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Intermezzo: Blackout


1.

«Accidenti. Dopo che Stella-chan li aveva presi sonoramente a calci di fronte a tutti pensavo si sarebbero ridimensionati…e poi guarda che succede.»

Yuudai Moroboshi espresse così il suo stupore dopo aver assistito al match di Kuraudo dal cancello blu. Dato che aveva combattuto lui stesso contro il vero Re Senza Corona poteva affermare con certezza che la copia creata da Sara era molto vicina all’originale: la forza, la precisione, la tecnica, tutto ricordava con estrema accuratezza l’originale Ikki Kurogane…e il fatto di poter creare una tale entità in più copie…che razza di mostro era quella ragazza?

«Anche se batti Kurogane lo sai che poi troverai quella lì, vero? Mi raccomando, fai attenzione.»

Ridacchiando, Yuudai diede una pacca sulla spalla a un Byakuya perplesso, il quale si limitò a rispondere sinceramente.

«Yuu…mi stai incoraggiando o mi metti pressione?»

«Ti sto solo prendendo in giro, figurati.»

«Allora vai a casa.»

«Ah, tranquillo. Non hai di certo bisogno di essere incoraggiato, in fondo.»

Moroboshi fu altrettanto onesto: i due si conoscevano da tantissimo, e Byakuya sapeva che Yuudai sarebbe stato al suo fianco in ogni caso, qualunque fosse il suo nemico. 

«Anzi, Shiro, sei sempre lo stesso. Ignori completamente il match successivo e ti concentri completamente solo su ciò che hai davanti a te.»

Quello che aveva davanti, in questo caso, era uno scacchiere da shogi: Byakuya stava facendo un solitario.

«Questo è il mio modo di scaldarmi.»

«Ma le arti marziali e i giochi da tavolo non sono come acqua e olio?»

Byakuya rise di gusto alla domanda, come se Moroboshi avesse detto una barzelletta. Eppure, tale affermazione era perfettamente nelle corde di Moroboshi, una persona molto istintiva.

«Per quanto mi riguarda, un duello è uno scontro mentale e non una competizione di arti marziali. La battaglia comincia conoscendo le mosse dell’avversario e capendo cosa sia in grado di fare. Man mano che si capisce il modo di ragionare del nemico, si possono preparare contromosse ed esser uno, o anche due, passi avanti rispetto a lui. Questo però è basilare. Vanno considerati poi anche il fisico dell’avversario, e come la sua personalità influenza la battaglia. Come usa le sue abilità. Come si muove. Come cambia idea. Come respira. Se analizzo tutto per filo e per segno posso vedere come finirà la battaglia già dall’inizio.»

«Eh? Quindi davvero hai già pronto un piano da scacco matto?»

Alla domanda, le labbra di Byakuya si sollevarono leggermente, in un piccolo sorriso.

«In 23 mosse…il Re Senza Corona userà Shinkirou per spostarsi sulla destra e lì vincerò. Non c’è ombra di dubbio.»

«…non mi azzarderei a dirlo conoscendo quel tizio. Certo, non ha gran varietà di tecniche, ma pensa in modo diverso da tantissimi. Potrebbe ancora anche nasconderci qualche potere.» Questo avviso fece capire a Byakuya il vero perché della presenza di Moroboshi: voleva avvisarlo e consigliarlo per il bene.

Byakuya ne fu contento, e gli rispose così-

«Hai ragione Yuu, è come dici. È un cavaliere che si può sottovalutare a una prima occhiata, ma in realtà è un grande stratega che sa usare al meglio ogni sua risorsa. Sarà molto difficile capire ogni sua singola mossa. Però, il suo prossimo match è molto diverso.»

La voce convinta di Byakuya sorprese Moroboshi.

«Perché?»

«Per una volta sarà molto facile capire le sue mosse: se ci pensi, il Re Senza Corona questa volta ha un grosso handicap dalla sua parte.»

Quelle parole fecero capire cosa intendesse Byakuya.

«…parli del limite della sua abilità?»

«Esatto. La sua abilità è quella di concentrare tutta la sua forza in un brevissimo lasso di tempo, e non riesce a farlo più di una volta al giorno. Un’abilità molto difficile da gestire. Se oggi avrà due match, non potrà usarla con leggerezza.»

«Non capisco la tua fiducia. Potrebbe usarla solo contro di te, no?»

«No, non succederà. Sara Bloodlily può produrre delle sue copie che riescono a usare Ittou Shura, quindi cercherà di preservarlo per quel match. Kurogane ha un motivo molto importante per lui deve vincere il torneo.»

«Sarebbe?»

«Se non diventa il Seven Stars Sword King non potrà diplomarsi, né diventare un mage-knight.»

«Cosa? Ma sei serio?»

Moroboshi sbiancò all’affermazione.

«Ma va! Come fa ad essere vera una cosa del genere?»

«Sembra che la sua famiglia gli stia mettendo i bastoni tra le ruote. Non vogliono che il loro onore sia secondo loro macchiato da un cavaliere di livello F, e quindi ha bisogno di un grosso riconoscimento per cancellare questa onta.»

«…assurdo.»

Essendo uno studente di una scuola diversa, Moroboshi non poteva conoscere questa clausola imposta ad Ikki. Tuttavia, Byakuya aveva fatto approfondite ricerche su di lui ed era venuto a sapere tutto quello che si poteva riguardo alla sua condizione familiare, al suo passato e a quello che ha portato a quella clausola incredibile. Ed ecco perché Byakuya fu certo che Ikki non avrebbe potuto usare Ittou Shura contro di lui.

«Naturalmente, se stesse andando contro il campione in carica, non avrebbe altra scelta che usare il suo asso della manica. Questo vale naturalmente anche contro un avversario che può riprodurre alla perfezione i suoi poteri: non ha altro modo se vuole arrivare a vincere il torneo.»

In quel momento, l’annuncio per Ikki e Byakuya risuonò nell’arena.

«Bene, è ora che vada.»

Byakuya si congedò con quelle parole dalla sala di attesa e percorse il piccolo corridoio che lo legava al ring. Vedendolo uscire la folla lo accolse con applausi e cori di gioia, ma lui non li sentì da tanto che era concentrato. Quelle informazioni erano assolutamente nulle per lui e scivolarono via dalla sua attenzione. Le voci del pubblico, persino lo stadio attorno a sé, non contava nulla e non lo vide. Il mondo di Byakuya per i prossimi minuti sarebbe stato il ring e una persona al suo centro. Ikki Kurogane.

Gli occhi di Byakuya si strinsero, focalizzandosi sul nemico di fronte a sé. Ikki sembrava…estremamente concentrato, con uno sguardo che non tradiva paura né timore reverenziale. Il suo avversario sembrava concentrato, ma allo stesso tempo tranquillo, come lui: quello era il modo perfetto di approcciare un duello. Byakuya ne fu sollevato: paradossalmente, se Ikki fosse stato teso, o nervoso, tale nervosismo avrebbe potuto non usare il suo acume mentale al meglio delle sue potenzialità, e quindi…

Questa partita di 23 mosse non si concluderebbe alla perfezione.

Questo era importante al pari della vittoria per lui. Un duello non era solo un fatto di vittorie o sconfitte: ciò che desiderava non era uno scontro barbaro o vedere chi fosse il più forte. Il suo desiderio era uno scontro di intelletti…e da Ikki Kurogane lo avrebbe senz’altro avuto. Un duello raffinato, elevato dove ognuno avrebbe fatto la sua mossa pensando già a due mosse dopo. Già pregustava queste 23 mosse, pensando a come ricorderà questo duello in futuro.

[Bene! Secondo match del secondo Round del Gruppo C! Potete cominciare! LET’S GO AHEAD!]

È ora che il mondo veda questa meravigliosa partita di scacchi!

Qui la memoria di Byakuya Jougasaki si perse, come se fosse stata improvvisamente staccata una spina. 

Ciò che gli rimase fu solo un grande vuoto.

Ma prima che la sua coscienza scivolasse nell’oscurità, sentì distintamente due parole.

«ITTOU RASETSU

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