria, nessuno è morto.]

[Io non voglio mandare i nostri ragazzi in guerre in giro per il mondo. Staccarsi dalla Lega è imperativo!]

[Questa nazione non è in grado di sostenersi da sola. Dobbiamo restare assieme alla Lega!]

[È stato un errore unirsi alla Lega fin dal principio, già cinquant’anni fa.]

Questi erano gli argomenti che si discutevano ogni giorno nelle case della gente, per strada, al lavoro, a scuola, tra chi si limitava a parlare e chi partecipava attivamente alle manifestazioni da una parte o dall’altra. Di sicuro, tutti potevano percepire che presto ci sarebbe stato un gigantesco cambiamento: il Giappone si sarebbe staccato dalla Lega? Sarebbe diventato una superpotenza mondiale? O avrebbe continuato a collaborare con la Lega? Tutte queste domande avrebbero ricevuto risposta, direttamente dal Seven Stars Sword Art Festival, che quest’anno avrebbe addirittura deciso il destino politico della nazione intera. 

E questo evento incredibile ed anomalo avrebbe le sorti della nazione stava per cominciare.

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