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Epilogo


1.

La prima a congratularsi di persona al cancello non era altri che la sua amata, arrivata in ritardo al Festival per via di un imprevisto sulla linea ferroviaria. Vari cori di gioia esplosero dagli spettatori nel vederla uscire dal corridoio verso il suo ragazzo.

[È arrivata! È la Principessa Scarlatta, Stella Vermilion!]

[È davvero lei, in carne ed ossa!]

[Ha davvero i capelli rosso fuoco, che storia!]

[E che bomba! Guardate che fisico, che gambe!]

Il tumulto era comparabile a quello dell’entrata in scena di Moroboshi, tale era l’attesa per un cavaliere del suo livello. Ma la persona più felice di vederla era senz’altro colui che le stava di fronte.

“Meno male, Stella…ce l’hai fatta.”

Certo, era contento avesse fatto in tempo per il torneo, ma era molto, molto più contento di vederla. Gli mancava, ma solo ora che finalmente era arrivata tutta la sua nostalgia gli scoppiò nel petto, come un fuoco più forte di ogni ferita che avesse ora.

“Volevo davvero arrivare qui prima ma una frana ha bloccato i binari. Ci è voluto un po’ per spazzare via tutto, sai? Se lo Shinkansen avesse un bel trapano gigante in fronte questi problemi non succederebbero…e di sicuro sarebbe ancora più figo da vedere.”

“Ah, che disdetta…”

Aspetta, ho sentito bene o ha detto “ci è voluto del tempo per SPAZZARLI VIA”? Lo ha fatto lei di persona? Meglio non approfondire…

“Scherzi a parte, hai avuto un avversario davvero difficile. Ho visto solo la fine del duello, ma mi è bastata per capire con chi avevi a che fare.”

“Vero…ma alla fine ho vinto. E ora tocca a te.”

“Certo.”

Stella rispose immediatamente, e i suoi occhi si accesero di un rosso fuoco intriso di fiducia in sé stessa. La ragazza spaventata salvata dopo l’attacco dell’Akatsuki era solo un lontano ricordo: l’allenamento intensivo con Saikyou doveva aver dato ottimi frutti.

Molto bene.

Superato Ikki, che ora era ancora più sollevato nel vederla convinta e motivata, Stella prese la parola con gli spettatori.

“Sono desolata per essere arrivata in ritardo! Ma ora Stella Vermilion è arrivata, ed è pronta a lottare!”

[Stella Vermilion si scusa pubblicamente con gli spettatori! Complimenti davvero, ora già mi sta più simpatica!]

[Vero, ma dato che prima il match è stato rinviato, chissà quando si farà.]

[Il comitato del festival si sta già consultando in merito. Penso si terrà oggi, probabilmente dopo la fine dei match del gruppo C , o forse…oh! Ecco, è arrivato il verdetto ufficiale. Signore e signori, ora arriverà la decisione del Comitato Organizzativo del Festival riguardante il quarto match del gruppo B, quindi vi preghiamo di osservare il mega schermo.]

Tutto lo stadio si voltò verso il mega schermo centrale, là dove un uomo pelato fece la sua comparsa.

[Ah, è Kaieta!]

[Già, Yuuzou Kaieta, il Dio del Giudizio!]

Gli spettatori più anziani riconobbero subito il vecchio che era apparso sul megaschermo e applaudirono. Il Dio del Giudizio era l’eroe dei loro tempi, colui che aveva vinto il King of Knights. Ora era il capo del Comitato del Festival e avrebbe dato di persona l’annuncio del match di Stella.

[Ahem, cari spettatori e partecipanti, buon pomeriggio. Sono Yuuzou Kaieta, direttore del 62esimo Seven Stars Sword Art Festival. Permettetemi di rivelarvi di persona la nostra decisione in merito al quarto match del gruppo B, posticipato per via del ritardo giustificato del contendente Stella Vermilion. La nostra decisione è che tale match avvenga immediatamente.]

Era una decisione quasi scontata. Dato che erano appena finiti i match di un gruppo, era più sensato terminare ora quelli precedenti per poi continuare con l’ordine previsto. Mancava solo l’approvazione dei due partecipanti.

[Contendente Vermilion, ha qualche obiezione in tal senso?]

“Nessuna.”

Stella replicò immediatamente, anche perché era lei la persona nel torto. Avrebbe accettato qualunque decisione avessero fatto.

“Ah, ma io ho qualche obiezione, eccome.”

In risposta al tono convinto di Stella, arrivò una risposta molto più distaccata e fredda, chiaramente insoddisfatta della decisione del comitato. La voce apparteneva a una giovane ragazza bionda, che saltò dagli spalti direttamente nel ring, essendo direttamente interessata alla vicenda. Era Mikoto Tsuruya, l’avversario di Stella di quel match.

“Incredibile. Prendete una decisione solo fra di voi senza consultare anche me che sono una diretta interessata?”

[Certo che no, avevamo naturalmente intenzione di chiedere anche la sua opinione. Se gradisce che il match venga spostato ancora, possiamo pianificarlo come ultimo match della giornata. Dato che lei non è la parte in torto, siamo disposti ad ascoltare le sue esigenze.]

Tsuruya però non fu d’accordo con Kaieta, e per un motivo ben preciso. Quello che lei voleva non era legato all’orario del match.

“Non ho obiezioni su quando si tenga il match. Tuttavia, non posso accettare che non vi sia una penalità per chi arriva in ritardo a un match importante.”

Tsuruya puntò il dito verso Stella. 

“Sono a richiedere che venga ufficialmente assegnato un handicap alla Contendente Vermilion.”

Il pubblico rumoreggiò a tale dichiarazione.

[Eh? Una penalità? Ma sei seria?]

[Che roba è questa? Combatti lealmente come un cavaliere!]

Alla gente infatti non interessavano match con penalità, ma solo a duelli ad armi pari, come si confà a dei cavalieri. Tuttavia, alcuni dei fan non trovavano la richiesta di Tsuruya irragionevole, dicendo che …

[In fondo, Mikoto-san non ha detto nulla di così assurdo.]

…e che…

[Se uno arriva tardi, è giusto che ne paghi le conseguenze]. La maggior parte dell’audience era contro tale penalità, ma a Tsuruya naturalmente non interessava.

Potete criticarmi quanto vi pare, non mi interessa. Non cederò di un millimetro.

Sapeva benissimo infatti di non avere alcuna chance di sconfiggere Stella in un combattimento normale. Per questo, doveva sfruttare al massimo ogni vantaggio che poteva acquisire, per quanto piccolo. Non le importava essere odiata se questo significava vincere. Per lei vincere era più importante di tutto. In un certo senso, il suo atteggiamento non era troppo lontano dalle viste di Ikki e di Moroboshi.

[Uhm…è vero, ci sono stati delle penalità inflitte in precedenza ad atleti arrivati in ritardo. Tuttavia, tali circostanze sono state possibili solo perché il comitato ha verificato che le giustificazioni portate da quegli atleti non erano sufficienti o erano in malafede. Dato che questo specifico caso è stato verificato ed è reale, per il Comitato Direttivo non c’è bisogno di alcuna penalità. Anzi, se proprio si ritenga necessario infliggere tale penalità, il Comitato ritiene che la disputa immediata dell’incontro sia un handicap sufficiente.]

“Uh…!”

Ciò che Tsuruya non sapeva è che nella riunione del Comitato si era parlato di penalizzare Stella per il ritardo, ma che appunto mancassero i requisiti per infliggere tale punizione. Per questo, la richiesta di Tsuruya non sarebbe stata approvata.

“No, non è sufficiente.”

A meno che non fosse proprio Stella Vermilion ad auto accusarsi.

“S…stella??”

Ikki sobbalzò poco distante da lei, stupito da quello che aveva appena sentito.

“La richiesta di Tsuruya-san è ragionevole. Se fossi arrivata due giorni prima al torneo come consigliato non saremmo in questa situazione. Dato che è stata una mia errata valutazione, credo sia corretto infliggermi una punizione.”

A quelle parole tutto lo stadio rimase attonito. Dato che il Festival era un torneo ad eliminazione diretta, nessuno di certo si sognava nemmeno di auto infliggersi penalità! [Beh…che dire, sono sorpreso. Effettivamente…] Stella annuì.

“E anche se non lo avesse richiesto Tsuruya-san lo avrei richiesto io stessa. L’orgoglio della mia famiglia, la famiglia Vermilion, che si fonda su principi di onestà e giustizia mi impone questa scelta. Non è corretto nei confronti di chi è stato

puntuale e si è attenuto alle regole.”

[Capisco.]

“Pertanto, avrei un suggerimento in tal senso.”

[Un suggerimento?]

“Sì. Se tenessimo semplicemente il duello uno contro uno, sarebbe scorretto nei confronti di Tsuruya-san. Pertanto, ecco quale propongo sia il mio handicap. Propongo che tutti i partecipanti del gruppo B lottino contro di me in blocco.”

[Cosa??]

Kaieta perse per un attimo il suo aplomb alla dichiarazione di Stella. E ci mancherebbe, tutti nello stadio erano scioccati per tale proposta. 

[Ehi, aspetta un attimo…ma la Principessa è uscita di testa!]

[Questo va ben oltre la penalità!]

In molti credevano di aver capito male, e anche Tsuruya, che aveva solo da guadagnarci, non poté far altro che chiederle:

“Ma… ma sei seria?”

Stella annuì convinta e anzi, si rivolse a Tsuruya come se nulla fosse.

“Sono serissima. Un ritardo del genere potrebbe costarmi anche la squalifica, e non sarei in disaccordo. Pertanto, una penalità del genere mi sembra un buon compromesso, non trovi?

Ovviamente, se tutti i partecipanti sono d’accordo.” Dietro di lei, Ikki sbiancò.

Questo…questo è un grosso problema!

La penalità che Stella aveva suggerito era ovviamente fuori dal mondo, ma non era solo quello il problema…il problema vero di cui era preoccupato anche Ikki erano gli avversari di Stella. Difatti, se escludiamo Tsuruya e la stessa Stella, il resto

dei partecipanti del gruppo B…

…sono tutti membri della Akatsuki!

Altri lottatori potrebbero non accettare, dato che ognuno aveva già vinto il proprio match, ma quelli della Akatsuki erano un caso diverso: erano al Festival con il solo scopo di farsi vedere e di distruggere il Festival, e quale modo migliore se non battendo uno dei cavalieri più in vista del momento?

Non si faranno mai scappare un’occasione del genere!

Stella era un livello A, come Ouma, che doveva essere il più forte tra i membri della Akatsuki. Per gli altri che di sicuro erano meno forti di lui, quale miglior occasione di combattere in quattro contro uno contro di lei?

“Hahahahaha. Beh, di sicuro questo è un risvolto inaspettato…e interessante.”

La voce di Reisen Hiraga echeggiò per l’arena, con una nota davvero soddisfatta nel sentire la proposta della principessa.

“Questo è il Seven Stars Sword Art Festival, una competizione dove nessuno deve essere sottovalutato…per te, per richiedere un 4 vs 1 in questa occasione, devi avere davvero un orgoglio spropositato…ma non mi aspettavo niente di meno

dalla Principessa Scarlatta. La tua fama ti precede.” Hiraga balzò nel ring dietro a Tsuruya.

“Ma senti come parla questa…ci considera solo dei porci non al suo livello.”

“Huhuhu…farai meglio a non rimangiarti la parola ora, Principessa.”

Anche Yui Tatara e Rinna Kazamatsuri seguirono Hiraga nel ring, evidentemente in accordo con lui.

“Noi della Akatsuki non abbiamo obiezioni. Anzi, siamo contenti di fare la nostra parte per rendere questo torneo equilibrato.”

[Capisco…e lei che dice, Contendente Tsuruya?]

“io…io non ho obiezioni.”

Tsuruya quasi balbettò quelle ultime parole…ma alla fine acconsentì alle condizioni.

[Uhm…]

Ricevuto il consenso dalle parti, Kaieta si fermò un attimo a pensare.

[No, aspetta, siamo seri? Non penserà davvero di fare un match del genere!]

[Quattro contro uno non è un incontro, è un linciaggio!]

[Però non è male come idea…lasciateli combattere!]

La folla ora era in fermento per via della sfida improvvisa, con la gente che si scambiava animatamente opinioni. Dopo un minuto, però, Kaieta fece il suo annuncio.

[Dato che non ci sono obiezioni dai partecipanti, il match acquisirà quindi le regole che lo stesso Contendente Vermilion ha richiesto per sé.]

E ora era ufficiale.

[Sul serio??]

[Ma sono matti!]

[Ordine, ordine! Certo, è una richiesta anormale ed insolita, ma finché tutte le parti sono responsabili e in accordo, non è una novità che vi siano dei cambi di regole. In più, la penalità è stata richiesta dalla stessa Stella Vermilion, quindi noi non abbiamo obiezioni in merito.]

Dopo aver dato i suoi motivi, Kaieta si rivolse alle due contendenti.

[Vi confermo le regole, dunque. La Contendente Vermilion per passare il turno dovrà affrontare e sconfiggere i Contendenti Hiraga, Kazamatsuri, Tatara e la stessa Tsuruya. Dall’altra parte, se la Contendente Tsuruya o uno degli altri tre dovesse sconfiggere la Contendente Vermilion, lei sarebbe la vincitrice. Tutto chiaro?]

“Chiarissimo.”

“Sì. La ringrazio per la sua indulgenza, Direttore.”

[Bene. Commentatori, vi lascio la parola.]

[Eh…ah, sì.]

Kaieta abbandonò il mega schermo e fu il tempo dei commentatori di introdurre il nuovo match.

[Beh, ecco…non so come, ma stiamo per assistere a qualcosa di incredibile. Ho commentato infiniti match, ma un quattro

Il commentatore si riprese in fretta dallo shock della situazione e tornò immediatamente al suo tono eccessivamente gioviale di commento.

[Per cui, il match tra Stella Vermilion e Mikoto Tsuruya si terrà presto! Chiediamo cortesemente ai partecipanti di entrare nel ring.]

“Bene, è ora che vada.”

Stella si voltò e parlò con fiducia ad Ikki.

“Vai pure a riposarti, tranquillo. Sei conciato da buttare e soprattutto non credo avrai molto da vedere anche se resti.”

Ikki non capiva tanta leggerezza: stava andando affrontare Tsuruya, che era stata una delle migliori otto dell’anno prima, e soprattutto tre membri della Akatsuki insieme.

“Stella…perché prendersi un rischio del genere non necessario?”

Se non avesse detto niente infatti avrebbe avuto il suo match senza altre persone di mezzo. Perché crearsi dei problemi, dunque?

“O sei già certa di batterli tutti e quattro?” Stella scosse il capo.

“Beh, non so bene come andrà. O meglio, diciamo che non sono certa, ecco. Non so nemmeno cosa sanno fare.”

“E allora perché…”

“Perché è qualcosa che devo fare.”

Parlò con sicurezza, fissando il maxischermo che ora mostrava il tabellone del torneo. In particolare, ora mostrava il gruppo B, proprio quello di Stella.

“Se tutto va come deve andare, il primo match del secondo round domani sarà tra Hiraga e Kazamatsuri, e di sicuro decideranno a tavolino chi dovrà vincere tra loro per non ostacolarsi da soli.”

Era scontato, in fondo erano tutti membri della stessa squadra, oltre ad essere solo mercenari. Non avevano interesse ad avere gloria personale: per loro contava solo vincere il Festival, indipendentemente chi sarebbe stato di loro. Dunque, non aveva senso combattere fra di loro. Uno dei due avrebbe sicuramente dato forfait prima del match.

“E non posso permetterlo.”

“Stella…”

In quel momento Ikki capì il perché delle sue azioni e perché fosse così determinata nell’autoassegnarsi un handicap. Non era di certo per l’orgoglio della famiglia o altre ragioni.

“Non posso permettere che quei tizi che hanno ferito i nostri amici e hanno distrutto la nostra scuola la passino liscia di fronte ai miei occhi.”

Vendetta. Lei voleva vendetta. Vendetta per sé e per i suoi amici.

“Li ridurrò tutti in cenere.”

Con una voce quieta ma forte, come quella di un vulcano prima di eruttare, Stella si congedò da Ikki e si recò verso il centro del ring. Ora fissava i tre della Akatsuki con occhi pieni di rabbia, di quella rabbia che stava faticando a contenere già da un po’. Ikki si preoccupò che potesse perdere la testa per la rabbia, ma non ci poteva fare niente. Era una rabbia sincera e quasi ragionevole, motivata dalla sua gentilezza e dall’affetto per i suoi amici. Per quello la lasciò andare senza dirle altro.

Credo in te.

In lei e nel suo allenamento con Saikyou, durato tutta la settimana.

Fai del tuo meglio, Stella!

[Bene! E ora, che il quarto match del gruppo B cominci!!!

LET’S GO AHEAD!]

E così, il match a regole anormali iniziò.

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