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Duello tra Re


1.  

[Il match è diventato a senso unico dopo quel contrattacco! Kurogane ha rallentato tantissimo nel ring e ora fatica ad evitare al meglio i colpi del nemico! È una situazione terribile, il Re Senza Corona continua ad essere ferito e varie macchie di sangue stanno sporcando il ring! Gli arbitri dovrebbero cominciare a pensare di fermare il match!]

Fuori dal Bay Dome le persone stavano guardando il match sul maxischermo oppure sui loro cellulari. Che il match fosse a senso unico era ormai chiaro a tutti, forse era solo una questione di tempo prima che finisse il tutto, e le persone fuori dallo stadio parlavano fra di loro commentando il match.

[Ah, non c’è più speranza.]

[Già, il cavaliere Ripetente stava lottando alla grande all’inizio ma ora non ce la fa più. Fa fatica anche a schivare i colpi.]

[Beh, Moroboshi è davvero forte.]

[Certo! È il campione in carica in fondo, no? Non può perdere contro un Livello F qualunque!]

Ma tra tutte le voci, una spiccò in disaccordo.

«Eh?»

Parte della folla di voltò verso quella voce femminile. Nessuno vide con attenzione, perché ormai la protagonista di quella voce si era già dileguata…ma molti furono certi di aver visto una ragazza dai capelli rosso fuoco entrare nel Dome.

[Eh, aspetta…ma quella…quella!!]

2.

In quel momento, alla Hagun Academy…

[Accidenti! Kurogane è stato colpito duro dalla punta della lancia! Colpito alla coscia, per giunta!]

[Brutta tegola per lui, la sua velocità si ridurrà ancora di più. Davvero, gli arbitri devono cominciare a pensare a fermare il match.]

«Che situazione…»

Touka guardava assieme a Kanata il match dall’infermeria dell’accademia nella lontana Tokyo. I due membri del consiglio studentesco erano decisamente preoccupati.

«Strano a dir poco. Chissà cosa è successo a Kurogane.»

«…sì, ma adesso non parlavo di lui. C’è qualcosa che non va in come sta lottando Moroboshi-kun.»

«Davvero?»

«Se non ho contato male, siamo a tre. Questa è la terza volta che Moroboshi aveva una chiara occasione per chiudere il match, ma non lo ha fatto.»

«Dici che gli stia volutamente prolungando l’agonia?»

«No, lo escludo. Non è quel tipo di persona…e proprio per questo non mi fa capire cosa gli passi per la mente.»

Guardando il viso di Moroboshi dalla diretta, poteva solo pensare che ci fosse qualcosa che lo preoccupava.

Chissà cosa sta pensando.

Di lì a poco, nel ring lontano centinaia di chilometri, Ikki Kurogane cadde a terra.

3.

«Ah!!»

[Wo! Kurogane è scivolato!! È scivolato su una sua stessa macchia di sangue e ora è scoperto! È l’occasione giusta per Moroboshi di chiudere!!]

Ikki cercò in fretta di tornare in piedi, ma sapeva che ciò che aveva fatto era irreparabile. In una battaglia di così alto livello un errore del genere significava la sconfitta. Eppure…

[Oh? Moroboshi non sta attaccando! Non vuole infierire mentre il suo nemico è a terra?]

La folla, prendendo le azioni di Moroboshi come fair play, ancora inneggiò a lui.

[Che campione Moroboshi! Che uomo!]

[Però adesso basta giocare con lui! Non ha più senso andare avanti!]

[Finiscilo, Hoshi!]

Al contrario dell’entusiasmo dei suoi fan, Moroboshi invece stava incredibilmente sudando freddo.

Questa…è la quinta volta.

La quinta volta che avrebbe potuto chiudere il match, ma non lo ha fatto. Non lo ha fatto e non sa il perché.

Che sensazione strana…che presentimento…

Più incalzava Ikki, più lo feriva, più sentiva la pressione crescere dal suo avversario. Quella era la ragione del suo esitare: il presentimento che, se si fosse spinto troppo oltre, avrebbe risvegliato una bestia ben peggiore di una tigre. «…bah!»

Ma non poteva più andare avanti così.

Riprenditi! Guarda il tuo avversario!!

Nonostante le numerose ferite e il sangue perso, la determinazione nello sguardo di Ikki non era minimamente calata. La sua voglia di combattere era ancora forte e presente. Come poteva quindi permettersi di trattenersi??

Come puoi permettere che Koume ti veda così??

Non era un comportamento dignitoso né da uomo, né da cavaliere, né da Re del Seven Stars…né da fratello maggiore. Il suo orgoglio lo riportò alla realtà e si preparò a caricare definitivamente il suo nemico.

«È finita! Kurogane!!»

E scattò in avanti, pronto a chiudere la contesa.

4.

Mentre avanzava, Moroboshi aveva già chiaro dove colpire con Sanrensei: fronte, gola e addome, tre colpi che erano al cento per cento mortali. Moroboshi voleva assolutamente chiudere con quell’attacco, certo che Ikki, ferito come era, non sarebbe mai stato in grado di evitare tutti e tre gli attacchi.

[Restituirò quel favore domani, con gli interessi.]

Quella era la promessa che si erano scambiati, ma Ikki non era riuscito ad ottemperare alla sua parte di promessa. Pur desiderando ardentemente di dare il suo massimo contro un avversario di così grande livello, non ne fu in grado. Peccato, ma proprio per questo si rifiutò di arrendersi. Era il minimo che potesse fare come rispetto verso l’avversario.

Ecco perché non posso usare Ittou Shura ora.

In più, usare la sua tecnica non essendo in perfette condizioni di controllarsi era un ulteriore rischio che non si poteva prendere…e sarebbe stato comunque inutile. Ma, per quanto la situazione fosse disperata, per quanto avesse già accettato la sconfitta che stava giungendo, si alzò di nuovo e puntò la spada verso Moroboshi, pronto a difendersi dal suo assedio. In quel momento, un ricordo gli affiorò alla mente.

Ora che ci penso…mi ricorda qualcosa.

Gli ricordò un momento del suo duello contro Edelweiss, pochi giorni prima, di fronte alla Akatsuki Academy. Quel ricordo finora gli era rimasto vago nella mente, finora aveva solo ricordato le sensazioni di paura e disagio che Edelweiss gli aveva trasmesso. La sua attuale condizione fisica gli fece ricordare meglio tutti quei momenti, i momenti in cui stava affrontando la morte in faccia.

Che cosa ho fatto in quel momento?

Per sua grande sorpresa, ricordò subito cosa fece. Ricordò cosa fece nell’affrontare a viso aperto il cavaliere più forte del mondo.

Ma certo…ho provato a usare lo stile di attacco di Edelweiss.

Lei si muoveva troppo in fretta per i suoi occhi, e Ikki ricordava solo le immagini residue del movimento di Edelweiss…ma il suo corpo ricordava bene come colpiva, solo vedendo la posizione del suo corpo. Ricordò improvvisamente tutto. Non era possibile percepire ad occhio nudo tale velocità assurda, e solo perché lei non accelerava gradualmente da zero a cento all’ora. Normalmente, quando si muove qualunque cosa, esso parte da fermo e lentamente accelera fino alla velocità massima… ma nei movimenti di Edelweiss non c’era praticamente alcuna accelerazione: nel momento in cui partiva per attaccare, in una frazione infinitesimale di tempo, lei era già alla massima velocità. Era uno stile di attacco estremo ma incredibilmente forte, difficilissimo da seguire. Ikki però era riuscito a capire come funzionava il suo stile negli scambi che avevano avuto. Certo, nella sua attuale condizione fisica forse era impossibile da replicare, ma non aveva scelta.

Per cui, almeno…

Ricordando sempre di più le sensazioni, le emozioni e ciò che aveva visto e sentito, Ikki iniziò a dare nuove istruzioni al suo corpo ribelle.

Lo stile della spadaccina più forte del mondo. Si faceva…

«… così!»

In un attimo, il suo corpo divenne leggero come una piuma. In una folata di vento superò Sanrensei ed entrò nella guardia di Moroboshi, colpendolo all’addome. Il contrasto avvenne in un instante, in un lampo. Moroboshi stesso non capì cosa fosse successo, ma sentì del calore uscire dal suo corpo…e cadde seduto a terra con sangue che gli usciva dalla pancia.

«Eh…»

Anche Ikki ci mise diversi secondi a capire cosa avesse esattamente fatto…e dopo poco fu tutto lo stadio a capire cosa era successo.

[COOOOOOOSAAAAA??]

5.

[Ma…ma che è successo???]

Il commentatore principale ormai era senza parole.

[Di nuovo, quando eravamo pronti a vedere Moroboshi chiudere il match, è stato lui ad essere colpito!! Dovrei dire cosa è successo, ma…gentili spettatori, sono desolato, sono mortificato…ma non sono davvero riuscito a vedere cosa è successo! È stato troppo veloce!]

Nessuno vide per davvero cosa successe, né i commentatori, né le persone sugli spalti. Per tutti, semplicemente, Ikki sparì e riapparì a pochi metri di distanza dopo aver colpito Moroboshi all’addome.

[Che succede? I movimenti di Kurogane sono di nuovo cambiati radicalmente!]

La sorpresa dell’altro commentatore fu ancora più grande.

[Non può essere…impossibile! Eppure, non c’è altra spiegazione…]

Muroto, lottatore professionista, sapeva a chi apparteneva quella tecnica. Il commentatore principale quindi lo pressò per una risposta.

[Signor Muroto, lei ne sa qualcosa? Che sia il famoso Ittou Shura del Cavaliere Ripetente?]

[No…no…non è Ittou Shura. Non c’è stato alcun rilascio di energia magica da parte di Kurogane. Quella…quella è una tecnica soltanto fisica…e per quanto ci siano grandi differenze nell’usare due spade o una, sono certo di aver già visto una tecnica simile…]

[Cioè? Dove? Da chi? Lo ha visto nella A-League?] Muroto negò col capo.

[No, nemmeno lì. Quello stile è unico e appartiene a una persona estremamente famosa…e pericolosa…un criminale che ogni Stato ha rinunciato a tentare di catturare per via della sua forza incredibile. Quello è lo stile di combattimento della spadaccina più forte del mondo, e della criminale numero uno al mondo: Twin Wings Edelweiss!]

La folla saltò subito al sentire quel nome.

[….cooooosa???]

[Cioè, vuoi dirmi QUELLA Twin Wings? Ma come fa il cavaliere Ripetente a conoscere il suo stile di attacco??]

[Aspetta, io ho sentito una voce che dice che lui riesce a copiare le tecniche dei suoi avversari!]

Lo stadio era in fibrillazione e anche gli amici di Ikki erano attoniti. Erano quasi avvezzi a vedere cose al limite dell’umano da parte del loro amico, ma questo, se era vero, era una cosa oltre l’incredibile.

«Vuol dire che Onii-sama ha…!!»

«Stai scherzando? Vuol dire che non solo è sopravvissuto ad

Edelweiss, ma riesce anche ad usare il suo stile di attacco??» Kiriko intervenne a sua volta.

«Impossibile! Allora perché non lo ha usato fin dall’inizio??»

Era una domanda logica, ma Kurono aveva già la risposta.

«Non è che non volesse usarlo…è che non si ricordava come funzionasse. Per quello non poteva usarlo.»

«Ah!»

Alla dottoressa tornò in mente la conversazione che Ikki ebbe con Yagokoro la sera prima.

«E proprio perché non riusciva a ricordare i movimenti esatti, essi hanno finito per bloccare il suo corpo.»

«Signora Preside, che intende?»

«Lo stile di attacco di Edelweiss è decisamente fuori dal comune. Normalmente, ogni movimento è generato dal movimento coordinato dei muscoli richiesti, ma questo da solo non basta a creare un attacco di quel tipo. Per crearlo, i muscoli non solo vanno mossi contemporaneamente, ma serve un’esplosione di potenza immediata e contemporanea da tutti quei muscoli: normalmente, gli esseri umani non sono preparati per mandare tutti quei segnali elettrici attraverso i nervi. Per poterne essere in grado, una persona deve coscientemente inviare certi segnali ai propri muscoli.»

Non erano più “normali” segnali di movimento alle diverse parti del corpo, ma erano quasi segnali “di combattimento” più corti e più concentrati, in modo che tutta la potenza del muscolo venga rilasciata in un sol colpo. Ci vuole incredibile concentrazione e autocontrollo per esserne in grado.

«Ikki deve esser stato in grado di capire come funzionava questa tecnica nel suo duello, di capirne almeno i fondamenti. Anche se magari lui stesso non ricordava perfettamente, il suo cervello sì.»

La capacità di concentrazione sovrumana di Ikki infatti era tale da permettergli di capire quasi ogni tecnica dopo averla vista.

«Il suo cervello aveva recepito le istruzioni su come eseguire quelle tecniche quando si trova in situazioni di pericolo, ma il suo corpo, essendo svenuto poco dopo, non ha avuto il tempo di assimilare alla perfezione quei segnali – finendo quindi per mandare in corto circuito il corpo stesso.»

«Quindi era per questo che si bloccava…non riusciva a coordinare il cervello con il corpo.»

«Esattamente. In altre parole, Edelweiss non ha segnato Ikki in modo negativo, anzi, il loro duello lo ha fatto evolvere spaventosamente, così tanto e così in fretta che il suo corpo non è riuscito a seguire l’evoluzione…almeno fino a questo momento.»

Mentre la morte si avvicinava a grandi passi, il corpo del ragazzo era riuscito a ricordare i movimenti fatti in quei momenti durante il duello con Edelweiss, assieme a quello stile di attacco così strano, estremo e completamente fuori da qualunque cosa avesse visto nella sua vita fino ad allora.

«Adesso, la macchina è completa. Il motore, la scocca e gli assi per far muovere questa fuoriserie sono tutti allineati e coordinati…e ora il risultato del match non è più in bilico. Yuudai Moroboshi è sicuramente il più forte Re del Seven Stars degli ultimi dieci anni, ma il suo avversario è già su un altro livello. Nonostante la sua sconfitta con Edelweiss, Kurogane ha imparato un’abilità che da sola lo eleva oltre il rango di ogni studente.»

Quel modo di combattere era assolutamente fuori dalla portata di ogni partecipante al torneo.

«Il vero mostro tra i due è l’avversario di Moroboshi ora.»

Ed ecco perché Kurono, quando vide il tabellone, fu dispiaciuta per Moroboshi, credendo fosse lui tra i due quello sfortunato.

6.

«Gah…ah!»

La sensazione di qualcosa di freddo sulla guancia -il pavimento su cui era disteso- riportò Moroboshi bruscamente alla realtà.

Ma…ma perché sono a terra…?

Avendo perso conoscenza per un istante non riuscì a ricordare cosa gli fosse appena accaduto, o anche che fosse appena stato colpito da Ikki.

Per ora, rialziamoci…

Il suo primo istinto, da lottatore navigato, fu quello di rimettersi in piedi: ma nonostante fosse una cosa quasi automatica per via dell’infinito allenamento, appena si rimise in piedi –

«Aaaaaaaah!!»

Sentì un dolore lancinante al fianco.

[Moroboshi si è rialzato! Ma come potete vedere, è conciato davvero male! Sta perdendo molto sangue e sembra non riuscire a reggersi in piedi!]

Sentendo il commento, Moroboshi collegò il dolore al fianco al fatto di essere stato ferito.

Ma…come? Non capisco. Non ho visto niente…

Mentre si interrogava sulla situazione, sentì:

«Ah, finalmente ho capito.»

Sentì il suo avversario mormorare quella frase non lontano da lui.

«Kurogane…che…che cosa diavolo hai fatto?»

Cosa aveva capito? Aveva capito come era riuscito a muoversi in quel modo incredibile? Ikki, per tutta risposta, fece un breve inchino.

«Moroboshi-san, mi dispiace di averti fatto attendere così a lungo.»

«Ti…dispiace??»

«Sì. Ma ora mi è tutto chiaro.»

Ikki stava parlando naturalmente della loro promessa di affrontarsi al massimo, fatta il giorno prima. Di una promessa onorevole e coraggiosa, di un patto tra gentiluomini come lui e Yuudai Moroboshi, di rispettarsi fino in fondo dando il massimo nel match. E ora Ikki era certo di poter dare veramente il suo massimo.

«Come eravamo d’accordo, ti mostrerò cosa è davvero in grado di fare Ikki Kurogane alla sua massima potenza!» E nel dirlo, sparì nel nulla.

È scomparso!!

Naturalmente non sparì, ma corse talmente veloce sfruttando la tecnica di Edelweiss in modo che gli occhi di Moroboshi non poterono seguirlo. Ikki girò attorno a Moroboshi da sinistra, superando con agio il raggio di azione della lancia dell’avversario ed entrò di nuovo nella sua guardia!

«Aaaaaah!»

Colpì Moroboshi al braccio destro, come se un fulmine nero lo avesse centrato in pieno.

«Tu, brutto bastardo!»

Moroboshi si voltò istintivamente dove era appena stato colpito e scoccò dei colpi con la lancia, ma era in grave ritardo. Ikki non era già più lì.

Non c’è!!

Il campione rimase ancora una volta stupito dall’accelerazione del nemico, ma la sua sorpresa durò pochissimo, sostituita da un nuovo fendente alla sua schiena.

«AH!»

[Oh! È stato colpito di nuovo! Moroboshi sta concedendo troppo a Kurogane, anzi, non sembra più in grado di seguire i suoi movimenti! Ancora una volta Moroboshi sta colpendo solo l’aria!]

[E non può essere diversamente…gli scatti di Kurogane sono troppo veloci da cogliere, persino noi da qui non riusciamo a vedere nulla, figuriamoci il Re del Seven Stars! È molto probabile che non riesca proprio a vederlo!] Merda!

Ed era proprio così. Moroboshi riusciva solo a sentire i passi di Ikki, passi che si muovevano crudelmente intorno a lui cercando un nuovo varco per colpirlo.

Che cosa sei?? Che succede??

Sembrava fosse l’unica persona nel ring. E non riusciva a spiegarsi cosa stesse succedendo, come fosse possibile quello a cui stava assistendo. Anche se il ring era ampio quasi cento metri, non c’era alcuna ombra per terra se non quella di Moroboshi…eppure il suo avversario era sempre così vicino, talmente vicino che ne sentiva i passi e il respiro.

Che situazione di merda!

Sapeva che di lì a poco sarebbe arrivato un nuovo colpo e non poteva permetterlo…ma in queste condizioni non sarebbe riuscito nemmeno ad attaccare. Moroboshi quindi prese una decisione diversa. «Uoooooo!»

Incrociò le braccia, coprendo i suoi punti vitali e rilasciò un’aura dorata tutto attorno a sé. Usò Tiger Bite come uno scudo per proteggersi!

[Che succede? Clamoroso! Il re del Seven Stars, il più forte studente del Giappone, ha messo da parte l’orgoglio è si è rintanato in difesa!]

La forza magica di Moroboshi non era al pari di quella di Stella e quindi non sarebbe mai riuscito ad annullare del tutto gli attacchi di Ikki, ma avrebbe almeno potuto limitare i danni per un po’. Fintanto che parti delicate come la testa e il petto non fossero state colpite, avrebbe potuto sopportare qualche altro attacco. Tuttavia, era chiaro che quella era una misura estremamente difensiva e che simboleggiasse quasi una resa da parte del campione. Ikki naturalmente ne approfittò ed intensificò l’assedio!

[Kurogane non si fa sfuggire l’occasione e ora lo attacca da tutti gli angoli! È un assedio! Moroboshi non si muove! Che abbia perso la voglia di combattere?]

[Assolutamente, anzi! Dato che il campione non può vedere il nemico ora è costretto alla difesa, ma sta facendo del suo meglio. Sta continuando a combattere quando avrebbe potuto arrendersi!]

Muroto era comunque fiero dell’atteggiamento non rinunciatario di Moroboshi, ma…

[…ma davvero, gli arbitri devono assolutamente fermare il match!]

[Davvero?? Vuole dire che Moroboshi non può più vincere?]

[Esatto. La loro differenza ora è troppo alta, così alta che la vittoria per lui è impensabile.]

Muroto era un ex cavaliere professionista, che aveva militato anche nella A-League, la Lega Professionistica dei Blazer, dunque era uno che poteva oggettivamente giudicare una situazione del genere. Tuttavia, la sua analisi mandò su tutte le furie i fan di Moroboshi.

[Ma che cazzo dici, commentatore!]

[Hoshi!!! Non mollare!!!]

Per quanto il pubblico non volesse accettare la realtà, i commentatori proseguivano nel loro lavoro.

[Un tornado nero sta volteggiando attorno a Moroboshi e sta a poco a poco lacerando lo scudo che si era creato! Che sia davvero la fine? Che la Stella di Naniwa, campione in carica e grande favorito anche di quest’anno, sia incredibilmente giunta alla sua eclissi?]

L’ennesimo ribaltamento di fronte nel quarto match del gruppo C sembrava anche l’ultimo. La folla era ancora incredula di fronte allo spettacolo…e tra quella folla Shizuku notò la figura di Koume, sorella minore di Moroboshi, alzarsi dagli spalti e andare via. Quasi come se stesse scappando.

Koume-san…

Bastò quello per ricordarle l’espressione preoccupata che fece guardando Ikki la sera precedente, e soprattutto tutta la tensione che aveva mostrato nel match finora. Poteva capire perfettamente i sentimenti che si portava dentro: in fondo, anche suo fratello maggiore era su quel ring…ma sapeva anche che doveva fare qualcosa. Il suo corpo si mosse da solo, alzandosi e pronta a correrle dietro.

«Sai…forse te l’ho già detto, ma mi piace davvero questo lato di te, Shizuku.»

Nel correre verso Koume, Shizuku si sentì arrossire leggermente alle parole di Arisuin.

7.

Una porta tagliafuoco separava gli spalti dai corridoi interni del Bay Dome di Osaka. In quel corridoio, ricoperto di vetrate che davano sull’interno dello stadio, c’era Koume, seduta su una panchina. Stava osservando ancora il ring, là dove il fratello stava ancora combattendo.

Fratellone…basta così…

Voleva fermarlo. Se lo stava facendo per lei, non doveva più andare avanti. Non aveva mai detto nulla sul fatto che volesse combattere perché a lei tornasse la voce, ma lo sapeva lo stesso: tra fratelli certe cose si capiscono anche senza parlare. E per quello lei si sentiva morire dentro, non poteva sopportare che suo fratello stesse soffrendo ancora per lei. Per questo scappò via da lì.

«Non vuoi continuare a vedere il match?»

Shizuku Kurogane, che l’aveva inseguita e raggiunta, le pose quella domanda. Koume si voltò sorpresa verso di lei e si ricordò subito dopo chi fosse.

Ah…è una di quelle che è venuta al ristorante ieri sera…mi ricordo…

Era la sorella del cavaliere che stava duellando con suo fratello ora. Ma come mai era qui da lei? Suo fratello stava per vincere, che ci faceva qui? Mentre si poneva queste domande, un’espressione strana si dipinse sul volto di Shizuku.

«Non potevo lasciarti andare…come te, anche io sono una sorella minore. Capisco il tuo dolore, Koume-san.»

Come poteva saperlo? Gli occhi di Koume si spalancarono mentre Shizuku si sedette vicino a lei.

«Abbiamo sentito i motivi del rientro nelle competizioni di Moroboshi-san da Kiriko-san.»

Koume capì, se era stata Kiriko a dirglielo, allora era certa che sapessero tutto.

«…posso capire come ti senti. In fondo, anche io tengo a mio fratello più di tutto. Mi fa male vederlo soffrire…e mi fa stare peggio quando so che lo fa per il mio bene, per proteggermi.»

Le parole di Shizuku colpirono il nervo scoperto: Koume, sapendo che non poteva negare l’evidenza, si limitò ad annuire con la testa.

«Spero sempre che, se è per il mio bene, smetta di combattere.»

Annuì ancora.

«Perché non puoi accettare di essere un peso per la persona che ami.»

Koume annuì ancora – finché non capì per bene l’ultima parola della sua frase e divenne rossissima in viso, negando fortemente con la testa. Lei non aveva “quel tipo di relazione” con suo fratello.

«Oh? Non lo ami? Non è quel tipo di amore?…oh, pensa.» Perché sembra stupita…?

Avendo incontrato un tipo di amore mai visto prima, la giovanissima Koume rimase perplessa.

«Beh…anche se la tua relazione con lui non è di quel tipo, ti senti comunque a disagio se sai che non riesci a fare il tifo per tuo fratello mentre sta lottando solo per farti riavere la tua voce, vero?»

Le sue parole, dette in tono estremamente caldo e gentile, colpirono il bersaglio. Certo che voleva tifare per suo fratello. Lo aveva sempre fatto, fin da quando Moroboshi lottava ancora alle elementari. Lei era sempre in prima fila per vedere suo fratello e amava tifare a gran voce per lui, più di chiunque altro. Era una cosa che la rendeva felice. Ma quel maledetto incidente aveva cambiato tutto. Ora lui lottava solo per restituirle la voce che aveva perso, come dovere da fratello maggiore. Per quello non poteva tifarlo…perché non si sentiva in diritto di farlo. 

Suo fratello si stava dannando l’anima e lei non riusciva a ripagarlo. Quanto ancora doveva essere viziata, coccolata da suo fratello? Sì, non aveva il diritto di essere felice quando lui non lo era. Quel rimorso l’aveva attanagliata dall’incidente, ed è lo stesso rimorso che oggi l’ha fatta fuggire dagli spalti.

…lei mi capisce.

Arrossì un po’, ma riuscì anche a sentire la gentilezza nel tono di Shizuku, che era venuta fino qui solo per portarle un po’ di conforto. Per questo, estrasse immediatamente il suo cellulare per scriverle un messaggio di ringraziamento, ma…

«Tuttavia, non c’è nulla di male nell’essere a disagio. Non devi pensarci troppo, anzi.»

Koume si bloccò e fissò Shizuku ancora stupita. Certo che bisognava pensarci, eccome! Shizuku stava dicendo tutto il contrario di quello che Koume stava pensando. Ma ne aveva un buon motivo.

«In fondo, pensaci. Non importa quanto tu…cioè, quanto noi vogliamo essere coccolate, loro lo faranno sempre. In fondo, noi siamo le sorelle minori e loro i nostri fratelli maggiori.»

Il fratello maggiore protegge la sorella minore ed esse si affidano a loro: è una regola non scritta che vale non solo per gli uomini, ma per molte specie del mondo. «Solo noi possiamo farci cullare da loro.» Era un loro diritto.

«Ed è per quello che io mi faccio viziare. Anche se mio fratello ha già qualcuno che ama, anche se il mio amore per lui lo può mettere nei guai…non esiste che smetta di farlo. Lasciando da parte il fatto che tu non riesca a parlare, tu vuoi davvero fare il tifo per Moroboshi-san. Rispetto alla mia cosa molto egoistica, il tuo desiderio è legittimo e anche molto dolce.»

Questo era quello che voleva dirle, fin dall’inizio. Non poteva più sopportare di vedere Koume autopunirsi ed affidarsi silenziosamente al fratello. Nel mentre, i commentatori sullo sfondo continuavano a parlare del match.

[Kurogane ha alzato ancora il ritmo! La difesa di Moroboshi sta letteralmente cadendo a pezzi! Di questo passo è solo questione di tempo prima che Kurogane sferri il colpo di grazia!] «Sembra che il match stia per finire. Io torno dentro.» Shizuku si alzò e fissò la giovane.

«Tu che fai?….o meglio…tu, cosa vuoi fare?»

Koume rimase interdetta a quella domanda. Non che non potesse capire Shizuku, ma non riusciva a spiegarsi come potesse permettersi di affidarsi a suo fratello nonostante tutta la sofferenza che lui aveva già patito dopo quell’incidente.

Era combattuta.

[Ah! È fatta! Lo scudo di Moroboshi è caduto definitivamente! È con le spalle al muro!] Fratellone!!

Ma in un attimo le sue gambe partirono da sole verso gli spalti.

8.

Intanto nel ring la situazione era quasi decisa.

[Moroboshi cerca ancora di mettere distanza tra lui e Kurogane, ma questi lo sta anticipando continuamente! I colpi di Sanrensei sono troppo lenti, o meglio, è Kurogane ad esser più veloce della lancia! Moroboshi ha già subito quattro ferite negli ultimi minuti e anche il suo sangue ora macchia il ring! So che sembra incredibile, ma ora è un duello a senso unico e anche il pubblico qui presente lo ha capito! Al momento non ci sembra possibile vedere una via d’uscita per il campione in carica, la loro disparità è troppo alta!]

Avendo speso tutta la sua forza magica per quello scudo temporaneo, Moroboshi non poteva più attivare Tiger Bite e quindi era costretto ad attaccare con la semplice lancia, senza comunque più riuscire a vedere Ikki. Al momento ogni suo attacco fendeva solo l’aria. Non c’era più competizione, e il tutto sembrava giocare a sfavore di Moroboshi.

[Ma il Re del Seven Stars non alza bandiera bianca! Yuudai

Moroboshi non molla di un centimetro!] Non si sarebbe mai arreso.

Non posso assolutamente perdere!!

Il tutto per il bene della sorella? No, o meglio, anche per quello. All’inizio il dovere di fratello maggiore era quello che lo guidava, e il far recuperare la voce perduta alla sorellina era il suo obiettivo assoluto. La voce che lei aveva perso nel vederlo debole – o almeno così era convinto lui. Ma una volta tornato sul campo di battaglia un nuovo bisogno lo colpì. Ricordava infatti quanto gli piaceva sentire sua sorella che tifava per lui dagli spalti e quella cosa da sola gli dava una forza immensa, più di qualunque vittoria. Lui non voleva solo che la sorellina tornasse a parlare. Voleva con tutto il cuore che tornasse a fare il tifo per lui. Entrambi ancora legati in ogni battaglia, lui sul ring e lei sugli spalti. Questa era la più grande gioia per lui.

Forse era un desiderio poco virile, ma… Per me non c’è nulla di più importante!!

…finché quel desiderio non sarebbe stato realizzato…

«Che c’è, Kurogane! Io sono qui! Vieni a prendermi!!»

Avrebbe continuato a lottare, a mostrare di essere quel fratello maggiore forte ed impavido per cui sua sorella amava tifare. Quell’orgoglio, quella gioia, era la cosa che muoveva lo spirito di Yuudai Moroboshi.

9.

«Che forza di volontà incredibile…non molla!»

Tornata al suo posto, Shizuku non poté non rimanere affascinata da tanta determinazione. Nonostante le ferite, nonostante la situazione disperata, Moroboshi stava ancora sfidando Ikki a viso aperto. Kurono fu d’accordo con lei.

«Non mi aspettavo niente di meno da un uomo che è tornato a combattere dopo quello che ha passato lui. Deve essere impossibile spezzare la sua volontà, ma il suo corpo è comunque al limite. Non ha più forza magica e non è più in grado di usare Tiger Bite. È in piedi, certo, ma sa di non potersi più reggere per molto. Quello è solo l’ultimo ruggito della tigre e Ikki lo sa bene. Il prossimo colpo sarà l’ultimo.”

E come ad averla ascoltata, un’aura blu ricoprì il corpo di Ikki Kurogane. Era Ittou Shura, chiaro simbolo che Ikki voleva chiudere ora il match.

[Ecco il suo asso nella manica, il famoso Ittou Shura! È la tecnica con cui ha sconfitto numerosissimi nemici, tra cui anche Raikiri e La Principessa Scarlatta!]

[Il Cavaliere Ripetente è un avversario spaventoso. Sa bene che è questo il momento di usare la sua tecnica migliore, quando il nemico non è più in grado di contrastarlo. Purtroppo, credo che le chance di vittoria del Re del Seven Stars siano prossime allo zero.]

Se Moroboshi non riusciva a colpire Ikki in condizioni normali, figuriamoci quando era sotto l’effetto di Ittou Shura che era in grado di decuplicare la forza del ragazzo. Solo attivandola, Ikki aveva quasi annullato ogni possibile chance residua di vittoria di Moroboshi.

«E ora, con la mia debolezza, sconfiggerò il Re del Seven

Stars! Moroboshi-san, è la fine!»

E con quella frase scattò in avanti, più velocemente di quanto avesse fatto finora, mettendo tutta la potenza possibile nelle sue gambe. Lo scatto era talmente veloce che Ikki quasi non toccava terra, planando verso il nemico.

[Kurogane sta per chiudere il match! Per il Re del Seven Stars è fatta!]

Era il climax del match, il momento decisivo. Tutta la folla era tesa, nervosa e preoccupata per quello che stava per succedere…e anche per la molto probabile e clamorosissima eliminazione al primo turno del campione in carica e dell’idolo di casa. In mezzo al mormorare della folla, al tifo e alle grida, Koume ricordò una cosa. Si ricordò quella mattina, quando suo fratello le chiese una cosa prima di uscire per questo match.

[Ehi, puoi dirmi di mettercela tutta e vincere?]

Ah…ecco cosa era…

Non era solo lei a volerlo tifare. Era anche lui che voleva sentirsi tifare, e anche lui voleva prendersi cura di lei e coccolarla un po’ anche così. E la sua era una richiesta talmente semplice, talmente naturale, a cui lei non aveva risposto altro che con un messaggio su un pezzo di carta. Ma non era quello che lui voleva! Quello che lui voleva davvero era…

[Che cosa vuoi fare ora?]

Quello che gli volevo dire era-

«FORZA FRATELLONE!! METTICELA TUTTA!!!!!»

Finalmente lasciò andare il suo cuore con le parole che da tanto, da tantissimo voleva urlare. Quelle parole inchiodate nel suo petto dal rimorso, dalla sua convinzione di aver portato via tutto al fratello, finalmente volarono libere nel cielo, libere da tutto.

Sì…

E quelle parole raggiunsero lo sfinito Yuudai Moroboshi nel ring, nonostante il chiasso dello stadio. Come non potevano non raggiungerlo? Erano le parole che da anni desiderava sentire.

«Certo, tesoro! Ci puoi giurare!!!»

In quel momento, Moroboshi si rialzò e fece qualcosa che sembrava impossibile.

«FALLO A PEZZI, TORA-OU!!!»

Mentre Ikki scattava a folle velocità verso il nemico, Moroboshi lanciò la sua arma dritto di fronte a sé, mirando al viso di Ikki! Concentrò tutta la sua ultima forza magica e usò la sua lancia come un giavellotto!

«Oddio.»

Kurono fece un sobbalzo.

«Questa…questa non ci voleva!»

Perché? In fondo, non era inusuale che la lancia venisse usata in quel modo. Certo, per Ikki non avrebbe dovuto essere un problema vederla ed evitarla…almeno, in condizioni normali.

Lo stile di attacco di Edelweiss è talmente estremo che non contempla rallentamenti né cambi di direzione!

In fondo, come potete far inchiodare o sterzare una macchina che va ai 200 all’ora? Quello era il punto debole dello stile di attacco di Edelweiss…gli attacchi a sorpresa! E ora come era messo Ikki, con l’uso anche di Ittou Shura, era arrivato a una velocità che gli rendeva impossibile decelerare o sterzare!

Assurdo! Un colpo che non scalfirebbe mai Kurogane in queste condizioni, ma ora rischia di perdere il match!!

E non avrebbe nemmeno potuto parare la lancia con la spada, o Tiger Bite avrebbe distrutto la sua arma.

Eppure, come aveva potuto usare di nuovo Tiger Bite se non gli era più rimasta forza magica? La risposta era…nella lunghezza della lancia. Moroboshi aveva dimezzato la sua lancia recuperando così forza magica sufficiente per concentrare un ultimo Tiger Bite nel resto dell’arma…e ora Ikki non poteva più parare o schivare!

Che fosse tutta parte del piano di Moroboshi??

Era proprio così. Moroboshi aveva già capito la debolezza nello stile di attacco di Edelweiss e aveva preparato il terreno fino a questo momento. Fino al momento in cui Ikki avrebbe attivato Ittou Shura e sarebbe scattato verso di lui a una velocità che non gli avrebbe permesso vie di fuga. Si era lasciato colpire di proposito fino ad adesso, solo per creare questa opportunità! Era un bluff spaventosamente intelligente, tanto da riuscire ad ingannare non solo tutti gli spettatori, ma anche Kurono, che è stata uno dei cavalieri più forti di sempre.

A quella velocità non esiste che Kurogane lo possa schivare!

Kurono tremò di fronte all’acume tattico di Moroboshi, e con lei anche Shizuku ed Arisuin. Aveva giocato tutti, tutti! Quindi era davvero parte del suo piano…?

Pazzesco…questo è il livello del Re del Seven Stars?

Ora lo avevano capito, ma anche loro troppo tardi. Avevano compreso perché Moroboshi era il campione, il Re del Festival.

-ma un momento dopo, il silenzio cadde sull’arena.

Tora-Ou, la lancia di Moroboshi, colpì, anzi trapassò Ikki. E Ikki sparì.

Cosa….?

Moroboshi rimase senza parole nel vedere la sua lancia che volava dritta verso il nulla, avendo colpito null’altro che aria. Di lì a poco, un’ombra gli apparve nel cielo sopra di lui, che offuscava il sole. Era l’ombra di un uomo armato di spada, pronto a colpirlo. Era la stessa tattica con cui Ikki aveva schivato Houkiboshi la prima volta, quando si era poi bloccato prima di colpire, cioè Shinkirou. Stavolta però la sua finta non era fatta per corrergli dietro, o ai lati, ma dall’alto al basso. Grazie alla sua forza nelle gambe Ikki infatti era saltato altissimo, evitando con anticipo l’attacco di Moroboshi. In altre parole, Ikki aveva già capito le intenzioni dell’avversario, che avrebbe tentato il tutto per tutto proprio in quell’istante. Ma perché?

Ah…ma certo…

Mentre Moroboshi osservava la lama cadergli addosso, riuscì a vedere il viso dell’avversario e capì. Non vide il minimo rimorso, ma nemmeno il minimo rancore nei suoi confronti. Ikki portava sul suo volto solo un leggero sorriso, espressione di un infinito ed incondizionato rispetto nei suoi confronti.

Hai creduto in me fino alla fine…

Nonostante gli infiniti stratagemmi che il re del Seven Stars aveva pianificato in questo combattimento, Ikki non credette per un singolo momento che si sarebbe dato per vinto. Un vero Re non abdicherebbe mai il trono senza lottare fino alla fine, e Ikki lo sapeva. Lui più di tutti nello stadio aveva creduto e rispettato il nemico che gli stava di fronte, più forse anche di Moroboshi stesso. Ecco perché quel giorno Yuudai Moroboshi fu sconfitto. Perché l’avversario non si fece mai mettere in scacco da lui, nemmeno dopo un bluff di quel genere. E quello fu l’istante decisivo. La lama di Ikki calò scura e decisa sul corpo del nemico. Moroboshi, disarmato, senza fiato né più forza di scappare, lasciò quasi che l’arma lo colpisse. E il colpo decisivo un fendente in diagonale, dalla spalla fino al fianco, e in un fiotto di sangue Moroboshi cadde in ginocchio. Con le ultime forze però, si aggrappò a Ikki prendendolo per le spalle e…al cavaliere che lo aveva superato. All’avversario coraggioso che aveva creduto in lui sino alla fine disse:

«Ora non azzardarti a perdere, capito?» Lasciando il suo desiderio, prima di cadere.

Con quello il Re del Seven Stars svenne a terra e gli arbitri decretarono la fine del match, mettendo fine a questo scontro epico.

10.

[E…ed è finita!! Dopo infiniti colpi di scena e ribaltamenti di fronte abbiamo un vincitore!! E il vincitore è clamorosamente il Re senza Corona, Ikki Kurogane!! Kurogane ha sconfitto al primo turno il campione in carica! Clamoroso! Incredibile!!]

Appena gli arbitri chiamarono la fine del match subito i medici entrarono per portare fuori a spalle Moroboshi: grida di incitamento e applausi partirono subito dagli spalti per lo sconfitto.

[Pazzesco! Stupendo! Che match!!]

[Ce l’hai messa tutta Hoshi! Congratulazioni! Sei stato stupendo!!]

[La folla di casa rende omaggio al loro eroe mentre viene portato via in barella, e hanno ragione. Questo ragazzo ha fatto dei miracoli, prima recuperando da un infortunio apparentemente irreparabile e poi vincendo il titolo l’anno scorso. Pensate, fino ad oggi dal suo rientro Moroboshi non era mai stato sconfitto! E anche se oggi ha perso, ci ha dato una grande lezione di orgoglio, rispetto e disciplina! Che grande uomo che è Yuudai Moroboshi!]

Nel ring, l’unico uomo rimasto, Ikki Kurogane, disse sottovoce a Moroboshi mentre andava via:

“Sì, non perderò. Te lo prometto.”

Rispose con fiducia al suo grande avversario a cui portava ancora incredibile rispetto, prima di uscire lentamente dal ring.

[E ora colui che ha compiuto l’impresa del giorno, il Re senza Corona, lascia tranquillamente il ring. Il più debole sul piano della magia, ma il migliore nel campo della tecnica di spada – questa era la sintesi di Kurogane prima del match e, cielo se è vero! Ce lo ha appena mostrato! Non è un semplice cavaliere di livello F, è di certo una persona che ora può sicuramente puntare alla cima di questo mondo, ad essere il 62esimo Re del Seven

Stars!]

[Che match, complimenti!!]

[Ikki-kun è un fenomeno!]

[Forza! Ora siamo con te! Ce la puoi fare!]

Si sentì un po’ imbarazzato a sentire quei complimenti mentre usciva ma…

Grazie, grazie davvero.

Li ringraziò silenziosamente nella sua mente mentre usciva dallo stesso cancello da cui era entrato. I suoi passi ora erano pesanti, sia per l’effetto di Ittou Shura che iniziava a farsi sentire, sia per la tensione che lentamente lo stava abbandonando, sia per la fatica dei movimenti dello stile di attacco di Edelweiss a cui non era abituato. Uscì però a testa alta, fiero di sé per aver battuto un così grande avversario. È stato un match pieno di insidie e lo sapeva già fin dall’inizio ma…aveva vinto. Aveva battuto il migliore del torneo, uscendo a testa alta dal primo, difficilissimo round del Festival.

Ora restavano altri quattro match.

Quattro vittorie e il titolo sarebbe stato suo.

Quel titolo che tanto ha sempre desiderato e per cui ha tanto lottato finora.

La vetta…non è più così lontana!

Ikki camminava tranquillo nel corridoio dello stadio, quando…

*clap clap*

Una figura gli venne incontro, applaudendolo.

«Visto? Hai vinto, alla fine.»

Il corridoio era buio e non riusciva ancora a vedere chi fosse…ma per lui non fu necessario vedere la persona per sapere chi fosse. 

«Ma in fondo non poteva essere diversamente. L’unica che sconfiggerà il Re senza Corona sono solo io.»

Era niente altro che la Principessa Scarlatta, Stella Vermilion.

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